On the beach with…

 

MARTA JAKUBOWSKI. Ultimo rendez-vous con la rubrica che VALIUM dedica al beachwear. Per i vacanzieri tardivi e per chi non esita a catapultarsi al mare per sfruttare gli ultimi weekend di sole, riflettori rigorosamente puntati sul costume intero: Marta Jakubowski, designer di origine polacca ma londinese di adozione, tra le proposte della sua collezione Primavera/Estate 2018 inserisce uno “one-piece” davvero cool. Il punto di forza? Un sapiente gioco di contrasti. Il design è essenziale, quasi da nuoto, con spalline larghe e sgambatura media. Ma lo swimsuit griffato Jakubowski è tutt’ altro che classico o castigato. Completamente tinto di rosa fluo, cattura lo sguardo grazie alla tonalità vibrante e dal vago sapore Eighties; spetta a un volant sul fondo, applicato in diagonale, il compito di impreziosire il taglio minimal con un tocco di sfiziosa femminilità.  Il risultato è un capo estremamente versatile, da indossare sia in versione costume da bagno che come parte integrante di un outfit: in perfetta linea con la tendenza che abbatte ogni confine estetico tra il beachwear e il clothing più stiloso. 

 

 

On the beach with…

 

ANJUNA. Già dal nome evoca suggestioni esotiche: Anjuna è un villaggio situato sulla costa Nord di Goa, noto paradiso Hippie dell’ India occidentale. Non sorprende, quindi, che il mood che anima il brand disegnato da Emanuela Corvo sia potentemente bohémien, intriso di accenti ispirati a un’ epoca in cui “libertà” era una sorta di parola d’ordine. Ma Anjuna non è solo beachwear. Potremmo definirlo “summerwear”: ai bikini ed ai costumi si affiancano caftani, lunghi abiti gipsy, chemisier, gonne e top che delineano a 360° il look della stagione calda. Il connubio tra un savoir-faire tutto italiano e sofisticati tessuti è un cardine del brand,  che esalta il coté bohémien tramite ricami finissimi, pizzi, stampe, decori, lussuose lavorazioni crochet. La collezione 2018 non viene meno a questo spirito; anzi, semmai lo accentua. Ad ispirare le creazioni è infatti il Coachella Festival, appuntamento musicale ma anche trionfo dello stile Hippie-chic per eccellenza e delle sue tendenze più cool. Questo bikini, battezzato Doris,  concentra alcuni motivi dell’ estate Anjuna: fonde fascinosamente pattern paisley e pattern floral, evidenzia una vena etno, gioca con il colore ma non troppo, quasi ad evocare l’ effetto délavé. Il reggiseno è a triangolo, un puro richiamo ai Seventies, e una bordatura in pizzo lo dota di raffinatezza aggiuntiva. Lo slip a vita alta amplifica l’ allure rétro, viaggiando ancor più indietro nel tempo ed accrescendo l’ originalità del bikini. Collane di perline colorate fanno il resto, perfetto complemento all’ Hippie mood. Coachella o la Goa dei tempi d’oro? A voi la scelta, con il prezioso ausilio di un caftano.

 

 

 

On the beach with…

 

ERMANNO SCERVINO. Non è mai troppo tardi per una “vetrina”beachwear: nel pieno dell’Estate, VALIUM inaugura una nuova rubrica a tema. Sarà una rubrica “short-term”, perchè durerà lo spazio di una stagione e si interromperà a Settembre. Ma in queste settimane vacanziere, con il sole che picchia forte e l’afa ormai alle stelle, qualche spunto sui look da spiaggia mi sembra d’obbligo. Iniziamo subito con un bikini in total white griffato Ermanno Scervino. Impalpabile, prezioso, replica il mood delle passerelle e si declina in un tripudio di tulle. Il reggiseno a fascia viene  adornato da volants talmente fitti da somigliare al decoro di un abito con seduttivo scollo alla Bardot. La bordatura, in pizzo, è in perfetto pendant con gli inserti dello slip, di cui riprende i motivi. Il risultato è un bikini sartoriale, un capo che brilla di luce propria ed oltrepassa gli standard dello swimwear per agghindarsi di un romantico chic. Il tutto, all’ insegna di un abbagliante candore e di merlettate trasparenze che lo equiparano ad un’ autentica, ricercatissima mise couture.

