Chanel Métiers d’Art 2018/19, l’ Antico Egitto rivive a New York

 

C’è dell’ oro al Metropolitan Museum of Art di New York: tutto merito di Chanel, che ha mandato in scena la collezione Métiers d’Art 2018/19 in un tripudio di bagliori gold inneggianti all’ Antico Egitto. Una scelta non casuale, data la location. Le modelle hanno sfilato sullo sfondo del maestoso Tempio di Dendur, ospitato nell’ ala Sackler del MET dal 1978, e passo dopo passo hanno ridestato suggestioni  custodite nei meandri del tempo. Ad ispirare Karl Lagerfeld è la civiltà egizia con i suoi miti, la sua simbologia, le sue leggendarie regine. Non poteva essere  che Métiers d’Art, la collezione-tributo all’ artigianalità delle maestranze che collaborano da 20 anni con la Maison, a tradurre in pura magnificenza quegli spunti: l’ oro ne incarna il leitmotiv, proponendosi di volta in volta in versione sgargiante, brunita, “stropicciata” o tendente al bronzo. Regale, divino, emblema di potere, nell’ Antico Egitto l’ oro è associato all’ immagine di Ra, il dio del Sole, che sorge dietro un monte per dar vita all’ universo. Lagerfeld cattura il suo fulgore e lo distribuisce sui tailleur con spalline “spigollose”, sui preziosi abitini-tunica, sui maglioni fluidi. Rivivono il mito di Iside e Osiride,  lo scarabeo ribadisce la propria valenza di rinascita andando ad adornare la fibbia delle cinture. Il tweed e la pelle laminata si alternano ai tessuti fluttuanti di body-jumpsuit candide, svasate in fondo a mò di flares. Ma in tutti gli accessori, nei minuziosi dettagli, nei bijoux vistosi, è ancora una volta l’oro a rivelare la straordinaria incredibile eccellenza dei maîtres artisans: moltiplicato tra intarsi, polsini, colletti, ornamenti e bordature, raggiunge il suo picco iconico declinandosi in toque simili a corone e in stivali dal tacco scolpito con finissimi decori.  Persino le gambe si tingono di full gold, in un’ abbinata suggestiva con il make up da moderne Nefertiti sfoggiato dalle modelle. Per instaurare un link con la dinamica contemporaneità newyorchese, i graffiti-geroglifici dello street artist Cyril Congo risaltano su buona parte dei look. Ed è in questo connubio tra la più squisita solennità egizia e l’ energia “urban” del Nuovo Mondo che risiede il fascino di una collezione ormai tramutatasi in un’ autentica pietra miliare nella storia della Maison Chanel. (Per ammirare tutti i look, clicca qui)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il close-up della settimana

Photo by © User:Colin / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0 )

Vittoria tricolore ai British Fashion Awards 2018. Gli Oscar britannici della Moda, svoltisi il 10 dicembre scorso, hanno sancito il trionfo dell’ Italia: durante la cerimonia all’ iconica Royal Albert Hall di Londra, i top name della moda nostrana si sono aggiudicati ben quattro premi. Ad ottenere il prestigioso riconoscimento di Designer of the Year è stato Pierpaolo Piccioli di Valentino, che ha ricevuto la statuetta dalle mani di Brooke Shields. Gucci ha portato a casa il titolo di Brand of the Year, mentre Marco Bizzarri, presidente e CEO del marchio, è stato nominato – per il terzo anno di seguito – Business Leader. A Miuccia Prada è andato, invece, l’ Oustanding Achievement Award alla carriera, tributo a un’ inventiva poliedrica che coniuga da sempre moda ed arte. Standing ovation, dunque, per i quattro premiati eccellenti, che hanno saputo affermare e soprattutto ribadire il valore dello stile Made in Italy nel mondo. Tra gli altri insigniti degli ambitissimi Awards, omaggi ad una creatività e ad un’ innovazione che incidono significativamente sul fashion business mondiale, troviamo Clare Waight Keller di Givenchy (Designer of the Year per l’ abbigliamento donna), attesa sul palco da una Meghan Markle radiosa, Demna Gvisalia di Balenciaga (Accessories Designer of the Year), Virgil Abloh (premio Urban Luxe per la sua label Off-White), Kaia Gerber (Model of the Year), Kim Jones (che per il menswear Dior di cui è direttore creativo ha ricevuto il Trailblazer Award), e i fotografi di moda Mert & Marcus, che hanno ottenuto l’ Isabella Blow Award for Fashion. L’ impegno eco-friendly è valso a Vivienne Westwood lo Swarovski Award for Positive Change, il riconoscimento che la “Maison del cristallo” assegna a coloro che promuovono un cambiamento rilevante, ed orientato alla sostenibilità, per la società e per l’habitat. Vincitori britannici degli Awards sono stati invece, oltre che la stilista Clare Waight Keller, Craig Green (British Designer of the Year per l’ abbigliamento uomo) e – last but not least – Samuel Ross e Richard Quinn (rispettivamente insigniti del premio British Emerging Talent per il menswear e per il womenswear).

