Palette d’equinozio

ROCHAS

L’ Autunno è arrivato, e l’ Equinozio ha ufficialmente sancito il suo ingresso. La nuova stagione porta con sé una caratteristica, inconfondibile palette cromatica. Basti solo pensare al foliage, la transizione del fogliame degli alberi a tonalità quali il giallo, il rosso, il marrone in svariate gradazioni: lo spettacolo che le fronde offrono è tale da essere ammirato tramite escursioni apposite. Il beige, il ruggine, il senape e il burgundy si alternano in una suggestiva tavolozza a cui si aggiungono il celeste etereo del cielo venato di foschia, il vinaccia dei grappoli d’uva, il rosso dei frutti di bosco. Tutti colori che le collezioni AI 2018/19 non tralasciano di replicare, instaurando un connubio tra stile e meraviglie della natura declinate nelle nuance più pittoresche e intense.

 

VERSACE

ROKSANDA

ALEXANDER MCQUEEN

SIES MARJAN

MOLLY GODDARD

ALBERTA FERRETTI

 

Andy Warhol: in arrivo due mostre italiane che celebrano il re della Pop Art

BOLOGNA
Andy Warhol
Marylin, 1967
Serigrafia su carta, 91,40×91,40 cm
Eugenio Falcioni
© The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts
Inc. by SIAE 2018 per A. Warhol

Il 6 Agosto scorso, Andy Warhol avrebbe compiuto 90 anni. Quasi un secolo di genialità allo stato puro, eclettismo e visionarietà. Artista chiave del XX secolo, il re della Pop Art è un’ icona indiscussa: non stupisce, dunque, che le mostre a lui dedicate si susseguano. In Italia sono in procinto di inaugurarne due, finalizzate ad approfondire la sua opera e l’humus da cui prendeva vita. A Bologna, “Warhol & Friends. New York negli Anni ’80” esordirà il 29 Settembre ed avrà come location Palazzo Albergati: focalizzata su un contesto di gran fermento creativo, l’esposizione illustrerà attraverso 150 opere il decennio più esplosivamente edonistico del secolo scorso. A far da sfondo all’ iter sarà New York, culla di un’arte sorta in un roboante mix di mondanità, eccessi e trasgressione. Tutt’ altro che frivoli ad oltranza, gli anni ’80 hanno rappresentato l’ apice di un nuovo modo di creare: dal loro clima effervescente sono scaturite contaminazioni tra musica, cinema, arte e letteratura del tutto inedite, una filosofia “di rottura” che aveva come armi il colore e la sperimentazione. Protagonisti del milieu artistico dell’ epoca erano, oltre a Warhol, Jean-Michel Basquiat (del quale ricorre il trentennale della morte), Julian Schnabel, Keith Haring, Francesco Clemente e Jeff Koons, che a Bologna saranno presenti con alcune opere. Non potevano mancare, poi, i celebri scatti con cui Edo Bertoglio, fotografo della rivista warholiana “Interview”, ha immortalato le star più acclamate degli Eighties. Due nomi su tutti? Madonna e Grace Jones.

“Warhol&Friends. New York negli anni ‘80”
Dal 29 settembre 2018 al 24 febbraio 2019
Palazzo Albergati, Bologna

 

ROMA
Andy Warhol
Liz, 1964
Serigrafia su carta, 58,7×58,7 cm
Collezione privata, Milano
© The Andy Warhol Foundation for the Visual
Arts Inc. by SIAE 2018 per A. Warhol

Dal 3 Ottobre, a Roma, prenderà invece il via “Andy Wharol”, una mostra interamente dedicata al padre della Pop Art che verrà ospitata nell’ Ala Brasini del Complesso del Vittoriano.  Curata da Matteo Bellenghi, l’ esposizione ripercorre l’iter artistico di Warhol dalle origini. Da quelle serigrafie della Campbell’s Soup, cioè, che riprodotte in serie nel 1962 diedero l’ imprinting a tutta l’ opera del Maestro. Altre memorabili serie riguardarono Marilyn, Elvis Presley, la Coca Cola, che prima l’ America e poi il mondo intero assursero a vere e proprie icone pop. Le 170 opere in mostra “racconteranno” le intuizioni di un artista che ha segnato un turning point basilare non solo nell’ espressione visiva: la musica, il cinema e la moda sono state ugualmente rivoluzionate da un’ estetica che, per la sua originalità, si differenzia da qualsiasi modello precedente.  Anche Roma si accinge quindi a celebrare l’ artista che il 12 Novembre verrà omaggiato con l’ attesissima mega-retrospettiva “Andy Warhol – From A to B and Back Again” del Whitney Museum di New York.

