La swinging London onirica e vibrante di James Wedge

 

Studiava ancora alla Walthamstov School of Arts, James Wedge, quando ottenne una borsa di studio per il Royal College of Art; intanto, collaborava con il couturier Ronald Paterson per cui ideava collezioni che venivano distribuite presso Liberty, Harrods e Fortnum & Mason. Quando lasciò il college, aveva già incanalato la sua vena creativa divenendo uno dei più quotati e richiesti modisti di Londra: i suoi cappelli apparivano sulle copertine di VOGUE, Harpers and Queen e le celebrities ne erano le più entusiaste fan. Iniziavano quegli anni che avrebbero portato una nuova linfa al panorama britannico – e, di riflesso, mondiale -, iniziava il fenomeno della swinging London che rivoluzionava usi, costumi introducendo mode e stili ‘di rottura’, mai visti prima. Wedge si inserì in pieno nel nuovo trend disegnando cappelli per Blow up di Antonioni e fissando il suo quartier generale a King’s Road, dove aprì due boutique che divennero ben presto fulcro del glamour e punto di riferimento per tutta la scena della Londra più straordinariamente swinging, come le rockstar e le loro girlfriend: Top Gear e Countdown erano infatti frequentate dai Beatles, dai Rolling Stones e da tutte le memorabili icone dei ’60, come Marianne Faithfull. Dalla moda alla fotografia di moda il passo fu breve per l’ ex modista, che inaugurò alla grande questa sua nuova passione realizzando shooting e copertine per tutti i maggiori glossy dell’ epoca, da VOGUE a The Sunday Times Magazine. Sua, tra le altre, una indimenticabile e iconica foto: quel nudo di donna in cappello a veletta, sdraiata su un tappeto di cuscini dalle esotiche e caleidoscopiche fantasie che restò per sempre, nell’ immaginario collettivo, simbolo di BIBA. Le foto di James Wedge evidenziano un’ immagine femminile al tempo stesso buffa e aggraziata, che unisce le caratteristiche di una danzatrice a quelle di un etereo, malizioso clown immortalate in scatti ispirati stilisticamente quasi a scene da film muto. Negli anni ’90, Wedge è protagonista di una nuova svolta: abbraccia infatti la pittura e realizza una serie di dipinti ad olio, su tela, il cui soggetto è prevalentemente il corpo umano in movimento, vibrante, proiettato in un’ idea di spazio in perenne fluttuazione. Oggi l’artista britannico, celebrato in anni di mostre organizzate in tutta Europa e a New York, ritiene di aver raggiunto la sua più alta, definitiva libertà espressiva. Ma noi non dimenticheremo mai i suoi scatti, che hanno dato immagine e corpo a tutto un universo – onirico e incantevolmente allegorico – più che mai rappresentativo degli anni ’60 e ’70.

Buon lunedì.

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