 

 

Sulle tracce del Principe Maurice – Speciale Memorabilia on Tour: il ritorno del Principe

 

Il 23 Novembre sarà una data memorabile per tutti i fan del Principe Maurice e del Cocoricò: tra i due è pace fatta, e l’ icona della Piramide tornerà in grande stile in occasione del Memorabilia in programma al Numa di Bologna. Per chi volesse ripercorrere la genesi del divorzio, rimando alla seconda puntata della rubrica “Sulle tracce del Principe Maurice” che trovate qui. In breve, il Principe Maurice disse addio al Cocoricò quattro mesi fa, all’ indomani del trentennale del club di culto della riviera romagnola: un periodo di “crisi”, come lo definisce il Principe stesso, ormai giunto al termine. “La parola “crisi” non deve avere un’ accezione necessariamente negativa.”, ha spiegato a VALIUM. ” In realtà, etimologicamente è legata al concetto di crescita. Una crescita magari a volte un po’ dolorosa, ma pur sempre una crescita.”  La prima tappa di questo riavvicinamento sarà quindi sancita dal “Memorabilia on tour” che si terrà domani sera al Numa Club, locale trendy e dalle atmosfere fashion situato nella periferia bolognese. Lo show itinerante che celebra il Cocoricò e la sua leggenda vedrà protagonisti sul main stage Cirillo, i Datura, Ricci Jr., oltre che naturalmente il Principe Maurice con le sue “scenic performance”: tutti nomi che hanno fatto la storia del tempio della techno.

 

Ricci Jr Dj, il Principe Maurice e Cirillo

“Ritorno nella grande casa musicale ed emotiva del Memorabilia by Cocoricò. Sarà per me una gioia condividere col mio pubblico le mie visioni e il mio Teatro Notturno con la colonna sonora di Cirillo, Datura, Ricci Jr…Non vedo l’ora”, ha scritto il Principe Maurice su Instagram riguardo il grande evento del 23 Novembre. Per sapere quello che ha detto a VALIUM sul Memorabilia e su molto, molto altro ancora, non vi resta che attendere la prossima puntata di “Sulle tracce del Principe Maurice”: la rubrica dedicata alla star del Teatro Notturno. Stay tuned!

 

Il Principe durante una delle sue performance

 

MEMORABILIA COCORICO’ @ NUMA club
c/o: NUMA club – Via Maserati 9 – Bologna
Opening doors: 23:30

Per info: numaclub.com

 

Photo courtesy of Maurizio Agosti

 

 

“Stardust”, il tributo a Lindsay Kemp del Principe Maurice e Andy Bluvertigo

 

Oggi VALIUM torna sulle tracce del Principe Maurice per segnalare un evento-tributo imperdibile. Prendete subito nota, che per gli amanti degli anglicismi equivale a un “save the date” a caratteri cubitali:

Domenica 2 settembre, a Venezia, dalle ore 22.00 la Terrazza Biennale di Tino Vettorello si trasformerà in un palcoscenico speciale. A pochi giorni dalla scomparsa di Lindsay Kemp, creatore con David Bowie del personaggio Ziggy Stardust e del fenomeno “GlamRock”, il Principe Maurice Agosti, devoto discepolo della sua arte, ed Andy Fumagalli (Bluvertigo), eccellente interprete bowiano in tournée con i suoi White Dukes, porgeranno un tributo musicale e teatrale suggestivo, emozionale, assolutamente glamour al noto danzatore e coreografo inglese.

