Ottobre, la Luna Blu e altre meraviglie cosmiche

 

Il cielo notturno ci offre non poche sorprese, questo mese: la Luna Blu e Marte, il cosiddetto “pianeta rosso”, hanno deciso di regalarci delle indimenticabili visioni cosmiche.  La luna piena ha dato inizio allo show. E’ già comparsa il 2 Ottobre e tornerà per un bis il 31, la notte di Halloween. Potremmo dire che sia venuta ad inaugurare il mese e che riapparirà per concluderlo, forse per questo indosserà un sontuoso abito blu; ma solo immaginario, sfortunatamente. L’ appellativo di Luna Blu indica infatti la seconda luna piena del mese e deriva dal modo di dire anglosassone “once in a blue moon” (“una volta ogni luna blu”), riferito alla rarità di un evento o di una circostanza. Certo, la concomitanza con Halloween ci farebbe auspicare una Luna Blu di nome e di fatto: che chiedere di meglio, per la notte più magica dell’anno? Dovremo però “accontentarci” di ammirare una luna piena che, in virtù dell’ esoterico contesto in cui si mostrerà, ci riporta alla mente un famoso aforisma di George Carlin, “Ci sono notti in cui i lupi stanno in silenzio e solo la luna ulula”.

 

 

Per quanto riguarda Marte, invece, la sua presenza si inserisce in un vero e proprio spettacolo planetario. Il 6 Ottobre ha già raggiunto la distanza minima dalla Terra (62 chilometri) e stanotte sarà in opposizione, ovvero agli antipodi del Sole rispetto al suo posizionamento nei confronti del nostro pianeta. Ciò significa che potremo vederlo brillare come non mai, e rimarrà visibile per tutta la notte.  Nel corso di qualche settimana, addirittura, spetterà proprio a Marte il titolo di pianeta più  lucente delle prime ore del buio. Con l’ opposizione, il Sole, la Terra e Marte si allineeranno: quando l’ astro di fuoco tramonterà, Marte sorgerà al lato opposto del firmamento. Il “pianeta rosso” compierà una traiettoria da Est verso Ovest che avrà inizio la sera per terminare poco prima dell’ alba, culminando a notte fonda in direzione Sud.

 

 

In realtà, per tutto il mese di Ottobre sarà possibile vedere i pianeti più splendenti,  ad occhio nudo, da mattina a sera. Venere, il più luminoso in assoluto, appare ad est qualche ora prima dell’ aurora. Dopo il crepuscolo, invece, i “giganti” Saturno e Giove campeggiano a sud-ovest dalla costellazione del Sagittario; Urano, in opposizione il 31 Ottobre, resterà visibile per l’ anno intero ma con l’ ausilio di un telescopio. Per quanto riguarda i pianeti distinguibili dopo il calar del Sole, sappiate che avremo l’ opportunità di ammirarli in una serie di affascinanti “danze” con la Luna: il 29 Ottobre sarà la volta di Marte, mentre il 22 e il 23 l’ astro d’argento si congiungerà con Giove e con Saturno. La nuova stagione, non c’è che dire, è iniziata all’ insegna della pura meraviglia cosmica!

 

 

 

 

Il close-up della settimana

Pierpaolo Piccioli durante il gran finale dell’ applauditissima sfilata di Haute Couture Primavera/Estate 2019, chiusa da Naomi Campbell

