N.21: doppio anniversario in total gold con la Bow Bag

 

Buon compleanno a Alessandro Dell’ Acqua, che oggi festeggia un anniversario speciale: il 21 Dicembre coincide infatti, oltre che con la sua data di nascita, con il primo anno di vita di numeroventuno.com. E per un brand che porta il nome di N.21, questa è senz’ altro una giornata-emblema. Per celebrarla Dell’ Acqua ha lanciato la Bow Bag, un’ iconica micro bag realizzata in 21 pezzi esclusivi: in pelle increspata e metallizzata, è un piccolo gioiello in total gold. L’ oro è il suo unico colore, esaltato sia dal design che ricorda un fiocco, che dalla tracolla a catena. Lo ritroviamo nel logo sul retro della borsa, ma anche nel sigillo luxury che la contraddistingue: perchè chi acquisterà la Bow Bag, la riceverà con la relativa numerazione (da 1 a 21) stampata in oro sulla fodera interna in pelle nera. A tutte le fan della borsa verrà indirizzato, inoltre, un  messaggio personale firmato da Alessandro Dell’ Acqua. Il nuovo accessorio cult di N. 21 è esclusivamente ordinabile on line su numeroventuno.com, e c’è da scommettere che farà scoccare molti coup de foudre.

 

 

 

Chanel: Métiers d’Art 2017/2018 sfila ad Amburgo

 

Una fiaba d’Inverno: la sfilata Métiers d’Art di Chanel potrebbe essere definita tale. La collezione con cui la Maison celebra l’artigianalità più esclusiva, quest’anno, per Karl Largefeld è coincisa con un ritorno in patria. E’ stata infatti Amburgo, la città natale del designer, a fare da location a un défilé che è ormai un “save the date” attesissimo in tutto il globo, l’ espressione suprema di un connubio tra creatività ed eccellenza sartoriale. La sfilata-evento è andata in scena il 6 Dicembre scorso alla Elbphilharmonie, l’ avveniristica sala concerti inaugurata nel porto di Amburgo neppure un anno fa: una cornice ideale per alimentare l’ ispirazione di Lagerfeld, con la sua maestosa struttura vitrea che si innalza da un vecchio magazzino in mattoni. Simile a una nave affacciata sull’ Elba, l’ edificio – che porta la firma dello studio Herzog & de Meuron – include tre auditorium immensi e spettacolari. Non sorprende sapere che la scelta di Amburgo, per Kaiser Karl, è stata dettata più dall’ Elbphilharmonie e dal suo scenario che da un mood nostalgico. Le divise dei marinai del porto sono un leitmotiv ispirativo che pervade tutta la collezione Paris-Hamburg 2017/18, rivisitato e corretto all’ insegna della femminilità. Pantaloni con risvolto e abbottonatura frontale, maglie a righe, maxipull e berretti in tipico stile navy abbracciano i codici Chanel dando vita a look preziosi, sapientemente valorizzati dallo stuolo di modiste, ricamatrici, orafi, artigiani della piuma e calzolai che contribuiscono a tramutare ogni creazione in un capolavoro unico e irripetibile di savoir faire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Magnum x Moschino fa boom a Cannes

Una sequenza del film

Magnum torna al Festival di Cannes e lo fa da star vera e propria. Per il lancio dei due nuovissimi gusti Double, Cocco e Lampone, si affida infatti a un’ esplosiva sponsorship con Moschino e Cara Delevingne in una campagna dal nome indicativo, “Libera il tuo istinto“, tutta all’ insegna della più audace espressione dell’ identità personale. Focus dell’ advertising è il film “Magnum x Moschino”, un corto per la regia di Jeremy Scott che vede protagonisti Cara Delevingne ed una serie di personaggi cartoon ideati da Scott in collaborazione con Uli Meyer, nome di spicco di cult dell’ animazione come “Chi ha incastrato Roger Rabbit?” e “Space Jam”: nel film, Cara passeggia sicura addentando un Magnum Double che ingolosisce, ipnotizzandoli con il suo irresistibile aroma al cioccolato,  i personaggi animati via via incontrati per strada. Ma – ahimé – nessuno di loro riuscirà a impossessarsene, rimanendo con un palmo di naso e l’acquolina in bocca!