Lindsay, mio Maestro e Mentore, cui devo tutti gli strumenti espressivi che mi distinguono, è stato un genio unico ed irripetibile con la sua originale vena artistica di elegante rottura, totale libertà creativa, indiscutibile potenza lirica frutto di una sapiente contaminazione tra pantomima classica, teatro Butoh giapponese e un ironico tocco glam”, dice Maurice. “Venezia e la Biennale Danza gli sono grate di aver portato le sue magiche suggestioni in Laguna nel ’97. Questo accorato omaggio mio e di Andy, che pure era stato suo allievo, vuole ricordare lo straordinario connubio umano ed artistico tra Kemp e Bowie, che ha segnato un’epoca e rimarrà nella storia dello spettacolo”.

Lo show del 2 settembre, che avrà per titolo “Stardust – Tribute to Lindsay Kemp and David Bowie”, sarà strutturato come un’improvvisazione di live, proiezioni, dj set e performing art nel dopocena, in totale libertà e ricordando con gioia, ironia e pura poesia un periodo musicale e di costume caratterizzato dalla gioia di vivere e da tutti i colori della trasgressione giocosa.

STARDUST

Tribute to Lindsay Kemp and David Bowie

By Principe Maurice and Andy Bluvertigo

Alle ore 22 del 2 Settembre presso la Terrazza Biennale della 75esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

 

 

 

 

 

 

Photo courtesy of Maurice Agosti

 

Summer Jamboree #19: al via la “Hottest Rockin’ Holiday on Earth”

Foto (c) Guido Calamosca

A Senigallia torna il Summer Jamboree! A partire da oggi fino al 12 Agosto, il Festival Internazionale di Musica e Cultura dell’ America anni ’40 e ’50 tramuterà in un autentico set vintage la “città della spiaggia di velluto”.  La kermesse, alla sua 19ma edizione, si preannuncia a dir poco spettacolare:  42 concerti (di cui 39 a ingresso gratuito) dislocati su ben tre palchi in centro storico (al Foro Annonario, alla Rocca Roveresca, in Piazza Garibaldi) vedranno protagoniste le più leggendarie star del rock and roll – qualche nome? Il mitico Brian Hyland, Graham Fenton (che sostituirà Rudy “Tutti” Grayzell), Celine Lee, Dale Watson – mentre il sogno americano rivivrà in ogni sua possibile declinazione. Da non perdere il Big Hawaiian Party sulla spiaggia, ormai un appuntamento fisso, con la partecipazione eccezionale del duo composto da David Marks (Beach Boys) e Dean Torrence (Jan&Dean), oltre a una miriade di eventi che include Dj set outdoor, Dance Camp tenuti da docenti DOC della scena swing internazionale, travolgenti dopofestival alla Rotonda a Mare e molto, molto altro ancora. I fan più sfegatati del rétro troveranno pane per i loro denti al Rockin’ Village, un vintage market che conta oltre 80 espositori, e al park di auto americane pre ’69. Ma sono in previsione grandi novità, come il Walk In TATTOO: una non-stop di tatuaggi Old School che prenderà il via il 3 Agosto, negli iconici spazi della Rotonda a Mare. L’ attesissimo Burlesque Show, un altro must del Festival, tornerà invece al Mamamia con un party in cui l’ orchestra hot jazz dei Chicago Stompers la farà da padrona. Come ogni anno, a Senigallia confluiranno appassionati da tutto il globo per celebrare il Rock and Roll a 360°: dagli anni Venti all’ exotica, dal bluegrass al rockabilly. A condurre la 19ma edizione del Summer Jamboree saranno la blogger, pin up e pasticcera Alice Balossi e l’ esplosivo frontman britannico Jackson Sloan (leggi qui la sua intervista con VALIUM). Siete pronti a lasciarvi trascinare nel rutilante, effervescente mood della “Hottest Rockin’ Holiday on Earth”?

