The White Album

Gucci

 

Bianco come i raggi accecanti del sole quando picchia forte, bianco come la distesa di sabbia di una spiaggia tropicale, bianco come la spuma delle onde che si infrangono sugli scogli: con la pelle dorata dal sole, il bianco si proclama sempre di più colore dell’ estate. Distaccandosi dal fluo, dal colour blocking, dalle tonalità strong e vitaminiche in voga nei mesi caldi, risalta per finezza ed eleganza donando quel tocco di classe in più che non guasta, di giorno come la sera. Ecco dunque una carrellata di immagini che evidenziano le interpretazioni di alcuni designer sul tema total white.

 

 

Blumarine

Gianfranco Ferrè

Emporio Armani

Guy Laroche

John Richmond

Marco De Vincenzo

Antonio Marras

Moschino

Ermanno Scervino

Valentino Haute Couture

DSquared2

Vera Wang

 

Versace presenta Versense

 

Un mare argentato luccica sotto uno squarcio di sole aperto su un cielo color grigio perla: questa atmosfera incantata e suggestiva è lo scenario vagamente onirico e misterioso in cui una splendida donna, inguainata in un prezioso abito di cristalli, si fa strada verso il mare. La chioma fluente scompigliata dal vento, gli smokey eyes e la bocca carnosa la rendono ancora più sensuale, mentre avanza in direzione delle onde. Poi, all’ improvviso, la donna si volta e imprime lo sguardo in quello del suo uomo: è un attimo magico, unico e irripetibile colto in tutta la sua intensità. In quel momento il raggio di sole sembra accarezzarle la spalla, il vento le solleva i capelli arruffandoli appena. La malia della seduzione è stata irrevocabilmente compiuta. E’ Michelangelo di Battista il regista dell’incantevole spot tramite il quale la Maison Versace presenta Versense,  la nuova eau de Toilette pensata da Donatella Versace: “un’ essenza unica che unisce note mediterranee alla sensualità glamourous della donna Versace“, come spiega la stessa Donatella. Racchiuso in una bottiglia dalle forme lineari ma sofisticate, il profumo, con il suo packaging, riesce a esprimere tutta la preziosa ricercatezza della donna a cui si rivolge anche grazie al tappo in metallo e al logo della Medusa, preziosi dettagli di un flacone dai bagliori verde acqua.

E’ la modella tedesca Toni Garrn ad incarnare la musa ispiratrice di questa fragranza: sensuale e dotata di una grande espressività, è al tempo stesso spontanea e naturale. Versense è un’essenza in cui spiccano note di bergamotto e mandarino verde su una base formata da un mix di giglio di mare, cardamomo, cedro, gelsomino, fichi, sandalo, legno di ulivo e muschio. Fresco ma intenso, il profumo colpisce inizialmente per le note vivaci del bergamotto e del mandarino per poi amalgamarsi all’aroma di fico, che conferisce una spiccata sensazione di energia vitale, e alla delicatezza del giglio bianco del mare.  La vivace nota speziata del cardamomo potenzia l’ intensità del gelsomino ,mentre le note di fondo rivelano la seducente armonia del legno di cedro, d’oliva, del sandalo e del muschio.  “Il profumo, fresco e inebriante, deriva dagli elementi della natura ed è dedicato a una donna sicura di sè, vitale, sensuale.”, continua Donatella Versace. E’ sufficiente svitarne il tappo per un solo istante, per ritrovarsi nello scenario incantevole in cui dominano un mare argentato e una donna talmente magnetica da dischiudere, con il solo sguardo, un intero universo. Il magico universo a cui  appartiene Versense.

