Il close-up della settimana

 

E’ la bambola cult del momento, idolatrata da collezionisti, fashionistas e dalle piccole fan della serie TV Littlest Pet Shop, dove appare – in versione cartoon – insieme ai Pet Shop, cuccioli pocket size coloratissimi e rigorosamente al top nel look: c’è Russel il riccio saggio, Zoe la cagnolina, Penny Ling la panda ballerina e molti, moltissimi altri ancora. Lei è Blythe, fashion doll dagli enormi occhi sognanti, uno stile unico e lunghi capelli, che variano continuamente hairstyle in un eclettismo dai risultati sorprendenti. Talmente iconica da essere stata scelta da Bottega Veneta come sua testimonial internazionale per la collezione Primavera/Estate 2014: coinvolte in un tour mondiale, infatti, alcune Blythe a grandezza naturale verranno ospitate nelle vetrine e nelle boutique monomarca del brand dove ne indosseranno gli outfit di punta. Non è la prima volta di Blythe, nel campo della moda: già richiesta da prestigiosi marchi e designer quali Versace, Gucci, Cacharel e Alexander McQueen, si prepara ad iniziare il viaggio che, con Bottega Veneta, la condurrà a New York, Tokio, Parigi e Londra. Non può mancare, naturalmente, una tappa milanese che la vedrà esibirsi nelle boutique di via Sant’ Andrea e via Montenapoleone dal 17 febbraio fino al prossimo 2 marzo. Creata dall’ estro del toy designer Allison Katzman nel 1972, la Blythe doll si è in poco tempo tramutata in must have: un corpo a metà tra la donna e la bambina, una bellezza sbarazzina e languida al tempo stesso, le proporzioni non perfette che la rendono “tipo”, ha conquistato – oltre alle sue piccole estimatrici – l’ intero fashion world anche grazie all’ estremo trasformismo nel look, alle metamorfosi continue che la rendono sempre diversa ma tassativamente all’ avanguardia. Un successo incredibile, che ha dato l’ input alla realizzazione della serie TV di cui è protagonista. Il suo ruolo? Quello di una bambina molto fashion e fan della nutrita schiera di Pet Shop che la circondano, venduti in oltre 200.000 pezzi nell’ intero pianeta e ricercati di continuo dai collezionisti. A consacrazione del fashion system avvenuta, l’agenda personale di Blythe straripa di impegni da far invidia a una top model: circola in rete proprio in questi giorni l’ anteprima dello shooting per il numero di Marzo di Spur Magazine, dove il fotografo Tisch la immortala, vestita di capi Bottega Veneta,  nella scenografica campagna ai piedi del monte Fuji. Una superstar annunciata: aveva visto giusto la fotografa newyorchese Gina Garan quando decise di pubblicare, nel lontano 2000,  un libro interamente composto di ritratti fotografici di Blythe dolls. Da allora, This is Blythe (questo il titolo) ha definitivamente lanciato la Blythemania valorizzando  l’allure elegante e un po’ svagata di quella bambola originale, dal fascino incomparabile e del tutto particolare. Oggi, icona fashion, Blythe vede aumentare vertiginosamente le sue quotazioni: prossimo appuntamento il 17 febbraio, nella cornice del prestigioso “Quadrilatero della moda”. Da Bottega Veneta, la stanno già aspettando.

 

Foto by Tisch tratte dall’ editoriale di Spur Magazine, numero di Marzo

 

 

Coup de coeur

 

Il cuore; da sempre, primo simbolo iconografico – e iconico – della festa di San Valentino. Questo post gli rende omaggio con una rassegna fotografica  che del cuore celebra le varie interpretazioni: nella moda, nell’ oggettistica, negli accessori, nel design, persino nell’ arte pasticciera. Per donare il giusto tributo a colui che, di fatto, della ricorrenza associata all’ amore è il sommo protagonista, versatile incarnazione dell’ humus che la pervade. Solo un criterio, nella selezione delle foto: colore e ancora colore, come si conviene al sentimento a cui spetta, più di ogni altro, di  ‘tinteggiare’ la vita di tonalità intensamente vibranti. Un sentimento degno di un ‘logo’, dunque, che lo rappresenti con la massima inventiva, creatività e – perchè no? – ironia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il nuovo bob è firmato Chanel

 