Pierpaolo Piccioli, mente creativa di Valentino, ha appena ricevuto l’ ennesimo, prestigioso riconoscimento: il Council of Fashion Designers of America l’ha infatti nominato International Women’s Designer of the Year durante la cerimonia (virtuale a causa del Covid) dei CFDA Awards. Ricordiamo che, solo due anni fa, il premio di Designer of the Year ricevuto ai Fashion Awards britannici aveva già incoronato la sua carriera “da solista” dopo il trasferimento chez Dior di Maria Grazia Chiuri. Era il 2016 quando Chiuri decise di accettare l’offerta della Maison parigina, esattamente otto anni dopo dall’ esordio alla direzione creativa di Valentino in coppia con Pierpaolo Piccioli. Dopo l’ uscita di scena della collega, il designer nato a Nettuno ha portato avanti in solitario quella che verrà storicamente ricordata come la “nuova era” della leggendaria casa di moda di Piazza Mignanelli: una visione creativa inedita che coniuga mirabilmente l’heritage della Maison con una contemporaneità intrisa di fascino e stile. Oggi, questa visione è stata premiata con uno dei riconoscimenti più importanti del fashion system statunitense. L’ annuncio della vittoria di Piccioli è stato dato da Tom Ford – presidente del CFDA dal 2019 – il 14 Settembre, giorno dell’ inaugurazione della New York Fashion Week, attraverso la digital platform Runway360. Su Instagram, lo stilista ha commentato entustasticamente la sua premiazione: “Lontano dai riflettori, dalla folla, dai brindisi e dalle feste, accetto questo premio con immensa gratitudine per la fiducia e la benevolenza dei miei colleghi e amici. La condizione atipica della cerimonia sottolinea l’essenza di questo traguardo: dedizione quotidiana e amore per la bellezza, in tutte le sue accezioni. Interpreto questo premio come un promemoria, per tutto il lavoro straordinario che ha fatto il mio team, per tutto il supporto che ho ricevuto dalla mia famiglia e per l’enorme opportunità che la vita mi ha dato, facendo quello che amo come lavoro. A volte sogno ad occhi aperti cosa farei o potrei fare se non fossi uno stilista … In fin dei conti, sono esattamente dove voglio essere. Quindi, grazie al CFDA e grazie a Tom Ford per avermi ricordato quanto sono fortunato.” Ma anche eccezionalmente geniale e ricco di talento, aggiungeremmo: tanto da aver meritato in pieno di ricevere l’ ambitissimo CFDA Award.

 

 

 

Il close-up della settimana

 

Sarà una Milano Moda Donna versione phygital, quella che verrà inaugurata il 22 Settembre e si concluderà il 28 dello stesso mese. La settimana della moda milanese, infatti, presenterà le collezioni dedicate alla Primavera/Estate 2021 in modalità “mista”, proponendo 28 sfilate fisiche e 24 défilé digitali. L’ emergenza Covid ha imposto, come era già avvenuto lo scorso Luglio, diverse variazioni nell’ organizzazione dei fashion show. Ma se allora le presentazioni on line avevano prevalso, nei prossimi giorni potremo tornare ad assistere – in tutta sicurezza – alle classiche sfilate in cui le modelle avanzano sul catwalk con fascino e disinvoltura.

 

 

Il Presidente della Camera della Moda Italiana Carlo Capasa ha lasciato ai designer libera scelta di stabilire la tipologia che ritenevano più consona alla propria narrazione: le decisioni adottate dai vari brand evidenziano un calibrato mix di esibizioni classiche e via web. Tra gli “aficionados” dei défilé in carne ed ossa troviamo, per fare solo qualche nome, Maison quali Giorgio Armani, Fendi, Versace, Prada, Max Mara, Alberta Ferretti, Etro, Salvatore Ferragamo, mentre Missoni, Dsquared2, Luisa Beccaria, Marco De Vincenzo, Philipp Plein, Genny, Gilberto Calzolari e Ermanno Scervino sono alcune delle griffe che hanno optato per il digital. Valentino farà la sua entrée trionfale alla Fashion Week milanese dopo anni di “trasferte” parigine, presentando uno show co-ed che avrà luogo (rigorosamente live) il 27 Settembre; Dolce & Gabbana, dal canto loro, fanno ormai parte a pieno titolo del Calendario Ufficiale della Camera della Moda nel quale erano rientrati lo scorso Luglio. Questa edizione di Milano Moda Donna aprirà le porte anche alle collezioni Uomo, che a Giugno hanno disertato le passerelle a causa del Covid, e a Milano Moda Graduate, un’ode al talento degli studenti iscritti alle fashion school più prestigiose d’ Italia. La kermesse, alla sua sesta edizione, si svolgerà domenica 27 Settembre. Tra i grandi assenti nella categoria dei big, invece, risalta il nome di Bottega Veneta. Ma il calendario definitivo della Fashion Week è – soprattutto per quando riguarda le due giornate conclusive – ancora in via di definizione. Per rimanere aggiornati, vi consiglio di consultare periodicamente il sito della Camera Nazionale della Moda Italiana.