 

Il close-up della settimana

(Photo by Richard Avedon)

Il 50mo anniversario della nascita della minigonna la vede protagonista al pari di Mary Quant.  E a ragion veduta: Twiggy (al secolo, Lesley Hornby), nata nel 1949 nel sobborgo londinese di Neasden , della minigonna divenne immagine, portabandiera e testimonial ufficiale. La sua carriera nel fashion business inizia inaspettatamente, per un fortuito caso. E’ una sciampista sedicenne quando nella parrucchieria in cui lavora viene notata dal fotografo  Justin de Villeneuve, che rimane colpito dal suo fisico longilineo, magrissimo, quasi androgino, e dal volto tempestato di lentiggini su cui spiccano due occhi enormi e molto intensi. Un talent-scout come de Villeneuve intuisce immediatamente che Lesley cela un potenziale immenso: è lei la ragazza degli Swinging Sixties, sarà lei a rappresentare, con il suo aspetto che rompe ogni canone estetico prestabilito, il nuovo modello di donna legato all’epoca più ribelle e innovatrice a cui il dopoguerra abbia mai assistito. Inizialmente suo boyfriend, successivamente suo manager, Justin de Villeneuve pianifica il lancio di Lesley anche nel nome: sarà semplicemente Twiggy, “ramoscello”, ad indicare la sua magrezza assoluta che imporrà in un baleno il modello della “donna stecchino”. Non più maggiorate, non più burrose e compiacenti rotondità evidenziate ad hoc per attirare lo sguardo maschile, esaudire i suoi appetiti visivi: nei ’60 le ragazze hanno lunghissime gambe, pochi fianchi, niente seno, e sfrecciano dinamiche nel paesaggio urbano in minigonna e collant, al bando gli ancheggiamenti. In un solo anno Twiggy diviene una celebrity a tutti gli effetti e Mary Quant, per il lancio su vasta scala della minigonna, la sceglie senza esitare: non esiste ragazza la cui immagine sia più perfettamente legata al nuovo stile fatto di microlunghezze, linee geometriche e colori profusi,o travolto dall’ ondata optical del black & white. Da quel momento in poi, Twiggy si tramuta in ambasciatrice privilegiata del capo che rivoluzionerà per sempre non solo la moda ma i costumi, il rapporto tra i sessi, la sessualità stessa. Con gli occhioni corredati dalle  immancabili ciglia finte spalancati sullo Swinging world, la donna simbolo dei 60s conquista consensi, proseliti e imitatrici, veicolando il mondo occidentale verso un vero e proprio giro di boa. Come modella Twiggy è richiestissima, quotata, immortalata da grandi della fotografia quali Richard Avedon, Barry Lategan, Bert Stern che la renderanno icona di un’epoca effervescente, forse unica. Questa foto la ritrae al top dello stile 60s per eccellenza: miniabito geometrico dalle linee pulite e stilizzate, colori pastello, enormi orecchini in pendant con i toni dell’ abito, di cui esaltano le geometrie proponendosi come due sfere colorate. Lo sfondo è rigorosamente piatto, di un carico rosa antico che sottolinea toni e colori esibiti dalla Swinging Girl.  Il make up, come sempre, enfatizza lo sguardo e vela le labbra di un gloss cangiante. Il taglio sfoggiato, un bob ramato alla Vidal Sassoon, è un dettaglio in più che contribuisce a rendere la foto un ritratto d’epoca. Mezzo secolo è passato da quando Twiggy, seguita a ruota da migliaia di altre ragazze, sfoggiava minigonne e miniabiti con sofisticata disinvoltura. Un mezzo secolo che ha visto evolvere ad andamento vertiginoso l’humus culturale contemporaneo in toto. Oggi, minigonne e abitini sono sempre presenti nei nostri guardaroba e quest’ anno, grazie a un massiccio ritorno dello stile 60s , più che mai. Eppure, guardando questa Twiggy ipercompresa nel suo ruolo di musa e ‘testimonial’ degli Swinging Sixties, una forte nostalgia ci assale: quella di un’ epoca  in pieno fermento, che rimetteva in discussione valori e modelli aprendo gli orizzonti a sempre nuove opportunità. La minigonna ne diventa simbolo e capo iconico, eredità assoluta di anni che hanno contribuito a cambiare il mondo. Anche in due spanne di stoffa!