Quante trasformazioni ha subito, il bob, nel corso degli anni! Dal caschetto con frangetta perfettamente squadrata e lungo a sfiorare l’ orecchio di Louise Brooks, la sua evoluzione si è rivelata inarrestabile. L’ ultima versione in ordine di tempo è stata lanciata sulle passerelle Chanel: la collezione Primavera/Estate 2014, per la quale Herr Lagerfeld si è ispirato all’ arte contemporanea in un tripudio di colori, ha proposto un connubio di hairstyle e make up tra i più originali e decisamente ad hoc. Il make up artist Peter Phillips, distanziandosi dal beauty trend nude che ha denotato la maggior parte delle sfilate, ha elaborato un maquillage all’ insegna del technicolor concentrandone variopinte pennellate sulle palpebre e fino alle sopracciglia, nette e compatte come macchie di colore. Le nuance, personalizzate su ogni modella, costituiscono un vero e proprio link alle tonaliità profuse a pennellate sugli abiti, interrotte solo da una linea massiccia di eyeliner che contorna l’ occhio e sottolinea le sopracciglia. Vivido e vibrante, il make up occhi creato da Phillips è mirato ad ottenere una tavolozza  che risalta ancor più il look d’ insieme.  Ideale cornice al maquillage è il bob pensato dall’ hairstylist Sam McKnight: realizzato su parrucche dalle colorazioni ben definite, è contraddistinto da una frangia netta e dalle punte sfilate, pettinate all’ insù, per un ‘futuristico’ effetto in movimento. Un taglio che ha accompagnato, ondeggiando, le falcate delle top lungo l’ intera passerella. Tre i colori utilizzati, senza concessione alcuna a mèches o a riflessi di sorta: un deciso biondo platino, un nero corvino ed un castano ramato che esibivano nuance “piene” e corpose, giocando ad esaltare – per contrasto – il multicolor make up occhi. Il risultato? Un beauty look dall’ appeal estroso e di forte impatto.

 

 

 

 

 

Art Trend: quando l’ Arte si fa Moda

Gucci

 

Arte da indossare: è uno dei leit-motiv di tendenza della Primavera/Estate 2014, ampiamente proposto dai designer italiani e internazionali. Gucci ne traduce gli input in riproduzioni delle classiche vetrate Art Nouveau mescolandole a dettagli in lurex e trasparenze, mentre è la Valle dei Templi di Agrigento ad accendere l’ ispirazione di Dolce & Gabbana, che di stampe paesaggio adornano abiti, gonne e minidress. Aquilano Rimondi si lascia conquistare dal periodo thaitiano di Gauguin trasferendone sugli outfit i dipinti,  Prada punta, invece, sulla contemporaneità dei murales ritraendo enormi volti di donna su abiti, cappotti e pellicce. Una contemporaneità citata anche da Céline – che si ispira agli scatti dei graffiti parigini di Brassai per ricrearne il mood tribale – o da Jean-Charles de Castelbajac, che annota disegni, grafismi e parole ininterrotte sul tessuto come se fosse una tela bianca. Neppure Chanel rimane immune al “contagio artistico”, e tratteggia pennellate di acquarello in technicolor su abiti impalpabili e iperfemminili. Se la Moda è Arte, a partire dalla stagione calda potremo  dunque ben dire che l’ Arte è Moda, sancendo un connubio a dir poco eccellente.

 

 

Dolce & Gabbana

 

Prada

Aquilano Rimondi

Céline

Chanel

Jean-Charles de Castelbajac

 

 

Givenchy presenta Over Rose collection: pink is in the air

 

Il rosa: un colore dalle molteplici nuance, dalle innumerevoli sfaccettature. Unisce sensualità e candore, raffinatezza e giocosità, sfrontatezza e poesia. Delizioso come uno sciroppo alla fragola o una nuvola di zucchero a velo, romantico quando tinge le guance di emozione, prezioso come un diamante, fiabesco ed etereo quando si associa ai confetti e al corredo cadenzando le fasi esistenziali di ogni donna, il rosa esprime da sempre la femminilità più squisita. A questa tonalità al tempo stesso frizzante e delicata, sinonimo di vita perchè simbolo della perpetua intensità dei sentimenti, Givenchy dedica Over Rose, la collezione make up Primavera/Estate 2014. Una collezione pensata per una donna che vive con consapevolezza le proprie emozioni, fascinosa e inebriante, seduttiva e decisa al punto giusto da adottare il rosa in ogni sua sfumatura, spogliandolo di ogni stereotipata stucchevolezza per accoglierne il mood frizzante, la potente energia e il twist provocante che lo identificano con la quintessenza del glamour.

Over Rose è un vero e proprio inno al rosa che profonde le sue nuance in ogni prodotto:

 

 

 

Palette Lèvres et Joues 9 couleursPrismissime Euphoric Pink per labbra e guance include nove tonalità di rosa dalla texture fondente e impalpabile, da stendere con le dita o con gli appositi applicatori (due per le labbra, uno per le guance). Garantisce un raffinato effetto opaco-vellutato  e una tenuta a lunga durata.

