Summer Jamboree #19: al via la “Hottest Rockin’ Holiday on Earth”

Foto (c) Guido Calamosca

A Senigallia torna il Summer Jamboree! A partire da oggi fino al 12 Agosto, il Festival Internazionale di Musica e Cultura dell’ America anni ’40 e ’50 tramuterà in un autentico set vintage la “città della spiaggia di velluto”.  La kermesse, alla sua 19ma edizione, si preannuncia a dir poco spettacolare:  42 concerti (di cui 39 a ingresso gratuito) dislocati su ben tre palchi in centro storico (al Foro Annonario, alla Rocca Roveresca, in Piazza Garibaldi) vedranno protagoniste le più leggendarie star del rock and roll – qualche nome? Il mitico Brian Hyland, Graham Fenton (che sostituirà Rudy “Tutti” Grayzell), Celine Lee, Dale Watson – mentre il sogno americano rivivrà in ogni sua possibile declinazione. Da non perdere il Big Hawaiian Party sulla spiaggia, ormai un appuntamento fisso, con la partecipazione eccezionale del duo composto da David Marks (Beach Boys) e Dean Torrence (Jan&Dean), oltre a una miriade di eventi che include Dj set outdoor, Dance Camp tenuti da docenti DOC della scena swing internazionale, travolgenti dopofestival alla Rotonda a Mare e molto, molto altro ancora. I fan più sfegatati del rétro troveranno pane per i loro denti al Rockin’ Village, un vintage market che conta oltre 80 espositori, e al park di auto americane pre ’69. Ma sono in previsione grandi novità, come il Walk In TATTOO: una non-stop di tatuaggi Old School che prenderà il via il 3 Agosto, negli iconici spazi della Rotonda a Mare. L’ attesissimo Burlesque Show, un altro must del Festival, tornerà invece al Mamamia con un party in cui l’ orchestra hot jazz dei Chicago Stompers la farà da padrona. Come ogni anno, a Senigallia confluiranno appassionati da tutto il globo per celebrare il Rock and Roll a 360°: dagli anni Venti all’ exotica, dal bluegrass al rockabilly. A condurre la 19ma edizione del Summer Jamboree saranno la blogger, pin up e pasticcera Alice Balossi e l’ esplosivo frontman britannico Jackson Sloan (leggi qui la sua intervista con VALIUM). Siete pronti a lasciarvi trascinare nel rutilante, effervescente mood della “Hottest Rockin’ Holiday on Earth”?

Per info sul calendario e sul programma completo: www.summerjamboree.com

 

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Gian Luigi Dolce

Il manifesto della 19ma edizione del Festival

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Davide Bona

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Davide Bona

Foto (c) Davide Bona

Foto (c) Marco Matteucci

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Marco Matteucci

Foto (c) Guido Calamosca

Foto (c) Giuseppe Reggiani

Foto (c) Beatrie Perticaroli

 

Photos courtesy of Summer Jamboree Press Office

 

Pitti Uomo 94: perchè è imperdibile in 10+1 punti

 

Coundown a Pitti Uomo 94: la celebre kermesse fiorentina dedicata alla moda maschile aprirà i battenti il 12 Giugno e, fino al 15 dello stesso mese, si snoderà in un susseguirsi di eventi e di progetti speciali. Ad ospitarla, come sempre, gli spazi della Fortezza da Basso, che si affolleranno di oltre 1240 espositori (di cui il 45% internazionali) e attireranno circa 19.500 buyer, inclusi 8500 provenienti dall’ estero. Ma la 94ma edizione della rassegna emana un appeal che va ben al di là dei dati numerici. Miriadi di righe in movimento la percorrono, ondeggiando per poi intersecarsi in un ipnotico gioco di illusione ottica: P.O.P. Pitti Optical Power, questo il suo tema, celebra infatti l’ optical art e la tramuterà in un’ autentica festa virtual-visuale che, con la moda al centro, si prefigge di esplorare orizzonti della percezione inediti, di ricercare prospettive innovative e trasversali. Il bianco e nero, però, è bandito. I magnetici pattern che esprimono la vision sono un caleidoscopio in full color che ammanta di giocosità gli interni della Fortezza da Basso, grafismi e cromatismi che ridefiniscono gli spazi dando vita a dei continui cortocircuiti visivi. Per illustrare il motivo trainante, regia e motion graphics si fondono in un esplosivo mix  scandito dal ritmo dell’ elettropop: ideato e prodotto da Lateral Creative Hub, il digital art project di Pitti Uomo 94 si avvale della motion graphics di Ditroit, della regia di Diego Diaz e la sua “soundtrack” porta la firma di Alessandro Branca per Human Touch Music. Accanto all’ effervescente leitmotiv P.O.P., sono innumerevoli gli appuntamenti, le chicche e le iniziative che renderanno questa edizione un assoluto must. Quali? Proviamo a sintetizzarli in 10 punti:

1. LA POP ARENA. Concepita dal life-styler Sergio Colantuoni, è un’ area lounge in optical technicolor che ospiterà (tra l’ altro) le talk a tema del magazine Scandinavian Man, il  “fioritissimo” evento per il 40mo di Lardini e il #Leathersolerock party, un tributo al prestigio di  Cuoio di Toscana.

