Haute Couture PE 2018: flash dalle sfilate di Parigi (parte 3)

Maison Margiela

John Galliano si ispira all’artista americana Jessi Reaves e crea dei look “plastici”, tutti all’ insegna della sperimentazione delle forme e di un utilizzo sorprendente del colore. Il mood sporty predomina, ma si fa couture ai massimi livelli: pvc, plastica e tessuti high tech doppiano gli abiti, li compongono, accentuano una allure futuribile che reintepreta cardini del womenswear come il bustier e la gonna plissé. E’ così che, tra parka e sneakers, trovano spazio preziosi abiti-origami, ruches “architettoniche” e cangianti giochi di colore. Galliano rivela un lato inedito del suo immaginario creativo e si riconferma guru indiscusso della genialità visionaria.

 

Maison Margiela

Maison Margiela

Maison Margiela

 

Armani Privé

Linee sinuose e femminili stemperano la sobrietà adottando una palette che esplora le mille sfumature di un cielo tropicale. Non è un caso che sia l’isola di Antigua (dove saltuariamente vive) ad ispirare Giorgio Armani: i look si susseguono impalpabili, declinati in lunghezze mini e bagliori argentati che si alternano al nero, al cipria, al blu polvere e a un blu deciso. Il corto trionfa nella miriade di short e di minidress a palloncino su cui le paillettes si posano, scintillano, esaltano i volumi, mentre asimmetrici top-tunica si fanno fluttuanti grazie allo chiffon. L’ ultima uscita è una nuvola di organza tingeggiata a pennellate vive, appena un po’ sbiadite dall’ eterea foschia tropicale.

 

Armani Privé

Armani Privé

Armani Privé

 

Jean-Paul Gaultier

Jean-Paul Gaultier celebra Pierre Cardin e i suoi gloriosi 60s: linee ad A, pattern optical e  black and white prevalgono ma vengono impreziositi da frange, strascichi, asimmetrie profuse. Il resto dei look è un inno al full color  declinato in una serie di suit maschili e long dress a campana che in un tripudio di frange, chiffon e drappeggi combinano preziosismi e una vaga allure hippie chic. Le giacche strutturate si fanno sexy, si stringono in vita e reinterpretano lo stile smoking,  stampe psichedeliche movimentano tessuti impalpabili. L’ hairstyle signature di Gaultier, il torchignon, diventa ancor più iconico tingendosi delle identiche nuance degli abiti.

 

Jean-Paul Gaultier

Jean-Paul Gaultier

Jean-Paul Gaultier

 

Haute Couture PE 2018: flash dalle sfilate di Parigi (parte 2)

Chanel

Chanel ricrea un immenso giardino sotto le cupole del Grand Palais e dà un party in onore della rosa: la sua collezione è un’ ode alla regina dei fiori e al colore con cui ha in comune il nome. Sfilano look all’ insegna della preziosità pura che alternano squisite applicazioni floreali a miriadi di piume, chiffon a profusione, ricami di cristalli e paillettes magicamente cosparse sugli abiti. Tra le silhouette predomina quella svasata, a corolla, già candidata (come anticipato da Karl Lagerfeld) a fare da fil rouge alle creazioni di Alta Moda della Maison. L’ iconica veletta fissata al capo con un bouquet dona alle modelle un’ incantevole allure da “fiore in boccio”.

 

Chanel

Chanel

Chanel

 

Valentino

Il valore del savoir faire artigianale, della manualità che si intreccia straordinariamente con la creazione: Valentino battezza ogni abito con il nome della sarta che gli ha dato vita e omaggia la proverbiale eccellenza del suo Atelier. La collezione di Pierpaolo Piccioli è intrisa di un glamour ispirato a un’ Alta Moda “archetipa” che guarda ai “Gowns of Emotions” di Lady Duff Gordon reinterpretandoli attraverso la lente di un sogno. Ampie mantelle, pantaloni palazzo, fiocchi che diventano parte integrante del look, abiti “costruiti” su giochi di ruches spettacolari si declinano in taffetas per esaltare la loro qualità sculturale e conquistano grazie ad accostamenti cromatici sbalorditivi. Gli enormi cappelli di piume creati da Philip Treacy  accentuano suggestioni a metà tra l’ onirico e il rétro.

 

Valentino

Valentino

Valentino

 

Givenchy

Clare Waight Keller prende il posto di Riccardo Tisci e presenta una collezione altamente evocativa. Emerge come una visione notturna, un giardino sfiorato dall’ argenteo bagliore lunare. I suoi fiori assumono una grazia diafana,  misteriosa e al tempo stesso cristallina che condivide con i look visti in passerella: è un approccio alla preziosità che fonde l’ opulenza con la purezza estrema, il trionfo di uno stile che deliziosamente calibra femminilità e rigore. Piume, balze, nuance vibranti in dégradé movimentano silhouette pulite e toni neutri esaltandone la sofisticata linearità.

