L’accessorio che ci piace

 

Colore, bagliori ed inventiva sono il tris vincente delle creazioni che VALIUM vi propone nei suoi post mentre il Natale si avvicina. Rientrano perfettamente in quei parametri anche i Betta boots di The Attico, stivali multicolor dal design scolpito. Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini, le due creative al timone del brand, hanno fatto della policromia un trademark che esaltano in vari pezzi della collezione Autunno/Inverno 2019/20: uno di questi è un incredibile paio di stivali che rievocano un’era a metà tra i luccicanti Seventies dello Studio 54 (ebbene sì, ancora lui, se avete letto il post che riporto qui) e l’audace ostentazione degli Eighties, quando maxispalline e look appariscenti erano i simboli di un nuovo edonismo. I Betta boots hanno forme essenziali e un tacco conico, la punta di diamante del loro design. Realizzati in camoscio nero, sono rivestiti da fasce di nappa lamé ad effetto arcobaleno; il lilla, il rosso, il giallo, il turchese e il verde si susseguono in un continuum affascinante e ipnotico, mentre il tacco lilla sancisce l’allure glam dello stivale. Versatili, i Betta boots si abbinano divinamente – come suggerisce The Attico – sia con la fake fur che con i lunghi abiti di stagione, ma senza disdegnare una miriade di ulteriori potenziali combinazioni: la scelta spetta a voi e al vostro estro. Li inseriamo nella wishlist natalizia perchè sono un’ autentica chicca, rapiscono lo sguardo grazie al design esplosivo ed ai colori pop. Non è un caso che The Attico riproduca un pattern identico anche sulle seduttive décolleté con tacco a stiletto. Perchè si sa, stile che vince non si cambia!

 

 

 

Anfibi boom: 5+1 modelli cool per la stagione fredda

 

Una scarpa per l’ Autunno Inverno 2019/20? Gli anfibi, of course. Il loro è un boom causato da un tris d’assi indiscutibile: la versatilità, il comfort, lo stile. I combat boots, come vengono chiamati in inglese, sono sempre più “da combattimento” e ormai si abbinano a qualsiasi look. Il che significa che, al di là degli outfit di matrice punk ai quali si abbinavano originariamente, non è raro vederli indossati insieme al tutù. L’ effetto a contrasto, d’altronde, è un ulteriore atout degli anfibi; e se il colore prevalente è ancora il nero, il design dei combat boots assume oggi infinite declinazioni: con un’ altezza che spazia dalla caviglia al ginocchio, mantengono l’ allacciatura stringata ma variano nella suola, nel tacco, nei decori…per non parlare poi dei materiali. In tal senso, la vernice ha fatto la sua entrée trionfale affiancandosi alla pelle opaca, mentre la suola predilige lo zig zag del carrarmato e un maxi platform che rende gli anfibi oltremodo cool. Chi non direbbe “bye bye” al tacco per niente al mondo, invece, può contare su una variante a tema, e lo stesso vale per le addicted a tutto ciò che è femminile: perle, strass, dettagli in full color si sono tramutati nei preziosi ornamenti della scarpa maschile per eccellenza, che nasce addirittura ispirandosi agli stivali militari. Inoltre, come negarlo? Gli anfibi sono comodi, antisdrucciolo, indossabili 24 ore su 24. Ideali, insomma, per il tipico meteo invernale, considerato anche che il platform massiccio mantiene al caldo il piede. Se non vi bastano questi punti a loro favore, sappiate che i combat boots sono abbordabili da tutte le tasche – un dettaglio che in tempi di crisi e di precarietà non guasta affatto. Difficile aggiungere altro, alle qualità sopraelencate. Passiamo ora  agli esempi concreti. Ho scelto 5+1 modelli che mi hanno immediatamente conquistato, selezionati (anche) in base a un vasto range di prezzi oltre che di stili: date un’ occhiata alla gallery per scoprire quali sono.