2. GUEST NATION GEORGIA. La Giorgia, affacciata sul Mar Nero, è l’ antichissima terra di mezzo che sancisce il confine tra Europa e AsiaPitti Uomo la celebra ospitando i suoi fashion designer più promettenti – Aznauri, Anuka Keburia, Gola Damian, Situationist, Tatuna Nikolaishvili, Vaska – e presentando le collezioni che hanno appositamente dedicato a questo progetto.

3. I GO OUT. All’ insegna dello slogan “Outdoor Meets Fashion, Fashion Meets Outdoor”, 30 brand internazionali reinterpretano l’ outdoor style in collezioni trasversali:  clothing, accessori e oggetti coniugano la ricerca stilistica al concetto di “aria aperta”  e instaurano un nuovo punto di contatto tra natura e uomo. Saranno presenti marchi come Diemme, Griffin, Goldwin Inc., Mountain Research, Roa, Sease, Woolrich Outdoor e Reda Active, per citarne solo alcuni.

4. SECRET FLORENCE. Riscoprire gli angoli più magici di Firenze in occasione di Pitti Uomo è una chance non da poco: dal 9 al 16 Giugno un’ alternanza di performance, concerti, eventi e proiezioni organizzati nei luoghi meno esplorati della “città del Giglio” la renderà possibile. L’ iniziativa è sostenuta dal Comune di Firenze e Pitti Immagine in connubio con 5 partner (Fondazione Fabbrica Europa, Lo Schermo dell’Arte Film Festival, Musicus Concentus, Tempo Reale/Centro di ricerca, produzione e didattica museale, Virgilio Sieni/Centro nazionale di produzione) culturalmente attivi sul territorio.

 

 

5. SCANDINAVIAN MANIFESTO. Nella Fortezza da Basso si parla scandinavo: Scandinavian Manifesto è uno spazio apposito tramite il quale Revolver Copenaghen Int. Fashion Trade Show ci introduce al panorama fashion della penisola nordeuropea ed ai suoi brand menswear più interessanti. Tra nomi noti ed emergenti, 15 marchi sfileranno all’ Arena Strozzi affiancati da icone del design, del decor, dell’ arte e della scena gourmet “Made in Scandinavia”.

6. IL GUCCI GARDEN INAUGURA DUE NUOVE SALE. Il suggestivo spazio ideato da Alessandro Michele e con sede a Palazzo della Mercanzia si arricchisce di due nuove sale. Per celebrare l’ evento, nella Gucci Garden Boutique verrà lanciata una serie di prodotti illlustrata da un artista alla sua prima collaborazione con il marchio.

7. L’ OMAGGIO A BASQUIAT. A 30 anni dalla scomparsa del celebre pittore e graffitista newyorchese, Lo Schermo dell’ Arte Film Festival lo omaggia con due film inclusi nel progetto Secret Florence: appuntamento il 12 Giugno, presso i locali del Cinema della Compagnia, con “Downtown 81” di Edo Bertoglio e con l’ anteprima del documentario “Boom For Real: the Late Teenage Years of Jean-Michel Basquiat”, una serie di interviste e di testimonianze tramite cui la regista Sara Driver racconta gli esordi di uno dei più geniali artisti dell’ era contemporanea.

8. FUMITU GANRYU_DESIGNER PROJECT. Pitti Uomo sceglie il neo-brand Fumitu Ganryu, dello stilista giapponese omonimo, come Designer Project della 94ma edizione. Classe 1976, un importante background in Comme des Garçons, Ganryu esplora il rapporto tra corpo e abito con un’ impronta modernamente concettuale. Il debutto della sua label indipendente è previsto per il 13 Giugno.

9. ROBERTO CAVALLI_SPECIAL.GUEST. Mercoledì 13 Giugno coinciderà con un ulteriore, del tutto speciale “save the date”. In quella data, infatti, il Gruppo Roberto Cavalli lancerà a Pitti la prima collezione menswear firmata da Paul Surridge. Il legame tra Firenze e una delle sue Maison storiche si rinsalda e sancisce ufficialmente un nuovo corso che affida all’ Uomo Cavalli un ruolo da protagonista assoluto.