“ANDY WARHOL”
dal 3 ottobre 2018
Complesso del Vittoriano – Ala Brasini, Roma

La mostra è organizzata da Arthemisia in collaborazione con Eugenio Falcioni & Art Motors srl

 

BOLOGNA
Andy Warhol – Campbell’s Soup, 1965
Serigrafia e polimeri, 91×61 cm
Museu Coleção Berardo, Lisbona
© The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2018 per A. Warhol

 

Photo courtesy of Arthemisia Press Office

 

 

London Fashion Week: 10 flash dalle collezioni PE 2019

DELPOZO –  Chic luminoso e a tinte tenui impreziosito da dettagli deliziosi

Di sfilata in sfilata, VALIUM approda alla London Fashion Week. Dove, come di consueto, seleziona 10 look decisamente cool. La capitale britannica mette al bando gli eccessi, ma coniuga estro e chic:  strutture iper ricercate, pizzi a profusione, ruche, drappeggi e linee balloon definiscono outfit che spaziano dalle tonalità pastello a nuance da mozzare il fiato. Finora, un iconico dettaglio fa da leitmotiv sia alle collezioni londinesi che della Grande Mela. Il volto velato diventa un must, e lo fa nel modo più stiloso possibile:   la veletta si associa a copricapi incredibili, oppure ricopre seduttivamente testa e viso. Così l’ abbiamo vista da Marc Jacobs, avvolta attorno al capo come un etereo bocciolo. Ryan Lo correda di veletta imponenti colbacchi “fioriti”, mentre Simone Rocha fa ricadere un velo su dei cappelli ampi, in stile Belle Epoque. Ritroveremo veli e velette anche a Milano? Non vi resta che seguire VALIUM nel suo iter dedicato alle Fashion Week.

 

 

EMILIA WICKSTEAD – Maxilunghezze declinate in colori shock per non passare inosservate

 

BURBERRY – Un blazer con maxi cintura al posto del classico trench, e ai piedi kickers con calzini per accentuare l’ allure “gamine”

 

PREEN BY THORNTON BREGAZZI – L’ abito rosso cuore seduce con drappeggi “scolpiti” ad hoc

 

RYAN LO – Ricami crochet, piume e tulle a profusione come in una fiaba

 

MM6 – Raffinatezze sporty-chic in verde menta all over

 

CHRISTOPHER KANE – A metà tra uno stile minimal e suggestioni 50s aggiornate alla contemporaneità

 

SIMONE ROCHA – Un total white adornato di pizzi e adombrato di mistero

 

MARY KATRANTZOU – Linee egg-shaped e luccichii per una sofisticatezza declinata in differenti gradazioni di blu

 

ERDEM – Pizzi in abbondanza e romantiche sovrapposizioni per un look divinamente celestiale

 

 

Attrape-rêves di Louis Vuitton, il sogno tradotto in alchimia olfattiva

 

Ha un nome affascinante, l’ ultima arrivata nella collezione di fragranze griffata Louis Vuitton:  evocativa come quelle che l’ hanno preceduta, Attrape-rêves cattura l’ essenza stessa del sogno per poi dar vita a una meravigliosa, visionaria esperienza. Un vero e proprio viaggio si snoda lungo la sua scia olfattiva, un iter che ripercorre sensazioni custodite nei più remoti anditi della memoria. Da questa esplorazione scaturiscono scenari sempre nuovi, accomunati da una magia e da una spettacolarità pura: un’ aurora boreale si materializza repentina, immergendo l’ anima in una dimensione costantemente in bilico tra la realtà e il sogno. Il Maestro Profumiere Jacques Cavallier Belletrud ha associato ad un paesaggio ben preciso queste magnifiche emozioni. Vagando con la fantasia, il “naso” si è inoltrato in un viottolo tracciato da stelle cadenti, dove gli aromi si intrecciano in un mix di sensualità inebriante ed effervescenti accenti. Ad esordire è il cacao, che l’ incontro con un bouquet di peonie addolcisce e subito dopo intensifica grazie al cuore di Patchouli che avvolge voluttuosamente. Quando il litchi sopraggiunge, sprigiona frizzanti note stemperate dagli accordi di bergamotto e zenzero. L’ assoluta di rosa turca dona un ulteriore imprinting al jus, esaltandone i sentori perfettamente calibrati. Il sentiero immaginato da Belletrud conduce ad un autentico tripudio olfattivo, una festa dei sensi ammantata di stupore. Il colore di Attrape-rêves, non a caso, è il rosa: emblema di femminilità, certo, ma anche di un mood spiccatamente etereo. La fragranza di Louis Vuitton  lo esprime al punto tale da – come suggerisce il suo nome – “afferrare” un sogno e permetterci di librarci sulle ali del suo potente incanto.