Per info sul calendario e sul programma completo: www.summerjamboree.com

 

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Gian Luigi Dolce

Il manifesto della 19ma edizione del Festival

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Davide Bona

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Davide Bona

Foto (c) Davide Bona

Foto (c) Marco Matteucci

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Marco Matteucci

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Giuseppe Reggiani

Foto (c) Beatrie Perticaroli

 

Photos courtesy of Summer Jamboree Press Office

 

Pitti Uomo 94: perchè è imperdibile in 10+1 punti

 

Coundown a Pitti Uomo 94: la celebre kermesse fiorentina dedicata alla moda maschile aprirà i battenti il 12 Giugno e, fino al 15 dello stesso mese, si snoderà in un susseguirsi di eventi e di progetti speciali. Ad ospitarla, come sempre, gli spazi della Fortezza da Basso, che si affolleranno di oltre 1240 espositori (di cui il 45% internazionali) e attireranno circa 19.500 buyer, inclusi 8500 provenienti dall’ estero. Ma la 94ma edizione della rassegna emana un appeal che va ben al di là dei dati numerici. Miriadi di righe in movimento la percorrono, ondeggiando per poi intersecarsi in un ipnotico gioco di illusione ottica: P.O.P. Pitti Optical Power, questo il suo tema, celebra infatti l’ optical art e la tramuterà in un’ autentica festa virtual-visuale che, con la moda al centro, si prefigge di esplorare orizzonti della percezione inediti, di ricercare prospettive innovative e trasversali. Il bianco e nero, però, è bandito. I magnetici pattern che esprimono la vision sono un caleidoscopio in full color che ammanta di giocosità gli interni della Fortezza da Basso, grafismi e cromatismi che ridefiniscono gli spazi dando vita a dei continui cortocircuiti visivi. Per illustrare il motivo trainante, regia e motion graphics si fondono in un esplosivo mix  scandito dal ritmo dell’ elettropop: ideato e prodotto da Lateral Creative Hub, il digital art project di Pitti Uomo 94 si avvale della motion graphics di Ditroit, della regia di Diego Diaz e la sua “soundtrack” porta la firma di Alessandro Branca per Human Touch Music. Accanto all’ effervescente leitmotiv P.O.P., sono innumerevoli gli appuntamenti, le chicche e le iniziative che renderanno questa edizione un assoluto must. Quali? Proviamo a sintetizzarli in 10 punti:

1. LA POP ARENA. Concepita dal life-styler Sergio Colantuoni, è un’ area lounge in optical technicolor che ospiterà (tra l’ altro) le talk a tema del magazine Scandinavian Man, il  “fioritissimo” evento per il 40mo di Lardini e il #Leathersolerock party, un tributo al prestigio di  Cuoio di Toscana.

2. GUEST NATION GEORGIA. La Giorgia, affacciata sul Mar Nero, è l’ antichissima terra di mezzo che sancisce il confine tra Europa e AsiaPitti Uomo la celebra ospitando i suoi fashion designer più promettenti – Aznauri, Anuka Keburia, Gola Damian, Situationist, Tatuna Nikolaishvili, Vaska – e presentando le collezioni che hanno appositamente dedicato a questo progetto.

3. I GO OUT. All’ insegna dello slogan “Outdoor Meets Fashion, Fashion Meets Outdoor”, 30 brand internazionali reinterpretano l’ outdoor style in collezioni trasversali:  clothing, accessori e oggetti coniugano la ricerca stilistica al concetto di “aria aperta”  e instaurano un nuovo punto di contatto tra natura e uomo. Saranno presenti marchi come Diemme, Griffin, Goldwin Inc., Mountain Research, Roa, Sease, Woolrich Outdoor e Reda Active, per citarne solo alcuni.

4. SECRET FLORENCE. Riscoprire gli angoli più magici di Firenze in occasione di Pitti Uomo è una chance non da poco: dal 9 al 16 Giugno un’ alternanza di performance, concerti, eventi e proiezioni organizzati nei luoghi meno esplorati della “città del Giglio” la renderà possibile. L’ iniziativa è sostenuta dal Comune di Firenze e Pitti Immagine in connubio con 5 partner (Fondazione Fabbrica Europa, Lo Schermo dell’Arte Film Festival, Musicus Concentus, Tempo Reale/Centro di ricerca, produzione e didattica museale, Virgilio Sieni/Centro nazionale di produzione) culturalmente attivi sul territorio.