Jeremy + Cara

L’ inizio del film diretto da Jeremy Scott

Il perchè della scelta di Cara Delevingne come testimonial non lascia spazio a dubbi. Travolgente, stravagante, spigliata, la top è l’ incarnazione perfetta dello spirito di “Libera il tuo istinto” e “Osa con Double”. Jeremy Scott, dal canto suo, ne è la controparte maschile eccellente: con il suo stile pop e coloratissimo, rivela un lato wild che ostenta senza alcun timore. “Per me, la collaborazione con Magnum, dalla creazione di questi personaggi animati alla regia del film, è stata più che divertente.” – ha spiegato il direttore creativo di Moschino – “Lavorare con Cara è stato straordinario, ed essere coraggioso nel campo della moda è una cosa a cui miro ogni giorno nel mio lavoro. La moda è un mezzo di espressione che allo stesso tempo ti dà piacere e ti permette di mettere in mostra la tua personalità e il tuo carattere. E’ stupendo poter dare alle persone questo mezzo espressivo. “

 

 

Al Festival di Cannes, il 18 Maggio scorso, il goloso Magnum Double e la partnership Magnum x Moschino hanno calamitato l’ attenzione unanime. Acclamatissimi, Cara e Jeremy hanno furoreggiato in un party dalle molteplici sorprese: una su tutte, la presentazione della capsule di borse Magnum x Moschino griffata Jeremy Scott, una serie di shoppper dal mood giocoso e dai colori brillanti su cui campeggiano i personaggi animati del film. Le borse sono acquistabili nel website Moschino o possono essere vinte partecipando al concorso appena lanciato da Magnum (per info, visitate il sito del brand). Ma il duo Scott-Delevingne si è anche cimentato nella creazione di special versions del gelato bestseller apprezzatissime nel Magnum Dipping Bar. Magnum by Cara si è fatto deliziosamente notare per dettagli quali i petali d’ibisco, le scaglie d’argento e i lamponi schiacciati, mentre Magnum by Moschino, impreziosito da guarnizioni di caramelle frizzanti blu/oro e sale marino delle Hawaii, ha riscosso un plauso generale.

La capsule di shopper in colori pop

 

 

Con queste strepitose premesse, non c’è bisogno di aggiungere che il party Magnum x Moschino sulla Croisette si sia rivelato memorabile. Ad infuocare la serata, The Misshapes, Sita Abellàn e Kiddy Smile con i loro dj set: tra Cara, Jeremy e una soundtrack del genere, per “liberare il nostro istinto” non potrebbe esistere cocktail migliore.

“Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between”: al via la mostra annuale del MET

Blue Witch, spring/summer 2016. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Il caschetto nero, geometrico, con frangetta, e l’ immancabile chiodo: la sua immagine stessa è iconica. E a un’ iconografia innovativa, potentemente di rottura, Rei Kawakubo ha consacrato tutta la propria ricerca stilistica. Non è un caso che proprio a lei il Costume Institute del Metropolitan Museum of Arts di New York dedichi la sua mostra-evento annuale, appena inaugurata e visitabile fino al prossimo 4 Settembre. Classe 1942, nata a Tokyo, Rei Kawakubo è la seconda designer vivente (e la prima designer donna) che il  Museo della 5th Avenue decide di omaggiare dopo la grande retrospettiva dell’ ’83 su Yves Saint-Laurent. Il titolo dell’ esposizione – curata da Andrew Bolton – è indicativo: “Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between”, un inno agli interstizialismi sui quali l’ estetica della stilista si fonda e si sviluppa, i punti di incontro che connettono gli ossimori donando loro una forma del tutto inedita. E’ questo il tema base di un iter snodato tra circa 150 abiti appartenenti alle collezioni che Kawakubo ha creato dal 1980 ad oggi,  un approfondimento che esula dai criteri cronologici suddividendosi in 8 aree corrispondenti a dualismi quali Fashion/Anti-Fashion, Design/Not Design, Model/Multiple, Then/Now, High/Low, Self/Other, Other/Subject, Clothes/No Clothes. Non esistono definizioni per Rei Kawakubo, la creazione coinvolge un concetto ed il suo esatto opposto in una convivenza che abbatte qualsiasi confine: quando nel 1969, a Tokyo, dà vita al brand Comme des Garçons dopo una laurea in Letteratura all’ Università di Keio e alcune esperienze come freelancer, la sua filosofia è ben chiara sin dal nome con cui lo battezza.