 

PALOMA BARCELO’ SPAIN – Con maxi platform carrarmato e striscia decorativa rossa iper stylish

 

TWINSET – Ultra femminili grazie a una punta tempestata di strass

 

DR. MARTENS C/O ZALANDO.IT – In vernice, la versione cool del momento, e con suola hi-tech

 

 

R 13 – Due varianti per un stile pulito, essenziale ma molto glam: il modello con platform alto ed omogeneo (qui sopra) è irresistibile

INCH 2 – Tipo stivali, con suola grigia ed un tripudio di lacci e borchie

ZARA – Grintosissimi grazie al cinturino alla caviglia con fibbia laterale

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

 

Sono il must have di stagione: adorate dalle star, gettonatissime, le Bulla Babies stanno facendo furore. Impossibile che tra noi e questa futuribile rivisitazione delle Baby Jane non scocchi il colpo di fulmine. Intanto perchè esibiscono il tacco cult dell’ Autunno/Inverno, svasato e massiccio (in passerella è stato proposto, tra gli altri, anche da Chloè e da Maison Margiela), e poi perchè la loro linea, minimal ma deliziosamente arrotondata, possiede un appeal incredibile. Il plateau aggiunge un tocco di femminilità a delle calzature già sold out nell’ e-shop di Nodaleto, il brand che le produce: un savoir faire tutto italiano, squisitamente Made in Venice, fatto di materiali DOC e qualità pregiata. Ma l’autentico punto di forza delle Bulla Babies è il colore, un Tangerine che la vernice rende ancora più vibrante, lucente e intenso. Ed è proprio il Tangerine la nuance-emblema di Nodaleto, una tonalità energetica associata alla creatività e alla self-confidence che scaturisce dall’ armonia interiore; lo ritroviamo negli ankle boots, nelle mules, tramutato in un vero e proprio filo conduttore. In effetti, questa esuberante shade di arancio riflette alla perfezione l’universo di Julia Toledano e Olivier Leone, i fondatori del marchio: il nome “Nodaleto”, fateci caso, è esattamente l’anagramma di “Toledano”.

 

Le Bulla Babies: un cult

Con base sia a Los Angeles che a Parigi, Nodaleto è nato di recente, nel Febbraio 2019, ed ha unito in uno splendido connubio l’estro audace di Julia Toledano e la visione “architettonica”, di design e vagamente pop di Olivier Leone. Le calzature a cui il duo dà vita combinano suggestioni anni ’70 con un sex appeal di volta in volta sfrontato o maliziosamente naïf, il tutto espresso nelle forme di un accattivante minimalismo. Sfoggiano linee essenziali, ma mai fredde, ammorbidite dalla forma arrotondata e da dettagli pop, come il tacco che si svasa nel fondo: un signature style già inconfondibile, pensato apposta per le “Nodalegirls” e per tutte coloro che amano uno chic dagli accenti onirici, potentemente unconventional. Dalla collezione del marchio abbiamo selezionato due modelli iconici: le Bulla Babies e i Bulla Corta Tangerine, gli ankle boots che ne riprendono l’estetica. Entrambi in vera pelle al 100%, vantano un tacco di 8,5 cm e un alto plateau, ma soprattutto sfoggiano una verniciatura color Tangerine che, oltre a simbolizzare l’ identity del brand, è stata eletta nuance ottobrina per eccellenza. Non è un caso che rimandi al foliage autunnale ed alle zucche: niente di meglio, con Halloween alle porte.