 

Photo by Richard Avedon via Confetta on Flickr, CC-BY-NC-SA 2.0

Summer Details: Blugirl, tra preziosismi e Flower Power

 

Blugirl ha presentato una collezione primavera/estate 2013 all’ insegna delle jeune filles en fleur di proustiana memoria: romanticismo, sensualità, una squisita femminilità sono le coordinate base attorno alle quali ruotano outfit eterei, impalpabili, caratterizzati dalle trsparenze del tulle, da ricercatissime rifiniture in pizzo, oro e da una profusione di sofisticati ricami floreali. Questa volta, la preziosità degli abiti – frequentemente ornati di lustrini e di paillettes – assume un’aria bohemien che vira all’ hippy, evidenziando forme fluttuanti e cromatismi delicati in cui sono inclusi colori pastello, cipria e total white. E’ un hippy ‘di lusso’ quello di Blugirl, dove per ‘lusso’ si intende una enfatizzazione del bello, un incentivo al sogno, la creazione di suggestioni fiabesche e di figure femminili che sembrano ispirarsi alle fate e alle ninfe dei boschi. E’ in questo contesto che si inseriscono perfettamente i cappelli dalle larghe falde e le coroncine cosparse di fiori e Swarovski, eredità di tempi in cui il termine Flower Power incarnava non solo un lifestyle, ma dettagli di stile ben precisi. Le coroncine di fiori esibite dalle modelle ,durante il défilè Blugirl,  in tonalità pendant con quelle degli outfit, rappresentano la quintessenza della rivisitazione di tutto un mood: libertà e contatto con la natura, le sue parole d’ordine.  In linea con un trend che degli anni ’70 riprende il lato più fantasioso e sognatore, la coroncina si tramuta in perfetto baluardo hippy dalle valenze ben precise, che possono riciclarsi,  a tutt’oggi, per reinserirsi nel contesto attuale. Non è difficile, dunque, prevedere una dffusione di coroncine a base di fiori e Swarovski per l’estate da poco iniziata: un dettaglio che, oltre ad essere esteticamente gradevole, è somma e simbolo dei valori di tutta un’epoca e di un’intera collezione.

 

Charlotte Free, un’ icona bright pink

 

“Free” non è un alias, ma il suo vero cognome. E lei ne va fiera: “Sin da quando ero piccolissima, la gente mi diceva sempre: ‘Sei uno spirito libero.’ Non avrei potuto pensare a una parola migliore, per definirmi.” Nata 20 anni fa in uno dei sobborghi di Los Angeles, Charlotte Free racconta di aver avuto un’educazione bohemienne e molto indulgente. Dai genitori, creativi dalla mentalità aperta e coinvolti nell’ ambiente musicale losangelino, ha ereditato l’amore per la musica e per la nightlife a oltranza: li esprime dedicandosi in prima persona alle sonorità elettroniche, praticando un nightclubbing selvaggio e appassionandosi ai videogames. I suoi segni particolari, oltre ai capelli rosa? L’atteggiamento spavaldo e noncurante di chi vive la vita all’ insegna della sicurezza di in sè stessa, una allure disinvolta che ha determinato la scelta forse più significativa della sua vita, quella di tingersi la platinata chioma di rosa. Una scelta compiuta in prima persona, senza  l’ input di qualche poderoso team stilistico o il suggerimento di un lungimirante PR. E’ una citazione del punk?, le chiedono nelle interviste, e Charlotte, stupita, risponde candida che, quindicenne, aveva già i capelli rosa. Come modella, esordisce due anni orsono grazie alla segnalazione di un fotografo che la scopre mentre è intenta ai videogames di una sala giochi, e da allora la sua strada è solo in discesa. Gestisce la sua carriera con sicurezza e determinazione, impegnandosi a mantenere l’ unicità estetica che la contraddistingue: la chioma rosa è estasi e tormento, fonte di diatribe sul lavoro, pressioni affinchè venga decolorata puntualmente respinte da una Charlotte che rifiuta di diventare una classica ‘bionda-occhi azzurri’ come ce ne sono tante. Free di nome e di fatto, non è disposta a lasciare carta bianca sulle manipolazioni del suo look e sbandiera la sua diversità come un marchio di fabbrica. Intanto, nonostante i défilè per brand del calibro di  Vivienne Westwood, Chanel, Jeremy Scott, Richard Chai, Charlotte Ranson, Marchesa e gli shooting per la crème dei fashion magazine –  come  VOGUE, V, Glamour e Wonderland solo per citarne alcuni – la top dai capelli rosa continua a tingersi la chioma personalmente, nella confortevole cornice della propria casa. Recentemente, il grande fotografo Terry Richardson l’ha immortalata in scatti che ne colgono la più profonda tipicità: lipstick rosa, lingua di fuori ed aria cool. Sempre più quotata e richiesta,  con un contratto come testimonial Maybelline e la campagna pubblicitaria Benetton inclusa nel portfolio, la modella californiana  rimane comunque rigorosamente allergica alle convenzioni. C’è molta più ribellione dietro quei capelli rosa, insomma, che nei capelli rosa in sè: e se proprio in questa unicità a 360° si celasse la chiave del successo di Charlotte Free?