Body Meets Dress–Dress Meets Body, spring/summer 1997. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Il debutto sulle passerelle parigine, nel 1981, afferma con forza la sua rivoluzionaria visione. Le modelle sfilano pallide, avvolte in forme che anzichè evidenziare il corpo lo rimodellano, stravolgono i volumi in una miriade di asimmetrie, sovrapposizioni, elementi tridimensionali. La palette cromatica è un inno al nero, tutt’ al più accostato al bianco o al grigio. Lo stile rimette in discussione la moda nella sua accezione stessa: minimalismo, modernismo e concettualismo si mixano, a imporsi è un’ ispirazione che attinge unicamente all’ essenza interiore. Gli abiti di Kawakubo nulla concedono agli stilemi standard, ai riferimenti geografici o alla tradizione. I punti cardine del fashion vengono costantemente rovesciati, sezionati e riassemblati secondo criteri agli esatti antipodi del “conventional”, donando alla nozione di “bellezza” un significato nuovo e sfaccettato in toto.  Per Comme des Garçons è un boom, il trionfo di un’ estetica giapponese che ha in Rei Kawakubo, Yohji Yamamoto e Issey Miyake le proprie punte di diamante. Quel che accomuna i tre innovativi designers è la sperimentazione sulle forme e sui materiali, la concezione dell’ abito come una struttura scultorea che definisce la silhouette ex novo.

Rei Kawakubo for Comme des Garçons. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Nel tempo, Kawakubo accentua questo aspetto fino a creare delle vere e proprie opere d’arte: con l’arte, d’altronde, la stilista celebrata dal MET ha sempre mantenuto un feeling speciale. Basta pensare alla campagna pubblicitaria Comme des Garçons dell’ ’89 con Francesco Clemente come protagonista o a quella che, nel ’93, Cindy Sherman imbastisce sui propri self-portraits concettuali. Le contaminazioni tra arte, moda e cultura sono una costante dell’ incessante ricerca di Rei Kawakubo: dal suo immaginario fertile scaturisce un tripudio di iniziative e di intuizioni. Comme des Garçons è ormai un brand che coinvolge il suo universo creativo a 360°: nel 1988 nasce Six, la rivista biennale del marchio, a cui fa seguito una linea di profumi che dal 1994 anticipa il trend “no-gender” proponendosi in versione esclusivamente unisex, le magnifiche advertising campaign vengono firmate da top names della fotografia quali Paolo Roversi e Juergen Teller.

Blood and Roses, spring/summer 2015. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

L’ eclettismo di Rei Kawakubo, così come la sua ispirazione, non ha confini e si traduce inoltre – citando un ulteriore esempio – nell’ ideazione del Dover Street Market, noto tempio del luxury retail che si disloca oggi tra Londra, New York, Pechino e Tokyo.  L’ inventiva della designer si dirama in molteplici direzioni, tutte rigorosamente associate da un denominatore comune: la ricerca del nuovo in senso assoluto. Un obiettivo che ha pienamente centrato, a cominciare dalla moda. “Non esistono limiti” – come ha dichiarato Kawakubo stessa – “Cerco di fare abiti che non sono mai esistiti prima”.

Blue Witch, spring/summer 2016. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

La mostra è corredata da un catalogo, a cura di Andrew Bolton, che raccoglie scatti originali di Paolo Roversi, Nicholas Alan Cope, Inez & Vinoodh, Craig McDean, Kazumi Kurigami, Katerina Jebb, Collier Schorr, Ari Marcopoulos e Brigitte Niedermair.

“Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between”

Dal 4 Maggio al 4 Settembre 2017

Metropolitan Museum of Arts, 1000 5th Avenue, New York

Per info: www.metmuseum.org

Blue Witch, spring/summer 2016. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Body Meets Dress–Dress Meets Body, spring/summer 1997. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Body Meets Dress – Dress Meets Body, spring/summer 1997. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

18th-Century Punk, autumn/winter 2016–17. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

18th Century Punk, autumn/winter 2016–17. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Cubisme, spring/summer 2007. Photo by © Craig McDean; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Inside Decoration, autumn/winter 2010–11. Photo by © Craig McDean; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Photo courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Vivetta trionfa a Pechino

 

Vivetta Ponti torna da Pechino trionfante. La designer nata ad Assisi ha appena vissuto una delle esperienze più straordinarie della sua carriera: selezionata nell’ ambito del Mercedes-Benz International Designer Exchange Project (IDEP),  è stata infatti invitata a presentare la sua collezione Autunno/Inverno 2017/18 alla Mercedes-Benz China Fashion Week. Un traguardo importante che l’ ha vista primeggiare su una rosa di cinque stilisti italiani, selezionata tra i talenti creativi a cui Mercedes-Benz offre sostegno e visibilità internazionale. Insieme a Vivetta, protagonista dello scambio bilaterale previsto dal progetto è stata la designer cinese Angel Chen, che ha mandato in passerella la sua collezione il 23 Febbraio durante Milano Moda Donna. Con la genialità inventiva di Vivetta Ponti, invece, l’ appuntamento era fissato alle ore 17 del 30 Marzo nella central hall del distretto 751 D-Park di Pechino. Giocosa, a tratti eccentrica e vagamente surreale, l’ estetica della stilista si è  arricchita di due nuovi spunti ispirativi: l’ iconografia circense anni ’40 e una palette che rimanda alle cromie vibranti di Jean Metzinger, artista francese convertito al cubismo.

 

 

Arlecchini, Pierrot, stelle ed unicorni finemente ricamati si alternano in look dalle soavi suggestioni rétro e declinati in materiali-emblema di Vivetta, come il popeline ed un fiabesco tulle. Ad affiancarli, il velluto e il vinile che risalta, grintoso, in una miriade di colori e di preziosi intarsi. “Sono lusingata di aver avuto la possibilità di presentare la mia collezione a Pechino questa stagione e di rafforzare la mia estetica italiana presso il pubblico cinese.”, ha dichiarato Vivetta. ” Sono grata a Mercedes-Benz perchè ha aiutato ad accrescere la presenza del mio brand in un mercato importante. Non vedo l’ ora di scoprire cosa succederà nei prossimi anni per Vivetta.” La designer ha debuttato con un’ esperienza triennale nell’ ufficio stile di Roberto Cavalli prima di fondare il suo omonimo brand a Firenze, nel 2009. Da allora, annovera tra le sue fan nomi del calibro di Anna Dello Russo, Alexa Chung, Elle Fanning, Portia Freeman e Felicity Jones. Il marchio è in continua crescita, valorizzato da una produzione rigorosamente Made in Italy, e conta su una distribuzione internazionale di tutto rispetto: Selfridges, Harrods, Barney’s NY, Bosco di Ciliegi, Moda Operandi, Avenue 32 e Le Bon Marché rientrano già nel suo prestigioso network. Il recente viaggio “sulla Via della Seta” di Vivetta non ha fatto che accrescerne la fama e l’ appeal.

 

 

Il Mercedes-Benz International Designer Exchange Program si è rivelato prezioso, in tal senso. Michael Bock, direttore della divisione Sport & Lifestyle Marketing di Mercedes-Benz, ha così commentato l’ iniziativa: ” Vivetta Ponti e Angel Chen sono i nomi sui quali abbiamo puntato per questa edizione dell’IDEP. Entrambe le stiliste coniugano una trascinante creatività con una maestria sofisticata, in linea con i principi chiave del nostro marchio. Siamo lieti di poterle presentare in uno scambio diretto che abbraccia due continenti e di fornire loro un trampolino di lancio per il successo futuro in nuovi mercati”.