 

 

Una foto tratta dalla ad campaign di Nodaleto

 

I Bulla Corta Tangerine, ankle boots ad alto tasso di iconicità

 

 

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

 

Nasce all’ insegna di un mood quasi “mistico”, dove la sacralità barocca di Dolce & Gabbana viene meravigliosamente tradotta in stile. La Devotion Bag venne lanciata, infatti, durante la sfilata della collezione Autunno Inverno 2018/19: “Santa Moda”, “Fashion Devotion” e “Fashion Sinner” erano solo alcuni degli slogan che campeggiavano sugli oufit. I codici del brand si aggiornavano alla contemporaneità avvalendosi della consueta ironia e sottolineando una squisità sartorialità. Volando sulle ali di un drone, la Devotion fece la sua prima comparsa in passerella lasciando stupefatto il pubblico, che da allora non ha mai smesso – tanto per usare un verbo pertinente – di adorarla. Oggi, la celebre borsa di Dolce & Gabbana si declina in una miriade di materiali, stili e dimensioni; non c’è bisogno di dire che il suo fascino, se mai ve ne fosse stato bisogno, sia aumentato in modo esponenziale. A VALIUM piace particolarmente in versione mini (misura 19 x 13 cm) e tinta di una splendente nuance di fucsia.

 

 

Questa top handle è stata appositamente pensata per le occasioni speciali: creata in nappa mordoré, è un piccolo gioiello di preziosità. Dotata di manico e di tracolla removibile, colpisce soprattutto per la sofisticata chiusura gioiello che, ispirandosi ad una delle iconiche rivisitazioni di Dolce & Gabbana del Sacro Cuore di Gesù, riproduce un cuore dorato intarsiato di perle. Persino la tracolla rimanda al savoir faire dell’ Alta Gioielleria. L’ interno della borsa, dunque, non poteva che essere pregiatissimo, completamente realizzato in vitello ed arricchito da una tasca piatta. La Devotion Bag ci piace perchè è un perfetto connubio di “cool” e “chic”, è un cult senza tempo e la gradazione di fucsia sfoggiata da questo modello è una delle nostre preferite (ma la palette include anche l’oro, l’argento e il rosa cipria). Possiamo star certi, in sintesi e rifacendoci un po’ alla giocosità tipica di Dolce & Gabbana, che è una borsa a cui…saremo sempre devoti!

 

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

 

Chi non ricorda le Spice Girls? E soprattutto, chi non ricorda le sneakers con vertiginose zeppe che furono il trademark del loro look? Oggi, le “chunky sneakers” ritornano alla grande e diventano un must have del guardaroba. Alla New York Fashion Week, in passerella, Agatha Ruiz de la Prada ha fatto sfilare modelle issate su platform che definire “maxi” è dire poco: tutto merito di Cosima Ramirez de la Prada, sua figlia, ormai entrata a far parte a pieno titolo del brand “di famiglia”. Dal 2017 Cosima, erede del marchio insieme a suo fratello Tristan,  firma sfiziosissime capsule di accessori. Sotto l’egida dell’ hashtag #CosimaLovesAgatha ha creato occhiali da sole dal sapore vintage,  bijoux plasmati su un tripudio multicolor di punti giocosi e minimal; due collezioni perfettamente incastonate nell’ universo di Agatha Ruiz de la Prada, con il quale condivide la vena surreale. L’ essenza di Cosima sembra riflettersi nelle sue limited edition spumeggianti, divertenti, “intergalattiche”, come lei stessa le definisce. Nata nel 1990 a Madrid, la figlia di Agatha Ruiz de la Prada e del giornalista Pedro J.Ramirez ha studiato tra l’ Inghilterra e gli Stati Uniti laureandosi in Storia alla Brown University. Aveva 24 anni quando ha cominciato ad affiancare sua madre in azienda; tre anni dopo, il debutto con la prima capsule #CosimaLovesAgatha. Oggi Cosima lancia la sua terza limited edition, una rivisitazione delle “chunky sneakers”: le ribattezza Zapatillas Cosmicas e le tramuta in pezzo iconico della collezione Autunno/Inverno 2019/20 di Agatha Ruiz de la Prada.

