Inizio settimana ‘au chocolat’

 

Ogni volta dico a me stesso che è l’ultima volta, ma poi sento il profumo della sua cioccolata  calda…Le conchiglie di cioccolato! Così piccole, così semplici, così innocenti. Pensai: oh, solo un piccolo assaggio non può far niente di male! Ma poi scoprii che erano ripiene di ricco, peccaminoso…” “… E si scioglie… Dio mi perdoni, si scioglie così lentamente sulla lingua e ti riempie di piacere!…” (dal film “Chocolat”)

 

Ricordate Chocolat, il film di Lasse Hallstrom con Juliette Binoche e Johnny Depp in cui il cioccolato, in un paesino francese di fine anni ’50, diventava – per tutta una serie di bigotti locali – la metafora del peccato perchè legato alle gratificazioni del corpo e dello spirito? Durante il weekend ho ripensato spesso a quel film, in cui, nel finale, vivere assaporando le delizie della vita trionfa su ogni demonizzazione, e voglio iniziare questa nuova settimana dedicandomi a una ‘chocolat’ full immersion: morbidi bignè caldi di pasticceria ricoperti di un’ abbondante glassa e ripieni di crema al cacao. Per gratificare corpo, spirito e palato…alla faccia delle calorie! E la dieta, si rimanda a domani...

Buon lunedì.

Il ‘fluo pastello’ di MSGM

 

Massimo Giorgetti, ‘guru‘ creativo di MSGM – uno dei brand emergenti degli ultimi anni che sta attualmente conoscendo, grazie all’estro del suo artefice, un vero e proprio boom – nella sua collezione primavera estate non poteva tralasciare una propria personalissima interpretazione del fluo: sceglie il giallo neon e lo declina in miniabiti dall’ orlo merlettato, bluse di pizzo, abitini caratterizzati da un ‘importante rouche alle spalle e maxidress che riprendono fantasie optical, motivo ricorrente nelle collezioni di Giorgetti. L’effetto è sofisticato, delicato: complice una sfumatura di fluo virata dal giallo pastello che lo rende quasi ‘lunare’, una tinta presa in prestito dallo spazio e coniugata in forme e stili prettamente contemporanei. E se, tra gli accessori, viene messa in evidenza su tutti una tracolla nella medesima tonalità yellow, i sandali neri, con spesso tacco a plateaux, vengono abbinati rigorosamente ai calzini, corti e in bianco filo di cotone. Uno dei leit motiv decisamente più frequenti della primavera estate che ha sfilato in passerella. Romantico, raffinato, insolito, il giallo fluo di MSGM non può che essere promosso a pieni voti.

Buona domenica.

 

Bianca e Mick: glamourous wedding

 

