Addio, Queen of Disco

 

“Dio ha dovuto creare la disco music, così che io potessi nascere ed avere successo.”

Donna Summer

 

La notizia, ieri, è arrivata all’ improvviso: era malata da tempo Donna Summer, sconfitta dalla lotta contro un tumore a soli 63 anni. Una battaglia condotta serenamente, con un album in porto e la musica mai abbandonata, da colei che verrà perennemente ricordata come la Regina della Disco Music. A metà degli anni ’70, quando il mondo esplorava nuove sonorità da discoteca, lei andò oltre: in Germania, coaudiuvata da Giorgio Moroder, il suo successo esplose con un brano di disco elettronica come I Feel love – che divenne un hit internazionale – e proseguì con i numerosi concept album (Four seasons of love, Once upon a time) dalle splendide copertine contraddistinte da foto in cui il glamour imperava  – bellissimo lo scatto in cui faceva il verso a Marilyn, indossando lo stesso abito bianco plissettato di Quando la moglie è in vacanza e della quale riprendeva la posa. Una voce potente e sensuale allenata sulle note del gospel, quella di Donna Summer, legata a un ritmo che fece ballare diverse generazioni per due decenni interi. Ma che si cimentò anche in ballate romantiche o memorabili duetti, come quello con Barbra Streisand in No more tears, solo per citarne uno. Nel 2008 era uscito il suo ultimo album, Crayons, e al prossimo Donna stava già lavorando: non vedrà mai la luce, ma la stella della Queen of Disco proseguirà, ininterrotta, a brillare: resa immortale da una musica che, nata negli anni ’70, si fece controparte “epicurea” di tutto il parallelo filone di protesta – rappresentato soprattutto dal punk – che cominciava ad impazzare in un’ epoca  più che mai segnata da contrasti e dualismi stridenti.

Buon venerdì.

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