Haute Couture a Parigi: 10 look

Giambattista Valli

Abiti che sono capolavori di sartorialità, preziosissime creazioni che al savoir faire artigianale e alla ricercatezza del dettaglio coniugano un’ inventiva spettacolare: è l’ Haute Couture, protagonista assoluta delle collezioni SS 2017 appena presentate a Parigi. Tra sogno, fiaba e visionarietà sopraffina, ecco una selezione di 10 look direttamente dalle sfilate.

Yuima Nakazato

Armani Privé

Dior

Schiaparelli

Valentino

Maison Margiela Artisanal

Chanel

Jean-Paul Gaultier

Viktor & Rolf

Vagabonds: il racconto di Capodanno di Viktor & Rolf

” Le strade erano piene di movimento e le botteghe erano ricoperte dei loro ornamenti più gai e festosi.”, scrive Charles Dickens in suo brevissimo e struggente racconto di Capodanno. L’ atmosfera è suggestiva e ci riporta indietro solo di una manciata di giorni, quando – tra party e cenoni – abbiamo salutato il 2017. Nel pathos dickensiano, mentre la narrazione prosegue, si insinua una vena di tristezza, la stessa amarezza che pervade il suo Canto di Natale: lungo la vie della città vestita a festa sembra di scorgere, confusi tra la folla, i vagabondi e gli “antieroi” che popolano l’ intero universo dell’ autore. Ed è proprio ai vagabondi di Dickens che Viktor & Rolf si ispirano per una collezione Haute Couture FW 2016/17 di rara preziosità. Un mix and match pregiato di tessuti e capi tratti dall’ archivio della Maison rievoca lo stile di coloro che non appartengono a nessun luogo, che vagano senza meta vestiti alla rinfusa, mescolando gli indumenti in una sorta di marasma caotico.

A questo caos apparente Viktor Horsting e Rolf Snoeren donano radici, solide fondamenta: un intreccio di materiali dà vita a giochi di volume inediti, che risaltano un’ altissima ricercatezza ornamentale. Ricami, perle e cristalli si alternano, squisiti, in ricche incrostazioni. Il punto di partenza sono le collezioni del passato, a cui i couturier attingono per un “repechage” attento ed accurato.  A tale scopo, gli elementi iconici vengono rivisitati all’ insegna di una nuova modalità espressiva: una rielaborazione che prevede, innanzitutto, una profonda riflessione sul passato come conditio sine qua non per rapportarsi alla contemporaneità. Solo un meticoloso studio del passato, infatti, può garantire una rilettura realmente consapevole, basata sulla concretezza e su un’ effettiva innovazione.

Il valore aggiunto è relativo al design, che traduce la tipica artigianalità dell’ Haute Couture in una tecnica “smaccatamente” handmade. Non è un caso che grande risalto venga conferito alla tessitura ed al collage: quest’ ultimo l’ ennesimo, sofisticato dettaglio che va ad enfatizzare una vera e propria miscellanea di stoffe e di stili.

Cinque Italiani a Parigi: il Made in Italy dell’ Haute Couture

Atelier Versace

 

Il boom di Francesco Scognamiglio, ma anche l’ effervescenza creativa di atelier che danno lustro a un Made in Italy internazionalmente applaudito. Le sfilate parigine della Haute Couture Autunno/Inverno 2016/17 hanno visto tra i protagonisti prestigiose Maison nostrane: focus sull’ ispirazione, sperimentazione, una sopraffina ricercatezza sartoriale sono i motivi base che hanno decretato, come sempre, il trionfo di una genialità tutta italiana.

Nella foto sotto al titolo un look firmato Atelier Versace, che in una collezione all’ insegna di linee fluenti e al tempo stesso sculturali riflette l’ allure di una donna fascinosa e audace.

 

 

Valentino elegge il Theatrum Mundi shakesperiano a leit-motiv ispirativo, traducendo in creazioni superbe e dal sapore rinascimentale l’ abilità del Bardo (del quale ricorre il 400mo anniversario della morte) nell’ indagare la complessità umana.

Contemporanee Principesse che adorano la teatralità di immense gonne in tulle, non disdegnano balze e ruches e prediligono le maniche a sbuffo: sono le protagoniste della Haute Couture di Giambattista Valli, romantica ma sofisticatamente seduttiva.

Esprime l’ incanto dei fondali marini la collezione Limited Edition 2016 di Alberta Ferretti, che rievoca abissi misteriosi popolati da conchiglie, perle e stelle marine in creazioni ricche di scintillanti bagliori e dalle forme fluide come il mare.

Il contrasto tra un rigore tipicamente maschile e preziosismi sontuosi rappresenta la “Essence” di Armani Privé, che esalta il corpo grazie a tagli strategici, morbidi velluti e trasparenze riccamente decorate: un’ eleganza che fa rima con sensualità per una collezione giocata su raffinati toni icy ed argentati.

Francesco Scognamiglio, un debutto parigino da dieci e lode

La sua sposa suscita un moto di meravigliato stupore: barocca, sensuale e sacrale al tempo stesso, avanza in passerella in un tripudio impalpabile di bianco e oro. Il volto velato, gli arabeschi dorati profusi sul tulle, le applicazioni floral che sfociano in una cascata di rose evocano una visione talmente opulenta da sembrare onirica. L’ esordio di Francesco Scognamiglio nella Haute Couture ha registrato un successo clamoroso. La curiosità era alle stelle il 3 Luglio scorso, a Parigi, dove il designer napoletano ha presentato la sua collezione Autunno/Inverno 2016/17 su invito della Chambre Syndicale francese, e le aspettative non sono andate deluse: l’ inconfondibile cifra stilistica del couturier adorato da star come Madonna e Lady Gaga accentua i suoi leit-motiv in un crescendo di lusso e di regalità diafana che lo scintillio di oltre 300.000 cristalli Swarovski rende spettacolare. Silhouette fascianti, trasparenze in organza, pizzi arabescati, adorni di piume simili ad ali, ruches alternate a plissettature che evolvono in ricercatissime forme scolpite si ammantano di preziosità aggiuntiva grazie a paillettes “spalmate” su interi abiti, ghirigori di perle ed a cristalli a profusione. La palette spazia dal bianco agli evanescenti rosa, verde e azzurro polvere con incursioni nel nero. Il cotè floral è esplosivo, sontuoso, declinato in ricami o in vistose applicazioni: reminescenze di mediterranei giardini, un omaggio a Napoli che si fa costante motivo ispirativo e raggiunge il culmine nell’ elemento sacrale.

La “donna velata” dell’ Haute Couture di Scognamiglio rievoca suggestioni che attingono alla sua infanzia partenopea, alla religiosità delle donne, al culto della Madonna di Pompei. Il velo impreziosisce la sua trasparenza di adorni coniugando mistero e sensualità. Ma Napoli rivive anche nello sfarzo che ricorda gli antichi palazzi decadenti, nella sartorialità associata al savoir faire della tradizione artigianale, nell’ eleganza sontuosa che rimanda a quella dei suoi abitanti: è il riferimento in cui radica l’ ispirazione di un couturier che ha donato alla femminilità nuove – e del tutto preziose – coordinate di stile. Uno stile che gli è valso un debutto parigino da dieci e lode.