Art Trend: quando la moda si fa doppiamente arte

Valentino

Dall’ Italian Pop Art di Giosetta Fioroni ai più disparati leit motiv che ingloba questa corrente artistica: abiti come involucri del cioccolato, loghi di fast food a sostituire quello della Maison, Biancaneve e Sponge Bob che fanno capolino dagli oufit. Ma anche grafismi ispirati alle geometrie optical di Bridget Riley, slogan, disegni che sembrano realizzati con l’aerografo, pattern rivolti al Costruttivismo russo o ai cromatismi  di Sonia Delaunay, suggestioni post-cubiste, moderniste e di matrice Art Nouveau, figure astratte o come fossero dipinte all’ acquarello: lo stile dell’ Autunno/Inverno guarda all’ Arte come fonte di ispirazione per la creazione di capi che abbinino forma e contenuti, valorizzando un connubio che quasi sempre si fa un tutt’uno. Perchè se la moda è arte, riprendendone gli assiomi sottolinea doppiamente il suo valore. Eccco alcune proposte a tema dei designer per la stagione fredda.

 

Red Valentino

 

Tsumori Chisato

 

Roland Mouret

 

Dries Van Noten

 

Manish Aurora

 

Issey Miyake

 

Fausto Puglisi

 

MSGM

 

Moschino

 

 

Il close-up della settimana

 

La Fontana di Trevi, storica location dell’ improvvisato “bagno” notturno di Silvia e Marcello (ovvero Anita Ekberg e Marcello Mastroianni) , i leggendari protagonisti de La Dolce Vita felliniana, da circa un mese ha aperto al pubblico il cantiere nel quale è in corso il suo restauro. Il ponte panoramico che permette di osservare in tempo reale il restyling a cui è soggetta la fontana, tramutatosi ormai in un centro di attrazione turistica, ha contato a tutt’ oggi su un numero di visitatori che si aggira attorno alle 250.000 presenze per una media di 1200 persone l’ora. La Fontana di Trevi, conosciuta in tutto il mondo, 23 anni dopo l’ ultimo restauro viene nuovamente sottoposta ad un “ritocco” nel look in virtù del patrocinio della Maison Fendi, costantemente attenta alla salvaguardia dei beni culturali della capitale: i lavori, che avranno presumibilmente termine nell’ autunno del 2015, includono – oltre all’ opera di restauro in sè – l’ implementazione e l’ ottimizazione dell’ impianto idrico, di illuminazione artistica, di videosorveglianza e l’ installazione di un sistema atto ad allontanare piccioni e volatili  dalla struttura della fontana,  per un investimento pari a 2, 18 milioni di euro. Attualmente, la visita al cantiere dal ponte panoramico osserva orari standard quasi da museo: dalle 9,30 fino alle 21,30, con possibilità di lancio della monetina da uno speciale e scenografico apparato allestito specificamente per l’ occasione. I dati dell’ iniziativa Restauro in Mostra sono stati resi noti dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Roma. Per seguire il restyling della Fontana sono state, inoltre, create soluzioni tecnologiche comprendenti un’ applicazione smartphone, appositi dispositivi Android e un sito web, www.restaurofontanaditrevi.it (o, in alternativa, www.trevifountain.it). Ma la Maison Fendi non limita il suo intervento alla “fontana de La Dolce Vita“: il progetto nel quale rientra il restauro, infatti, denominato Fendi for Fountains, è ben più vasto ed include anche il complesso delle Quattro Fontane oltre che di altre fontane storiche della Città Eterna. La Maison, infatti, fondata a Roma nel 1925, vanta un rapporto privilegiato con la capitale, un legame che affonda le sue radici nel tempo e che da sempre ha costituito una fonte inesauribile di ispirazione e di stimoli culturali. In virtù di questa speciale liason, Silvia Venturini Fendi non avrebbe potuto commentare l’atto filantropico in modo più pregnante: ” E’ nostro dovere rendere onore alla città di Roma, che ci ha dato così tanto e che fa parte del patrimonio creativo di Fendi. “