 

 

Il profumo, nel formato spray da 100 e 200 ml, è ricaricabile presso le boutique dedicate della Maison.

 

 

New York Fashion Week: 10 flash dalle collezioni PE 2019

MARC JACOBS – Volant multicolor e collant”disco” in lurex

Settembre è un mese in cui le settimane della moda si susseguono a tambur battente: VALIUM non può mancare all’ appuntamento con le sfilate, e vi accompagna in dei puntuali toccata e fuga nelle capitali fashion internazionali. Oggi è la volta di New York, dove i défilé sono terminati venerdì scorso. Impossibile un resoconto collettivo, visto l’ alto numero dei brand coinvolti. Nei post dedicati alle Fashion Week della Primavera/Estate 2019 trovate, invece, un “résumé” condensato in 10 scatti, ognuno corrispondente al look di una data collezione: 10 flash che illustrano i mood, le tendenze, o – molto più semplicemente – i miei gusti personali. Sono fotogrammi che sintetizzano in una breve panoramica alcuni spunti tratti dalle passerelle. Dopo New York proseguiremo con Londra, la cui Fashion Week è quasi in dirittura d’arrivo. Non mi resta che salutarvi con un “Enjoy it” e lasciarvi ai look che ho selezionato per voi nella Grande Mela!

 

TOM FORD – Pizzi, stile sottoveste e faux crocodile

 

CALVIN KLEIN – Graduation cap e outfit urban con cintura a frange

 

PROENZA SCHOULER – Comfort-chic e linee sporty

 

ECKHAUS LATTA – Suit gilet e profondo grigio

 

PRABAL GURUNG – Technicolor e dettagli gym

 

BADGLEY MISCHKA – Rosa cipria in total look e piume argentee

 

CHRISTIAN SIRIANO – Linee 50s e raffinate guarnizioni in tulle

 

MICHAEL KORS – Stampe floral e cromie acquerellate

 

SIES MARJAN – Tessuti hi-tech e blu Klein in duplice sfumatura

 

 

Happy (sparkling) Birthday, Fenty Beauty!

 

Fenty Beauty compie un anno, e lo fa “vestendosi” di bianco latte e scintillii argentati: un look che sembra replicare quello che Rihanna, la sua fondatrice, ha sfoggiato due sere fa al Diamond Ball di New York. All’ annuale evento charity che consacra alla sua Fondazione Clara Lionel – istituita per garantire educazione e salute a tutti i bambini del mondo – Bad Gal RiRì si è presentata in uno spettacolare abito di Alexis Mabille Couture, gonna a ruota e tuta in pizzo all’ insegna del total white. Un look che oseremmo definire “paradisiaco”, data la finalità benefica del Diamond Ball: inutile dire che gli invitati al gala sono rimasti estasiati dalla visione di una Rihanna letteralmente meravigliosa. Il bianco riappare, non a caso, tra le primizie make up di Fenty Beauty. Con Diamond-Ball Out, l’ illuminante della serie Killawatt, lo avevamo incontrato in una versione argentea, ultra metallica. Lo ritroviamo ora nei nuovissimi Diamond Bomb e Gloss Bomb, due prodotti che emanano puri bagliori diamantati.

 

 

Impalpabile e in 3D, la texture in polvere gelatinosa di Diamond Bomb si fonde immediatamente con la pelle. E’ applicabile sia sul viso che sul corpo, dove si posa come un velo scintillante: l’effetto è straordinario, brillantezza all’ ennesima potenza. Una cascata di cristalli riveste l’ epidermide di un luccicchio all over, incantevole alla vista e al tatto. Il concetto di “glitter” acquista un’ accezione inedita, totalmente ammaliante. Per brillare di luce propria come RiRi e, di conseguenza, per esibire l’allure di un’ autentica star.