Quando si parla di glamour, invariabilmente, per associazione di idee è lei che viene in mente per prima: Bianca Pérez-Mora Macias, dea nicaraguense dalla bellezza esotica, sposa Mick Jagger (frontman e sex-symbol per eccellenza dei Rolling Stones) il  12  maggio 1971 nella pittoresca cittadina di Saint Tropez, sulla Cote d’ Azur. Alla cerimonia civile segue, in un’ affollamento totale di vie e piazze locali, quella religiosa presso la chiesa di St.Anne: è uno dei pochi pomeriggi in cui la ressa di fotografi, forze dell’ordine e fan scatenati non è causata dalla Bardot. Jagger, pensa addirittura di dare forfait. Intanto, hippy in bicicletta o arrivati in autostop si mescolano, con una naturalezza estrema,  agli esponenti del jet-set internazionale intenti a parcheggiare le loro immense Rolls Royce. La chiesa, come ricorda padre Lucien Baud durante la cerimonia, è stata scelta dagli sposi perchè Bianca è nata il giorno di Sant’ Anna; in sottofondo, viene riproposto un medley dalla colonna sonora del film Love Story e, mentre Mick e Bianca scambiano le promesse matrimoniali, è la marcia nuziale di Bach a sottolinearle. Grazie a una fuga da un’ uscita laterale della chiesa, gli sposi riescono nello scopo di seminare i fotografi: prossima tappa, il Café des Arts dove si terrà un ricevimento per 200 invitati, 70 dei quali volati a Saint Tropez direttamente da Londra con un charter esclusivo. Alle prime ore del mattino, a party terminato, i newly-weds salpano sul loro yacht Romeang per una luna di miele di dieci giorni che toccherà le coste della Corsica e della Sardegna. Se Bianca Jagger viene identificata tout-court, e da sempre, come un’ icona del glamour, al suggestivo matrimonio di Saint Tropez spetta un merito non irrilevante. Il suo abito da sposa, sofisticato ma incredibilmente sexy, viene ricordato nell’ immaginario colletivo come uno dei più originali dell’era contemporanea: un tailleur composto da giacca avvitata – portata rigorosamente sulla pelle nuda – e gonna longuette, abbinato ad un cappello a falda larga su cui si innesta un moderno velo corto. L’ intero outfit è disegnato appositamente per lei da Yves Saint-Laurent: da allora, la giacca stretta in vita che accarezza morbidamente la pelle del corpo diverrà uno dei capisaldi del fashion a tutt’ oggi magnificamente in vigore. E Bianca, ora una decisa attivista per i diritti civili, dal suo matrimonio rock passando per gli anni scatenati dello Studio 54 di New York, rimarrà una delle più rappresentative interpreti di uno stile personalissimo e dal fascino sconfinato.

Felice weekend.

 

 

Tangerine Dream

 

La tonalità su cui puntare per il make up della prossima estate, ha un unico nome e ben definito: tangerine tango, ovvero, il trionfo dell’arancione! Lanciato per primo da Pantone Universe, l’arancio sarà il leit motiv maggiormente ricorrente per labbra, fard, occhi ed unghie ma non solo…La tangerine mania dilagante si dirama versatilmente in una molteplicità di settori che, oltre a includere moda ed accessori, inglobano persino il design, Per trovare la nostra tangerine-nuance perfetta non abbiamo che l’ imbarazzo della scelta: tutti i più noti e diffusi brand della cosmesi internazionale hanno proposto la propria, compresa L’Oréal che ha presentato un nuovissimo lipstick dallo splendido arancio vernice.

Il tangerine tango incarna tutto quel che il rosso ha rappresentato lo scorso inverno, sostituendolo con una sfumatura che si sposa perfettamente alla bella stagione: l’arancio è vivace, brillante, sembra catturare tutta la luminosità dei raggi del sole e risalta alla meraviglia sulla pelle abbronzata. Giovane, esuberante, di un glamour indiscusso, ha conosciuto i suoi massimi livelli di gloria negli anni ’50, ’60 e durante il periodo di maggior fulgore dello Studio 54, quando veniva presentato come l’alternativa per eccellenza al troppo classico rosso.

 

Marilyn in tangerine lipstick

 

Oggi, il suo ritorno alla grande si lega a quel tripudio di colori di cui  la primavera ha segnato il boom a 360°: tra colour blocking e revival del fluo, il tangerine è decisamente la via da percorrere per un make up dal mood solare, innovativo, sofisticato e contemporaneo al tempo stesso: la nuance vincente che più si intonerà alla nostra estate 2012.

 

Buon venerdì.

