In viaggio verso Halloween

 

Il legame tra VALIUM e la notte, il sogno, la magia, non si spezza mai. Questo fine settimana, non a caso, sancisce l’ inizio di un percorso che culminerà con la festa di Halloween, il 31 Ottobre. Ci addentreremo in un bosco in cui aleggiano atmosfere magiche, i sentieri sono offuscati dal mistero e il chiarore della luna viene fagocitato da nuvole che vagano nel cielo nero. Passo dopo passo, però, la notte abbandona la sua cupezza. Suggestioni esoteriche ed emozioni ataviche si fondono con una potente energia cosmica, la volta celeste ci sorprende con un tripudio di vibrazioni stellari. Siamo calati in un universo onirico dove l’ aria pungente dell’ Autunno costituisce l’unico legame tangibile con il reale. La strada è lunga davanti a noi, manca più di una settimana prima di arrivare alla meta…E in attesa di scorgere le fiamme palpitanti dei falò, le luci che baluginano nelle zucche intagliate, proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta del lato più luminoso e rivelatore dell’ oscurità. Siete pronti? Io sono già sul piede di partenza.

 

 

 

Ottobre, la Luna Blu e altre meraviglie cosmiche

 

Il cielo notturno ci offre non poche sorprese, questo mese: la Luna Blu e Marte, il cosiddetto “pianeta rosso”, hanno deciso di regalarci delle indimenticabili visioni cosmiche.  La luna piena ha dato inizio allo show. E’ già comparsa il 2 Ottobre e tornerà per un bis il 31, la notte di Halloween. Potremmo dire che sia venuta ad inaugurare il mese e che riapparirà per concluderlo, forse per questo indosserà un sontuoso abito blu; ma solo immaginario, sfortunatamente. L’ appellativo di Luna Blu indica infatti la seconda luna piena del mese e deriva dal modo di dire anglosassone “once in a blue moon” (“una volta ogni luna blu”), riferito alla rarità di un evento o di una circostanza. Certo, la concomitanza con Halloween ci farebbe auspicare una Luna Blu di nome e di fatto: che chiedere di meglio, per la notte più magica dell’anno? Dovremo però “accontentarci” di ammirare una luna piena che, in virtù dell’ esoterico contesto in cui si mostrerà, ci riporta alla mente un famoso aforisma di George Carlin, “Ci sono notti in cui i lupi stanno in silenzio e solo la luna ulula”.

 

 

Per quanto riguarda Marte, invece, la sua presenza si inserisce in un vero e proprio spettacolo planetario. Il 6 Ottobre ha già raggiunto la distanza minima dalla Terra (62 chilometri) e stanotte sarà in opposizione, ovvero agli antipodi del Sole rispetto al suo posizionamento nei confronti del nostro pianeta. Ciò significa che potremo vederlo brillare come non mai, e rimarrà visibile per tutta la notte.  Nel corso di qualche settimana, addirittura, spetterà proprio a Marte il titolo di pianeta più  lucente delle prime ore del buio. Con l’ opposizione, il Sole, la Terra e Marte si allineeranno: quando l’ astro di fuoco tramonterà, Marte sorgerà al lato opposto del firmamento. Il “pianeta rosso” compierà una traiettoria da Est verso Ovest che avrà inizio la sera per terminare poco prima dell’ alba, culminando a notte fonda in direzione Sud.

 

 

In realtà, per tutto il mese di Ottobre sarà possibile vedere i pianeti più splendenti,  ad occhio nudo, da mattina a sera. Venere, il più luminoso in assoluto, appare ad est qualche ora prima dell’ aurora. Dopo il crepuscolo, invece, i “giganti” Saturno e Giove campeggiano a sud-ovest dalla costellazione del Sagittario; Urano, in opposizione il 31 Ottobre, resterà visibile per l’ anno intero ma con l’ ausilio di un telescopio. Per quanto riguarda i pianeti distinguibili dopo il calar del Sole, sappiate che avremo l’ opportunità di ammirarli in una serie di affascinanti “danze” con la Luna: il 29 Ottobre sarà la volta di Marte, mentre il 22 e il 23 l’ astro d’argento si congiungerà con Giove e con Saturno. La nuova stagione, non c’è che dire, è iniziata all’ insegna della pura meraviglia cosmica!

