L’ accessorio che ci piace

 

Coup de foudre! E’ amore a prima vista tra VALIUM e i nuovissimi Joplin booties griffati Saint Laurent. Almeno per oggi, accantoniamo le collezioni estive e andiamo alla scoperta di uno degli accessori più “rock & glam” della prossima stagione fredda: vi garantisco che ne vale la pena. Nel pieno dei festeggiamenti per il 50mo del ’68, lo stile dell’epoca incarna un punto di riferimento fisso per l’ universo fashion. E Saint Laurent, che con il periodo a cavallo tra i Sixties e i Seventies possiede un feeling innato, non poteva che rivisitarlo rasentando l’eccellenza: lo stivaletto Joplin ne evoca le atmosfere sin dal nome, un omaggio a una leggenda del rock – Janis Joplin, appunto – che in una voce uscita dalle viscere  racchiudeva il grido di una generazione intera. Alto a metà polpaccio, slanciato, Joplin sfoggia un tacco 10 a parallelepipedo e si allaccia alla caviglia con una vistosa fibbia. L’ anima rock di Saint Laurent riaffiora, si traduce in un design che viaggia a ritroso nel tempo pur esprimendo una contemporaneità squisita. Non è un caso che a far da testimonial al bootie sia una Kaia Gerber più che mai calata in un mood hippie dalle molteplici venature glam: i pantaloni di velluto, l’ ampia blusa leopard e il cappello-turbante la fanno somigliare a una rockstar o a una delle affascinanti muse di Monsieur Yves. Ai piedi di Kaia, un paio di Joplin in versione bohémienne,  scamosciati e in nuance cammello.

 

 

Di questi stilosissimi stivaletti esistono infatti altre due declinazioni, interamente in pelle di vitello come la prima: i Joplin si tingono di nero e ostentano un esotico pattern leopardato, ma non variano dettagli come la suola in cuoio, la zip laterale e la preziosa fibbia in bronzo anticato che porta inciso il logo Saint Laurent Paris. Io non nascondo di avere un debole per il modello color mou, che trovo di un’ iconicità assoluta. E voi, in quale variante li preferite?

 

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

Con l’ arrivo dei primi caldi, il quesito “Sneakers o sandali?” si ripresenta puntuale. Sies Marjan ci permette di risolverlo grazie a una scarpa iper cool, che ha per nome Erin e fa parte della sua collezione Primavera/Estate. Alta fino alla caviglia, Erin è sneaker e sandalo al tempo stesso e si declina (anche) in un delicato lilla che i trend forecasting candidano già a sostituto del rosa. Il suo design è un mix che calibra irresistibilmente suggestioni sporty e glamour. A un alto platform e a un tacco 12, svasato, viene affiancata una tomaia a contrasto, realizzata in pelle naplak e stringata come una scarpa da ginnastica. Il bianco dei lacci riappare anche nelle bordature,  sottolineando l’ apertura sulla punta. La fodera in pelle di capretto dona un tocco di ricercatezza in più. Il tacco è un autentico capolavoro: fedele alla linea signature di Sies Marjan,  stempera il mood athleisure in una femminilità estrosa e non convenzionale: il risultato è un concentrato eclettico di stili che catapulta direttamente Erin tra i più intriganti must have primaverili.

 

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

 

Velette come straordinari capolavori di sartorialità, preziose e iconiche: Chanel le ha portate in passerella con la sua collezione Haute Couture Primavera/Estate 2018 aggiungendo un tocco ultrachic al défilé. Le velette, in impalpabile tulle nero, ricoprivano testa e volto delle modelle ed un bouquet di fiori le fissava alla sommità del loro capo. Diverse e  ricercatissime le lavorazioni, che alternano sofisticate trame a rete a cristalli disseminati sul tulle come tante piccole perle. I fiori, denominatore comune, si declinano in varietà e colori molteplici con un netto predominio del rosa, la nuance feticcio di Coco Chanel. Il risultato? Femminilità pura, condita di alte dosi di eleganza e di una allure romanticamente onirica. Non poteva che essere altrimenti, d’altronde, dato che a creare le velette sono stati nomi autorevoli del savoir-faire parigino come l’ atelier Lemarié e la Maison Michel: la loro partnership con il brand fondato da Mademoiselle Coco è di lunga data e all’ insegna della più squisita maestria artigianale. La fondazione della Maison Lemarié risale nientemeno che alla Belle Epoque, e la lavorazione delle piume divenne la sua specialità. Negli anni ’50 Lemarié iniziò a collaborare con couturier del calibro di  Balenciaga, Christian Dior e Coco Chanel ottenendo un successo strepitoso. Da allora, incanalò il suo know-how nell’ ideazione di splendide creazioni floreali in mussolina, velluto e tulle. Tra i suoi capolavori risalta, non a caso, l’ iconica camelia che si tramutò in uno degli emblemi di Chanel: a commissionarla all’ atelier fu Mademoiselle Coco in persona. La Maison Michel, sorta nel 1936 ad opera di Auguste Michel, quarant’anni dopo era già un top name della modisteria e degli accessori. Con Chanel ha instaurato una partnership datata 1997, evidenziandosi nella creazione di cappelli che combinano eccentricità ed eleganza in parti uguali.