 

 

 

 

 

Photo courtesy of GM/PR Press Office Milano

“Haunted” di Antonio Marras: quando la moda si fa performance art

Negli spazi della Triennale, dove si snoda il percorso espositivo di Nulla Dies Sine Linea, Antonio Marras ha presentato la sua collezione AI 2017/2018: per la prima volta le creazioni Uomo e Donna hanno sfilato insieme, e si è trattato di un debutto d’eccezione. Il Marras artista celebrato dalla mostra ha tramutato l’ allestimento in una location onirica, suggestiva, spettrale. O meglio Haunted, come ha intitolato la performance che ha tradotto il suo fashion show in una vera e propria pièce teatrale. Antonio Marras ci trasporta in Scozia, nel castello fatato dove visioni, reminescenze e fantomatiche creature si succedono in un pot-pourri che rievoca le atmosfere di Edgar Allan Poe: scenari in cui tutto è immateriale e la realtà sconfina con il sogno. A far da sottofondo, sonorità inquietanti che alternano il rigoglio dell’ acqua a porte che scricchiolano, a vetri che si infrangono, alle note di un pianoforte lontano. E poi, all’ improvviso, una risata sinistra, l’ eco del latrato di un cane: frammenti di ricordi, apparizioni che mescolano il vissuto all’ intangibile calando lo spettatore in un non-luogo dal potente impatto visivo. Al suo interno, si susseguono misteriose presenze e apparizioni: giovani uomini che lanciano aereoplanini di carta, enigmatiche donne in veletta, fanciulle sdraiate su superfici a specchio come eteree ninfe, i gendarmi di Pinocchio con lo sguardo celato da occhialini alla John Lennon.

 La sartorialità dei look è impeccabile, il rétro una costante: se gli scolari indisciplinati indossano suit con pantalone corto, cappotti e parka dal sapore Mod, le “jeunes filles d’antan” sfoggiano long dress a balze con stampe floral, kimono, damascati rifiniti in lamè, tessuti impalbabili riccamente lavorati ed incrostati di paillettes. L’ itinerario prosegue tra figure maschili in coat o chiodo impreziositi da ricami, individui “senza volto”, ragazze che giocano a mosca cieca in ricercati abiti con tanto di “farfalle” applicate. Ovunque spuntano cappelli, copricapo e turbanti con l’ immancabile veletta. Su due scale a pioli, irriverenti, due uomini mangiano il lecca-lecca facendo sberleffi mentre a pochi passi di distanza, tutta tulle e ricami color crema, ecco apparire una sposa.

Maschile e femminile non conoscono barriere nè differenze, si fanno portatori della stessa eleganza estrosa che al leopard print accosta pattern a contrasto e nei ricami floral persino sul completo da caccia incarna un suo leitmotiv. Ai dettagli in pelliccia, ricorrenti, si alterna la sofisticatezza di capi come il cappotto da uomo con mantella, il preziosismo dei decori è minuzioso. Un’ ultima, onirica visione prima di quella di un appassionato ménage à trois: simile a una gigantessa, una donna barbuta sferruzza un’ enorme massa di lana grezza. L’ apparizione è surreale, quasi felliniana. In sottofondo, una porta si chiude e scricchiola: la nostra magica avventura è giunta al termine.

Per vedere il video della performance e della collezione: https://www.antoniomarras.com/

LUISAVIAROMA: torna Firenze4Ever

Vito Nesta

Al via Firenze4Ever, l’ evento – punto di incontro tra arte, fashion, celebs e influencer organizzato a Firenze, con cadenza biennale, da LUISAVIAROMA. La 14ma edizione avrà inizio stasera, con una cena di gala e un party che vedranno la cantautrice, modella e attrice Kelly Rowlands nelle vesti di main performer. La serata verrà ravvivata da esibizioni esclusive di Tom Odell, Jasmine Thompson, Dragonette e Sebastian Ingrosso, e vanta un parterre di tutto rispetto: Petite Meller, Scott Schuman, Mia Moretti, Lindsay Lohan e l’ influencer Kenza sono solo alcuni dei prestigiosi nomi che prenderanno parte all’ opening di questo straordinario appuntamento. La cena di gala prevede inoltre una charity auction in cui opere di artisti contemporanei del calibro di – tra gli altri – Bosco Sodi, Gualtiero Vanelli, Gianfranco Manfredini, Chiharu Shiota verranno battute all’ asta da Simon De Pury. I proventi saranno interamente devoluti alla Fondazione Andrea Bocelli e destinati alla ricostruzione delle scuole haitiane distrutte dall’ uragano Matthew.