 

 

 

 

Settembre

 

Luglio mette le uova nel guscio – agosto si addormenta sulle spighe mature – settembre, dalle grandi sere equivoche, scivola attraverso le sue foglie d’oro.
(Rosemonde Gérard)

Arriva Settembre, si volta pagina. A me, vi dico la verità, questa svolta non dispiace: associo l’ autunno a rituali come la vendemmia, al buon vino, al fogliame che si tinge di meravigliosi colori e alle castagne fatte arrostire sul fuoco, la sera, prima di degustarle insieme ad un calice di rosso corposo. Amo l’aria frizzante delle serate autunnali, le insegne al neon che si accendono già alle sette di sera, il delizioso sapore dei funghi cucinati in tutte le salse…Ma anche il suono croccante delle foglie morte sotto i piedi e le nuance dorate delle zucche che si preparano al restyling halloweeniano. Perchè Halloween è sempre stato un caposaldo per chi, come me, adora le antiche tradizioni dei Celti e la loro cultura. Dell’ autunno ho ricordi ben precisi che coinvolgono sia la vista che l’olfatto: le prime nebbie, quando la città si immerge in una nuvola e sembra trasportarci in una dimensione onirica, irreale…E poi, l’ inconfondibile odore di cuoio della cartella che mi caricavo sulle spalle per andare a scuola. Soprattutto, però, adoro le atmosfere intime e raccolte di serate che invitano a vivere la casa come un rifugio, come un “bozzolo”, al riparo dal freddo e dalla pioggia battente. Possibilmente davanti al caminetto acceso. Eh già, a volte basta proprio poco per essere felici: magari, un cartoccio di caldarroste e una coppa di vin dolce da sorseggiare tra chiacchiere, risate e sorrisi in (buona) compagnia.

 

 

Ultimo weekend di Agosto

 

Inizia l’ ultimo weekend d’ Agosto, l’ estate è ormai agli sgoccioli. Ma il mare è sempre lì, immancabile sfondo dei nostri momenti di riflessione. E al crepuscolo, subito dopo il tramonto, diventa una tavola solcata dai bagliori argentei che seguono il calar del sole. Davanti a quell’ infinita distesa d’acqua, sono tanti i pensieri che affiorano alla mente: in generale direi che no, non è stata una bella estate. Una minaccia invisibile, perennemente incombente, ci ha costretti a privarci di tutto ciò che di più bello l’ estate ha da offrirci. Aperitivi e cene in compagnia, abbracci, balli sfrenati, viaggi, concerti e festival attesissimi sono entrati nella “lista nera” delle probabili cause di diffusione del Covid. Non sappiamo quando tutto questo finirà e come, a regnare è l’incertezza. La nostra quotidianità, intanto, è cambiata a 360 gradi: l’ unica evidenza è che dobbiamo imparare a gestirla. Scendere a patti con il cambiamento, acquisire una nuova consapevolezza sembrano essere gli unici modi per (come dicono gli scienziati) convivere con il virus. Senza fondamentalismi, senza terrore, ma senza neppure sottovalutare il problema. Perchè sfidare il Covid per non dargliela vinta è solo dargliela vinta, in realtà. Il mare è ancora lì, calmo e fermo, il suono delle onde trascina nel suo ritmo ipnotico. Ci insegna a essere stoici, il mare. A non arrenderci, come i flutti che ininterrottamente lambiscono la riva. E a guardare lontano, oltre l’ orizzonte…Chissà, magari – in attesa di un vaccino o di una terapia – il mondo riscoprirà i valori dell’ armonia, dell’ equilibrio, dell’ attenzione per l’ ambiente. Se niente o quasi è come prima, cogliamo l’ occasione per volgere al meglio questo cambiamento. Neanche il mare, dopotutto, è quello “di un tempo”: bagni di mezzanotte, flirt sul bagnasciuga, barbecue in spiaggia, riunioni attorno ad un falò con tanto di schitarrate e danze non sono più all’ ordine del giorno. Ma come diceva Eraclito, “Panta rhei” (tutto scorre). Non vedremo mai nulla con gli stessi occhi, perchè ogni cosa, ogni situazione, è inesorabilmente soggetta alla legge del mutamento; un principio filosofico che, oggi più che mai, acquista tutto il suo significato.

 

 

 

Ricordi di un’ estate che fu

 

Molti, in questa stagione segnata dal Covid, adorano ricordare gli episodi felici delle estati che furono. Rifugiarsi nel passato, in effetti, conforta e rigenera, seppure per pochi istanti…Anche se penso che la vita vada vissuta nel presente, oggi mi unisco al coro di chi ama ritornare con la mente ai “bei tempi andati”. E lo farò rievocando un luogo. Troppo scontato parlare del mare, delle spiagge tropicali, dei viaggi all’estero, dei locali bazzicati durante le vacanze. Voglio ricordare una location dell’ estate in città, così, semplicemente: una location associata a tanti anni fa, ma altrettanto suggestiva dei posti e delle situazioni che ho citato qualche riga addietro. Per me è stato e rimarrà sempre un luogo da sogno, emblema di bellezza e convivialità. Immaginate un monte a ridosso delle storiche Cartiere (chi segue VALIUM sa che abito a Fabriano, la “città della carta”), dove anticamente sorgeva un borgo romano. Civita, questo il nome  dell’ abitato,  nel tempo è diventata un’ area cosparsa di ville e case di campagna ombreggiate dalla fitta vegetazione. Tuttora rimane una traccia di quel remoto insediamento, la chiesa di Santa Maria di Civita: tra il XII e il XIII secolo ospitò Francesco di Assisi quando si recava in visita al suo confessore, il pievano Beato Ranieri. Nel corso dei secoli, il colle ha perso l’aura mistica ma non l’atmosfera idilliaca, e resta il luogo ideale in cui vivere per chi ama la privacy e il contatto con la natura.