(Nella foto di apertura, uno scatto tratto dalla sfilata Primavera/Estate 2020 di Alberta Ferretti)

 

 

Sulle tracce del Principe Maurice – Breaking news: Viva gli Sposi!

 

Costantemente sulle tracce del Principe Maurice, VALIUM oggi ha il piacere il regalarvi un vero e proprio scoop: il matrimonio dell’ anno. Ebbene sì, il Principe è convolato a nozze! La data del lieto evento? Il 17 Giugno, una giornata assolata e solcata solo da qualche nuvola. Quel mercoledì, nella Sala Conferenze del Comune di Milano, Maurizio Agosti e Flavia Cavalcanti sono diventati marito e moglie con rito civile. La cerimonia, celebrata da un consigliere comunale incaricato dal sindaco Sala, ha avuto come testimoni l’ hair stylist e make up artist di fama internazionale Alessandro Filippi (per lo sposo) e Massimiliano Armocida (amico di lunga data della sposa). A questo punto, sarete curiosi di conoscere la consorte del Principe: è cosa buona e giusta. Flavia Cavalcanti, costumista di talento che vanta prestigiose collaborazioni, è originaria di Recife, anche detta “la Venezia del Brasile” (un dettaglio, quello “veneziano”, che sembra fungere da romantico trait d’union nelle vite dei due novelli sposi), e vive in Italia da quasi trent’anni. I lettori di VALIUM l’ hanno conosciuta nelle interviste che il Principe mi ha rilasciato durante la quarantena: eh già, si tratta proprio dell’ amica con la quale Maurice ha trascorso il lockdown milanese. Solare, esuberante, radiosa, il giorno delle nozze Flavia è stata immortalata dal fotografo Sandro Brant in uno scatto che coglie la quintessenza della sua personalità. Lei rappresenta il sole, Maurice la luna, e insieme formano una coppia che si completa e si arricchisce a vicenda.

 

(Foto di Sandro Brant)

Durante la cerimonia, gli sposi hanno brillato per la loro eleganza: il Principe si è presentato in un total look Valentino, mentre Flavia indossava un raffinatissimo abito monospalla color cipria – ovviamente, da lei ideato – firmato Flavia Cavalcanti Couture con tanto di Flassy Mask en pendant. Del beauty look si sono incaricati top name del settore quali Vasile Longhi, che ha curato quello dello sposo, e Dante Lamia, che ha creato per la sposa un’ acconciatura movimentata da onde morbide ed un make up focalizzato sugli occhi. Una menzione particolare va ad Efrem Guidi, amico fraterno di Maurice, il designer delle fedi nuziali: splendide e originalissime, non sono passate di certo inosservate. Uscendo dal Municipio, la coppia è stata travolta dai chicchi di riso come da prassi prima di dirigersi al Ristorante Terra & Mare, in via Gluck, dove gli amici – una quarantina, tra cui svariate celebs appartenenti al mondo della moda e dello spettacolo – hanno organizzato un pranzo di nozze a sorpresa proprio nei paraggi della casa di Flavia.

 

Gli sposi con i testimoni di nozze Alessandro Filippi (a sinistra) e Massimiliano Armocida (a destra)

In occasione del grande giorno, ecco la dichiarazione che il Principe Maurice ha rilasciato a VALIUM: ” Questa unione civile è frutto di qualcosa di molto più importante della passione romantica. E’ il risultato di un rapporto coltivato nella fiducia, nella stima , nella comunione di interessi e soprattutto di una complicità maturati nel tempo e conclamati nel lockdown.” Noi, però, vogliamo saperne di più…Vi invito quindi a non mancare l’ appuntamento con la prossima puntata di “Sulle tracce del Principe Maurice” per avere tutti, ma proprio tutti i dettagli delle nozze tra il Principe e Flavia Cavalcanti, che conoscerete prestissimo attraverso un’ intervista a lei dedicata. Non mi resta che augurare tanta felicità agli sposi e salutarli con un “a presto” seguito, naturalmente, dalle mie più vive congratulazioni!