Sempre in giornata, verrà inaugurata un’ importante mostra: LUISAVIAROMA sancisce la sua sinergia con l’ arte e con il design tramite Brilliant Ceramics, un percorso espositivo curato da Valentina Guidi Ottobri ed allestito nella Terrazza progettata da Patricia Urquiola. Ben Copperwheat e EKTA tramuteranno il concept store in una tela bianca a cui contribuiranno a dar forma e colore. Fulcro della mostra è il dialogo costante tra designer ed artigiani, punto di partenza per una visione fondata sulla contemporaneità. E’ così che nasce L’albero della vita, l’ avanguardista e sgargiante opera con cui Milena Muzquiz per Lladro’  racconta gli oltre 60 anni del celebre brand di porcellane spagnolo. La mostra esporrà pezzi (rigorosamente in limited edition) di Marcantonio Raimondi Malerba for Seletti, Clare Page e Richardson per Lladro’, Milena Muzquiz per Lladro’, Paolo Polloniato per Editamateria, Coralla Maiuri, Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto, Maurizio Galante, Vito Nesta, Maison Margiela, Matteo Cibic, Jaime Hayon per Bosa, Karin Karinson per Salvatore Lanteri, Nicola Falcone, Cristina Celestino per BottegaNove.

Lladro’

La kermesse proseguirà, il 10 Gennaio, con un secondo save the date d’ eccezione: nella location della boutique di LUISAVIAROMA, Scott Schuman presenterà le sue sneaker in limited edition nate dalla collaborazione con Sutor Mantellassi. Per tutti i fan di The Sartorialist il rendez-vous è fissato alle 17.30.

Maurizio Galante

Si proseguirà poi l’ 11 Gennaio, sempre alle 17.30, con The Icon Project di Peuterey. Un evento ed un’ installazione speciali faranno da cornice al debutto di Icon, la capsule creata da Peuterey in esclusiva per LUISAVIAROMA: un parka, un bomber e un trench in nuance inedite verranno esposti in un apposito corner e saranno acquistabili sia nella boutique che nel suo shop on line.

Maison Margiela

Il 12 Gennaio sarà la volta del Fashion & Technology Summit, che al Teatro della Pergola, dalle 9.30 alle 18, riunirà relatori internazionali e brand leader nei settori del fashion e della tecnologia per una serie di dibattiti e workshop che avranno come tema i trends futuri. E’ prevista la partecipazione di Polimoda, Business of Fashion (BOF), The Huffington Post USA, AOL, Peuterey, MediaMath, Launchmetrics  e Digital4Fashion di IAB ITALIA. Il Summit, frutto di un connubio tra LUISAVIAROMA, IAB ITALIA e Netcom, è alla sua terza edizione. Gli interessati potranno consultare il sito summit.lvr.com per il programma completo.

Matteo Cibic

Da sempre attenta ai giovani talenti emergenti, LUISAVIAROMA rinsalda la collaborazione con il Salone della Moda di Berlino. “A Berlino, ho scoperto marchi tedeschi originali e di alta qualità”, ha dichiarato il CEO e fondatore del top retailer fiorentino Andrea Panconesi. Ed è lo stesso Panconesi che, durante la sua visita al Salone della Moda di Berlino, ha selezionato designer promettenti e di sicuro interesse come Antonia Goy, Michael Sontag, Odeeh, René Storck e Tim Labenda, Gabriele Frantzen e Mykita. Il 13 Gennaio, alle 11.30, la Terrazza di LUISAVIAROMA ospiterà un incontro tra i new talents e la stampa: l’ evento, realizzato in collaborazione con champagne Perrier-Jouet e Monotee, precederà il ritorno al Salone della Moda di LUISAVIAROMA, che la settimana prossima partirà di nuovo alla volta di Berlino.