 

 

5. SCANDINAVIAN MANIFESTO. Nella Fortezza da Basso si parla scandinavo: Scandinavian Manifesto è uno spazio apposito tramite il quale Revolver Copenaghen Int. Fashion Trade Show ci introduce al panorama fashion della penisola nordeuropea ed ai suoi brand menswear più interessanti. Tra nomi noti ed emergenti, 15 marchi sfileranno all’ Arena Strozzi affiancati da icone del design, del decor, dell’ arte e della scena gourmet “Made in Scandinavia”.

6. IL GUCCI GARDEN INAUGURA DUE NUOVE SALE. Il suggestivo spazio ideato da Alessandro Michele e con sede a Palazzo della Mercanzia si arricchisce di due nuove sale. Per celebrare l’ evento, nella Gucci Garden Boutique verrà lanciata una serie di prodotti illlustrata da un artista alla sua prima collaborazione con il marchio.

7. L’ OMAGGIO A BASQUIAT. A 30 anni dalla scomparsa del celebre pittore e graffitista newyorchese, Lo Schermo dell’ Arte Film Festival lo omaggia con due film inclusi nel progetto Secret Florence: appuntamento il 12 Giugno, presso i locali del Cinema della Compagnia, con “Downtown 81” di Edo Bertoglio e con l’ anteprima del documentario “Boom For Real: the Late Teenage Years of Jean-Michel Basquiat”, una serie di interviste e di testimonianze tramite cui la regista Sara Driver racconta gli esordi di uno dei più geniali artisti dell’ era contemporanea.

8. FUMITU GANRYU_DESIGNER PROJECT. Pitti Uomo sceglie il neo-brand Fumitu Ganryu, dello stilista giapponese omonimo, come Designer Project della 94ma edizione. Classe 1976, un importante background in Comme des Garçons, Ganryu esplora il rapporto tra corpo e abito con un’ impronta modernamente concettuale. Il debutto della sua label indipendente è previsto per il 13 Giugno.

9. ROBERTO CAVALLI_SPECIAL.GUEST. Mercoledì 13 Giugno coinciderà con un ulteriore, del tutto speciale “save the date”. In quella data, infatti, il Gruppo Roberto Cavalli lancerà a Pitti la prima collezione menswear firmata da Paul Surridge. Il legame tra Firenze e una delle sue Maison storiche si rinsalda e sancisce ufficialmente un nuovo corso che affida all’ Uomo Cavalli un ruolo da protagonista assoluto.

10. CRAIG GREEN, GUEST MENSWEAR DESIGNER. Craig Green è il Menswear Guest Designer di Pitti Uomo 94. Una ricerca che mixa i dettami del workwear a forme futuristico-scultoree e défilé di culto grazie alla loro potenza impattante rientrano tra i principali atout del designer londinese, che vanta nel suo CV un Fashion Masters alla Central Saint Martins. Pluripremiato, non solo stilista bensì creativo e artista a 360°, Craig Green presenterà la sua collezione PE 2019 attraverso un’ esclusiva sfilata in programma il 14 Giugno.

11. I GUNS N’ ROSES IN CONCERTO. Pitti Uomo 94 si conclude con un evento collaterale a tutto rock: alle 21 del 15 Giugno, i Guns N’ Roses saliranno sul palco della Visarno Area per un attesissimo live. Ma la megaband americana non sarà l’unica a ravvivare a suon di musica la nightlife fiorentina. Dal 14 al 17 Giugno, infatti, Firenze Rocks (il festival organizzato da Live Nation in sinergia con Virgin Radio ed altri partner) si srotolerà in una serie di concerti che alternerà leggende come gli Iron Maiden, Ozzy Osbourne e i Foo Fighters a nuove leve DOC.