 

Una “garota de Ipanema” a tutto fluo: il beachwear di Salinas

 

Si avvicina l’ ultimo weekend di Agosto, ma l’Estate è tutt’altro che agli sgoccioli: con Polifemo in arrivo, sole e caldo torrido saranno una realtà tangibile. Una nuova incursione nel beachwear, quindi, non risulta fuori luogo. Stavolta ci immergiamo nel mondo in technicolor ed effervescente di Salinas, che per la spiaggia propone look ricchi di suggestioni rainbow.  Ricordate “Garota de Ipanema”, la canzone cult composta da Vinicius de Moraes e Jobim? Bene: è proprio a Ipanema che Salinas è stato fondato, nel 1982, da Tunico e Jacqueline De Biase. E non poteva esistere luogo più appropriato del celebre quartiere di Rio a dargli i natali: in pochi anni, il suo stile coloratissimo e femminile ha posizionato il brand al top del beachwear “made in Brasil”. Oggi, entrato a far parte di Inbrands Group e riconosciuto a livello internazionale, Salinas ha mantenuto il mood spigliato degli esordi, che la collezione Estate 2017 riflette in un vortice di nuance vibranti e pattern stripes dal potente impatto visivo. Il risultato è una sorta di “psichedelia” contemporanea che gioca con le geometrie e i toni fluo, costumi a pezzo intero stilosi come body e bikini “coprenti”, ma esplosivi. Denominatore comune – come già detto – è il colore, che non risparmia neppure gli accessori e i complementi dello swimwear: dal giaccone ai crop top in organza da annodare sotto il seno, dai calzini ai maxi orecchini tribali, dalla cloche agli occhiali da sole è tutto un tripudio di rosa, giallo, arancio e turchese rigorosamente al neon.  Perchè la nuova “garota de Ipanema” è grintosa, audace e, soprattutto,  ama sottolineare il suo fascino con l’ evidenziatore.

 

 

 

 

 

 

 

Adriana Degreas: il luxury beachwear ‘made in Brasil’

 

Il beachwear luxury di Adriana Degreas, designer brasiliana che sul mix tra savoir-faire e glamour ha fondato il suo signature style, colpisce ancora. Il costume da bagno diventa un vero e proprio capo couture: conchiglie che prendono il posto del top, due pezzi-scultura, dettagli in lacca cinese, orli di ruches si abbinano a copricostume impalpabili e a gonne kimono. La ricercatezza si fa leitmotiv di creazioni che esaltano un mood chic e cool al tempo stesso. Il bikini e il costume intero si alternano, la palette è intensa e spazia dal marrone all’ oro, dal viola al rosso scuro, dal verde bosco al nero passando per il grigio, il cipria ed il turchese, nuance raffinate ma più che mai lontane dagli standard estivi. E se un tocco rétro pervade di femminilità la collezione, è l’ imprinting avantgarde a rendere culotte, monopezzo e reggiseni a fascia tutto fuorchè scontati: tessuti matelassé, ghirigori esotici e forme Japan si coniugano con un design ad alto tasso di originalità e di stile.

 

 

 

 

 

 

 

Miu Miu on the beach: la cuffia 60s come accessorio clou

 

Costumi one-piece, bikini formati da culotte e reggiseno e balconcino, accappatoi che diventano minicoat e viceversa: le “bellezze al bagno” di Miu Miu strizzano l’ occhio agli anni ’60 e donano glamour al look da spiaggia. Il mood rétro è evidente, amplificato da stampe floral in abbondanza e in varie dimensioni: lo stile è grafico, la palette alterna il nero a colori luminosi ma delicati. Gonnelline annodate sul davanti, spolverini impalpabili e pudiche jumpsuit in versione mini si abbinano a ciabattine rasoterra in plastica, cinture in vernice e maxizeppe con tacco scultura. Ma a fare da leitmotiv è un accessorio direttamente tratto dallo swimwear 60s:  la cuffia colorata in gomma adornata di maxi fiori. Autentico pezzo forte della collezione, si declina in giallo, bianco, verde, nero, rosso, fucsia e dona un twist speciale ad ogni mise. Talmente speciale da potersi permettere di abbandonare gli scenari vacanzieri per tramutarsi in copricapo vero e proprio.