 

 

Gloss Bomb, come dice il nome…E’ una vera e propria bomba! Lucentezza e sensualità si amalgano in un mix esplosivo che rende le labbra il focus del viso. Una speciale formula al burro di karitè assicura morbidezza e idratazione, mentre l’aroma unisce vaniglia e pesca in un connubio delizioso. Le labbra appaiono piene, polpose, valorizzate da un finish scintillante che le leviga senza “appesantirle”. Ma il punto di forza di Gloss Bomb risiede nelle cromie in cui viene declinato: Diamond Milk è una nuance perlacea che si accende di riflessi shimmer, sfavillanti come gocce di rugiada. Fenty Glow è un’ avvolgente shade di rosa nude, adatto ad ogni tonalità di pelle ed arricchito da un sorprendente effetto wet. Le due tonalità seducono a prima vista e promettono di far girare molte, molte teste per strada. Oltre alla vostra, che non vorrete perdere per niente al mondo questo assoluto must-have.

 

 

 

On the beach with…

 

MARTA JAKUBOWSKI. Ultimo rendez-vous con la rubrica che VALIUM dedica al beachwear. Per i vacanzieri tardivi e per chi non esita a catapultarsi al mare per sfruttare gli ultimi weekend di sole, riflettori rigorosamente puntati sul costume intero: Marta Jakubowski, designer di origine polacca ma londinese di adozione, tra le proposte della sua collezione Primavera/Estate 2018 inserisce uno “one-piece” davvero cool. Il punto di forza? Un sapiente gioco di contrasti. Il design è essenziale, quasi da nuoto, con spalline larghe e sgambatura media. Ma lo swimsuit griffato Jakubowski è tutt’ altro che classico o castigato. Completamente tinto di rosa fluo, cattura lo sguardo grazie alla tonalità vibrante e dal vago sapore Eighties; spetta a un volant sul fondo, applicato in diagonale, il compito di impreziosire il taglio minimal con un tocco di sfiziosa femminilità.  Il risultato è un capo estremamente versatile, da indossare sia in versione costume da bagno che come parte integrante di un outfit: in perfetta linea con la tendenza che abbatte ogni confine estetico tra il beachwear e il clothing più stiloso. 

 

 

Un sogno psichedelico ininterrotto: il ritorno dei Mazzy Star

 

Le loro melodie sognanti, ipnotiche, languidamente psichedeliche ci introducono in un mondo onirico da cui è difficile distaccarsi: è come se ci avvolgessero trasportandoci in un’ altra dimensione. Non è un caso che, a oltre trent’anni dalla loro fondazione, i Mazzy Star continuino imperterriti ad immergerci in atmosfere profondamente ammalianti. Oltre a un trademark stilistico è un’ essenza, l’ espressione più squisita di un mix ad alto tasso di suggestività e di emozioni: una musica che non si può che ascoltare con il cuore, assaporando l’ ampio flusso  di sensazioni che è in grado di evocare. Formatasi nel 1987 a Pasadena, la band unisce il talento del chitarrista David Roback e quello della cantautrice Hope Sandoval. Già nell’ album di debutto del duo, “She Hangs Brightly”, la vena dreamy emerge in un connubio di generi musicali e si tramuta in un imprinting inconfondibile. E’ il 1990, il grunge imperante ha riportato in vigore un sound all’ insegna dell’ autenticità, di sonorità “grezze” ma sgorgate direttamente dalle viscere. David Roback e Hope Sandoval declinano questa spontaneità nella sua versione più eterea, abbracciando trasognate melodie shoegaze: nei loro brani si snoda una fiaba moderna e intrisa d’ incanto, dove gli accenti folk si amalgano a suggestioni di matrice indie. Nel 1993 vede la luce l’ album “So Tonight that I Might See” e il singolo “Fade into You” scala le classifiche anche grazie a un video in slow motion, evanescente, che si fonde meravigliosamente con la musica. “Among my Swan” esce tre anni dopo, avvalendosi di un singolo in deciso stile dream pop come “Flowers in December”. Slide guitar e voce, abbinati occasionalmente all’ armonica, alla chitarra elettrica, al tamburello e al pianoforte, rimangono i basic del sound della band, che nel 1996 si scioglie per ricostituirsi solo nel 2011. Il successivo album dei Mazzy Star, autoprodotto,  porta il titolo di “Seasons of Your Day” e viene pubblicato di lì a un paio d’ anni.

 

La copertina dell’ EP “Still”

Dopo un lustro di silenzio, i Mazzy Star sono tornati e con l’ EP “Still” hanno firmato la colonna sonora più incantata della nostra estate. Tre brani slowcore si succedono fino all’ apoteosi finale, una versione “ascension” di “So Tonight That I Must See”: cupo, magnetico, ammaliante, il pezzo sprofonda in un’ autentica trance lisergica rievocando certe ballate dei Doors e dei Velvet Underground. Non c’è che dire…Se di psichedelia si tratta, siamo decisamente “addicted” al duo californiano.

