Maria Escoté e il fluo coniugato al menswear

 

Il chiodo, diventato ormai un capo basic del fashion dopo aver oltrepassato i confini di un abbigliamento fortemente caratterizzato e ‘settoriale’, si declina in una molteplice varietà di tonalità e gradazioni: in accordo con il mood che contraddistingue la bella stagione, si tinge di colori shock e altamente ‘energizzanti per donare una nuova verve al nero -che tuttora ne rappresenta l’ opzione cromatica imperante. E se le passerelle delle collezioni internazionali pe 2012 lo hanno proposto in una palette decisamente in technicolor (da annotare, tra le varie ‘rivisitazioni’, l’arancio di Blumarine, il rosa cipria di Ralph Lauren, il turchese di Christopher Kane), la novità di spicco viene lanciata da una estrosa designer catalana, Maria Escoté, che lo accende di colori fluo coniugandoli in versione menswear. Nota per la geniale stravaganza delle sue collezioni, che mixano e sovvertono le coordinate base dell’ abbigliamento maschile e femminile, il suo chiodo ‘al neon’ in fucsia, arancio, giallo e verde è la dimostrazione palpabile che la regola del ‘colore’, must assoluto dei mesi caldi, è una variante applicabile ad entrambi i sessi. Nata a Barcellona nel 1979, Escoté si iscrive a un corso parauniversitario in Arti plastiche e disegno nel 2001, frequentando al tempo stesso un master per ‘consulente colorista’. Si laurea nel 2005 presentando la migliore collezione del corso, e ottiene, sempre nello stesso anno, un premio per le migliori proposte nel settore ‘sposa’ ad un concorso di Madrid. Attratta da Londra da sempre, parte alla volta della capitale inglese per iscriversi ad un corso di Fashion Drawning alla prestigiosa St.Martin’s School. Al suo ritorno, fissa la sua base a Barcellona dove confeziona abiti su misura e decide di lanciare il proprio brand, Maria Escoté: nel gennaio del 2007 presentà la sua prima collezione. Oggi è una delle star più acclamate di Cibeles, la location per eccellenza della Fashion week madrilena; continua a viaggiare a Londra per passione e in cerca di ispirazione, e crea collezioni dal sapore sexy, fatte di molto tessuto in rete e lunghissime frange, affiancate a romantici corpetti a cuore incastonati in impalpabili tessuti a balze. L’uomo Escotè, fedele al mélange di stili della designer, non si crea problema alcuno nell’indossare giacche dalle fitte, ‘chilometriche’ frange quasi ad ‘effetto gonna’: motivo in più, dunque, per sdoganare colori tradizionalmente femminili, su tutti il rosa fucsia, applicandoli al cosiddetto ‘sesso forte’. Un sesso forte che li vive con naturalezza e con la sicurezza di chi ha un’identità talmente spiccata da non venire in alcun modo messa in crisi da dettami e convenzioni appartenenti al womanswear e legati alla figura femminile. Presenterò più ampiamente molto presto, il lavoro di Maria Escotè. Intanto, godiamocene questi quattro assaggi fluo!

 

 

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