Anita Ekberg: il seduttivo beachwear della diva de La dolce vita

 

Attrice-icona felliiniana per eccellenza, Anita Ekberg – divenuta celebre a livello planetario per la scena del bagno nella fontana di Trevi che contribuì a rendere La dolce vita un film immortale – si è sempre avvalsa della  sua bellezza prorompente come atout preponderante da affiancare alle qualità recitative. D’altronde, non bisogna dimenticare che fu il titolo di Miss Svezia ad aprirle le porte del cinema catapultandola immediatamente a Hollywood, dove fu lanciata da Howard Hughes e vinse peraltro un Golden Globe come “Miglior attrice emergente” grazie al film Hollywood o morte (1956) di Frank Tashin. Il ruolo di pin up si integra dunque in modo naturale nelle molteplici sfaccettature del suo personaggio, che Fellini “magnificò” con ironia, rendendolo maestoso nel suo potere seduttivo, in Le tentazioni del Dottor Antonio (da Boccaccio 70, 1962). Lo swimwear esibito dalla Ekberg è tipicamente anni ’50 e si basa prevalentemente su monopezzo che donano una marcata vestibilità: nero con le classiche spalline, in colori vivaci o pastello e con scollatura a cuore, il costume intero rimane – per lei, come per moltissime dive dell’ epoca – un leit motiv costante. Quando opta per il bikini, al contrario, che sia vistoso è un must: Anita sceglie preferibilmente modelli leopardati, con mutandina alta ma totalmente aperta sui fianchi e adornata da lacci intrecciati. Interessante e stiloso è il look tipicamente estivo della star de La dolce vita, composto da pantaloni Capri e shorts in quantità industriale che abbina a dolcevita, pulloverini e bluse a righe dal twist decisamente contemporaneo. Non esita, inoltre, a glorificare le sue curve esplosive in pantaloni neri aderenti come fuseax a cui accompagna reggiseni  a fascia in un vibrante rosso fuoco: degna esaltazione di un corpo e di un sex appeal che rappresentano, nell’ immaginario maschile, la quintessenza della donna nella sua figura più archetipica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rita Hayworth: il beachwear esplosivo de “L’Atomica”

 

Passata alla storia come “Gilda”, il personaggio che interpretò nell’ omonimo film di Charles Vidor del 1946, Rita Hayworth annovera una serie ricca e cospicua di scatti in beachwear. Il ruolo di pin up, infatti, la ancorò all’ immaginario collettivo con una  potenza di gran lunga maggiore rispetto a quello di femme fatale che Gilda le aveva cucito addosso: la leggendaria chioma folta, lunga e ondulata che gli studios tramutarono da corvina in rosso rame, insieme al sorriso perennemente stampato sul volto che univa la grazia alla seduttività, la resero una perfetta incarnazione della donna dei sogni di ogni uomo a cavallo tra gli anni ’40 e ’50.  Rita sfoggia un variegato swimwear che include sgargianti costumi monopezzo sia dalla scollatura a cuore che con le classiche spalline, bikini tipicamente rétro dalla mutandina alta e castigata e con reggiseno a fascia,  condendo il tutto con i caratteristici accessori di una provetta pin up: fiori tra i capelli, sandali con zeppa, enormi cappelli di paglia rappresentano per lei dei must da abbinare rigorosamente all’ immancabile rossetto rosso, del quale non fa a meno neanche in spiaggia.  Per le torride giornate di sole californiano il suo guardaroba non è mai privo di shorts, bluse leggere, top e minigonne svolazzanti o di vezzose camicette in colori pastello, all’ insegna di un’ eleganza profusa di glamour ma informale. Ma se dovessimo rilevare una tonalità che funge da leit motiv alla sua moda mare, sarebbe il bianco. Chic e luminoso, irradia il suo candore sulla carnagione imprescindibilmente mantenuta al riparo dei raggi solari senza risultare minimamente scialbo. L'”Atomica” – come fu soprannominata – anzi, quando indossa  swimwear bianco emana un glamour e una radiosità del tutto particolari: un “effetto speciale” scaturito dal fascino innato e dal temperamento vibrante di colei che, da pin up, seppe tramutarsi in indimenticabile icona e supremo simbolo di seduzione in un mix esplosivo di sorriso e sensualità abbagliante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elizabeth Taylor: il beachwear sfizioso della Diva dagli occhi viola