 

 

Dotate di un platform alto 12 cm, le Zapatillas Cosmicas si declinano in un mix sgargiante di colori quali il bianco, il viola, l’azzurro, il rosso, sfoggiano il cuore “signature” del brand su un lato e sono realizzate in cuoio al 100% . E’ proprio il colore uno dei punti di forza di queste spettacolari sneakers, ribelli e iper glamour al tempo stesso. Oltre che per “agathizzarle”, Cosima dichiara di averle pensate variopinte con l’ obiettivo di opporsi al nero dilagante. L’ ispirazione guarda ai rave anni ’90, punto di riferimento per ogni mise ad alto tasso di eccentricità e di inventiva; il ritmo martellante della techno, allora, faceva da sfondo ad una nuova “fantasia al potere”, l’esaltazione della creatività individuale contrapposta all’ omologazione. Per valorizzare la loro allure esclusiva, le Zapatillas Cosmicas saranno acquistabili solo nei giorni immediatamente successivi alla sfilata: se ve ne siete già innamorate, non vi resta che affrettarvi ad acquistarle! Le trovate nell’ e-shop di Agatha Ruiz de la Prada.

 

 

 

 

White ankle boots mania

 

Da principio furono i “go go boots” di Courrèges. Quando il couturier francese li lanciò, nel 1964, fecero subito boom: quegli stivaletti bianchi divennero un must e l’ accessorio icona della sua Maison. Il tacco medio-basso, l’altezza a metà polpaccio li collocavano in una via di mezzo tra la scarpa e lo stivale, la linea minimal flirtava con lo stile Optical dell’ epoca. Il colore che sfoggiavano – il bianco, appunto – esaltava suggestioni lunari associate al primo sbarco sull’ “astro d’argento”. E se il nome “go go boots” passò poi ad indicare modelli diversi di stivale, la voga dei tronchetti è rimasta una costante (tra alti e bassi) per oltre mezzo secolo. Oggi, più viva che mai, torna ad abbracciare quel bianco “primigenio”: lo stivaletto candido spopola in passerella, trionfa nello street style, è sold out nei negozi e nei siti di e-commerce. Tutte lo vogliono, proprio come ai tempi della Swinging London. Questo Inverno è esplosa una vera e propria “white ankle boots mania”, e non stupisce. Declinato in innumerevoli stili, modelli e materiali, lo stivaletto bianco non passa inosservato e dona un tocco di classe naturale al look. I brand lo rivisitano con creatività in dosi massicce: Maison Margiela lo abbina a tacchi cilindrici, Fendi propone un esemplare in tessuto stretch simile a un calzino da tennis. Prada lo vivacizza con dettagli fluo ed opta per un design che rievoca una sneaker, mentre Givenchy lancia un bootie dal pattern “grafico”. E’ in bicolor bianco e nero, molto optical. E rimanda – forse non a caso – alla gloriosa era in cui lo stivaletto si chiamava “go go boot” e sembrava fatto apposta per avventurarsi su qualsiasi suolo: persino su quello lunare.

 

MAISON MARGIELA

FENDI

PRADA

 

 

CHANEL

 

GIVENCHY

 

 

 

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

 

L’ argento: lunare, metafisico, vagamente spaziale. Se l’oro è per antonomasia associato al Natale, l’ argento si lega a doppio filo con l’ Inverno. Rievoca lande innevate, lo splendore di una Regina dei Ghiacci, i bagliori delle stelle che brillano nel cielo freddo. Non è un caso che, in ambito fashion, l’argento rientri tra le tendenze al top di stagione. MM6, la linea contemporanea di Maison Margiela, lo celebra dedicandogli la sua collezione Autunno/Inverno per intero: 25 look monocromi e risplendenti di raffinati fulgori. Gli accessori non fanno eccezione, contribuendo ad esaltare questa argentata allure. E’ così che l’ iconica pochette caramella abbandona gli squillanti colori “in vernice” per declinarsi in pura lucentezza laminata. Realizzata in pelle effetto stropicciato, misura 49 x 20 cm e ha i bordi zigzagati come l’ involucro di un’ autentica candy. La chiusura è a zip, l’ interno foderato. Non manca neppure il codice a barre, tocco finale che accentua e convalida il suo aspetto da caramella: è fuor di dubbio che l’ argento le doni un gusto del tutto speciale.