10. CRAIG GREEN, GUEST MENSWEAR DESIGNER. Craig Green è il Menswear Guest Designer di Pitti Uomo 94. Una ricerca che mixa i dettami del workwear a forme futuristico-scultoree e défilé di culto grazie alla loro potenza impattante rientrano tra i principali atout del designer londinese, che vanta nel suo CV un Fashion Masters alla Central Saint Martins. Pluripremiato, non solo stilista bensì creativo e artista a 360°, Craig Green presenterà la sua collezione PE 2019 attraverso un’ esclusiva sfilata in programma il 14 Giugno.

11. I GUNS N’ ROSES IN CONCERTO. Pitti Uomo 94 si conclude con un evento collaterale a tutto rock: alle 21 del 15 Giugno, i Guns N’ Roses saliranno sul palco della Visarno Area per un attesissimo live. Ma la megaband americana non sarà l’unica a ravvivare a suon di musica la nightlife fiorentina. Dal 14 al 17 Giugno, infatti, Firenze Rocks (il festival organizzato da Live Nation in sinergia con Virgin Radio ed altri partner) si srotolerà in una serie di concerti che alternerà leggende come gli Iron Maiden, Ozzy Osbourne e i Foo Fighters a nuove leve DOC.

Per ulteriori e info e per il calendario completo di Pitti Immagine Uomo:

http://www.pittimmagine.com/corporate/fairs/uomo.html

 

Photo

Copertina: dal Digital Art Project Pitti Uomo 94 by Lateral Creative Hub

Panorama fiorentino by Jörg Bittner (Unna) [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], from Wikimedia Commons

 

Tra suggestioni gotiche e “memento mori”: la Gucci Cruise 2019 sfila nella necropoli di Arles

 

Cala il buio e l’ atmosfera si fa sepolcrale, ad Alyscamps: lingue di fuoco baluginano tra i resti della necropoli, fumi di nebbia si diffondono mentre le campane scandiscono cupi rintocchi. In sottofondo, i seicenteschi “Vespri della Beata Vergine” di Claudio Monteverdi impregnano l’aria di pathos e file di ceri ardono accanto ai monumenti funebri. E’ in questo scenario che va in scena la Gucci Cruise 2019. Una cornice suggestiva, carica di una significatività profonda: citata da Dante nel IX Canto dell’ Inferno, Alyscamps rappresenta uno delle più antiche “città dei morti” dell’ era romana e si trova in Provenza, nei pressi di Arles. Alessandro Michele l’ha scelta come location di una collezione gotica, ma non solo, in cui la riflessione sulla morte si interseca a un fil rouge ispirativo che più che mai viaggia attraverso lo spazio e il tempo.

 

 

L’ ululato delle civette e dei rapaci notturni risuona, sinistro, durante tutto lo show, i modelli costeggiano una scia di fuoco che li accompagna lungo questo singolare catwalk: a sfilare sono vedove d’antan, madonne rinascimentali, giovani groupie, aspiranti rockstar con il mito di Billy Idol, e i look che sfoggiano (ben 114) mixano sacro e profano ad una straordinariamente ricca varietà di stili. Lunghe cappe in velluto si alternano a skinny pants in vinile, abiti ricamati con costati votivi, moderni pepli dalle mille plissettature, stampe check e tigrate, un tripudio di piume, ruche e frange, luccichii profusi, dress caftano e suit dotati di pantaloni a zampa. I disegni del trio creativo Antoinette Poisson si avvicendano ad un mix and match di pattern che non tralascia l’ heritage, come l’ iconica Flora print proposta in abbondanza sui foulard.

 

 

 

Accanto è un pullulare di citazioni di Dante Alighieri, lettering SEGA, scritte “Memento Mori” e “Chambres des Squelettes” ostentate – rispettivamente – sui pants affusolati e sui sandali,  che coniugano l’ universo Gucci ai motivi ispirativi della collezione. Non mancano, però, ulteriori grafismi iconici: un esempio? Il Pan stilizzato che fa da logo al leggendario Chateau Marmont, l’ Hotel forse più indiscindibile dalla storia del rock. E non è certo un caso. Alla ricerca di nuovi tipi di bellezza, di un’estetica che sfrondando ogni stereotipo sperimenta identità inedite (“Mi piacciono le cose che sembrano qualcosa ma non lo sono”, ha dichiarato Alessandro Michele), i cenni al rock world e ai suoi idoli si affiancano come una costante che ricorre tra i temi della Gucci Cruise 2019.

