Un sogno psichedelico ininterrotto: il ritorno dei Mazzy Star

 

Le loro melodie sognanti, ipnotiche, languidamente psichedeliche ci introducono in un mondo onirico da cui è difficile distaccarsi: è come se ci avvolgessero trasportandoci in un’ altra dimensione. Non è un caso che, a oltre trent’anni dalla loro fondazione, i Mazzy Star continuino imperterriti ad immergerci in atmosfere profondamente ammalianti. Oltre a un trademark stilistico è un’ essenza, l’ espressione più squisita di un mix ad alto tasso di suggestività e di emozioni: una musica che non si può che ascoltare con il cuore, assaporando l’ ampio flusso  di sensazioni che è in grado di evocare. Formatasi nel 1987 a Pasadena, la band unisce il talento del chitarrista David Roback e quello della cantautrice Hope Sandoval. Già nell’ album di debutto del duo, “She Hangs Brightly”, la vena dreamy emerge in un connubio di generi musicali e si tramuta in un imprinting inconfondibile. E’ il 1990, il grunge imperante ha riportato in vigore un sound all’ insegna dell’ autenticità, di sonorità “grezze” ma sgorgate direttamente dalle viscere. David Roback e Hope Sandoval declinano questa spontaneità nella sua versione più eterea, abbracciando trasognate melodie shoegaze: nei loro brani si snoda una fiaba moderna e intrisa d’ incanto, dove gli accenti folk si amalgano a suggestioni di matrice indie. Nel 1993 vede la luce l’ album “So Tonight that I Might See” e il singolo “Fade into You” scala le classifiche anche grazie a un video in slow motion, evanescente, che si fonde meravigliosamente con la musica. “Among my Swan” esce tre anni dopo, avvalendosi di un singolo in deciso stile dream pop come “Flowers in December”. Slide guitar e voce, abbinati occasionalmente all’ armonica, alla chitarra elettrica, al tamburello e al pianoforte, rimangono i basic del sound della band, che nel 1996 si scioglie per ricostituirsi solo nel 2011. Il successivo album dei Mazzy Star, autoprodotto,  porta il titolo di “Seasons of Your Day” e viene pubblicato di lì a un paio d’ anni.

 

La copertina dell’ EP “Still”

Dopo un lustro di silenzio, i Mazzy Star sono tornati e con l’ EP “Still” hanno firmato la colonna sonora più incantata della nostra estate. Tre brani slowcore si succedono fino all’ apoteosi finale, una versione “ascension” di “So Tonight That I Must See”: cupo, magnetico, ammaliante, il pezzo sprofonda in un’ autentica trance lisergica rievocando certe ballate dei Doors e dei Velvet Underground. Non c’è che dire…Se di psichedelia si tratta, siamo decisamente “addicted” al duo californiano.

 

 

 

Photo:

Dall’ alto, 1 e 4: Luz Gallardo via Flickr, CC BY-NC-ND 2.0

Foto n. 3 by Guillaume via Flickr, CC BY-NC-ND 2.0

 

 

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