Tra horror e fiabe: le Monster e le Ever After High, nuove tipologie di fashion dolls

Le Monster High

 

Mancano circa venti giorni ad Halloween ed un nutrito gruppo di fashion dolls è in procinto di farci visita, esibendo un look a tema comprensivo dei dettagli horror di ordinanza: le Monster High non sono una novità sul mercato, furono create nel 2007 ma distribuite nei toy store tre anni dopo. Oggi, il boom. Sarà che sono un incrocio tra la classica bambola e i personaggi da cartoon, queste dolls prodotte da Mattel ed ideate da Garret Sander e Kellee Riley, ma la loro gang – formata da una quarantina di giovani “mostre” – sta facendo furore. Slanciate come Barbie, un ovale “importante” che dona visibilità a carnagioni spettrali, cicatrici alla Frankestein e dentini aguzzi da lupe mannare, le Monster High hanno arti lunghi e affusolati che ricordano vagamente le Bratz Dolls: antenate di tutto rispetto ma niente affatto dark, i cui look accuratissimi e all’ insegna della extravaganza non avrebbero sfigurato accanto a quelli di Rihanna e Lady Gaga. Da Barbie, al contrario, sono agli antipodi nel mood: zero leziosità, il sorriso sostituito – quando non da un broncio – da un piglio spavaldo, l’ aria fatale che sa tramutarsi all’ occorrenza in letale ed il make up pesante, quasi punk, incorniciato da una lunga chioma fitta di meches in colori strong le rendono più simili a teen all’ avanguardia che alla storica bambola Mattel, al confronto una mera pin up. Le Monster High vestono abiti zeppi di dettagli metal degni di una glitter rock band , ankle boots dorati e scintillanti, corpetti strizzavita da vampiressa e abitini in pizzo da giovani fleurs du mal, alternano calzerotti a righe che sarebbero piaciuti a una Pippi Calzelunghe in versione dark a cuissardes fetiches con plateau altissimo e stringati. Non si curano del pallore, delle piccole corna in testa, dei bulloni sul collo o dei punti di sutura che esibiscono su viso e corpo: il loro, è un patrimonio ereditario di tutto rispetto. Vi dicono qualcosa i nomi di Dracula, Frankestein, Mummia Maledetta, Fantasma dell’ Opera, Zombie, Lupo Mannaro, Dr. Jekyll e chi più ne ha, più ne metta? Non capita mica a tutte, di nascere da cotanti papà!

 

Clawdeen Wolf


L’orrorifica brigata condivide la stessa scuola, la Monster High, e tra le sue fila non mancano sporadici maschietti. Non pensate, però, che il tormentato periodo adolescenziale trovi le nostre fascinose mostre in erba immuni da crisi e dai piccoli-grandi problemi: il rito del make up può tramutarsi in un incubo, quando ti chiami Draculaura e da brava vampiretta ti è proibito specchiarti.  Una collera improvvisa può risultare a rischio, se sei il figlio del Fuoco ed ogni volta che ti arrabbi esplodi in fiamme. I tuoi abiti alla moda sono soggetti a una groviera di buchi, se tra i tuoi pasti principali figurano lana e seta. Ma tant’è: non lo dice, d’altronde, anche il proverbio che “Chi bella vuol apparire, qualche dolore deve soffrire”?  Per chi è stata battezzata con nomi del calibro di Skelita Calaveras, Operetta Phantom, Spectra Vondergeist, Clawdeen Wolf o Frankie Stein, si tratta in fondo di “controindicazioni” incluse nel pacchetto. E mentre i sociologi si interrogano sull’ evoluzione nei giochi delle bimbe, tracciando una traiettoria che da Cicciobello passa per la Barbie ed approda alle Monster in uno sciorinare di teorie sull’ immedesimazione nei ruoli della contemporaneità, come per ricondurre il fenomeno ad una dimensione più tradizionale e fiabesca ecco entrare in scena, nel 2013, le Ever After High. Figlie di genitrici e genitori illustri quali Biancaneve, Il Cappellaio Matto, La Bella Addormentata, Cappuccetto Rosso e Raperonzolo (solo per citarne alcuni), sfoggiano un mix di tulle e boccoli adornandosi di tiare e il loro sguardo è dolce, però deciso. Come a dire: ben vengano bambole per tutti i gusti, ma non esiste ormai donna al mondo che –  seppure in tenera età – prenda a modello chi non sa il fatto suo.

 

Le Ever After High

 

 

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