 

Al Comune di Milano, dove si è tenuta la cerimonia

Felicità in black & white sotto una pioggia di chicchi di riso (foto di Sandro Brant)

Un ritratto di Flavia Cavalcanti (foto di Sandro Brant)

Al Principe Maurice ridono gli occhi, mentre ci pensa su…

La quarantena milanese di Maurice e Flavia è stata coronata dal matrimonio: non si può dire che l’ emergenza da COVID-19 non abbia portato fortuna alla coppia!

Viva gli Sposi

Flavia, raggiante, in Piazza del Duomo

Friends

Sfoggiando le fedi firmate da Efrem Guidi

Friends

Friends

Maurice in uno scatto dai toni dark. Ma il 17 Giugno, per il Principe del Teatro Notturno, è stata una giornata piena di luce…(foto di Sandro Brant)

 

All photos courtesy of Maurizio Agosti

 

 

Il close-up della settimana

(Foto di Paolo Roversi)

Cambio della guardia alla direzione creativa di Givenchy: il designer statunitense Matthew M. Williams è entrato in carica ieri stesso, subentrando a Clare Waight Keller che ha “divorziato” dalla Maison il 10 Aprile scorso. A Williams, finalista del LVMH Prize nel 2016, è stata affidata la creazione di tutte le collezioni Uomo e Donna. La sua nomina si inserisce in un contesto di importanti cambiamenti per il gruppo  LVHM – basti pensare all’ arrivo del nuovo CEO Renaud de Lesquen tre mesi orsono – e si propone di inaugurare una fase del tutto inedita nella storia del brand. Le parole spese da Sidney Toledano , Presidente e CEO di LVMH Fashion Group, sono eloquenti: ” Sono molto lieto che Matthew M. Williams si unisca al gruppo LVMH oggi. Dalla sua partecipazione al Premio LVMH, abbiamo avuto il piacere di vederlo sviluppare il suo immenso talento. La sua visione unica della modernità rappresenta per Givenchy un’eccezionale opportunità per scrivere un nuovo capitolo della sua storia con forza e successo. “, dichiara nel sito della Maison (leggi qui il comunicato stampa per intero). Il Curriculum di Williams annovera, oltre a collaborazioni con Lady Gaga e Kanye West nelle vesti di direttore artistico, la fondazione (nel 2015) di un brand innovativo come Alyx. Ribattezzato in seguito 1017 Alyx 9SM, il marchio ha instaurato partnership con griffe del calibro di Dior Homme, Nike e Moncler, tanto per citarne alcune. Lo stilista, che manderà in scena il prossimo Ottobre la sua prima collezione “parigina”, commenta entusiasticamente il nuovo incarico: “È un immenso onore entrare a far parte della Maison Givenchy. La posizione unica che occupa e la sua aura senza tempo la rendono un’icona indiscutibile. Non vedo l’ora di lavorare con i suoi team e ateliers per portare Givenchy in una nuova era basata su modernità e inclusività. “, leggiamo sempre nel sito del brand. Non ci resta che attendere Ottobre per visionare l’imprinting che Williams donerà alla leggendaria Maison fondata nel 1952 da Hubert de Givenchy.

Foto: Matthew M. Williams nello scatto di Paolo Roversi che Givenchy ha allegato alla notizia del suo ingresso nel gruppo LVMH.

 

 

Il close-up della settimana

 