 

 

 

Perchè in quest’ ode spassionata alla libertà di stile e ad un nuovo senso dell’ “essere” e dell’ “apparire” non poteva venir meno il potente appeal esercitato da chi “gioca” con il suo personaggio per eccellenza, come appunto fanno i divi del rock. In linea con tale mood, anche gli accessori si tramutano in veri e propri statement: megaocchiali declinati nei più fantasiosi modi, turbanti, pillbox hat e copricapi vintage che Frankie Olive adorna di lunghe piume si abbinano a sandali di stampo “francescano” e a sneakers con maxizeppa in puro stile Spike Girls, mentre handbag con la doppia GG in multiple declinazioni vengono frequentemente sostituite da bouquet di fiori  “in memoriam”.

 

 

 

Tra i monili, accanto a sontuosi pendenti d’oro che riproducono conchiglie, la croce si tramuta in un leitmotiv e appare in bella vista in ogni variante jewel. Nel pot-pourri di epoche che la Cruise assembla risalta, inoltre, un doveroso omaggio al periodo romano: acconciature a ondine che sembrano scolpite in un busto di fine Impero evidenziano una sofisticatezza minuziosa e irresistibile.

 

 

 

Tutto intorno, il fuoco continua a sfavillare nella notte. A metà tra Inferno dantesco e simbolo sacrale, non va trascurata la sua valenza di forza che favorisce l’unione degli opposti oltre che la rigenerazione ciclica della natura: due elementi con cui l’ estetica “gender fluid” di Gucci e l’ emblema ricorrente dell’ ouroboros hanno molto in comune. Ma a concludere lo show non è una vestale, bensì una donzella biancovestita che rievoca l’ etereità spettrale di – a scelta – una creatura dell’ oltretomba o de “La sposa cadavere”. Cala il sipario su uno show che sarà ricordato a lungo, oltre che per lo splendore dei suoi abiti, per la scenografia impattante e la strepitosa potenza evocativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Venezia i sapori dell’ India con la top chef Nayana Nanjee

Foto: © copyright Tyson Sadlo

A Venezia, stasera, si respira tutta l’aria speziata dell’ India. Alle 19,30, infatti, il prestigioso Belmond Hotel Cipriani darà il via a una kermesse di cinque giorni dedicata al gusto e ai sapori della cucina indiana: dal 28 Aprile al 2 Maggio, il luxury hotel situato alla Giudecca ospiterà in esclusiva Nayana Nanjee, la top chef che delizia il palato degli avventori del ristorante Zyia di The Oberoi a Mumbai. La straordinaria esperienza gastronomica offerta dalla “settimana indiana” rientra tra gli eventi che il Belmond Hotel Cipriani organizza lungo tutto il 2018 in occasione del suo 60mo anniversario e dei 20 anni del Cip’s Club, sala da pranzo che vanta una terrazza sospesa sull’ acqua da cui si gode una visuale di Piazza San Marco a dir poco spettacolare.

 

La terrazza del Cip’s Club (foto: © copyright Tyson Sadlo)

Nayana Nanjee, braccio destro del 3 stelle Michelin Vineet Bhatia, in India è una vera e propria icona del gusto. Per l’ evento veneziano ha appositamente ideato due menu degustazione – uno dei quali vegetariano – e uno speciale menu à la carte. I primi potranno essere assaporati dagli ospiti del Cip’s Club ogni sera a cena, mentre il pranzo include tre piatti à la carte a scelta. Lavorando gomito a gomito con lo chef Roberto Gatto, Nayana proporrà vivande che aggiungono iconicità alle più squisite tipicità culinarie indiane: nel menu risaltano piatti come il Paneer Makhani Khadai (formaggio indiano in salsa cremosa di pomodoro e cipolle arricchita con spezie), il Murgh Makhani (pollo tikka in crema di pomodoro infusa al kasoori methi) e i Dal Makhni (lenticchie nere sobbollite con pomodoro e spezie).