 

 

Crayon Correcteur d’ Imperfections. Mister Eraser, il magico matitone ideato da Nicolas Degennes, va utilizzato prima del trucco: passato sulla pelle ne cancella, opacizzandoli, inestetismi e imperfezioni. Eccellente anche per i ritocchi in giornata, conta su una texture trasparente che potenzia l’efficacia del risultato.

 

 

Rouge Interdit Shine n.36 Rose Sensation è un lipstick iridescente dai pigmenti Ph reattivi, che varia a contatto con la pelle assumendo una colorazione di rosa personalizzata.

Vernis Givenchy n.16 Rose Addiction, lo smalto incluso nella collezione, unisce un colore vibrante ad una luminosità estrema.

Prisme Yeux Quatour n.86 Rose Attraction è un quartetto di ombretti poudré in differenti nuance di pink: un grigio marrone denso di sfumature rosacee con madreperle micronizzate, un rosa rétro, un rosa vibrante e un rosa scintillante di bagliori.

Noir Couture n. 4 Rose Pulsion, è il mascara che Nicolas Degennes ha pensato in una nuance rosa antico, con accenti grigio-marrone, per donare allo sguardo intensità e mistero.

Ombre Couture Cream Eyeshadow  n.10 Rose Illusion è un ombretto in crema declinato in un rosa candido e delicato.

Glitter People

 

“Spesso vengo interpellata con quest’ affermazione: lo sa che lei era una gran bella donna! Sorrido come per dire “Lo sa che non me ne importa nulla?” Sapessi come sono in pace con il tempo scritto sul volto.  Come è importante vedere che cosa la vecchiaia ti regala al posto della bellezza…Invece gli rispondo con un compiaciuto “Eh…”. “

Benedetta Barzini

 

 

(Photo by Irving Penn)

L’ accessorio che ci piace

 

Semplicemente deliziose, queste slingback nere che hanno calcato le passerelle della collezione Primavera/Estate 2014 Saint Laurent. In vernice, nappa e nappa stampata,  sono accomunate da una punta affusolata e dal kitten heel (o “tacco gattino”).  Per  il resto, si differenziano versatilmente in versioni di volta in volta iperfemminili, sensuali, stravaganti e grintose tramite i dettagli: un cinturino che cinge la caviglia, ornamentali fiocchetti in pelle applicati sulla scollatura del piede, borchie e inserti in full color le rendono eclettiche e glamourous ai massimi livelli. Ma c’è un particolare che non va assolutamente trascurato, un dettaglio che si incastra perfettamente nell’ intera collezione rinforzando l’ appeal delle slingback in questione: il calzino in lurex argentato con cui invariablmente – o quasi – vengono indossate. Reminescenze “luccicose” di uno stile YSL costantemente citato da Hedi Slimane in creazioni che ripropongono le geniali intuizioni e le straordinarie innovazioni di cui Yves fu sommo e indimenticabile artefice – pensiamo solo al tuxedo, agli abiti sparkling e, soprattutto, al nude look. Il calzino in lurex è un valore aggiunto che dona un tocco estroso e chic a scarpe che, per modello e struttura, si avvalgono già di per sè di un’originalità accentuata: snelle, femminili e aggraziate, non relegano a tacchi stratosferici la propria valenza seduttiva: il kitten heel si fa espressone di una femminilità intrigante, fuori dal coro e dall’ allure sofisticatamente rétro. Un mix ideale che decreta le slingback Saint Laurent , all’ unanimità, accessorio al top in classifica di questa settimana.

 

 

 

Gian Paolo Barbieri, il sublime interprete dello stile

 