Per ulteriori e info e per il calendario completo di Pitti Immagine Uomo:

http://www.pittimmagine.com/corporate/fairs/uomo.html

 

Photo

Copertina: dal Digital Art Project Pitti Uomo 94 by Lateral Creative Hub

Panorama fiorentino by Jörg Bittner (Unna) [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], from Wikimedia Commons

 

Tra suggestioni gotiche e “memento mori”: la Gucci Cruise 2019 sfila nella necropoli di Arles

 

Cala il buio e l’ atmosfera si fa sepolcrale, ad Alyscamps: lingue di fuoco baluginano tra i resti della necropoli, fumi di nebbia si diffondono mentre le campane scandiscono cupi rintocchi. In sottofondo, i seicenteschi “Vespri della Beata Vergine” di Claudio Monteverdi impregnano l’aria di pathos e file di ceri ardono accanto ai monumenti funebri. E’ in questo scenario che va in scena la Gucci Cruise 2019. Una cornice suggestiva, carica di una significatività profonda: citata da Dante nel IX Canto dell’ Inferno, Alyscamps rappresenta uno delle più antiche “città dei morti” dell’ era romana e si trova in Provenza, nei pressi di Arles. Alessandro Michele l’ha scelta come location di una collezione gotica, ma non solo, in cui la riflessione sulla morte si interseca a un fil rouge ispirativo che più che mai viaggia attraverso lo spazio e il tempo.

 

 

L’ ululato delle civette e dei rapaci notturni risuona, sinistro, durante tutto lo show, i modelli costeggiano una scia di fuoco che li accompagna lungo questo singolare catwalk: a sfilare sono vedove d’antan, madonne rinascimentali, giovani groupie, aspiranti rockstar con il mito di Billy Idol, e i look che sfoggiano (ben 114) mixano sacro e profano ad una straordinariamente ricca varietà di stili. Lunghe cappe in velluto si alternano a skinny pants in vinile, abiti ricamati con costati votivi, moderni pepli dalle mille plissettature, stampe check e tigrate, un tripudio di piume, ruche e frange, luccichii profusi, dress caftano e suit dotati di pantaloni a zampa. I disegni del trio creativo Antoinette Poisson si avvicendano ad un mix and match di pattern che non tralascia l’ heritage, come l’ iconica Flora print proposta in abbondanza sui foulard.

 

 

 

Accanto è un pullulare di citazioni di Dante Alighieri, lettering SEGA, scritte “Memento Mori” e “Chambres des Squelettes” ostentate – rispettivamente – sui pants affusolati e sui sandali,  che coniugano l’ universo Gucci ai motivi ispirativi della collezione. Non mancano, però, ulteriori grafismi iconici: un esempio? Il Pan stilizzato che fa da logo al leggendario Chateau Marmont, l’ Hotel forse più indiscindibile dalla storia del rock. E non è certo un caso. Alla ricerca di nuovi tipi di bellezza, di un’estetica che sfrondando ogni stereotipo sperimenta identità inedite (“Mi piacciono le cose che sembrano qualcosa ma non lo sono”, ha dichiarato Alessandro Michele), i cenni al rock world e ai suoi idoli si affiancano come una costante che ricorre tra i temi della Gucci Cruise 2019.

 

 

 

Perchè in quest’ ode spassionata alla libertà di stile e ad un nuovo senso dell’ “essere” e dell’ “apparire” non poteva venir meno il potente appeal esercitato da chi “gioca” con il suo personaggio per eccellenza, come appunto fanno i divi del rock. In linea con tale mood, anche gli accessori si tramutano in veri e propri statement: megaocchiali declinati nei più fantasiosi modi, turbanti, pillbox hat e copricapi vintage che Frankie Olive adorna di lunghe piume si abbinano a sandali di stampo “francescano” e a sneakers con maxizeppa in puro stile Spike Girls, mentre handbag con la doppia GG in multiple declinazioni vengono frequentemente sostituite da bouquet di fiori  “in memoriam”.

 

 

 

Tra i monili, accanto a sontuosi pendenti d’oro che riproducono conchiglie, la croce si tramuta in un leitmotiv e appare in bella vista in ogni variante jewel. Nel pot-pourri di epoche che la Cruise assembla risalta, inoltre, un doveroso omaggio al periodo romano: acconciature a ondine che sembrano scolpite in un busto di fine Impero evidenziano una sofisticatezza minuziosa e irresistibile.