Nel pieno della Fase 2 dell’ emergenza Coronavirus, quando tutti i negozi, comprese le boutique, hanno riaperto o sono in riapertura, si fa impellente interrogarsi sul futuro della moda. Come cambieranno le sfilate, le collezioni, il processo creativo stesso? Quest’era di profonde mutazioni coinvolgerà anche il fashion system? E in che modo? La risposta è sì: decisive evoluzioni sono in vista. Partiamo innanzitutto dalle sfilate Uomo Primavera/Estate 2021 e dalle pre-collezioni Uomo e Donna Primavera/Estate 2021. La loro presentazione è prevista, ma in modalità virtuale: dal 14 al 17 Luglio, infatti, la Camera Nazionale della Moda inaugurerà la prima Digital Fashion Week. Il progetto nasce come un proseguimento dell’ iniziativa “China, We are with You” dello scorso Febbraio, lanciata per permettere ai new talent cinesi di presentare le proprie creazioni nonostante l’ esplosione del Coronavirus nel paese del Dragone, e sarà diffuso attraverso una piattaforma digitale apposita. Oltre alle collezioni, verranno proposti approfondimenti sui brand, video di backstage, interviste, excursus fotografici, focus incentrati su specifici temi, live e lectio magistralis a cui assistere in streaming. Non verranno trascurati i marchi emergenti, e uno spazio ad hoc sarà riservato agli showroom con lo scopo di promuovere e attivare gli acquisti dei buyer. La molteplicità delle iniziative in programma e dei loro potenziali fruitori rende la Digital Fashion Week particolarmente rilevante. Tramite questo progetto, la CNMI si prefigge di favorire la ripartenza di un sistema che rappresenta un fiore all’ occhiello della creatività italiana, e di farlo rivolgendosi a un pubblico vasto e variegato. La Settimana della Moda Digitale sarà visibile nel sito web della Camera della Moda e su tutti i suoi canali social, inclusi YouTube e il cinese Weibo. Ma come affrontano la Fase 2 i designer, e che prevedono per le loro future collezioni? Giorgio Armani ha sintetizzato visivamente il proprio punto di vista in “Angels”, un’ illustrazione creata dall’ artista Franco Rivolli: la dottoressa – con le ali di un angelo – che tiene l’Italia tra le braccia è già diventata un’ immagine iconica, e cattura lo sguardo anche grazie al murale che la riproduce. Armani ha riaperto le sue boutique il 18 Maggio aderendo alle nuove disposizioni relative alla sicurezza, ed ha annunciato che il 10% dei ricavi delle vendite dei capi delle collezioni PE 2020 verrà devoluto in beneficenza. Riguardo alle sfilate, presenterà la nuova collezione Armani Privè sulle passerelle milanesi (nello specifico a Palazzo Orsini), anzichè parigine, nel Gennaio 2021, e nel frattempo i suoi clienti potranno fissare un appuntamento tramite il sito Armani.com per recarsi nelle boutique della Maison. Il tutto, naturalmente, allo scopo di favorire uno shopping senza rischi e il più possibile conforme alle esigenze degli acquirenti. Le linee guida adottate dal mondo della moda evidenziano il valore della durata dei capi, di acquisti oculati  all’insegna della qualità e di una produzione ecosostenibile. L’abito “che dura” si contrappone all’avvicendarsi frenetico del fast fashion, lo chic diventa senza tempo e il concetto di stagionalità viene rivoluzionato in toto.

 

“Angels”, il murale con l’illustrazione che Franco Rivolli ha creato per Giorgio Armani

Anche Alessandro Michele, tra gli altri, aderisce a questa nuova visione. Nel suo diario-manifesto “Appunti dal Silenzio”, che posta periodicamente su Instagram, dichiara che d’ora in poi presenterà le sue collezioni solo due volte l’anno, ma in tutta libertà e facendo a meno di etichette ormai obsolete come “Cruise”, “Primavera/Estate”, “Autunno/Inverno” e così via. Affiderà alla musica classica, espressione di un linguaggio universale e altamente connettivo, la terminologia che contraddistinguerà le sue creazioni: si parlerà quindi di  “rapsodie”, “madrigali”, “notturni”, “minuetti” e “sinfonie” per riferirsi ai frutti dell’ iter creativo.

 

“Appunti dal Silenzio”, il diario-manifesto che Alessandro Michele pubblica sul suo profilo Instagram

La velocità sfrenata che ha regnato finora nel fashion system è destinata a sparire. Niente più collezioni, capsule e limited edition lanciate a un ritmo inarrestabile; al loro posto, Michele privilegierà creazioni scaturite da tempi che assecondano l’ispirazione e svincolati da ogni scadenza. La “narrazione” del fashion design ha bisogno di “indugiare sul sogno”, come scrive lo stilista, di acquistare potenza scongiurando una produzione forsennata. Alla base di questa fase innovativa, per Alessandro Michele, c’è un ritorno all’ essenziale che prende le distanze da tutto il superfluo. Il direttore creativo di Gucci spiega i suoi intenti con parole pregnanti e evocative: ” Avverto la necessità di riaccostarmi, in maniera autentica, al movente di una scelta. A quell’ insieme di motivi che hanno costruito il mio andare. Ho capito, nel tempo, che questi motivi hanno nomi e intensità diverse, ma si addensano tutti fatalmente intorno ad una stessa urgenza: la possibilità di raccontare.” Per la moda, non c’è dubbio, è appena iniziata una nuova era. (nella foto di copertina, uno scatto tratto dalla sfilata PE 2020 di Gucci)