 

Lo Ziya Restaurant di The Oberoi a Mumbai

Alle bevande spetterà il compito di accentuare questo leitmotiv suggestivamente esotico. Per l’ occasione Ottavio Donadon, barman del Belmond Hotel Cipriani, ha creato il drink Masala Martini a base di vodka e spezie (cardamomo, zafferano, cannella, pepe del Bengala e cumino) e Raja Connection, un lassi – tradizionale bibita indiana a base di yogurt – mixato con acqua di rose, latte di mandorla e bacche. La cinque giorni all’ insegna dei sapori dell’ India si preannuncia, insomma, come un appuntamento assolutamente imperdibile. “Venezia è un luogo così affascinante e l’ Italia una destinazione speciale per chi, come me, ha fatto della cucina la propria vita” – dichiara Nayana Nanjee con entusiasmo – “Anche per noi indiani le tradizioni culinarie sono importantissime e non vedo l’ ora di condividere i miei sapori con gli ospiti e gli amici di Belmond Hotel Cipriani.”

 

Nayana Nanjee

Per saperne di più e per prenotazioni è possibile contattare l’ Hotel al n. 041/ 2408505 oppure via e-mail al seguente indirizzo: concierge.cip@belmond.com

 

 

 

Alcune immagini dell’allestimento

Foto: © copyright Helen Cathcart

Il Belmond Hotel Cipriani di Venezia, tempio dell’ accoglienza nel cuore dell’ arcipelago lagunare, non ha bisogno di presentazioni. Belmond – global collection di strutture alberghiere luxury ed esperienze di viaggio esclusive nelle più affascinanti destinazioni del mondo – comprende oggi nel proprio portfolio 49 hotel (incluso quello di Londra di prossima apertura) tra cui figurano autentiche icone dell’ hôtellerie come il Belmond Grand Hotel Europe di San Pietroburgo, il Belmond Copacabana Palace di Rio de Janeiro, il Belmond Maroma Resort & Spa della Riviera Maya e il Belmond El Encanto di Santa Barbara, in California. La griffe Belmond include, inoltre, safari, otto treni turistici di lusso (tra i quali spicca il leggendario Venice SimplonOrient Express), tre crociere fluviali e il 21 Club, un must tra i ristoranti di New York.

 

Foto: © copyright Helen Cathcart

 

Photo courtesy of Belmond Hotel Cipriani Press Office

 

N.21: doppio anniversario in total gold con la Bow Bag

 

Buon compleanno a Alessandro Dell’ Acqua, che oggi festeggia un anniversario speciale: il 21 Dicembre coincide infatti, oltre che con la sua data di nascita, con il primo anno di vita di numeroventuno.com. E per un brand che porta il nome di N.21, questa è senz’ altro una giornata-emblema. Per celebrarla Dell’ Acqua ha lanciato la Bow Bag, un’ iconica micro bag realizzata in 21 pezzi esclusivi: in pelle increspata e metallizzata, è un piccolo gioiello in total gold. L’ oro è il suo unico colore, esaltato sia dal design che ricorda un fiocco, che dalla tracolla a catena. Lo ritroviamo nel logo sul retro della borsa, ma anche nel sigillo luxury che la contraddistingue: perchè chi acquisterà la Bow Bag, la riceverà con la relativa numerazione (da 1 a 21) stampata in oro sulla fodera interna in pelle nera. A tutte le fan della borsa verrà indirizzato, inoltre, un  messaggio personale firmato da Alessandro Dell’ Acqua. Il nuovo accessorio cult di N. 21 è esclusivamente ordinabile on line su numeroventuno.com, e c’è da scommettere che farà scoccare molti coup de foudre.

 

 

 

Chanel: Métiers d’Art 2017/2018 sfila ad Amburgo

 

Una fiaba d’Inverno: la sfilata Métiers d’Art di Chanel potrebbe essere definita tale. La collezione con cui la Maison celebra l’artigianalità più esclusiva, quest’anno, per Karl Largefeld è coincisa con un ritorno in patria. E’ stata infatti Amburgo, la città natale del designer, a fare da location a un défilé che è ormai un “save the date” attesissimo in tutto il globo, l’ espressione suprema di un connubio tra creatività ed eccellenza sartoriale. La sfilata-evento è andata in scena il 6 Dicembre scorso alla Elbphilharmonie, l’ avveniristica sala concerti inaugurata nel porto di Amburgo neppure un anno fa: una cornice ideale per alimentare l’ ispirazione di Lagerfeld, con la sua maestosa struttura vitrea che si innalza da un vecchio magazzino in mattoni. Simile a una nave affacciata sull’ Elba, l’ edificio – che porta la firma dello studio Herzog & de Meuron – include tre auditorium immensi e spettacolari. Non sorprende sapere che la scelta di Amburgo, per Kaiser Karl, è stata dettata più dall’ Elbphilharmonie e dal suo scenario che da un mood nostalgico. Le divise dei marinai del porto sono un leitmotiv ispirativo che pervade tutta la collezione Paris-Hamburg 2017/18, rivisitato e corretto all’ insegna della femminilità. Pantaloni con risvolto e abbottonatura frontale, maglie a righe, maxipull e berretti in tipico stile navy abbracciano i codici Chanel dando vita a look preziosi, sapientemente valorizzati dallo stuolo di modiste, ricamatrici, orafi, artigiani della piuma e calzolai che contribuiscono a tramutare ogni creazione in un capolavoro unico e irripetibile di savoir faire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Magnum x Moschino fa boom a Cannes