 

 

Avrò avuto 15 o 16 anni quando un amico di mio padre ha iniziato ad invitarci a cena sulla splendida terrazza della sua casa di Civita. Era una grande terrazza, all’ ombra di una quercia e affacciata sulla valle dove si adagia Fabriano: per raggiungerla bisognava farsi strada tra stanze in stile bohémien dove spiccavano i quadri dipinti dal nostro anfitrione. Eh già, perchè l’ amico di mio padre era un pittore, reduce degli anni della Swingin’ London e molto sul genere “bello e dannato”. Anzi, dovrei dire bellissimo: fisicamente ricordava il Warren Beatty di “Shampoo”, le donne andavano pazze per lui. Originario della Mitteleuropa, poliglotta, arrivava al metro e 90 e i capelli gli sfioravano le spalle. In quella casa immersa nel verde viveva con la sua compagna ungherese e un cane enorme, tutto nero, che aveva chiamato Golia. Le cene d’estate con loro e la mia famiglia – nonostante fosse diversissima in quanto a “imprinting”, c’era una notevole sintonia reciproca – erano una meraviglia. Tra chiacchiere in libertà, calici di vino e il panorama delle mille luci della città di fronte, la terrazza diventava uno scenario mozzafiato con il canto dei grilli in sottofondo. Nel cielo brillavano miriadi di stelle, l’afa si stemperava con l’altura, di tanto in tanto le nostre voci venivano inframezzate dal motore delle macchine che si inerpicavano lungo i tornanti di Civita…e poi, l’autentico spettacolo della Fabriano tutta illuminata, maestosa e antica, distesa ai piedi del colle. Non so se per la compagnia, per la location o per la sensazione di dominare il paesaggio dall’ alto, ma respiravo un’ aria di pura libertà. Quelle serate estive sono rimaste impresse nella mia memoria, indelebili anche dopo svariati anni. Tantevvero che poco tempo fa, incontrando il proprietario della casa con terrazza dove viveva il nostro amico pittore, gli ho chiesto se per caso era in affitto o in vendita…

 

 

 

The Desert

 

The Desert
    –roseate metallic blue
    & insect green

    blank mirrors &
    pools of silver

    a universe in
    one body

(Jim Morrison, “The Desert”)

 

Il deserto: uno spazio sconfinato, un paesaggio mai uguale a se stesso. Il vento modella le dune e cancella le orme, il sole picchia forte prima di sfumare in un tramonto spettacolare e lasciar spazio ad una notte che, all’ improvviso, cala il suo manto di stelle. Oggi ci perdiamo in questa landa sterminata dove i colori, la bellezza e il silenzio si amplificano a dismisura. Assaporeremo ogni istante del percorso, unendoci al “popolo blu” dei Touareg durante il celebre rito del tè e rinfrescandoci all’ ombra di incredibili oasi. Impareremo passo dopo passo, durante il cammino: a relativizzare la nostra presenza nell’ immensa vastità della natura, a riconoscere che nulla è eterno…neppure le impronte che ci lasciamo dietro. Ma soprattutto, ad ascoltare noi stessi laddove una muta melodia sembra sospendere le coordinate di spazio e di tempo.

 

 

 

 

Salviamo il Pianeta Blu e le sue meraviglie

 