 

 

 

Photo:

Dall’ alto, 1 e 4: Luz Gallardo via Flickr, CC BY-NC-ND 2.0

Foto n. 3 by Guillaume via Flickr, CC BY-NC-ND 2.0

 

 

Il close-up della settimana

 

Ormai è’ ufficiale: sarà New York ad ospitare Métiers d’Art, la sfilata tramite cui Chanel celebra ogni anno il savoir-faire artigianale. E nella Grande Mela, la Maison non poteva che scegliere una location d’eccezione come il Metropolitan Museum of Art, prezioso scenario – grazie alle mostre organizzate dal Costume Institute – di iniziative inneggianti alla moda nelle sue più disparate espressioni. Chanel era già approdato a New York: nel 2005, il brand aveva ambientato il défilé Métiers d’Art nella sua Boutique della Fifth Avenue, mentre risalgono rispettivamente al 2007 e al 2015 le sfilate della collezione Resort alla Grand Central Station e di una replica della Métiers d’Art Paris-Salisburgo al Park Avenue Armory. In un iter che ha spaziato tra l’ America del Nord, l’ Europa e l’Asia, l’ esclusivo show della Maison della doppia C ha toccato tappe come Edimburgo, Shangai, Roma e Amburgo – solo per citarne alcune. L’ edizione 2018/19 di Métiers d’Art, in programma per il 4 Dicembre, avrà invece lo sfondo di una metropoli (New York, appunto) associata ad un’ importante svolta nella carriera di Coco Chanel. Era il 1931, infatti, quando Mademoiselle si recò negli USA sollecitata da Samuel Goldwyn, che la volle ad Hollywood per vestire le dive dei suoi film. Il progetto prevedeva una collaborazione biennale ed in anticipo di sei mesi sulle tendenze fashion parigine, affinchè non risultassero anacronistiche nel lasso di tempo che intercorreva tra le riprese e la proiezione delle pellicole. M.lle Chanel soggiornò a New York prima di proseguire per Los Angeles, alloggiando all’ Hotel Pierre dove si tennero un’ affollatissima conferenza stampa ed un party di benvenuto in suo onore. La tappa newyorchese fu mantenuta anche al ritorno, sigillando un rapporto con la Grande Mela che vide Chanel campeggiare, negli anni a venire, nei department store di lusso oltre che nelle sue leggendarie boutique. In attesa della sfilata a stelle e strisce, intanto, a Parigi fervono i preparativi per la location che ospiterà Métiers d’Art a partire dal 2020: il megaspazio (ben 25.500 metri quadri!) di Porte d’ Aubervilliers, nel XIX arrondissement, progettato dall’ archistar Rudy Ricciotti.

 

Un look della sfilata Métiers d’Art Paris-Hamburg 2017/18

 

 

Foto del MET by (la prima dall’ alto e l’ultima) byTomàs Fano via Flickr, CC BY-SA 2.0

 

Autunno Wishlist – 10 + 1 motivi fashion per amare la nuova stagione

DOLCE & GABBANA – Il beanie in versione regale

All’ Equinozio d’Autunno mancano ancora tre settimane, ma è il momento giusto per dare un’ occhiata in giro ed esplorare le tendenze più interessanti di stagione: outfit, dettagli beauty, accessori che contribuiranno a donare un tocco speciale ai mesi a venire.  In questa selezione, qualche proposta da includere in una wishlist ad alto tasso di coolness.

 

DELPOZO – Il bolerino in ecopelliccia color blu Klein

 

MARCO DE VINCENZO – Il piumino-fiocco in PAL system

 

DSQUARED2 – L’hairstyle 60s cotonato della adv scattata da Mert Alas & Marcus Piggott

 

GUCCI – Le sneaker Flashtrek con cristalli

 

TOM FORD – L’ animalier in un mix and match di pattern, colori e materiali

 

ADAM SELMAN – I collant in full color e l’ allure 80s

 

GIORGIO ARMANI – I vistosi bijoux etno da abbinare ad accessori a tema

 

JOHN GALLIANO  – L’ abito nude in tulle da indossare sopra i pantaloni

 

DIOR – La Saddle bag in versione patchwork, cool trend di stagione

 

BURBERRY – La mantella rainbow con colletto in total red