Una sequenza del film

Magnum torna al Festival di Cannes e lo fa da star vera e propria. Per il lancio dei due nuovissimi gusti Double, Cocco e Lampone, si affida infatti a un’ esplosiva sponsorship con Moschino e Cara Delevingne in una campagna dal nome indicativo, “Libera il tuo istinto“, tutta all’ insegna della più audace espressione dell’ identità personale. Focus dell’ advertising è il film “Magnum x Moschino”, un corto per la regia di Jeremy Scott che vede protagonisti Cara Delevingne ed una serie di personaggi cartoon ideati da Scott in collaborazione con Uli Meyer, nome di spicco di cult dell’ animazione come “Chi ha incastrato Roger Rabbit?” e “Space Jam”: nel film, Cara passeggia sicura addentando un Magnum Double che ingolosisce, ipnotizzandoli con il suo irresistibile aroma al cioccolato,  i personaggi animati via via incontrati per strada. Ma – ahimé – nessuno di loro riuscirà a impossessarsene, rimanendo con un palmo di naso e l’acquolina in bocca!

Jeremy + Cara

L’ inizio del film diretto da Jeremy Scott

Il perchè della scelta di Cara Delevingne come testimonial non lascia spazio a dubbi. Travolgente, stravagante, spigliata, la top è l’ incarnazione perfetta dello spirito di “Libera il tuo istinto” e “Osa con Double”. Jeremy Scott, dal canto suo, ne è la controparte maschile eccellente: con il suo stile pop e coloratissimo, rivela un lato wild che ostenta senza alcun timore. “Per me, la collaborazione con Magnum, dalla creazione di questi personaggi animati alla regia del film, è stata più che divertente.” – ha spiegato il direttore creativo di Moschino – “Lavorare con Cara è stato straordinario, ed essere coraggioso nel campo della moda è una cosa a cui miro ogni giorno nel mio lavoro. La moda è un mezzo di espressione che allo stesso tempo ti dà piacere e ti permette di mettere in mostra la tua personalità e il tuo carattere. E’ stupendo poter dare alle persone questo mezzo espressivo. “

 

 

Al Festival di Cannes, il 18 Maggio scorso, il goloso Magnum Double e la partnership Magnum x Moschino hanno calamitato l’ attenzione unanime. Acclamatissimi, Cara e Jeremy hanno furoreggiato in un party dalle molteplici sorprese: una su tutte, la presentazione della capsule di borse Magnum x Moschino griffata Jeremy Scott, una serie di shoppper dal mood giocoso e dai colori brillanti su cui campeggiano i personaggi animati del film. Le borse sono acquistabili nel website Moschino o possono essere vinte partecipando al concorso appena lanciato da Magnum (per info, visitate il sito del brand). Ma il duo Scott-Delevingne si è anche cimentato nella creazione di special versions del gelato bestseller apprezzatissime nel Magnum Dipping Bar. Magnum by Cara si è fatto deliziosamente notare per dettagli quali i petali d’ibisco, le scaglie d’argento e i lamponi schiacciati, mentre Magnum by Moschino, impreziosito da guarnizioni di caramelle frizzanti blu/oro e sale marino delle Hawaii, ha riscosso un plauso generale.

La capsule di shopper in colori pop

 

 

Con queste strepitose premesse, non c’è bisogno di aggiungere che il party Magnum x Moschino sulla Croisette si sia rivelato memorabile. Ad infuocare la serata, The Misshapes, Sita Abellàn e Kiddy Smile con i loro dj set: tra Cara, Jeremy e una soundtrack del genere, per “liberare il nostro istinto” non potrebbe esistere cocktail migliore.

“Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between”: al via la mostra annuale del MET

Blue Witch, spring/summer 2016. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Il caschetto nero, geometrico, con frangetta, e l’ immancabile chiodo: la sua immagine stessa è iconica. E a un’ iconografia innovativa, potentemente di rottura, Rei Kawakubo ha consacrato tutta la propria ricerca stilistica. Non è un caso che proprio a lei il Costume Institute del Metropolitan Museum of Arts di New York dedichi la sua mostra-evento annuale, appena inaugurata e visitabile fino al prossimo 4 Settembre. Classe 1942, nata a Tokyo, Rei Kawakubo è la seconda designer vivente (e la prima designer donna) che il  Museo della 5th Avenue decide di omaggiare dopo la grande retrospettiva dell’ ’83 su Yves Saint-Laurent. Il titolo dell’ esposizione – curata da Andrew Bolton – è indicativo: “Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between”, un inno agli interstizialismi sui quali l’ estetica della stilista si fonda e si sviluppa, i punti di incontro che connettono gli ossimori donando loro una forma del tutto inedita. E’ questo il tema base di un iter snodato tra circa 150 abiti appartenenti alle collezioni che Kawakubo ha creato dal 1980 ad oggi,  un approfondimento che esula dai criteri cronologici suddividendosi in 8 aree corrispondenti a dualismi quali Fashion/Anti-Fashion, Design/Not Design, Model/Multiple, Then/Now, High/Low, Self/Other, Other/Subject, Clothes/No Clothes. Non esistono definizioni per Rei Kawakubo, la creazione coinvolge un concetto ed il suo esatto opposto in una convivenza che abbatte qualsiasi confine: quando nel 1969, a Tokyo, dà vita al brand Comme des Garçons dopo una laurea in Letteratura all’ Università di Keio e alcune esperienze come freelancer, la sua filosofia è ben chiara sin dal nome con cui lo battezza.

Body Meets Dress–Dress Meets Body, spring/summer 1997. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Il debutto sulle passerelle parigine, nel 1981, afferma con forza la sua rivoluzionaria visione. Le modelle sfilano pallide, avvolte in forme che anzichè evidenziare il corpo lo rimodellano, stravolgono i volumi in una miriade di asimmetrie, sovrapposizioni, elementi tridimensionali. La palette cromatica è un inno al nero, tutt’ al più accostato al bianco o al grigio. Lo stile rimette in discussione la moda nella sua accezione stessa: minimalismo, modernismo e concettualismo si mixano, a imporsi è un’ ispirazione che attinge unicamente all’ essenza interiore. Gli abiti di Kawakubo nulla concedono agli stilemi standard, ai riferimenti geografici o alla tradizione. I punti cardine del fashion vengono costantemente rovesciati, sezionati e riassemblati secondo criteri agli esatti antipodi del “conventional”, donando alla nozione di “bellezza” un significato nuovo e sfaccettato in toto.  Per Comme des Garçons è un boom, il trionfo di un’ estetica giapponese che ha in Rei Kawakubo, Yohji Yamamoto e Issey Miyake le proprie punte di diamante. Quel che accomuna i tre innovativi designers è la sperimentazione sulle forme e sui materiali, la concezione dell’ abito come una struttura scultorea che definisce la silhouette ex novo.

Rei Kawakubo for Comme des Garçons. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Nel tempo, Kawakubo accentua questo aspetto fino a creare delle vere e proprie opere d’arte: con l’arte, d’altronde, la stilista celebrata dal MET ha sempre mantenuto un feeling speciale. Basta pensare alla campagna pubblicitaria Comme des Garçons dell’ ’89 con Francesco Clemente come protagonista o a quella che, nel ’93, Cindy Sherman imbastisce sui propri self-portraits concettuali. Le contaminazioni tra arte, moda e cultura sono una costante dell’ incessante ricerca di Rei Kawakubo: dal suo immaginario fertile scaturisce un tripudio di iniziative e di intuizioni. Comme des Garçons è ormai un brand che coinvolge il suo universo creativo a 360°: nel 1988 nasce Six, la rivista biennale del marchio, a cui fa seguito una linea di profumi che dal 1994 anticipa il trend “no-gender” proponendosi in versione esclusivamente unisex, le magnifiche advertising campaign vengono firmate da top names della fotografia quali Paolo Roversi e Juergen Teller.

Blood and Roses, spring/summer 2015. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

L’ eclettismo di Rei Kawakubo, così come la sua ispirazione, non ha confini e si traduce inoltre – citando un ulteriore esempio – nell’ ideazione del Dover Street Market, noto tempio del luxury retail che si disloca oggi tra Londra, New York, Pechino e Tokyo.  L’ inventiva della designer si dirama in molteplici direzioni, tutte rigorosamente associate da un denominatore comune: la ricerca del nuovo in senso assoluto. Un obiettivo che ha pienamente centrato, a cominciare dalla moda. “Non esistono limiti” – come ha dichiarato Kawakubo stessa – “Cerco di fare abiti che non sono mai esistiti prima”.