 

 

 

Tutto intorno, il fuoco continua a sfavillare nella notte. A metà tra Inferno dantesco e simbolo sacrale, non va trascurata la sua valenza di forza che favorisce l’unione degli opposti oltre che la rigenerazione ciclica della natura: due elementi con cui l’ estetica “gender fluid” di Gucci e l’ emblema ricorrente dell’ ouroboros hanno molto in comune. Ma a concludere lo show non è una vestale, bensì una donzella biancovestita che rievoca l’ etereità spettrale di – a scelta – una creatura dell’ oltretomba o de “La sposa cadavere”. Cala il sipario su uno show che sarà ricordato a lungo, oltre che per lo splendore dei suoi abiti, per la scenografia impattante e la strepitosa potenza evocativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Venezia i sapori dell’ India con la top chef Nayana Nanjee

Foto: © copyright Tyson Sadlo

A Venezia, stasera, si respira tutta l’aria speziata dell’ India. Alle 19,30, infatti, il prestigioso Belmond Hotel Cipriani darà il via a una kermesse di cinque giorni dedicata al gusto e ai sapori della cucina indiana: dal 28 Aprile al 2 Maggio, il luxury hotel situato alla Giudecca ospiterà in esclusiva Nayana Nanjee, la top chef che delizia il palato degli avventori del ristorante Zyia di The Oberoi a Mumbai. La straordinaria esperienza gastronomica offerta dalla “settimana indiana” rientra tra gli eventi che il Belmond Hotel Cipriani organizza lungo tutto il 2018 in occasione del suo 60mo anniversario e dei 20 anni del Cip’s Club, sala da pranzo che vanta una terrazza sospesa sull’ acqua da cui si gode una visuale di Piazza San Marco a dir poco spettacolare.

 

La terrazza del Cip’s Club (foto: © copyright Tyson Sadlo)

Nayana Nanjee, braccio destro del 3 stelle Michelin Vineet Bhatia, in India è una vera e propria icona del gusto. Per l’ evento veneziano ha appositamente ideato due menu degustazione – uno dei quali vegetariano – e uno speciale menu à la carte. I primi potranno essere assaporati dagli ospiti del Cip’s Club ogni sera a cena, mentre il pranzo include tre piatti à la carte a scelta. Lavorando gomito a gomito con lo chef Roberto Gatto, Nayana proporrà vivande che aggiungono iconicità alle più squisite tipicità culinarie indiane: nel menu risaltano piatti come il Paneer Makhani Khadai (formaggio indiano in salsa cremosa di pomodoro e cipolle arricchita con spezie), il Murgh Makhani (pollo tikka in crema di pomodoro infusa al kasoori methi) e i Dal Makhni (lenticchie nere sobbollite con pomodoro e spezie).

 

Lo Ziya Restaurant di The Oberoi a Mumbai

Alle bevande spetterà il compito di accentuare questo leitmotiv suggestivamente esotico. Per l’ occasione Ottavio Donadon, barman del Belmond Hotel Cipriani, ha creato il drink Masala Martini a base di vodka e spezie (cardamomo, zafferano, cannella, pepe del Bengala e cumino) e Raja Connection, un lassi – tradizionale bibita indiana a base di yogurt – mixato con acqua di rose, latte di mandorla e bacche. La cinque giorni all’ insegna dei sapori dell’ India si preannuncia, insomma, come un appuntamento assolutamente imperdibile. “Venezia è un luogo così affascinante e l’ Italia una destinazione speciale per chi, come me, ha fatto della cucina la propria vita” – dichiara Nayana Nanjee con entusiasmo – “Anche per noi indiani le tradizioni culinarie sono importantissime e non vedo l’ ora di condividere i miei sapori con gli ospiti e gli amici di Belmond Hotel Cipriani.”

