Tendenze PE 2018 – Tutte le sfumature del nude

N. 21

Da qualche anno spopola in passerella e il suo successo non accenna a diminuire. Le collezioni Primavera/Estate, poi, lo vedono letteralmente al top: sto parlando del nude, che in italiano il dizionario traduce con “color carne”. Questa nuance, anni orsono declinata esclusivamente in un must della lingérie d’antan, oggi  tinge abiti, outfit e capispalla. Delicatezza e versatilità sono i suoi punti di forza, tradotti in un’ inesauribile varietà di sfumature e stili. Ma mentre la stagione calda sancisce la supremazia di un “look nude” (e non di un “nude look”!) dal sapore prevalentemente chic, ricchissime sono le gradazioni in cui il nude si coniuga: incursioni nel rosa, nel tortora e nel beige sono all’ ordine del giorno, per non parlare della sua variante più accesa e estrema – virata a un deciso rosa antico – che Pantone identifica con il nome di Blooming Dahlia. Denominatore comune, un’ eleganza “pastello” declinata nelle molteplici, tenui nuance di nude che i fashion brand esplorano.

 

Antonio Marras

Alberta Ferretti

Tom Ford

Ferragamo

Elie Saab

Przhonskaya

Valentino

Cristiano Burani

Preen by Thornton Bregazzi

Maison Margiela

 

Flashbacks

 

Corre l’ anno 2007 e Jean-Paul Gaultier ci manda in visibilio con una collezione di Haute Couture tra le più iconiche e indimenticabili. “Les vierges”, questo il suo nome, fonde stile e ispirazione sacra in creazioni celestiali, un aggettivo che non potrebbe essere più pertinente: a fare da fulcro è l’ iconografia mariana, per la quale l’ “enfant terrible” della moda prova una profonda fascinazione. In passerella sfilano modelle con l’aureola, i volti levigati come statue, le lacrime della “Mater Dolorosa” a solcare le guance. Nessun intento di dissacrazione in questi look, semmai l’ evocazione di una bellezza pura e luminosa. Ovviamente, riletta à la Gaultier. Basta pensare alle aureole, che si tramutano in eccentrici copricapi a metà tra il barocco e l’ ecclesiale: sono raggiere di piume, stellari simili a quelli dell’Immacolata Concezione, corone di cristalli policromi, nimbi che ricordano le vetrate colorate delle chiese. La mise che ho scelto a rappresentare “Les Vierges” è un sofisticato concentrato del mood che anima la collezione. La vaporosa leggerezza del tulle esalta la soavità di una figura incorporea, valorizzandola grazie a una delicata nuance di rosa polvere. Un grande fiocco, declinato nel color oro delle solennità mariane secentesche, stringe la vita e campeggia sul davanti. Sullo scollo, una sfilza di immaginette sacre adorna un orlo di ruches che impreziosisce anche l’ aureola “fiammeggiante” di lunghe piume dorate, ed è sempre l’ oro a delineare le lacrime che scorrono sul volto cereo della modella. Il risultato è un look sognante, sottilmente ambiguo: la “Vierge” di Jean-Paul Gaultier, con il suo abito voluminoso e il suo incarnato diafano, fa pensare ad un incrocio tra certe bambole decorative d’antan, in porcellana e sontuosamente vestite, e una creatura mistica. Tra sacro e profano, a trionfare è la divina Couture di Jean-Paul Gaultier.

 

Narciso Eau de Parfum Rouge, un’ ode olfattiva alla seduttività

 

Il terzo capitolo della “saga” di Narciso è rosso, come la seduzione: Narciso Eau de Parfum Rouge, la nuova fragranza di Narciso Rodriguez,  racchiude un cuore esplosivo nel tipico flacone a cubo. Il duo di nasi composto da Sonia Constant e Nadège Le Garlantezec ha creato una fragranza intensa, intrigante, avvolta in note di mistero che esaltano il suo jus olfattivo. Al cuore muschiato “signature” dei profumi Narciso Rodriguez si affiancano accordi di testa a base di iris e rosa bulgara, mentre un mix di vetiver, cedro nero e bianco, ambra e fava tonka rinvigorisce il fondo legnoso. Caldo e inebriante, Narciso Eau de Parfum Rouge conquista con una seduttività magnetica  a cui è impossibile resistere: non poteva essere che il rosso il suo colore emblema, così come il cipria e il bianco incarnano, rispettivamente, la femminilità di Narciso Eau de Parfum Poudrée e l’ eleganza di Narciso Eau de Parfum.

