La ragazza in motocicletta e la libertà

 

Un film anglo-francese girato nel 1968 e diretto da Jack Cardiff, ‘Girl on a motorcycle’ (tradotto in Italia con il titolo ‘Nuda sotto la pelle‘), attraverso una moto di potente cilindrata e una tuta di pelle nera indossata, sul corpo nudo, dalla protagonista -interpretata da Marianne Faithfull – raccontava una storia di ritrovata libertà e di indipendenza femminile. La trama, infatti, ispirata alla novella francese ‘La motocyclette‘ scritta da André Pieyre de Mandiargues, inscena la fuga di Roberta che, oppressa dal pedante e autoritario marito svizzero, a cavallo di una moto corre ad Heidelberg per ricrearsi una vita autonoma insieme al suo amante francese (nei cui panni, si calava Alain Delon). Il finale sarà drammatico: la ‘ragazza in motocicletta’ perderà la vita  in un incidente stradale, schiantandosi contro un camion. Una metafora di  quelle reminescenze ancestrali che, all’ epoca, pesavano ancora sulla ricerca di libertà dei giovani riflettendone il frustrante ruolo, perlpiù, di utopia: in ‘Easy rider’ i due motociclisti ‘selvaggi’ finiscono uccisi da due ‘butteri’ in un furgone, in ‘Zabriskie Point’ l’ esplosione della villa, dalla ragazza ribelle all’ establishment, viene soltanto immaginata. Quasi convalidando l’ assioma ‘libertà= equazione impossibile’. Nel caso di ‘Nuda sotto la pelle’ la fuga viene obbligata da un marito oppressivo, e dobbiamo riconoscere a Roberta il coraggio e la grinta che esprime non solo grazie alla sua aggressiva tuta di pelle nera, bensì tramite un gesto: il tentativo di riprendersi la libertà. Ma quante donne, oggi, hanno la forza e la volontà di ribellarsi e quante, invece, sono ancora trattenute da catene invisibili che le ancorano a soprusi e a violenze fisiche- ma anche psicologiche, ugualmente insidiose- senza fine?  Il 25 novembre, Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, pone l’accento su questi e molti altri problemi che le donne, in tutto il pianeta, tuttora si trovano a fronteggiare: femminicidio, violenza sessuale, violenza domestica, mutilazioni genitali, verranno oggi dibattute e approfondite. E se il Telefono Rosa segnala un aumento delle violenze contro la donna dell’ 85% all’ interno dei rapporti sentimentali, non diminuisce il numero dei femminicidi, per la prevenzione dei quali le donne di D.i.Re (Rete contro la violenza) chiederanno al Ministro delle Pari Opportunità Elsa Fornero l’attuazione di un piano nazionale presentando un appello di 20.000 firme. La giornata sarà ricca di iniziative, tra le quali segnaliamo la proiezione a Milano, al Teatro Litta, del documentario ‘Giulia ha picchiato Filippo’ , di Francesca Archibugi, visibile anche su RaiUno. Intanto, mentre apparati come la Croce Rossa, tramite i suoi centri di assistenza e di ascolto, si dichiarano pronti a tutelate le donne vittime di violenza, fondamentale risulta una presa di coscienza generale che apra una via di fuga dall’ omertà, dalla vergogna e dalla paura: le reazioni che, più comumente, trattengono le donne a denunciare i crimini subiti, così rinforzando – fossilizzandosi nel ruolo di vittime – il potere di sempre più temibili carnefici.

Buona domenica.

 

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