 

 

Il close-up della settimana

 

Il balletto, a Natale, accentua ulteriormente la sua allure magica. E se si tratta de Lo Schiaccianoci, possiamo esser certi che lo fa a 360°: la storia di Clara e di Hans-Peter, le loro oniriche avventure nel Regno dei Dolci della Fata Confetto, le lotte contro il perfido e grottesco Re dei Topi, iniziano proprio la Vigilia di Natale e si snodano attraverso le atmosfere della notte più incantata dell’ anno. Non è un caso che questa “summa” di meraviglie invernali costituisca un’ opera tradizionalmente proposta in occasione delle festività natalizie. Ispirato da una fusione tra il racconto Schiaccianoci e il Re dei Topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann e Storia di uno Schiaccianoci di Alexandre Dumas padre, il balletto Lo Schiaccianoci debuttò al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nel 1892 e piacque subito allo Zar Alessandro III. Non c’è da stupirsi, d’altronde, visto che alla trasposizione della trama avevano lavorato nomi del calibro di Marius Petipa per le coreografie e  Petr Ilic Cajkovskij per le musiche. Oggi, ormai pietra miliare del balletto, Lo Schiaccianoci porta il suo sogno di Natale anche sul grande schermo: alle 20,15 del 17 Dicembre il pubblico italiano potrà ammirare al cinema, in diretta, il celebratissimo spettacolo natalizio del Royal Ballet di Londra. Si tratta di un evento imperdibile, una diretta via satellite dal Royal Opera House di Covent Garden che permetterà agli appassionati di fruire live questa straordinaria fiaba danzata, accompagnata da scene di backstage e da focus approfonditi sui ballerini che la interpretano.

 

 

Lo Schiaccianoci del Royal Ballet vanta un cast di prim’ordine: include Francesca Hayward nel ruolo di Clara, Alexander Campbell in quello di Hans-Peter (lo Schiaccianoci), Federico Bonelli, Laura Cuthbertson e Gary Avis nei panni, rispettivamente, del Principe, della Fata Confetto e di Drosselmeyer. Sono presenti, inoltre, Mayara Magri e Marcelino Sambè. Il balletto, dalla durata di 2 ore e 15 minuti (intervallo compreso), è uno dei molti spettacoli della Royal Opera House Live Cinema Season, un progetto che da 11 anni diffonde in 1600 cinema di 53 paesi del mondo l’ opera e i balletti inscenati nel famoso teatro londinese. In Italia, la distribuzione è a carico di Nexo Digital in collaborazione con La Repubblica, MYmovies.it, Classica HD, Danza&Danza e Danzadove, Sipario-La Rivista dello Spettacolo, il British Council e l’ iniziativa UK Italy Partners for Culture. La Royal Opera House, per il broadcasting internazionale, ha siglato una partnership con Trafalgar Releasing, che dal 2006 trasmette live sul grande schermo eventi di vasta portata. Dopo Lo Schiaccianoci, Il prossimo balletto che il Royal Ballet porterà nei cinema sarà La Bella Addormentata. Save the date: 16 Gennaio 2020. Per maggiori info sul progetto, consultate i siti web https://www.roh.org.uk/cinemas e www.nexodigital.it, dove trovate anche l’elenco dei cinema in cui potrete assistere allo show.

 

 

Il close-up della settimana

 