 

 

 

Rosa, rosae, rosam

 

Il rosa, questa estate, ci riserva un’apparizione da vero e proprio special guest: lo ritroveremo, a titolo inedito, sulle nostre chiome. E’ il rosa, infatti,  il must colour dei capelli delle più avant-garde e spericolate. Bando al fucsia e ai toni troppo accesi, si impongono le nuance del rosa confetto, del rosa pastello, del rosa bubblegum,  facilmente armonizzabili con la base naturale e gradevolmente ‘accessibili’ anche ad uno sguardo non avvezzo alle chiome in technicolor. Il rosa si propone in total hair-look o in versione dégradè, solo sulle punte, o ancora, movimentando cromaticamente alcune ciocche sparse con effetto mèches. Sono molte le celebrities che hanno osato il rosa, recentemente: ultima, ma non ultima, la diva italiana Ornella Muti, che ha però preferito esibire un rosa acceso sfumandolo sulle punte dei suoi boccoli biondi. Le passerelle non sono state da meno, proponendo défilè -come quelli di Anna Sui e di Jean-Paul Gaultier – in cui spiccavano le parrucche rosa indossate dalle modelle. Un alleato per dei capelli in pink? Il prodotto Color Bug di Kevin Murphy, disponibile in tre tonalità – rosa, arancio, viola – ed eliminabile al primo shampoo. Il rosa, insomma, dopo aver invaso per anni interi il nostro guardaroba, si ricicla e diversifica impossessandosi delle nostre chiome. Forse perchè, in un periodo di così buia recessione, il motto ‘think pink’ non è mai stato più ben accetto.

 

Charlotte Free

Kate Perry

Twiggy

Charlotte Free

Passerella Jean-Paul Gaultier

Nicki Minaj

Shirley MacLaine

Passerella Anna Sui

Audrey Kitching

L’ accessorio che ci piace

 

Ricercatezza, artigianalità, colore, tradizione: anche la collezione borse Dolce & Gabbana ruota attorno ai motivi fondamentali che identificano i capi e gli accessori della Primavera/Estate 2013 del geniale duo. Materiali e lavorazioni richiamano alla classica tradizione mediterranea, proponendo la rafia ad ampie dosi ed in varie versioni: stampata, in crochet e in ricami di corallo, caratterizzata sempre e comunque da una finissima perizia artigianale. All’ interno di un’ ampia scelta di borse nei più disparati modelli e materiali, è proprio la rafia ad interessarci e a dar corpo all’ accessorio su cui puntiamo i riflettori questa settimana: la handbag di medie dimensioni.  Denotata da una ricercatissima lavorazione che cura nel minimo dettaglio le decorazioni così come le bordature,  simili a merlettature in rafia, la borsa si declina in un gioco di colori perfettamente armonizzato ed esibisce particolari in pelle, come i manici e la chiusura sigillata da uno sfizioso lucchetto dorato. Ci piace perchè è uno squisito esempio di alto stile, è maneggevole e si coniuga ecletticamente sia con gli scenari urbani che costieri.

 

Di queste handbag colpiscono il gusto finissimo, gli ornamenti completamente in rafia che ricordano quelli di alcuni tipici, elaborati centrotavola dell’ isola sicula: la sicilianità non cessa, infatti, neppure stavolta di rappresentare il leit motiv basilare di tutti gli accessori che Domenico Dolce e Stefano Gabbana propongono per la bella stagione. E’ una sicilianità che,tramutandosi in pura poesia, traduce le suggestioni più fervide delle interminabili estati locali. I colori della handbag, vividi e accesi, si modulano in tonalità che vanno da una prevalenza di verde, arancio e rosso passando per un fantastico contrasto di rosso, bianco e turchese, giungendo infine all’ armonia prettamente barocca del nero accostato al verde ed al beige dorato. La rafia – che rimanda alle bollenti temperature siciliane – si proclama materiale estivo per eccellenza, sottolineando al tempo stesso i caratteri stilistici associati alla bella stagione ed i dettami di una tradizione imperitura e al di là di ogni coordinata temporale: espressioni di eccellenza non solo di una Sicilia visceralmente amata, ma del Made in Italy tout court.