Gian Paolo Barbieri nasce a Milano nel 1938. La sua passione per la fotografia sorge prestissimo, in concomitanza con quella per il cinema: delle dive del grande schermo ammira la luminosità, la bellezza perfettamente incastonata entro un sapiente gioco di luci ed ombre, l’ allure d’incanto. Quando parte alla volta di Roma, sempre più attratto dalla settima arte, è appena esplosa La dolce vita e gli viene offerta l’ occasione di immortalare aspiranti attori in cerca di gloria: autodidatta, Barbieri dimostrerà un talento innato come fotografo di moda, settore pressochè rudimentale in un’ Italia carente di fashion magazine veri e propri. ” A quei tempi non c’erano giornali di moda – commenterà – ma solo piccole riviste con cartamodelli. ” Vola dunque a Parigi dove viene ‘arruolato’ come assistente di Tom Kublin – fotografo di Harper’s Bazaar – ma il suo apprendistato, bruscamente interrotto dalla morte di quest’ ultimo, dura lo spazio di 20 giorni. Nonostante la brevità del suo incarico, la grande passione di Gian Paolo Barbieri ha ormai spiegato le ali incanalandosi nella fotografia di moda a titolo definitivo: torna a Milano dove nel 1963 ha l’ opportunità di pubblicare alcuni scatti in un numero di Novità, periodico femminile che due anni più tardi diventerà Vogue Italia. Sarà proprio Barbieri a scattare la prima foto di copertina del nuovo magazine: ha così inizio un sodalizio con la Condé Nast che coinvolge anche  l’edizione americana e quella francese di Vogue, per le quali il fashion photographer milanese realizzerà svariati shooting. Negli anni ’60, quando il ruolo del fashion editor è pressochè inesistente, Barbieri stesso si occupa della riuscita del servizio.  Suoi sono la scelta del setting, del make up, dell’ hairstyle, degli accessori e dei bijoux che avrebbero indossato le modelle: un’ operazione per cui non esita, a volte, ad attingere dalla propria creatività sfrenata tramutando in orecchini, ad esempio, un paio di palline da ping-pong rivestite di madreperla. Nel 1964, Barbieri apre a Milano il suo primo studio fotografico e la sua attività diviene sempre più quotata: con la nascita del prét-à-porter, il suo rapporto professionale con i designers si infittisce progressivamente. Conosce Walter Albini e ridefinisce l’ intesa che si viene a creare tra stilista e fotografo, evidenziando l’ importanza del tradurre per immagini uno stile, una personalità, un look che lascino idealmente trapelare il mondo creativo e gli obiettivi del couturier. Quando incontra Valentino mette il concetto ulteriormente a punto, lanciando un tipo di campagna pubblicitaria innovativa che si fa interprete, in toto, delle cifre stilistiche delle varie collezioni, esprimendone lo spirito ed incarnandone l’ideale femminile. Risale al 1968 il primo riconoscimento al suo straordinario talento: Barbieri viene decretato miglior fotografo italiano dal Premio Biancamano. La sua ascesa, nel tempo, è inarrestabile: lavora con le più carismatiche modelle e  dive dell’ epoca come Veruschka, Isa Stoppi, Benedetta Barzini, Mirella Petteni – con la quale scatta la prima, memorabile  advertisng campaing per Valentino tra le dune di un fittizio deserto di semolino – Audrey Hepburn, Penelope Tree e poi ancora Pat Cleveland, Jerry Hall, Sophia Loren, Monica Bellucci, solo per citare alcuni nomi. Nel 1978, Stern lo include tra i 14 migliori fotografi internazionali. Il suo stile sofisticato, estroso, sensuale, risalta per la raffinatezza in alcun modo declinata in ‘distacco’. Barbieri ritrae ed enfatizza una bellezza elegante ma ‘raggiungibile’, in pose naturali, mai contemplata con soggezione bensì ispirando un coinvolgimento emotivo. Con le modelle instaura un rapporto amichevole di mutua complicità: Isa Stoppi dirà che ha contribuito a renderla icona, della Bellucci evidenzia tutta la carnale sensualità celebrandola nel calendario 200o di GQ. Tra i designer più rinomati per cui realizza importanti advertising campaign citiamo  Armani, Dolce & Gabbana, Ferrè, Versace, Pomellato, Zanotti. Negli anni ’90 si dedica alla fotografia di viaggio, immortalando le bellezze naturali ed etnografiche disseminate per il pianeta: i suoi scatti verranno esposti in una mostra, curata da David Bailey, al Victoria & Albert Museum di Londra ed al Kunstforum di Vienna. Oggi, considerato uno degli esponenti più autorevoli della fashion photography, Gian Paolo Barbieri resta un sommo punto di riferimento per moltissimi fotografi delle nuove generazioni. Memorabile un suo recente shooting per Vogue Italia Unique del 2013, in cui ritrae una serie di abiti Valentino Haute Couture: rari capolavori di squisitezza sartoriale declinati in un tripudio di pizzo e tulle immortalati nella preziosa cornice di un palazzo storico, ricco di stucchi dorati e dalle porte immacolate. Un’ eleganza senza tempo, tradotta in sofisticate immagini che ne evidenziano la poesia sublime.

 

 

 

 

Sporty look: quando lo sportswear si fa glam

Emilio Pucci

Dettami e materiali presi in prestito dallo sportswear sono i principali artefici di una netta evoluzione nel guardaroba primaverile, che include lo sporty look tra le tendenze dominanti. Sport e Fashion si intersecano creando un connubio fondato sul glamour, declinato in pura femminilità e orientato al luxury. Giocate su interi outfit, su singoli dettagli o sugli accessori, le contaminazioni sporty definiscono uno stile disinvolto ma sensuale, foriero di un twist inedito che si prepara a conquistare un incalcolabile numero di (è proprio il caso di dirlo) tifose nei mesi a venire: ready, steady, go!

 

Gucci

Tommy Hilfiger

Marc by Marc Jacobs

Prada

DKNY

Marni

Trussardi

Iceberg

Fay