 

 

Come i suoi predecessori, Narciso Eau de Parfum Rouge è custodito in un iconico flacone cubiforme che, stavolta, viene laccato di un total red radioso dall’ interno. Linee minimal e essenziali valorizzano anche il packaging, che nel contrasto tra nettezza e passionalità cromatica sottolinea il fascino di una fragranza vibrante nella quintessenza più pura.

Narciso Eau de Parfum Rouge è disponibile nei formati da 50 e 90 ml.

 

Nero Notte

 

Prosegue l’ excursus di VALIUM all’ insegna di un’ evocatività che coniuga spettacolo naturale e stile. A fare da protagonista è, oggi, il nero della notte più fonda e cupa: nessuna luna a rischiararla, un buio che inghiotte le stelle una ad una. Mentre il silenzio regna, l’ aria si impregna di magia pura. Mezzanotte è scoccata da un pezzo, le ore avanzano nell’ oscurità totale. Sono attimi intrisi di fascino che lasciano correre a briglia sciolta l’ immaginazione: “Se guardi nel buio a lungo, c’è sempre qualcosa”, come disse William Butler Yeats. Mistero, paura, ebbrezza dei sensi e quiete convivono nel nero delle tenebre, emblema di un’ iconografia orrorifica ma anche di riposo. E se gli antichi Greci incarnano la notte in una dea primordiale, Nyx, che vive nell’ Ade ed è temuta da Zeus in persona, nei Roaring Twenties Francis Scott Fitzgerald esalta il suo coté mondano in un romanzo – “Tenera è la notte” – che prende il titolo dai versi di John Keats. Per celebrare il nero notte, niente di meglio che la teatralità grintosa della collezione Primavera Estate di Saint Laurent: su 91 look, oltre 20 ostentano un total black che fonde piume, paillettes, tuxedo e minidress a palloncino in un mix dai toni chic, ma molto rock.

 

 

 

 

 

Divagazioni oniriche in toni flou: la campagna pubblicitaria PE 2018 di Giorgio Armani

 

Fotogrammi dai contorni sfumati, onirici, dove il colore risalta in un’ alchimia vivace: la campagna pubblicitaria Primavera/Estate 2018 di Giorgio Armani porta l’ inconfondibile firma di Sarah Moon che, per l’ occasione, dota i suoi scatti di una straordinaria incisività cromatica. La fotografa che immortalò l’ universo decadente e déco di Biba  ritrae le creazioni di Re Giorgio tramite immagini in cui l’ effetto flou, tratto distintivo della sua opera, si fa un tutt’uno con il movimento, con una leggerezza ariosa. Quel “fissare l’ attimo” a cui la Moon aspira coincide ora con la cattura di un gesto, di un’ azione in divenire: alle sue tipiche atmosfere languide e rarefatte subentra un mood ugualmente impalpabile, ma carico di vibranti emozioni. Un uomo e una donna (i modelli Simon Nessman e Daga Ziober) vengono fotografati su uno sfondo “grafico” che richiama i pattern degli outfit e li evidenzia elegantemente. I volti appaiono a malapena, l’ obiettivo si concentra in gran parte sui look e sugli accessori. Il rosa, il rosso e il verde trionfano accanto al nero, al tortora, al blu polvere scuro, risaltando sia sugli abiti che sui fondali. Dinamismo e sogno si fondono in scatti dal fuoco morbido che dona alle pose una allure sospesa: ogni immagine è un autentico dipinto che sublima istanti densi di pathos appena prima della dissolvenza, un capolavoro di lirismo dalla suggestività potente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Photo credits: Sarah Moon

 

Fairy Bomb di Fenty Beauty by Rihanna, uno scintillante preludio d’estate

 