Il close-up della settimana

Dain, “If the shoe fit”

 

Si è conclusa ieri, 16 luglio, la XXVesima edizione della kermesse capitolina Altamoda Altaroma presieduta da Silvia Venturini Fendi. Una rassegna più che mai all’ insegna del connubio Arte e Moda, discipline che intersecano e fondono simili iter di ricerca creativa caratterizzando una dimensione socio-temporale, un’era. Ampio risalto è stato dedicato agli eventi espositivi dislocati tra il Museo Nazionale Etrusco, la galleria d’ Arte Contemporanea Giacomo Guidi e la location storica del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia: è proprio in quest’ ultimo edificio, maestoso e quattrocentesco, che è stata celebrata l’ opera artistica di Dain, uno dei più interessanti e talentuosi street artist della scena newyorchese. La mostra a lui dedicata, Dain Tribute to R0me Special Project, è stata allestita a cavallo tra il 13 ed il 16 luglio ed ha permesso agli avventori di ammirarne la particolarissima cifra stilistica che unisce e sovrappone espressioni artistiche quali il ritratto, il collage ed i graffiti,  primo step nell’ excursus dell’ artista americano. Figura enigmatica, di Dain si conoscono unicamente le origini calabresi ed il distretto della Grande Mela dove pare che risieda, Brooklyn. Ma le sue opere parlano in sua vece e sono disseminate, sotto forma di ritratti urbani,  sulle cassette postali, sui portoni, sui muri e sulle insegne segnaletiche dell’ intera New York. La città eterna lo ha ospitato per la prima volta, rappresentando la tappa più recente di un iter espositivo che ha toccato metropoli internazionali quali New York, Parigi, Londra e poi ancora Chicago, Montreal. Miami e Portland: un evento di rilievo tale da far sì che proprio una sua opera, If the shoe fit, fosse raffigurata sul manifesto di AltaRoma 2014. Nucleo base della produzione artistica di Dain è il “ritratto urbano”, un assemblaggio – sotto forma di collage – dei volti delle dive più iconiche della Old Hollywood e della Hollywood contemporanea, delle quali lo street artist è un appassionato cultore. E’ così che nelle sue opere si rinvengono particolari del volto dell’ una o dell’ altra star accuratamente mescolati, scomposti e ricomposti a creare un nuovo volto, nuove forme, in collages impreziositi da grafismi dai vibranti colori pop che culminano nella classica firma dell’ artista: un cerchio attorno a un occhio della diva, un monocolo versione graffiti “a tinte strong“. Un lavoro fondato sul contrasto, quello di Dain: frappone la femminilità dei ritratti all’ intervento “distruttivo” dei graffiti, che infieriscono sul ‘bello’ accentuando la frammentarietà del collage con un incisivo “segno” della contemporaneità. Le  muse di cui “ruba” i volti hanno i nomi di – solo per citarne alcuni – Audrey Hepburn, Grace Kelly, Kate Moss, Angelina Jolie e danno vita al suo personalissimo mondo creativo. La mostra romana, curata da Valentina Ciarallo, ha incluso dieci opere inedite che Dain ha creato in esclusiva per l’ evento, evidenziando il fil rouge che unisce discipline artistiche e moda attraverso i ritratti “composti” di icone del calibro di Twiggy e Sophia Loren. “E’ un mix di immagini- ha dichiarato lo street artist – Ci sono volti di grandi donne come Sophia Loren, Liz Taylor, Twiggy e nuove iconografie da scoprire.” E sebbene lo sfondo dei ritratti capitolini sia costituito da pennellate multicolor e “in libertà” dalle reminescenze graffiti, manca in queste opere la firma d’autore realizzata come un cerchio attorno all’ occhio. Un dettaglio, si presuppone, che traduce la volontà di instaurare una pregnante armonia architettonica con il Complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia e di favorire  – attraverso modalità innovative – un dialogo il più possibile ravvicinato con un nuovo interlocutore:  la moda.