Tutte le foto (courtesy of LUISAVIAROMA Press Office) raffigurano le opere in esposizione alla mostra Brilliant Ceramics.

Il close-up della settimana

Ieri pomeriggio, a Firenze, LUISAVIAROMA ha inaugurato uno spazio verde nel suo concept store: la nuova terrazza, che inneggia a un luxury essenziale e rilassato, è stata battezzata Oasi e porta la firma di Patricia Urquiola. Oasi è una superficie da vivere, una rivisitazione del concetto di lifestyle in chiave contemporanea, la valorizzazione di uno stile minimal che esalta i suoi “interiors” e preferisce essere anzichè apparire.  I pezzi più iconici delle creazioni outdoor di Patricia Urquiola – la Tropicalia di Moroso, le ultime linee Mesh e Roll per Kettal – vanno a costituire piccoli salotti rappresentativi del mondo di LVRHome, che rinsalda il suo legame con il design tramite questa collaborazione: ” Quando progetto tendo all’ empatia, non credo in un criterio estetico unico, piuttosto ad un processo creativo coerente. Una sinergia tra creativo, editore e user. Per me LUISAVIAROMA è questo”, spiega la Urquiola.

La designer spagnola, laureata in Architettura, ha collaborato con Achille Castiglioni, Vico Mastretti e Pietro Missoni prima di aprire il suo studio milanese nel 2001. Tra le sue creazioni cult la sedia Tropicalia occupa un posto di primo piano,  strutturata com’è su una ricercatissima lavorazione di fili a intreccio policromo.

Oltre al progetto Oasi, dal 29 Novembre LUISAVIAROMA ha in serbo una novità ulteriore: ha arricchito infatti la sua ampia scelta di arredi e di accessori per la casa dei brand Moroso e Kettal, leader indiscussi del design internazionale.

Photo courtesy of LUISAVIAROMA Press Office

Punk London: i 40 anni del Punk tra celebrazioni…e falò

Alexander Wang

Mancano solo due giorni alla data clou di Punk London, l’ intero anno di festeggiamenti che – tra tributi e una lunga serie di iniziative – Londra dedica al 40mo anniversario del Punk: il 26 Novembre del 1976 usciva infatti Anarchy in the UK, il singolo d’esordio dei Sex Pistols. All’ epoca, la band capitanata da Johnny Rotten e prodotta da Malcolm McLaren esplose come una bomba e marcò l’ inizio di un’ era all’ insegna della ribellione in cui sound, look e attitude veicolavano, con la stessa forza impattante, un messaggio provocatorio e irriverente. Suoni grezzi, borchie, chiodo, creste colorate, spille a balia, cuoio ed elementi fetish a profusione ci riportano, come brevi flashback, ad anni in cui Londra si riappropriò del ruolo di capitale di movimenti innovativi sfociati, in questo caso, in un nichilismo in lotta contro società ed istituzioni, ma anche contro tutta la musica antecedente al Punk. Quarant’ anni dopo, è ancora il 26 Novembre  la data scelta da Joe Corré, figlio di Vivienne Westwood e Malcolm McLaren oltre che fondatore del brand Agent Provocateur, per l’ evento che lo vedrà protagonista di un gesto di rottura: il rogo di memorabilia Punk del valore di 5 milioni di sterline. Una ribellione alla “ribellione istituzionalizzata”, la sua, un j’accuse contro la benedizione del Punk da parte dell’ establishment che rischia di tramutare, secondo Corré, una subculture in “pezzo da museo” privandola di tutta la sua carica sovversiva. Al grido di “Burn Punk London”, il falò distruggerà simbolicamente i cimeli che il figlio dei guru del Punk ha collezionato finora, non ultimi svariati abiti venduti dalla boutique Seditionaries: è impensabile trascurare la valenza rivoluzionaria che il movimento apportò nella moda. Ne sono prova le innumerevoli citazioni, rivisitazioni e letture proposte tuttora dai fashion brand. Perchè, sdoganato dalle istituzioni o meno, un dato di fatto rimane innegabile: il Punk ha fatto storia.

Moschino

Valentino

Undercover

N.21

Philipp Plein

(I look sono tratti dalle collezioni FW 2016/17)