 

 

 

Photo: Chanel

 

L’ accessorio che ci piace

 

Ispirazione Niki de Saint Phalle per Maria Grazia Chiuri, che ha pensato a una Primavera Estate Dior 2018 dedicata all’ opera della grande artista (oltre che musa della Maison, quando era sotto la guida di Marc Bohan).  Figura iconica, audace e poliedrica fautrice di un’ affermazione al femminile anche nel campo dell’arte, Niki de Saint Phalle ha portato avanti una ricerca che nell’ esplorazione della donna trova una sua centralità.  Dapprima impegnata a rappresentarla attraverso materiali di scarto per simboleggiarne la complessa condizione sociale, ha poi cambiato completamente rotta incarnando, nelle sue monumentali Nana, la libertà e la joie de vivre di colei che ha ormai acquistato potere e, in parallelo, sicurezza di sè.  Ma l’ opera che traduce il suo immaginario con maggior potenza è senza dubbio il  Giardino dei Tarocchi di Capalbio (leggi qui l’articolo che VALIUM gli ha dedicato), il parco popolato da statue e sculture ciclopiche che , ispirandosi agli Arcani Maggiori dei Tarocchi, mixano esoterismo e filosofia esistenziale: Maria Grazia Chiuri ne richiama i colori, i mosaici, gli stilemi figurativi e li assurge a leitmotiv della collezione Dior rivolta alla bella stagione.

 

 

Anche gli accessori vengono contagiati da questo straordinario tributo a Niki de Saint Phalle. Borse, scarpe, bijoux, foulard riportano le sue stampe, il suo tripudio di cromie giocose ed esaltano un mood gioioso, intriso di amore. Non è un caso che persino sulla Lady Dior, storica borsa della Maison, campeggi la scritta in rilievo “Love” in puro stile de Saint Phalle:  è coloratissima, arrotondata e un po’ naif, rievoca i vibranti grafismi di un libro a fisarmonica – “My love. Where shall we make love?”, 1969 – che l’artista dedicò proprio all’ amore. Lo sfondo ecru della borsa le dona il massimo risalto, la sottolinea al pari di uno dei famosi slogan di Maria Grazia Chiuri. Anche stavolta, il logo Dior diviene elemento iconico e si tramuta in un block charm anticato color oro che riproduce il nome del brand: un dettaglio di preziosità ulteriore per una vera e propria statement bag.

 

L’ accessorio che ci piace

 

Torna Mia Mule, l’iconica flat di Alberta Ferretti, e si declina in una serie di deliziosi look primaverili. La mia preferita è rosa pastello, scintillante, con appliqué floral che inneggiano alla nuova stagione: un’ autentica scarpina da fiaba. Le paillettes che la rivestono accentuano il suo appeal, dotandola di una allure magica. La punta è stretta, come vuole la tradizione della Mia Mule, e l’ interno completamente foderato di pelle. Il tacco, alto appena 10 millimetri, la la inserisce ad hoc nel trend rasoterra. Ad esaltarne l’ unicità è una miriade di petali che invadono, impalpabili, buona parte della tomaia: un’ infiorescenza che sboccia fin quasi sulla punta. Al centro, cristalli Swarovski fanno da capolino e donano alla mule un tocco di preziosità aggiuntiva. Solo un aggettivo, per descriverla: incantevole. E al punto tale da decretarla già un must have della prossima Primavera Estate.