 

Givenchy

Givenchy

Givenchy

 

Haute Couture PE 2018: flash dalle sfilate di Parigi

Dior

Dal 22 al 25 Gennaio, a Parigi, torna in scena il  sogno: le sfilate della Haute Couture invadono le passerelle con la loro magia. Alta sartorialità, ispirazione ad ampio spettro e creazioni scenografiche sono i leitmotiv di quattro giornate all’ insegna della creatività più sublime. E’ il trionfo della moda nella sua quintessenza inventiva, il tributo a un’ iconografia che trascende il quotidiano per esaltare l’ esclusivo e lo speciale. In questo post – e in altri che faranno seguito –  una selezione di look tratti dai défilé parigini. Stay tuned!

 

Dior

Maria Grazia Chiuri per Dior guarda all’arte moderna, nello specifico al surrealismo di Leonor Fini. Sperimentazione ed elementi onirici, un viaggio alla scoperta nel femminile, visioni che continuamente si ribaltano e moltiplicano si intersecano con la fantasia immaginifica e con motivi come l’ esplorazione dell’ identità tramite l’abito che hanno dato linfa all’ opera della grande pittrice.

 

Dior

Dior

Georges Hobeika

Preziosa e impalpabile, un sontuoso intreccio di ricami scintillanti e di colori tenui, la collezione di Georges Hobeika si ispira all’ antica civiltà greca e al fascino che la sua magnificenza continua a esercitare: un appeal irresistibile, immortale, intriso di un sapere e un savoir faire divenuti supremi punti di riferimento culturali. Il risultato? Abiti degni di una vera e propria dea ellenica.

 

Georges Hobeika

Georges Hobeika

Georges Hobeika

Giambattista Valli

Un tripudio di volants, tessuti soavi e applicazioni floreali: nelle sale del Petit Palais, grazie a Giambattista Valli è esplosa la Primavera.  Miniabiti romantici portati con cuissardes rock, scollature off-shoulder, lunghi strascichi, fiocchi, piume e ruches ornamentali si alternano ad abiti botticelliani fino a un gran finale spettacolare, tre uscite come nuvole di tulle a balze declinate nelle golose nuance del pesca, del rosa confetto e del lime.

 

Giambattista Valli

Giambattista Valli

Giambattista Valli

 

Haute Couture a Parigi: 10 look

Giambattista Valli

Abiti che sono capolavori di sartorialità, preziosissime creazioni che al savoir faire artigianale e alla ricercatezza del dettaglio coniugano un’ inventiva spettacolare: è l’ Haute Couture, protagonista assoluta delle collezioni SS 2017 appena presentate a Parigi. Tra sogno, fiaba e visionarietà sopraffina, ecco una selezione di 10 look direttamente dalle sfilate.

Yuima Nakazato

Armani Privé

Dior

Schiaparelli

Valentino

Maison Margiela Artisanal

Chanel

Jean-Paul Gaultier

Viktor & Rolf

Vagabonds: il racconto di Capodanno di Viktor & Rolf

” Le strade erano piene di movimento e le botteghe erano ricoperte dei loro ornamenti più gai e festosi.”, scrive Charles Dickens in suo brevissimo e struggente racconto di Capodanno. L’ atmosfera è suggestiva e ci riporta indietro solo di una manciata di giorni, quando – tra party e cenoni – abbiamo salutato il 2017. Nel pathos dickensiano, mentre la narrazione prosegue, si insinua una vena di tristezza, la stessa amarezza che pervade il suo Canto di Natale: lungo la vie della città vestita a festa sembra di scorgere, confusi tra la folla, i vagabondi e gli “antieroi” che popolano l’ intero universo dell’ autore. Ed è proprio ai vagabondi di Dickens che Viktor & Rolf si ispirano per una collezione Haute Couture FW 2016/17 di rara preziosità. Un mix and match pregiato di tessuti e capi tratti dall’ archivio della Maison rievoca lo stile di coloro che non appartengono a nessun luogo, che vagano senza meta vestiti alla rinfusa, mescolando gli indumenti in una sorta di marasma caotico.

A questo caos apparente Viktor Horsting e Rolf Snoeren donano radici, solide fondamenta: un intreccio di materiali dà vita a giochi di volume inediti, che risaltano un’ altissima ricercatezza ornamentale. Ricami, perle e cristalli si alternano, squisiti, in ricche incrostazioni. Il punto di partenza sono le collezioni del passato, a cui i couturier attingono per un “repechage” attento ed accurato.  A tale scopo, gli elementi iconici vengono rivisitati all’ insegna di una nuova modalità espressiva: una rielaborazione che prevede, innanzitutto, una profonda riflessione sul passato come conditio sine qua non per rapportarsi alla contemporaneità. Solo un meticoloso studio del passato, infatti, può garantire una rilettura realmente consapevole, basata sulla concretezza e su un’ effettiva innovazione.