 

 

 

 

Must have: il trench turchese Burberry Prorsum

 

La collezione s/s 2012 di Burberry Prorsum è un’autentica meraviglia che intreccia colori, influenze etniche, dettagli di ispirazione 70s e materiali insoliti, come la rafia, concedendo un ampio spazio agli accessori a cui conferisce una particolare ricercatezza.  Stavolta, vorrei puntare la mia attenzione su un singolo capo che, tra tutti, ha attratto la mia attenzione e le mie preferenze: uno splendido trench in pelle declinato in una intensa sfumatura di turchese, colore che in questo specifico periodo dell’anno si lega a immensi spazi e ad infiniti orizzonti, come il mare e il cielo. Il trench, aderente, si modella sulla forme del corpo e presenta accuratissime rifiniture, cuciture a vista volutamente ben evidenziate. I bottoni, neri e tondi, creano un sofisticato contrasto cromatico e fanno pendant con la fibbia e la chiusura della cinta – alta, spessa, in rafia bicolore profilata di marrone – a cui il trench è stato abbinato in passerella.  Gli orli e le applicazioni zigzagate che lo percorrono interamente costituiscono un dettaglio in più sulla sua sofisticata lavorazione, impreziosendolo di originali ornamenti in tema con il mood vagamente anni 70 a cui si ispira. Potrebbe essere indossato da una novella Bree Daniel, che una Jane Fonda da Oscar interpretò nel 1972 in Klute: l’abbinamento con il cinturone in rafia, fibra naturale al top nelle preferenze dei figli dei fiori dell’ epoca, è palesemente indicativa della vena d’antan su cui è improntato il suo design. Il trench Burberry Prorsum, per le temperature italiche perfetto anche in autunno, si contraddistingue egregiamente nella sua funzione di must have dall’ estrema versatilità.

Buon giovedì.

Hanami

 

“Cadono i fiori di ciliegio sugli specchi d’acqua della risaia: stelle, al chiarore di una notte senza luna.”

(Yosa Buson)

Sono molteplici, gli haiku giapponesi che celebrano i fiori di ciliegio: il sakura, fiore nazionale, è protagonista dell’ evento più caratteristico, più spettacolare della cultura e della tradizione nipponica. Narra un’antica leggenda che, in origine bianchi, i petali di ciliegio fossero divenuti rosa dopo che un imperatore ordinò che sotto le loro fronde fiorite venissero seppelliti dei valorosi Samurai caduti in battaglia. Da allora, dopo che gli alberi ne ebbero assorbito il sangue, la loro tonalità cambiò per sempre e furono assunti a simbolo dello splendore e della caducità dell’esistenza. Il ciliegio, che al momento della fioritura espande i suoi petali creando impalpabili nuvole rosa, esprime in quel preciso istante tutta la sua meraviglia: una meraviglia di breve durata, legata ad un’ intensa ma fragile, effimera bellezza. Esattamente come la vita è un dono magnifico ma precario, destinato ad appassire, senza facoltà alcuna di mantenere la sua sfolgorante grazia. In tutto il Giappone l’ Hanami, dal significato letterale di ‘guardare i fiori’, è un fenomeno che viene accuratamente pianificato durante il corso dell’ anno: già alla fine dell’ inverno, l’avanzamento dello sbocciare dei fiori e gli aggiornamenti sulla fioritura vengono seguiti con attenzione ed estremo interesse dalla popolazione, costantemente mantenuta updated da notiziari e tg. La Primavera rappresenta il culmine di questa fibrillazione: al fiorire dei ciliegi, in aprile, la tradizione vuole che i giapponesi srotolino lunghe stuoie azzurre sotto gli alberi fioriti e che, sotto la splendida ‘tettoia’ di corolle, si dedichino a un relax conviviale che include il sorseggiare sakè, la conversazione, la contemplazione della natura e l’assaggio di delizie quali il sakura mochi, dolcetti a base di riso tinti prevalentemente di bianco e rosa. La notte diviene un momento ancora più magico, grazie alla luce soffusa delle lanterne di carta e al bagliore lunare: propizia il romanticismo e il ritrovo degli innamorati. Momenti di assoluto incanto che godono, nell hic et nunc, della magnificenza floreale senza pensare al prossimo futuro, alle giornate in cui i petali si staccheranno poco a poco dai rami lasciando svanire l’affascinante malia dell’ Hanami. Un fenomeno naturale, visto con serenità se pensiamo che, nell’ ottica dei kamikaze, persino il suicidio viene paragonato alla caduca grazia dei fiori di ciliegio: “Se solo potessimo cadere come fiori di ciliegio in primavera, così puri, cosi luminosi” recita l’ haiku di un soldato ventiduenne. Un concetto che ribadisce, in sè, tutta l’assoluta poesia racchiusa tra i petali di quello che Yukio Mishima definisce “Il fiore per eccellenza.”