 

N.21: doppio anniversario in total gold con la Bow Bag

 

Buon compleanno a Alessandro Dell’ Acqua, che oggi festeggia un anniversario speciale: il 21 Dicembre coincide infatti, oltre che con la sua data di nascita, con il primo anno di vita di numeroventuno.com. E per un brand che porta il nome di N.21, questa è senz’ altro una giornata-emblema. Per celebrarla Dell’ Acqua ha lanciato la Bow Bag, un’ iconica micro bag realizzata in 21 pezzi esclusivi: in pelle increspata e metallizzata, è un piccolo gioiello in total gold. L’ oro è il suo unico colore, esaltato sia dal design che ricorda un fiocco, che dalla tracolla a catena. Lo ritroviamo nel logo sul retro della borsa, ma anche nel sigillo luxury che la contraddistingue: perchè chi acquisterà la Bow Bag, la riceverà con la relativa numerazione (da 1 a 21) stampata in oro sulla fodera interna in pelle nera. A tutte le fan della borsa verrà indirizzato, inoltre, un  messaggio personale firmato da Alessandro Dell’ Acqua. Il nuovo accessorio cult di N. 21 è esclusivamente ordinabile on line su numeroventuno.com, e c’è da scommettere che farà scoccare molti coup de foudre.

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

Un cielo blu notte, su cui risplendono la luna e una miriade di stelle argentate: solo a descriverlo, evoca una magia senza pari. Dolce & Gabbana lo tramutano nell’iconico leitmotiv della capsule che hanno creato per Harrods, al quale li lega una partnership natalizia iper acclamata. E quando le feste di fine anno si avvicinano, si sa, la voglia di bagliori svetta al top. Eppure, queste pumps vanno adorate a prescindere. Perchè, Natale a parte, chi potrebbe negare il magnetico fascino di un cielo stellato? Completamente cosparse di glitter, le scarpe must di stagione incarnano la femminilità insita nel DNA di Dolce & Gabbana: la punta affilata e il tacco a stiletto sono gli atout di un glam che strizza l’ occhio al rétro, mentre le stelle delineano un decoro prezioso e sfavillante.

E poi, c’è quell’ incantato blu notte. Che rimanda alla profondità, a spazi infiniti, alla contemplazione. Non per niente, gli antichi Egizi lo consideravano il colore degli Dei. Domenico Dolce e Stefano Gabbana potenziano questo coté “esoterico-spirituale” tingendo delle sue sfumature l’intera collezione: oltre alle pumps, la capsule include scarpe declinate in slingback, slipper e mules, ed è composta anche da due minibag e da un paio di occhiali da sole. Tutti, va da sé, rigorosamente a tema stellare.

Gigi Hadid per Stuart Weitzman: arrivano le “Gigi Mules”

Le attesissime “Gigi Mules” sono finalmente arrivate: la seconda collaborazione di Gigi Hadid con Stuart Weitzman combina lo stile ad alto tasso delle flats con il fascino del colore e, soprattutto, della simbologia esoterica. La top del momento ha creato delle mules a punta stretta, in pelle scamosciata e foderate in shearling, una garanzia di tepore anche nei giorni più gelidi. Il tacco, metallizzato, dona un tocco di raffinatezza extra a scarpe declinate in nuance intriganti come il  rosa chiaro, l’ indaco scuro e un grigio satinato che vira quasi al lilla. A differenziarle è esclusivamente il talismano “evil eye”, un amuleto in pelle applicato sulla tomaia a mò di mistico decoro: mentre nel modello battezzato EYELOVE appare solo sulla scarpa destra, sulle mules EYELOVEMORE si moltiplica e assume la forma di un pattern. Denominatore comune è un profuso twist magico, che l’ “evil eye” sintetizza con valenza incisiva. “L’ amuleto contro il malocchio è un simbolo potente e protegge coloro che lo indossano contro le energie negative”, commenta Gigi Hadid, che evidenzia come sia  “attraente da guardare” e susciti “emozioni di benessere e bellezza. “

 

Ma le vibrazioni positive delle “Gigi mules” non si limitano ai dettagli estetici. Fedele al suo motto “Look good, do good” Gigi Hadid sancisce infatti, attraverso le sue creazioni, la partnership con Pencils of Promise,  un’ organizzazione no profit impegnata nella costruzione di scuole e di opportunità educative per i bambini dei Paesi in via di sviluppo.