 

La Diva dagli occhi viola ha amato farsi fotografare in beachwear sin dagli albori della sua carriera, incarnando brillantemente, in alcuni scatti, anche il ruolo di pin up che furoreggia alla fine dei ’40 e nei ’50. La pin up Elizabeth Rosemond Taylor (chiamata comunemente Liz Taylor), naturalmente, condisce di arguzia la sua rappresentazione di una delle tipologie femminili più amate dell’ epoca. La sensualità di Liz scaturisce infatti, in primo luogo, da due occhi magnetici incastonati in uno splendido volto, dallo sguardo intenso incorniciato da sopracciglia folte e ben curate. Uno sguardo che rivela una donna pensante e un’attrice che – con una carriera iniziata a soli dieci anni – sa il fatto suo. Lo swimwear della Diva comprende costumi simili a corpetti con tanto di lacci ed inserti in pizzo, scollature a cuore, costumi fascianti a pois e in colori pastello, seduttivi reggiseni a balconcino fino ad approdare al classico monopezzo bianco o nero, che esalta la silhouette evidenziandone le forme. Nel beachwear, la diva esprime lo stile sfizioso di un’ eleganza informale: shorts colorati, bluse attillate a mezze maniche, stampati Vichy, fuseaux e vita (ultrasottile) rigorosamente in evidenza., con l’agggiunta di sporadici cappelli di paglia a falda larga da vera star.  Famoso rimane l’ iconico abito verde smeraldo che indossa in Improvvisamente, l’estate scorsa (1959), associato ad una Spagna estiva torrida e assolata. Con il passar del tempo il suo abbigliamento da spiaggia si fa più disinvolto e funzionale, includendo ampie bluse con applicazioni floreali da abbinare a foulard in tinta. In ogni caso, il carisma e il fascino di Elizabeth Taylor vengono semplicemente esaltati dal beachwear, lungi dal dipendere da un elemento di corredo ad un appeal che brilla – illuminato da un talento e una sagacia non comuni – sublimemente di luce propria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il beachwear di Claudia Cardinale: una Diva e i suoi must

 

Mora, occhi castani, forme generose quel tanto che basta, Claudia Cardinale è l’ emblema della donna mediterranea. Di origine siciliana, il suo inaspettato accento francese è il tocco esotico che rivela un’ infanzia trascorsa a Tunisi, dove Claudia peraltro è nata. L’apogeo del suo beachwear style lo raggiunge negli anni ’60, quando a swimsuit preferibilmente a pezzo intero alterna top aderenti, miniabiti a trapezio, super à la page sandali alla schiava ma, soprattutto, la fascia per capelli: un accessorio imprescindibile che abbina ad ogni outfit e che sceglie anche per la spiaggia. In svariati colori, sempre brillanti, la fascia si lega indissolubilmente alla figura di Claudia Cardinale: è uno sfizioso must che enfatizza mirabilmente la lunga e folta chioma di capelli scuri. Per il resto, le sue curve inguainate in costumi interi riconfermano l’assioma secondo il quale, per le dive d’antan, “less is more” dovrebbe tradursi più o meno con l’ equazione “più fascino = meno cm di pelle in mostra”, convalidando la teoria che identifca la sensualità con lo spazio lasciato all’ immaginazione. E Miss Cardinale è la prova vivente di quanto un costume ad hoc possa enfatizzare e rendere sommamente seducente anche il corpo più voluttuoso.