Gli abissi: un mondo a parte nel profondo dell’ oceano, miriadi di creature acquatiche che nuotano nel blu più intenso che si possa immaginare. Esplorare i fondali marini è calarsi in uno scenario a metà tra fiaba e fantascienza. Le quattro enormi masse acquee sparse per il globo costituiscono il 71% della superficie terrestre, basti pensare che il loro volume (mari inclusi) ammonta a 1,34 miliardi di km3. Le specie che le popolano sono eterogenee: annoverano varietà talmente numerose e sorprendenti che classificarle tutte è pressochè impossibile. I pesci, i crostacei, le tartarughe, i coralli, i cetacei, i molluschi, si suddividono in infinite tipologie. Se ne vedeste alcune pensereste di trovarvi nel ventre della balena che inghiottì Mastro Geppetto, per quanto sono surreali nell’ aspetto. Eh già, la fauna degli abissi è pura meraviglia…Una meraviglia messa a repentaglio dall’ inquinamento da microplastiche, dalle trivellazioni, dai cambiamenti climatici, da una pesca selvaggia e indiscriminata. L’ ecosistema marino va salvaguardato tassativamente. Gli oceani hanno la capacità di assorbire il carbonio e di ridurre quindi la percentuale di CO2 nell’atmosfera, ma non solo; svolgono un ruolo fondamentale, altamente benefico per la Terra. Gli studi hanno evidenziato che dovremmo tutelare almeno un terzo del Pianeta Blu entro il 2030, se non vogliamo destinare all’ estinzione le straordinarie creature che lo abitano. Contribuiamo tutti al benessere delle nostre acque (anche quando sono acque internazionali), proteggiamole finchè siamo ancora in tempo: vi linko qui il sito di Greenpeace, a cui potete far riferimento per intervenire in loro difesa. Intanto, godetevi gli scatti sulla vita negli abissi che ho postato qui di seguito. Se arriverete fino in fondo, noterete che ho sublimato la spettacolarità di questa gallery concludendola con una figura mitologica molto in tema. “Fiaba”, dicevamo prima. E per gli oceani, allora, che fiaba sia…ma rigorosamente a lieto fine.

 

 

 

 

Alba e rinascita

 

Nessun sole sopravvive al tramonto, ma risorgerà e porterà l’alba.
(Maya Angelou)

Avete cominciato la giornata (o magari siete andati a dormire) ammirando lo scenario mozzafiato della foto qui sopra? Siete fortunati. Oggi, 1 Agosto, inizia il mese più torrido dell’ anno, e nella mente riaffiora subito l’ immagine del mare. Perchè si associa alle vacanze, certo, e al tempo stesso ai viaggi che ci permettono di esplorare nuovi orizzonti. Ma anche perchè il relax, la vita di spiaggia, ci consentono di staccare completamente la spina e di calarci in una dimensione meno condizionata dai rituali quotidiani. Quando si ha il mare di fronte è come avere di fronte l’infinito, possibilità inesauribili di vivere il futuro. Che cosa c’è oltre il mare? Dove si approda, attraversandolo? Non servono nozioni di geografia per avere una risposta, soltanto un pizzico di fantasia e le sensazioni. Perchè il mare, così a pelle, sembra metterci in contatto con l’universo. E veder nascere il sole proprio lì, sulla linea dell’ orizzonte, è uno spettacolo indescrivibile a parole: i colori meravigliosi che a poco a poco rischiarano il cielo è come se sorgessero dal mare. L’ atmosfera si impregna di un silenzio magico, spirituale. Il giorno che nasce si tramuta nell’ emblema di un nuovo inizio, della vita che ricomincia dopo ogni notte. Le ore di buio, sebbene dirlo appaia scontato, si dissolvono sempre con la luce. E’ un dato di fatto, ma anche una metafora. Forse il bello della vita sta proprio qui: nella possibilità di rinascere, di avere infinite opportunità da perlustrare.  Ecco perchè l’ alba e il mare, soprattutto in estate quando li si vive appieno, instaurano puntualmente un connubio che ci imbeve di energia cosmica. Fateci caso: molti di noi fanno nuovi progetti o decidono di dare una svolta all’ esistenza durante le vacanze. Agosto è il mese in cui si formulano più “buoni propositi” che a Capodanno. Possiamo esser certi che a fare da sfondo a questo desiderio di cambiare ci sia stato, ebbene sì, tutto l’ incanto di un’alba sul mare.

 

 

Sera d’estate

 

Un gabbiano d’argento si stacca dal tramonto.
A volte una vela. Alte, alte, stelle.
(Pablo Neruda)

A cena qui, stasera? Un frizzantino per iniziare e il mare che riempie lo sguardo. Quando il sole tramonta è il momento ideale: il cielo vira a un mix di arancio, giallo e rosa, immergendo il panorama in una luce onirica. Sulla spiaggia le voci si smorzano, sostituite dallo stridio dei gabbiani. Le onde si acquietano e il loro ritmo diventa ipnotico, instaurando una meravigliosa armonia con la calma del mare. Sono momenti magici, intrisi di vibrazioni mistiche: istanti in cui l’ anima abbraccia l’infinito e si fa un tutt’uno con il cosmo. Aggiungete a questo stato di grazia del buon vino e un delizioso menu a base di pesce. Ma anche chiacchiere a ruota libera, sorrisi,  l’ ebbrezza delle ore condivise con qualcuno con cui siete in sintonia…Vi renderete conto che sì, la vita è davvero bella, e che in fondo basta poco per essere felici: il mare, un cielo al tramonto, un calice di bollicine e la frizzante euforia di una serata estiva. “Carpe Diem”, diceva Orazio. Cogliete l’attimo! Distaccatevi dalla quotidianità per inoltrarvi appieno in una dimensione incantata.