 

Nayana Nanjee

Per saperne di più e per prenotazioni è possibile contattare l’ Hotel al n. 041/ 2408505 oppure via e-mail al seguente indirizzo: concierge.cip@belmond.com

 

 

 

Alcune immagini dell’allestimento

Foto: © copyright Helen Cathcart

Il Belmond Hotel Cipriani di Venezia, tempio dell’ accoglienza nel cuore dell’ arcipelago lagunare, non ha bisogno di presentazioni. Belmond – global collection di strutture alberghiere luxury ed esperienze di viaggio esclusive nelle più affascinanti destinazioni del mondo – comprende oggi nel proprio portfolio 49 hotel (incluso quello di Londra di prossima apertura) tra cui figurano autentiche icone dell’ hôtellerie come il Belmond Grand Hotel Europe di San Pietroburgo, il Belmond Copacabana Palace di Rio de Janeiro, il Belmond Maroma Resort & Spa della Riviera Maya e il Belmond El Encanto di Santa Barbara, in California. La griffe Belmond include, inoltre, safari, otto treni turistici di lusso (tra i quali spicca il leggendario Venice SimplonOrient Express), tre crociere fluviali e il 21 Club, un must tra i ristoranti di New York.

 

Foto: © copyright Helen Cathcart

 

Photo courtesy of Belmond Hotel Cipriani Press Office

 

N.21: doppio anniversario in total gold con la Bow Bag

 

Buon compleanno a Alessandro Dell’ Acqua, che oggi festeggia un anniversario speciale: il 21 Dicembre coincide infatti, oltre che con la sua data di nascita, con il primo anno di vita di numeroventuno.com. E per un brand che porta il nome di N.21, questa è senz’ altro una giornata-emblema. Per celebrarla Dell’ Acqua ha lanciato la Bow Bag, un’ iconica micro bag realizzata in 21 pezzi esclusivi: in pelle increspata e metallizzata, è un piccolo gioiello in total gold. L’ oro è il suo unico colore, esaltato sia dal design che ricorda un fiocco, che dalla tracolla a catena. Lo ritroviamo nel logo sul retro della borsa, ma anche nel sigillo luxury che la contraddistingue: perchè chi acquisterà la Bow Bag, la riceverà con la relativa numerazione (da 1 a 21) stampata in oro sulla fodera interna in pelle nera. A tutte le fan della borsa verrà indirizzato, inoltre, un  messaggio personale firmato da Alessandro Dell’ Acqua. Il nuovo accessorio cult di N. 21 è esclusivamente ordinabile on line su numeroventuno.com, e c’è da scommettere che farà scoccare molti coup de foudre.

 

 

 

Chanel: Métiers d’Art 2017/2018 sfila ad Amburgo

 

Una fiaba d’Inverno: la sfilata Métiers d’Art di Chanel potrebbe essere definita tale. La collezione con cui la Maison celebra l’artigianalità più esclusiva, quest’anno, per Karl Largefeld è coincisa con un ritorno in patria. E’ stata infatti Amburgo, la città natale del designer, a fare da location a un défilé che è ormai un “save the date” attesissimo in tutto il globo, l’ espressione suprema di un connubio tra creatività ed eccellenza sartoriale. La sfilata-evento è andata in scena il 6 Dicembre scorso alla Elbphilharmonie, l’ avveniristica sala concerti inaugurata nel porto di Amburgo neppure un anno fa: una cornice ideale per alimentare l’ ispirazione di Lagerfeld, con la sua maestosa struttura vitrea che si innalza da un vecchio magazzino in mattoni. Simile a una nave affacciata sull’ Elba, l’ edificio – che porta la firma dello studio Herzog & de Meuron – include tre auditorium immensi e spettacolari. Non sorprende sapere che la scelta di Amburgo, per Kaiser Karl, è stata dettata più dall’ Elbphilharmonie e dal suo scenario che da un mood nostalgico. Le divise dei marinai del porto sono un leitmotiv ispirativo che pervade tutta la collezione Paris-Hamburg 2017/18, rivisitato e corretto all’ insegna della femminilità. Pantaloni con risvolto e abbottonatura frontale, maglie a righe, maxipull e berretti in tipico stile navy abbracciano i codici Chanel dando vita a look preziosi, sapientemente valorizzati dallo stuolo di modiste, ricamatrici, orafi, artigiani della piuma e calzolai che contribuiscono a tramutare ogni creazione in un capolavoro unico e irripetibile di savoir faire.