 

 

Ralph Lauren: fluo di classe

 

Non solo colori pastello: la primavera estate 2012 si accende di tinte bon bon, ma decise: anzi, decisamente fluo. Ed è tutta una profusione di fucsia, di verde mela, di turchese e di arancioni che si illuminano di toni segnaletici, squillanti, pur non perdendo la loro deliziosa delicatezza. Ogni eccesso e volgarità banditi, i nuovi colori fluo si propongono con discrezione e sofisticatezza, abbracciando materiali pregiati come il camoscio e declinandosi in tutti i dettagli possibili di un outfit: gli accessori rappresentano un canale importante, basilare per adottare il nuovo trend ‘a spot‘. Ralph Lauren l’ha captato in pieno, realizzando delle preziose tracolle che riprendono un motivo di lunghe frange in pelle molto ’70s oriented, ispirato vagamente ad un mix di stile tra il boho e l’ hippy chic.

Per chi preferisse esprimere un proprio, personalissimo mood fluo dirottandolo verso altri dettagli, le zeppe dal vertiginoso tacco a plateau in legno rappresentano la scelta ideale: in morbida pelle scamosciata che va a costituire spessi listelli incrociati per trattenere il piede, vengono coniugate in  segnaletici rosa, arancione, verde e azzurro creando un connubio perfetto tra tradizionalità di materiali e colori ‘artificiali’ che genera un risultato di estrema raffinatezza. Affermando, a tutto tondo, l’equazione che identifica il fluo con un’ indubbia eleganza.

Buon martedì.

 

La swinging London onirica e vibrante di James Wedge

 

Studiava ancora alla Walthamstov School of Arts, James Wedge, quando ottenne una borsa di studio per il Royal College of Art; intanto, collaborava con il couturier Ronald Paterson per cui ideava collezioni che venivano distribuite presso Liberty, Harrods e Fortnum & Mason. Quando lasciò il college, aveva già incanalato la sua vena creativa divenendo uno dei più quotati e richiesti modisti di Londra: i suoi cappelli apparivano sulle copertine di VOGUE, Harpers and Queen e le celebrities ne erano le più entusiaste fan. Iniziavano quegli anni che avrebbero portato una nuova linfa al panorama britannico – e, di riflesso, mondiale -, iniziava il fenomeno della swinging London che rivoluzionava usi, costumi introducendo mode e stili ‘di rottura’, mai visti prima. Wedge si inserì in pieno nel nuovo trend disegnando cappelli per Blow up di Antonioni e fissando il suo quartier generale a King’s Road, dove aprì due boutique che divennero ben presto fulcro del glamour e punto di riferimento per tutta la scena della Londra più straordinariamente swinging, come le rockstar e le loro girlfriend: Top Gear e Countdown erano infatti frequentate dai Beatles, dai Rolling Stones e da tutte le memorabili icone dei ’60, come Marianne Faithfull. Dalla moda alla fotografia di moda il passo fu breve per l’ ex modista, che inaugurò alla grande questa sua nuova passione realizzando shooting e copertine per tutti i maggiori glossy dell’ epoca, da VOGUE a The Sunday Times Magazine. Sua, tra le altre, una indimenticabile e iconica foto: quel nudo di donna in cappello a veletta, sdraiata su un tappeto di cuscini dalle esotiche e caleidoscopiche fantasie che restò per sempre, nell’ immaginario collettivo, simbolo di BIBA. Le foto di James Wedge evidenziano un’ immagine femminile al tempo stesso buffa e aggraziata, che unisce le caratteristiche di una danzatrice a quelle di un etereo, malizioso clown immortalate in scatti ispirati stilisticamente quasi a scene da film muto. Negli anni ’90, Wedge è protagonista di una nuova svolta: abbraccia infatti la pittura e realizza una serie di dipinti ad olio, su tela, il cui soggetto è prevalentemente il corpo umano in movimento, vibrante, proiettato in un’ idea di spazio in perenne fluttuazione. Oggi l’artista britannico, celebrato in anni di mostre organizzate in tutta Europa e a New York, ritiene di aver raggiunto la sua più alta, definitiva libertà espressiva. Ma noi non dimenticheremo mai i suoi scatti, che hanno dato immagine e corpo a tutto un universo – onirico e incantevolmente allegorico – più che mai rappresentativo degli anni ’60 e ’70.