Il valore aggiunto è relativo al design, che traduce la tipica artigianalità dell’ Haute Couture in una tecnica “smaccatamente” handmade. Non è un caso che grande risalto venga conferito alla tessitura ed al collage: quest’ ultimo l’ ennesimo, sofisticato dettaglio che va ad enfatizzare una vera e propria miscellanea di stoffe e di stili.

Cinque Italiani a Parigi: il Made in Italy dell’ Haute Couture

Atelier Versace

 

Il boom di Francesco Scognamiglio, ma anche l’ effervescenza creativa di atelier che danno lustro a un Made in Italy internazionalmente applaudito. Le sfilate parigine della Haute Couture Autunno/Inverno 2016/17 hanno visto tra i protagonisti prestigiose Maison nostrane: focus sull’ ispirazione, sperimentazione, una sopraffina ricercatezza sartoriale sono i motivi base che hanno decretato, come sempre, il trionfo di una genialità tutta italiana.

Nella foto sotto al titolo un look firmato Atelier Versace, che in una collezione all’ insegna di linee fluenti e al tempo stesso sculturali riflette l’ allure di una donna fascinosa e audace.

 

 

Valentino elegge il Theatrum Mundi shakesperiano a leit-motiv ispirativo, traducendo in creazioni superbe e dal sapore rinascimentale l’ abilità del Bardo (del quale ricorre il 400mo anniversario della morte) nell’ indagare la complessità umana.

Contemporanee Principesse che adorano la teatralità di immense gonne in tulle, non disdegnano balze e ruches e prediligono le maniche a sbuffo: sono le protagoniste della Haute Couture di Giambattista Valli, romantica ma sofisticatamente seduttiva.

Esprime l’ incanto dei fondali marini la collezione Limited Edition 2016 di Alberta Ferretti, che rievoca abissi misteriosi popolati da conchiglie, perle e stelle marine in creazioni ricche di scintillanti bagliori e dalle forme fluide come il mare.

Il contrasto tra un rigore tipicamente maschile e preziosismi sontuosi rappresenta la “Essence” di Armani Privé, che esalta il corpo grazie a tagli strategici, morbidi velluti e trasparenze riccamente decorate: un’ eleganza che fa rima con sensualità per una collezione giocata su raffinati toni icy ed argentati.

Francesco Scognamiglio, un debutto parigino da dieci e lode

La sua sposa suscita un moto di meravigliato stupore: barocca, sensuale e sacrale al tempo stesso, avanza in passerella in un tripudio impalpabile di bianco e oro. Il volto velato, gli arabeschi dorati profusi sul tulle, le applicazioni floral che sfociano in una cascata di rose evocano una visione talmente opulenta da sembrare onirica. L’ esordio di Francesco Scognamiglio nella Haute Couture ha registrato un successo clamoroso. La curiosità era alle stelle il 3 Luglio scorso, a Parigi, dove il designer napoletano ha presentato la sua collezione Autunno/Inverno 2016/17 su invito della Chambre Syndicale francese, e le aspettative non sono andate deluse: l’ inconfondibile cifra stilistica del couturier adorato da star come Madonna e Lady Gaga accentua i suoi leit-motiv in un crescendo di lusso e di regalità diafana che lo scintillio di oltre 300.000 cristalli Swarovski rende spettacolare. Silhouette fascianti, trasparenze in organza, pizzi arabescati, adorni di piume simili ad ali, ruches alternate a plissettature che evolvono in ricercatissime forme scolpite si ammantano di preziosità aggiuntiva grazie a paillettes “spalmate” su interi abiti, ghirigori di perle ed a cristalli a profusione. La palette spazia dal bianco agli evanescenti rosa, verde e azzurro polvere con incursioni nel nero. Il cotè floral è esplosivo, sontuoso, declinato in ricami o in vistose applicazioni: reminescenze di mediterranei giardini, un omaggio a Napoli che si fa costante motivo ispirativo e raggiunge il culmine nell’ elemento sacrale.

La “donna velata” dell’ Haute Couture di Scognamiglio rievoca suggestioni che attingono alla sua infanzia partenopea, alla religiosità delle donne, al culto della Madonna di Pompei. Il velo impreziosisce la sua trasparenza di adorni coniugando mistero e sensualità. Ma Napoli rivive anche nello sfarzo che ricorda gli antichi palazzi decadenti, nella sartorialità associata al savoir faire della tradizione artigianale, nell’ eleganza sontuosa che rimanda a quella dei suoi abitanti: è il riferimento in cui radica l’ ispirazione di un couturier che ha donato alla femminilità nuove – e del tutto preziose – coordinate di stile. Uno stile che gli è valso un debutto parigino da dieci e lode.