 

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

La nuance? Ultraviolet, colore dell’ anno Pantone. Il design? Avveniristico, con platform vertiginoso e suola piatta. I dettagli? Tomaia laminata open toe e un cinturino “tubolare”, che parte dalla zeppa per inerpicarsi attorno alla caviglia. Chi pensava che le wedges fossero out, dovrà ricredersi: questo modello di PreferITA (dalla contrazione di “We prefer Italian shoes”, lo slogan del brand) Shoes non potrebbe essere più cool. Intriso di suggestioni “space”, è stato concepito per lanciarsi in un immaginario viaggio cosmico dove i colori e i materiali definiscono l’ iter dell’ esplorazione: la tomaia cangiante, il platform in vernice glossy, le linee futuribili del cinturino si declinano in un viola pop che evidenzia una allure glam deliziosa.

 

 

A firmare la zeppa è Irina Kareva, una giovane designer russa che, approdata in Romagna dalla lontana Siberia, ha studiato da modellista nel distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli ed ha lanciato il brand PreferITA Shoes nel 2016. Oggi Irina, alla sua seconda collezione, definisce il proprio stile “urban chic”. La donna a cui si rivolge è indipendente, autonoma, grintosa e al tempo stesso estremamente femminile: per lei ha creato una collezione Primavera/Estate 2018 di ispirazione spaziale, attingendo all’ universo di luci al neon, riverberi in technicolor ed edifici svettanti delle metropoli dei millenni a venire. Un panorama avantgarde come la sperimentazione della designer, che alterna l’ utilizzo del vitello e della nappa laminata alle print serigrafate e ad un tripudio di nuance pop. Facendo onore al proprio nome, inoltre, PreferITA Shoes vanta una produzione rigorosamente “Made in Italy” che si snoda tra San Mauro Pascoli, Porto Sant’ Elpidio e Rimini.

 

L’ accessorio che ci piace

 

Coup de foudre! E’ amore a prima vista tra VALIUM e i nuovissimi Joplin booties griffati Saint Laurent. Almeno per oggi, accantoniamo le collezioni estive e andiamo alla scoperta di uno degli accessori più “rock & glam” della prossima stagione fredda: vi garantisco che ne vale la pena. Nel pieno dei festeggiamenti per il 50mo del ’68, lo stile dell’epoca incarna un punto di riferimento fisso per l’ universo fashion. E Saint Laurent, che con il periodo a cavallo tra i Sixties e i Seventies possiede un feeling innato, non poteva che rivisitarlo rasentando l’eccellenza: lo stivaletto Joplin ne evoca le atmosfere sin dal nome, un omaggio a una leggenda del rock – Janis Joplin, appunto – che in una voce uscita dalle viscere  racchiudeva il grido di una generazione intera. Alto a metà polpaccio, slanciato, Joplin sfoggia un tacco 10 a parallelepipedo e si allaccia alla caviglia con una vistosa fibbia. L’ anima rock di Saint Laurent riaffiora, si traduce in un design che viaggia a ritroso nel tempo pur esprimendo una contemporaneità squisita. Non è un caso che a far da testimonial al bootie sia una Kaia Gerber più che mai calata in un mood hippie dalle molteplici venature glam: i pantaloni di velluto, l’ ampia blusa leopard e il cappello-turbante la fanno somigliare a una rockstar o a una delle affascinanti muse di Monsieur Yves. Ai piedi di Kaia, un paio di Joplin in versione bohémienne,  scamosciati e in nuance cammello.

 

 

Di questi stilosissimi stivaletti esistono infatti altre due declinazioni, interamente in pelle di vitello come la prima: i Joplin si tingono di nero e ostentano un esotico pattern leopardato, ma non variano dettagli come la suola in cuoio, la zip laterale e la preziosa fibbia in bronzo anticato che porta inciso il logo Saint Laurent Paris. Io non nascondo di avere un debole per il modello color mou, che trovo di un’ iconicità assoluta. E voi, in quale variante li preferite?