Dagli ori del Met Gala al luccichio dorato del sole: la bella stagione inizia, per Rihanna, all’ insegna dei bagliori. Fenty Beauty li coglie al volo e al suono dello slogan “Beach, please” dà vita a una collezione completamente ispirata all’ estate e ai suoi colori. La data di lancio è prevista per il 21 Maggio, ma  spuntano già ghiotte anteprime. Una su tutte? Fairy Bomb Glittering Pom Pom, un piumino-illuminante che vi farà scintillare dalla testa ai piedi. Sofisticato e iper glamourous, Fairy Bomb è l’ esclusiva novità lanciata dal brand di RiRi. Immaginate un classico puff da cipria, accentuate la sua forma sferica e tingetelo di rosa: otterrete un pon pon soffice come una piuma, un emblema di pura femminilità. Picchiettandolo su viso e corpo rilascerà una finissima polvere in 3D pronta ad avvolgervi in un velo sfavillante di riflessi. Glitter a miriadi si fisseranno sulla vostra pelle e la rivestiranno di una deliziosa nuance rosa oro, Rosé On Ice, pensata apposta per dare luminosità ad ogni tono di incarnato. Fairy Bomb non è, però, mero lusso visivo. Il suo seducente profumo vaniglia-cocco rapisce l’ olfatto e trascina in un autentico tripudio sensoriale a 360°. Con una premessa simile, non ci resta che far scattare il countdown per il resto della collezione: appuntamento al 21 Maggio (o giù di lì) per un focus interamente dedicato a “Beach, please”.  Stay tuned!

 

 

 

Vera Wang: quando il bridal dice “sì” al colore

 

Bianco, bye bye.  Il flusso ispirativo ha condotto Vera Wang in tutt’altra direzione rispetto alla tonalità del bridal per antonomasia.  Ad accendere la sua fantasia sono state le opere di Jan Vermeer, il pittore olandese che il dipinto “Ragazza con l’ orecchino di perla” ha reso celebre, ma anche lo straordinario fervore artistico dei Balletti Russi di Djagilev. Niente bianco, dicevamo: la collezione Primavera/Estate 2019 di abiti da sposa griffati Wang è un tripudio di colore esaltato da metri e metri di tulle fluttuante. La palette privilegia il giallo, il rosso, il prugna, il rosa, il lavanda, il verde…Gioca tra alternanze di cipria e nude. Squisitamente  ricercata nei volumi, la silhouette si restringe in un corpetto a cuore per poi prorompere  in veli e strascichi a profusione. Vera Wang rilegge il bridal alla luce dei suoi elementi meno ovvi: a risaltare è una sposa fiabesca, eterea, l’ eroina di un regno incantato. Avanza tra strati impalpabili di tessuto su cui il colore si posa lieve, diluito in cromie che donano movimento e plasticità all’ abito pur senza intaccarne la rarefatta, preziosa allure.  L’ artista Rebecca Moses ha accentuato questa autentica meraviglia visiva dipingendo a mano ogni singola nuance esibita dalle creazioni.

Photo by Inez & Vinoodh

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sunshine

Trussardi

Giallo: intenso, caldo, avvolgente come i raggi di sole di una mattina di Maggio. E’ Primavera inoltrata, è ormai svanito ogni grigiore. Il cielo terso prevale, il giorno risplende di una luce abbagliante. Pantone ha catturato la sua nuance e l’ ha chiamata “Meadowlark” (13-0646), allodola, associandola all’ uccello che canta per annunciare una nuova alba. E’ una gradazione “strong”, dinamica, piena di energia. Pop e brillante,  priva di qualsiasi traccia fluo, combina il giallo limone con lo zafferano e ne ricava un mix che non passa certo inosservato. Anche per questo è stato incoronato colore per antonomasia della Generation Z: colpisce l’occhio, predispone alla propositività e al buonumore. Stimola accostamenti bizzarri, esalta l’ originalità, spezza le regole. Chi osa il giallo emana un’ allure di vitalità briosa, “good vibrations” allo stato puro. Non è un caso che i look di stagione inneggino, dunque,  a un Meadowlark Yellow che riflette tutte le inebrianti gradazioni dei bagliori solari.

 

Balenciaga

Carolina Herrera

Christopher Kane

Mansur Gavriel

 

Clandestino Susci Bar, un angolo di incanto affacciato sul mare

 