Il legame suggestivo tra l’ “evil eye” e la top viene anche sottolineato in un video, “The Season for Loving” (che potete visualizzare qui),  diretto da Cameron Duddy: con il remix della storica hit degli Zombie “Time of the Season” in sottofondo ci avventuriamo,  mules ai piedi, insieme a Gigi in un walking trip tra le vie di New York. L’ assolato labirinto urbano, l’ “occhio-amuleto”che ricorre come un emblema, le sequenze dal sapore psichedelico ci trasportano in una dimensione ammaliante e esoterica che rende la limited edition della modella per Stuart Weitzman ancora più magnetica. Le “Gigi mules” preferite da VALIUM? Le EYELOVEMORE in grigio satinato e con talismano in versione multipla, sicure candidate a must have dell’ Inverno e – perchè no? – anche della prossima Primavera.

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

 

Fa da fil rouge a un’ intera collezione ed è già iconico: il basco in pelle nera rientra appieno tra gli emblemi del nuovo corso della Maison Dior. La “T-shirt  dei cappelli”- come lo definisce Stephen Jones, che firma questo accessorio clou – gioca un ruolo decisivo nei look Autunno/Inverno 2017/18 ideati da Maria Grazia Chiuri. Innanzitutto perchè li completa e ne sottolinea il mood, e poi perchè è come se ne diventasse il trademark. Il tocco finale che il basco dona alla mise è irresistibile: la raffinata allure parigina si fa grintosa grazie alla pelle, che tramuta il caratteristico “French beret” in un must iper classy. Inseriti in  una collezione in cui rivestono basilare importanza, i dettagli si incaricano di tracciare il link tra la contemporaneità e l’ heritage Dior più squisitamente simbolico. Il basco si interseca in questo connubio con grande potenza evocativa; la tipicità che incarna si tramuta in glamour universale, coniugando ricercatezza allo stato puro e un alto tasso di stile. In pelle d’agnello, foderato in seta e con le iniziali CD apposte a mò di logo, la creazione di Jones risalta come un prezioso accento d’ ebano su capi declinati in innumerevoli nuance di blu: un tributo di Maria Grazia Chiuri al colore che Christian Dior considerò, da sempre, l’ unica alternativa al nero.

Photo: Maison Dior

Fendi presenta Kan I, la it bag deliziosa

 

Si chiamano Kan I, un nome che è una vera e propria dichiarazione di intenti: suona come l’ inglese “Can I”, posso, ed è un’ ode all’ autostima. A una consapevolezza che non prevede l’ equazione di “grinta = negazione della femminilità”. Non a caso, la nuovissima collezione di borse Fendi risalta per una deliziosa palette pastello e per l’ abbondanza di fiocchi, applicazioni floral e ricami in 3D che si ispirano a una Marie-Antoinette in piena fase “Petit Trianon“, il rifugio dove si sentì libera di esprimere la sua essenza più autentica. Fendi ne riprende il mood e lo enfatizza in un mix ad alto tasso di giocosità e raffinatezza: le linee essenziali delle borse sono impreziosite da bordi che sembrano merletti,  le patte si adornano di borchie e di bouquet di fiori, nastri e arabeschi si alternano a intarsi variopinti in una profusione di decori iper-girly. Tra le cromie leitmotiv risaltano il rosa confetto, il menta, il color ghiaccio, l’ azzurro polvere e gradazioni gourmand che rievocano quelle dei macarons tanto adorati dalla Marie-Antoinette del film di Sofia Coppola.

In versione standard o mini, le Kan I vantano uno straordinario eclettismo nei materiali – che spaziano dalla pelle tradizionale a quella pitonata e metal –  e una ricercatezza che rivela il savoir faire artigianale Fendi nella quintessenza. Ma un atout aggiuntivo di queste it bag è rappresentato dalla personalizzazione: tutti gli accessori intercambiabili della Maison, come la celebre tracolla Strap You e moltissimi altri ancora, tramutano la Kan I in un must have assolutamente unico. E da valorizzare ulteriormente con una buona dose di charms.

Per saperne di più: www.fendi.com