Blue Witch, spring/summer 2016. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

La mostra è corredata da un catalogo, a cura di Andrew Bolton, che raccoglie scatti originali di Paolo Roversi, Nicholas Alan Cope, Inez & Vinoodh, Craig McDean, Kazumi Kurigami, Katerina Jebb, Collier Schorr, Ari Marcopoulos e Brigitte Niedermair.

“Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between”

Dal 4 Maggio al 4 Settembre 2017

Metropolitan Museum of Arts, 1000 5th Avenue, New York

Per info: www.metmuseum.org

Blue Witch, spring/summer 2016. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Body Meets Dress–Dress Meets Body, spring/summer 1997. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Body Meets Dress – Dress Meets Body, spring/summer 1997. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

18th-Century Punk, autumn/winter 2016–17. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

18th Century Punk, autumn/winter 2016–17. Photo by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Cubisme, spring/summer 2007. Photo by © Craig McDean; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Inside Decoration, autumn/winter 2010–11. Photo by © Craig McDean; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Photo courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Vivetta trionfa a Pechino

 

Vivetta Ponti torna da Pechino trionfante. La designer nata ad Assisi ha appena vissuto una delle esperienze più straordinarie della sua carriera: selezionata nell’ ambito del Mercedes-Benz International Designer Exchange Project (IDEP),  è stata infatti invitata a presentare la sua collezione Autunno/Inverno 2017/18 alla Mercedes-Benz China Fashion Week. Un traguardo importante che l’ ha vista primeggiare su una rosa di cinque stilisti italiani, selezionata tra i talenti creativi a cui Mercedes-Benz offre sostegno e visibilità internazionale. Insieme a Vivetta, protagonista dello scambio bilaterale previsto dal progetto è stata la designer cinese Angel Chen, che ha mandato in passerella la sua collezione il 23 Febbraio durante Milano Moda Donna. Con la genialità inventiva di Vivetta Ponti, invece, l’ appuntamento era fissato alle ore 17 del 30 Marzo nella central hall del distretto 751 D-Park di Pechino. Giocosa, a tratti eccentrica e vagamente surreale, l’ estetica della stilista si è  arricchita di due nuovi spunti ispirativi: l’ iconografia circense anni ’40 e una palette che rimanda alle cromie vibranti di Jean Metzinger, artista francese convertito al cubismo.

 

 

Arlecchini, Pierrot, stelle ed unicorni finemente ricamati si alternano in look dalle soavi suggestioni rétro e declinati in materiali-emblema di Vivetta, come il popeline ed un fiabesco tulle. Ad affiancarli, il velluto e il vinile che risalta, grintoso, in una miriade di colori e di preziosi intarsi. “Sono lusingata di aver avuto la possibilità di presentare la mia collezione a Pechino questa stagione e di rafforzare la mia estetica italiana presso il pubblico cinese.”, ha dichiarato Vivetta. ” Sono grata a Mercedes-Benz perchè ha aiutato ad accrescere la presenza del mio brand in un mercato importante. Non vedo l’ ora di scoprire cosa succederà nei prossimi anni per Vivetta.” La designer ha debuttato con un’ esperienza triennale nell’ ufficio stile di Roberto Cavalli prima di fondare il suo omonimo brand a Firenze, nel 2009. Da allora, annovera tra le sue fan nomi del calibro di Anna Dello Russo, Alexa Chung, Elle Fanning, Portia Freeman e Felicity Jones. Il marchio è in continua crescita, valorizzato da una produzione rigorosamente Made in Italy, e conta su una distribuzione internazionale di tutto rispetto: Selfridges, Harrods, Barney’s NY, Bosco di Ciliegi, Moda Operandi, Avenue 32 e Le Bon Marché rientrano già nel suo prestigioso network. Il recente viaggio “sulla Via della Seta” di Vivetta non ha fatto che accrescerne la fama e l’ appeal.

 

 

Il Mercedes-Benz International Designer Exchange Program si è rivelato prezioso, in tal senso. Michael Bock, direttore della divisione Sport & Lifestyle Marketing di Mercedes-Benz, ha così commentato l’ iniziativa: ” Vivetta Ponti e Angel Chen sono i nomi sui quali abbiamo puntato per questa edizione dell’IDEP. Entrambe le stiliste coniugano una trascinante creatività con una maestria sofisticata, in linea con i principi chiave del nostro marchio. Siamo lieti di poterle presentare in uno scambio diretto che abbraccia due continenti e di fornire loro un trampolino di lancio per il successo futuro in nuovi mercati”.

 

 

 

 

 

Photo courtesy of GM/PR Press Office Milano