Una baia tra gli scogli, ginestre che tempestano di giallo le pendici del promontorio,  mare turchese senza confini. E al centro di questo paradiso, una palafitta affacciata sull’ orizzonte acquoso di cui riproduce il colore: è il Clandestino Susci Bar, locale-icona della Riviera del Conero e del Parco Naturale che porta lo stesso nome. Arrivate a Portonovo e, mentre percorrete il sentiero per raggiungerlo, vi addentrate in full immersion nella rigogliosa macchia mediterranea. Sentori di ginepro e di corbezzolo, un fico “segnaletico”, il mare che vi si apre di fronte evocando esotici scenari…Tutto contribuisce a regalarvi, strada facendo, un’ inebriante esperienza sensoriale.  Al Clandestino Susci Bar vi attendono menu del tutto inediti e una visuale mozzafiato dell’ Adriatico su cui vi sembrerà di galleggiare: merito delle immense vetrate che valorizzano adeguatamente questo locale “pieds dans l’eau”. Ma a dispetto del nome, non aspettatevi solo susci (con la “sc” al posto dell’ “h” per indicare la sua rivisitazione in chiave creativa). Moreno Cedroni, chef 2 stelle Michelin e un prestigioso CV che annovera premi, pubblicazioni e il ruolo di Ambassador all’ Expo 2015, è pronto a stupirvi con creazioni gourmet ispirate a concept ogni anno diversi. Ma prima di esplorare il menu 2018 e il suo tema, scopriamo qualcosa in più su questo locale che è ormai un must per chi ama evadere in uno scenario incantevole esaltato dai colori del cielo e del mare: è Moreno Cedroni in persona a “raccontarci” il Clandestino e la sua storia.

 

 

Quando è nato il Clandestino, e perchè il suo nome?

Il Clandestino nasce nel luglio del 2000 da un incontro amicale tra me e Maurizio Fiorini, patron dell’Hotel Emilia e appassionato di musica. La canzone di Manu Chao ne ispirò il nome.

Esiste un target di clientela predominante?

Il target di clientela predominante è piuttosto giovane ed informale, il luogo ispira libertà e contatto con una natura incontaminata. Il Clandestino, poi, nel corso degli anni è diventato un locale alla moda e di conseguenza richiama anche curiosi che vengono attirati dalle voci e poi ne rimangono affascinati.

Quali sono le caratteristiche del vostro menu “Primavera/Estate”?

Intanto, una premessa. Ogni anno il Clandestino ha un nuovo menu, una nuova collezione, un nuovo argomento di ispirazione che avvicina il pensiero del sushi – diventato Susci –  ad un pensiero più’ concettuale. Si partì dal Susci a colori, poi ci furono quello figlio dei fiori, quello favoloso, quello letterario e così via fino ai giorni nostri, dove i Vichinghi con i loro ingredienti e le loro tecniche hanno determinato gli ingredienti dei piatti. Questo per quanto riguarda il menu degustazione;  nel menu alla carta, invece, ci sono piatti d’apertura come la polentina con frutti di mare cotti e crudi o la capasanta bruciacchiata, e poi i piatti migliori di ogni stagione.

 

Moreno Cedroni

Qual è, a suo parere, il principale punto di forza del locale, quello che lo rende unico nel suo genere?

Il principale punto di forza è sicuramente la natura incontaminata e protetta del Parco del Conero, i colori che entrano nell’anima, e poi una cucina trasversale alle offerte della baia e comunque nuova, che ogni anno si rimette in discussione con nuovi sapori.

 

 

Il menu degustazione 2018 del Clandestino, “Vichinghi”, è un’ autentica delizia per gli appassionati di mitologia norrena (ma non solo):  le portate hanno nomi come Njord (una rivisitazione alle alghe della bevanda alcolica firmata dallo chef, il Cedronic), Sigurd (Sigfrido, l’ eroe epico a cui è dedicato un piatto a base di carne cruda, susine al Miso fermentate, erba ostrica e polvere di cappero),  Bùri (nonno di Odino e capostipite degli Asi che ha ispirato un goloso mix di sgombro salato, spuma di friggitelli e acqua di cavolo viola),  Thor (la divinità scandinava viene omaggiata con un sontuoso King Crab con pesto di alghe e pastinaca fermentata), Gullveig (alla strega che portò la discordia tra gli Asi è intitolata una frittatina con sarde affumicate, acetosella e olio al dragoncello), Frigg/Freyia (stoccafisso norvegese e baccalà, amatissimi dai Vichinghi, esaltano i propri sapori abbinandosi a una piedina al farro, cipolla agrodolce e acetosella per celebrare la consorte di Odino). Per chiudere in bellezza, un dessert a dir poco iconico: ribattezzato Odhinn (Odino), combina l’ idromele di antica tradizione nordica con gelato al miele e nocciole. Valkyria si avvale, invece, di un ensemble di olivello spinoso, porridge con tapioca e gelato allo skyr inneggiante al folclore e alla simbologia vichinga.

 

Bùri, dal menu 2018 “Vichinghi”

 

Per saperne di più sul Clandestino Susci Bar: 

http://www.morenocedroni.it/clandestino/il-locale/

 

Foto del Clandestino Susci Bar © Francesco Scipioni