Lo aspettavamo da tempo, e finalmente è arrivato anche in Italia: sto parlando di Pat McGrath Labs, il brand della regina del make-up Pat McGrath, un’ autentica artista che vanta collaborazioni con Maison del calibro di Valentino (per cui ha firmato, tra gli altri, lo spettacolare beauty look della sfilata “cinese” Daydream), Prada, Versace, Dolce & Gabbana, Alexander McQueen, Comme des Garçons e molte, moltissime altre griffe ancora. Il marchio, fondato da McGrath nel 2015, è oggi distribuito sia in Francia che in Italia, dove potete trovarlo presso lo store Sephora Milano Duomo e nel sito web sephora.it. Gli iconici prodotti della make up artist più famosa del pianeta, quindi, d’ora in poi saranno disponibili nel Bel Paese e potremo testarli e visionarli “live”: una notizia bomba, se consideriamo che arriva a pochi giorni da Natale. Le collezioni del brand, dei must have irresistibili, sfoggiano una allure luxury persino nei packaging “barocco-avanguardisti”; basta pensare alla confezione della palette occhi Mothership IV Decadence, laccata e decorata con l’ effigie di una corona su sfondo nero. Parlando di emblemi regali, non va tralasciato che Pat McGrath è stata insignita dell’ onorificenza di Membro dell’ Ordine dell’ Impero Britannico dalla Regina Elisabetta, così come è stata definita “make up artist più influente al mondo” da Anna Wintour, regina del Fashion System oltre che dell’ universo VOGUE. Premiata dal The Council of Fashion Designer of America, McGrath – nata a Northampton, in Inghilterra, nel 1965 – adora la moda e i suoi memorabili beauty look, oltre che in passerella, sono apparsi in innumerevoli campagne pubblicitarie e magazine patinati. Visionaria, geniale, audace, la guru del make up predilige creazioni ultrapigmentate e decisamente speciali in quanto a riflessi ed a profondità cromatica. Riguardo l’ approdo in Italia del suo brand, si è detta entusiasta e già concentrata su nuovi prodotti couture per permettere ai fan di Pat McGrath Labs di spaziare tra svariati stili, dai look naturali a quelli più sofisticati o esplosivi. Tempo fa dichiarò: ” Dico sempre “Usare senza cura” – credo che il make up sia un gesto pensato per essere vissuto senza regole. Ogni collezione che creo ha lo scopo di fomentare l’ossessione, l’ ispirazione e la dipendenza dalla bellezza.” E possiamo star certi che sia sempre rimasta fedele ai suoi principi.

 

 

Il close-up della settimana

La t-shirt con lo storico slogan “We should all be feminists” della collezione Dior PE 2017

La sua commozione era palpabile, e a ragione: Maria Grazia Chiuri, dal 2016 al timone creativo di Dior, il 1 Luglio è stata insignita della massima onorificenza concessa dalla Repubblica Francese, la Légion d’Honneur. Scroscianti applausi hanno accompagnato una premiazione motivata con l’ impegno, con la visione creativa e con la determinazione che Chiuri -prima stilista donna italiana ad ottenere il riconoscimento – rivela anche nel sostenere l’ ideologia femminista, contribuendo a donare prestigio alla Maison Dior sia sul versante della Couture che su quello sociale dell’ empowerment e della sorellanza. Tematiche, queste ultime, che la designer veicola grazie non solo a slogan divenuti celebri (come il memorabile “We should all be feminists” stampato sulla t-shirt di un look della Primavera Estate 2017), bensì attraverso motivi ispiratori che danno vita a delle vere e proprie collezioni-manifesto. La couturière romana ha ricevuto l’ onorificenza dal Segretario di Stato Marlène Schiappa, ministro delle Pari Opportunità, con immensa emozione. Il fatto stesso che il Premio sia stato conferito da una politica che è altresì scrittrice, attivista, da sempre attenta alla condizione femminile, ha avuto una valenza emblematica: valori ed obiettivi tracciano un trait d’union tra il ministro e Maria Grazia Chiuri. Sottolineando lo scopo di creare uno stile “modellato” sulla donna d’oggi, la designer ha ribadito la sua lotta contro gli stereotipi in base al genere e all’ età, ma anche a poli opposti come il sentimento e la ragione, a favore di una complementarietà che va di pari passo con l’ evoluzione. Ad applaudirla, tra gli altri, il marito Paolo, i figli Nicolò e Rachele, un entusiasta Valentino Garavani insieme a Giancarlo Giammetti, innanzi ai quali Marlène Schiappa ha definito il lavoro di Chiuri un affascinante dialogo che connette “moda, arte, cultura, attivismo e femminismo”. La “directrice artistique” di Dior, rivolgendosi alle giovani donne, ha evidenziato invece come credere in se stesse sia la condicio sine qua non per l’ empowerment, e le ha spronate a incentivare la fiducia e il proprio istinto.