 

 

La mancanza

 

” Al tempio c’è una poesia intitolata “la mancanza”, incisa sulla pietra. Ci sono tre parole, ma il poeta le ha cancellate. Non si può leggere la mancanza: solo avvertirla. “

Da ‘Memorie di una Geisha’

 

Dedicato a mia madre, a cinque anni esatti dalla sua scomparsa.

Glitter People

 

” Penso che il glamour è ciò per cui viviamo. Penso che ci battiamo per la bellezza e per rendere la vita più facile. C’è così tanta violenza orribile nella realtà intorno a noi che se non riesci a tessere una rete di mistero e glamour per proteggerti da questa orribile realtà…La vita è semplicemente troppo noiosa. “

 

Jerry Hall

Butter London presenta Colour Clash, la nuova collezione autunnale

 

La nuova collezione Butter London per l’Autunno 2013 è stata ufficialmente presentata e  sta già raccogliendo straordinari consensi. Colour Clash, questo il nome della collezione, è composta da sei smalti  caratterizzati da un’ alternanza di toni caldi e toni freddi, tutti tassativamente vivaci e brillanti. Anche i nomi degli smalti racchiudono delle particolarità: ognuno è legato a un’abitudine, a un modo di dire, a personaggi tradizionali londinesi o del Regno Unito e alla loro storia. Andiamo dunque  a scoprire le nuove tinte e l’ ispirazione che ha dato luogo aigli originali nomi delle lacche per unghie. Le tonalità di Colour Clash sono dunque sei e tutte rigorosamente mat. Conosciamole meglio:

Cotton Buds è un bianco puro e cremoso, dal finish opaco, Il suo nome indica un piccolo batuffolo di cotone fissato ad uno stick e usato, solitamente, per la pulizia.

Wellies è un delicato color verde erba mat e coprente, il cui nome si ispira ad un caratteristico tipo di stivali di gomma usati, per la pioggia, nel Regno Unito,

Pimms è uno smalto cremoso dal colore che richiama ai semi di girasole. Il nome, sta ad indicare una tipica bevanda british dal gusto a base di gin che ha la caratteristica di essere estremamente rinfrescante e seconda, in fatto di popolarità, solo al thè.

Cake Hole è il classico fucsia al neon che tanto piace alle ragazze, d’inverno come d’estate. Curiosa l’origine del nome: deriva dallo slang britannico anni ’60 e si riferisce al prezioso requisito di saper tenere la bocca chiusa quando è il caso.

Silly Billy è uno smalto cremoso dal finish opaco di color arancio, il cui nome si ispira ad una tradizionale figura di clown molto popolare nelle grandi fiere paesane o cittadine del Regno Unito. Ma può anche rappresentare il soprannome perfetto per tutti coloro che si chiamano William.

Veniamo dunque all’ ultima tonalità, Giddy Kipper: un indaco mat dalla texture shimmer, luccicosa. Il suo nome tende ad indicare un individuo oltremodo eccitato, euforico, come probabilmente chi verrà attratto da questo smalto!

Le sei tonalità sono estremamente interessanti e colpiscono decisamente per originalità e impatto strong. Da quanto si deduce, i colori vivaci, forti e ben definiti sono stati concepiti ad hoc per ravvivare e rallegrare il grigiore autunnale ed invernale, e posso dire che mai obiettivo fu più perfettamente raggiunto. Colour Clash sarà in vendita, a partire da agosto, nei consueti canali distributivi Butter London. Un’occasione in più per esibire e mettere alla prova la fantastica palette dei sei smalti anticipandola alla bella stagione: con l’abbronzatura, ogni nuance risulterà sicuramente da favola. Provare per credere!