Buon lunedì.

Glitter People

 

” Non basta trasmettere ai figli valori solidi, bisogna insegnare loro a credere in sè stessi, dare loro gli strumenti per vivere serenamente. Mia madre lo ha fatto con me e, toccando ferro, conto di riuscire a invecchiare serenamente. La maternità è una parte che voglio assolutamente interpretare. E spero di riuscirci al più presto. Dentro di me, come ho sempre saputo che non mi sarei mai sposata, ho sempre saputo che sarei diventatata madre. “

Charlize Theron

 

Buona domenica.

Dolce & Gabbana presentano la Monica Lipstick Collection

 

Non può esistere donna al mondo che incarni meglio tutto il mood, lo spirito più profondo che anima l’ universo stilistico Dolce & Gabbana : Monica Bellucci, grande amica di Domenico Dolce e Stefano Gabbana oltre che consolidata testimonial di numerose advertising campaign del duo, è l’ affascinante musa che ha ispirato una minicollezione di 6 rossetti caratterizzati da splendide nuance nei toni del rosso. Una collezione in edizione limitata che, con il nome di Monica Lipstick Collection, sarà disponibile in profumeria – in un’ esclusiva edizione limitata – il prossimo maggio. Prosegue dunque la collaborazione tra il duo più glamourous della moda italiana e l’attrice, ex modella e mannequin, che è massima impersonificazione di quella mediterraneità tanto cara a Dolce & Gabbana: mora, sensuale, statuaria ma sinuosa, dalle curve importanti, Monica appare, nelle foto della campagna pubblicitaria firmata Piggott e Alas, luminosa e femminile come una diva italiana anni ’50. I capelli sapientemente acconciati in morbide onde, la carnagione vellutata,  un ovale perfetto, risaltano due labbra piene e carnose, perfette per i toni accesi e passionali dei Monica Lipstick: “L’idea era quella di creare diverse nuances, diversi colori a seconda dell’ umore del giorno, dello stato d’animo ” dichiara Monica, che ha preso parte al processo creativo della collezione. L’ emblema della sensualità meditteranea: cosi potremo definire l’icona italiana contemporanea che più si fonde con i temi prediletti da Domenico Dolce e Stefano Gabbana nei continui riferimenti alle radici più profonde della nostra cultura, alla nostra tradizione, al nostro cinema glorioso attingendo all’iconografia più tipica e caratterizzante della nostra penisola. Basta dare un’occhiata alle foto della campagna pubblicitaria primavera estate 2012, infatti, per ritrovare Monica (stavolta, protagonista insieme a Bianca Balti) negli scenari assolati ,e ad alta densità familiare, cosi prettamente peculiari dell Italia del Sud. Splendida musa ispiratrice, valida attrice e seducente donna: “Con il suo sguardo penetrante e le sue labbra carnose, esprime una femminilità attraente e sofisticata alla quale nessuno può resistere”, affermano Dolce & Gabbana. Un connubio ventennale, il loro, con una Bellucci che con il passar del tempo acquista solo in glamour ed incanto.

Felice weekend