Nuit de Feu di Louis Vuitton, il fascino notturno e millenario dell’ incenso

 

La notte è parte integrante dell’ iconografia di Ottobre. Non è un caso che questo mese si concluda con le atmosfere oscure dell’ antico Capodanno Celtico, conosciuto oggi come Halloween. Ed è proprio dal buio che Louis Vuitton  – o meglio, il suo Maitre Parfumeur Jacques Cavallier Belletrud – ha tratto ispirazione, al momento di creare la nuova fragranza della Collezione di Profumi Orientali: Nuit de Feu, che segue Ombre Nomade e Les Sables Roses, nasce sulla scia della cultura olfattiva del Medio Oriente e vanta un sillage intenso, notturno, inconfondibile. Emana il potente aroma dell’ incenso, che gli conferisce il fascino dell’ eterno, e accentua la sua allure ipnotica grazie a un infuso di pelle e legno di oud. Belletrud ha voluto raccontare una storia che va a ritroso nel tempo e che affonda le radici in un’ olfattività antica, quasi archetipa.

 

 

Ecco il perchè della scelta di ingredienti emblematici, lussuosi e intrisi di un significato profondo, che l’uomo utilizza sin da ere remotissime: Nuit de Feu instaura un dialogo con l’anima, parla attraverso le emozioni e il benessere dello spirito. Il Maitre Parfumeur aveva in mente una visione ben precisa, il deserto di notte e i sentori di incenso che diffondono le sue dune. Il buio cala all’ improvviso, nelle aree desertiche, portando con sè un freddo gelido ma anche un tripudio di stelle. Sotto quel cielo, Belletrud immagina un fuoco scoppiettante e tutto intorno viaggiatori che assaporano il suo tepore. Le fiamme danzano nell’oscurità, il fumo disegna anelli che lievitano nell’ aria. Nuit de Feu sigilla questo istante e lo riproduce olfattivamente: un’ alchimia a base di incenso, fragranza sacra per eccellenza che ha attraversato secoli e culture. Veneratissimo, l’incenso possiede un’aura mistica che il tempo non ha mai scalfito. Il “naso” di Louis Vuitton lo stempera tramite un’ infusione di pelle naturale combinata con inebrianti accordi di muschio e legno di oud, dando vita a un jus impregnato di incantevoli reminiscenze storiche e di irresistibili suggestioni.

Nuit de Feu è disponibile in un’unico formato (ricaricabile) da 100 ml

 

 

 

 

 

 

 

Il mondo come incontro di culture e fucina di esperienze: Giorgio Armani presenta My Way, la sua nuova fragranza

 

Su Giorgio Armani, in questi giorni, i riflettori sono accesi full time: alla 77ma Mostra del Cinema di Venezia una miriade di star indossa le sue creazioni (la presidente della Giuria Cate Blanchett, la madrina della kermesse Anna Foglietta e il visionario regista Pedro Almodòvar, per citare solo qualche nome) e per il 26 Settembre è prevista nientemeno che una diretta TV (su La7) delle sue collezioni Primavera/Estate 2021 Uomo e Donna. Intanto, Re Giorgio non trascura il Beauty e ci regala un’ eau de parfum destinata a lasciare il segno. Si chiama My Way, come la celebre canzone di Frank Sinatra, ma ha uno spirito profondamente contemporaneo. La meta a cui guarda è il mondo e le infinite possibilità di conoscenza che ci offre: culture, paesaggi, popoli, colori, tradizioni, compongono lo straordinario mix di esperienze scaturite dalla sua esplorazione. Non è un caso che la donna a cui la fragranza si rivolge sia curiosa e sempre animata dal desiderio di apprendere, di ampliare i propri orizzonti. Il flacone rosa di My Way, sormontato da un tappo bluette di forma ellittica, somiglia a un talismano da portare con sè lungo il cammino. Evoca culture esotiche, saperi intrisi di mistero, terre millenarie, tutti elementi che invitano alla scoperta e all’ approfondimento. Perchè scoprire, conoscere e incontrare rappresentano i cardini di un’ esistenza irripetibile, che possiede un senso autentico. Per un profumo che inneggia a una simile filosofia, “Io sono ciò che vivo” non può che essere lo slogan ideale!

 

 

A prestare il volto alla fragranza è la modella e attrice Adria Arjona, le cui origini riflettono l’ imprinting multiculturale di My Way alla perfezione. Per metà portoricana e per metà guatemalteca, Adria ha un’ anima da globetrotter e, prima di approdare a New York, è vissuta tra Porto Rico, Città del Messico e Miami. Nello spot del profumo i suoi ricordi di viaggio si alternano a ritmo serrato: i fotogrammi la ritraggono in India, in Thailandia, in Giappone, in Italia, in Spagna…Ovunque si trovi intreccia amicizie con gli autoctoni e vive esperienze indimenticabili, ma soprattutto altamente significative.

 

Adria Arjona

Gli incontri, le connessioni, le relazioni intessute nel mondo sono alla base della conoscenza e dell’ apertura mentale. Olfattivamente, questo concetto si esprime in un jus floreale al tempo stesso sensuale e intenso: le note di testa emanano luminosità grazie al connubio tra il Bergamotto di Calabria e i Fiori d’Arancio dell’ Egitto; il cuore è un’ode ai fiori composta da accordi di Tuberosa e Gelsomino indiani, mentre il fondo, deliziosamente avvolgente, combina il Legno di Cedro della Virginia con i finissimi Muschi Bianchi e la magnetica Vaniglia Bourbon Premium del Madagascar.

 

 

Citare gli ingredienti di My Way, oltre a descriverlo, significa evidenziare un particolare importante: l’ ecosostenibiltà del profumo. Da sempre in prima linea nell’ impegno a favore della protezione ambientale, Giorgio Armani ha concepito la sua nuova fragranza come un vero e proprio “prodotto responsabile”. Gli ingredienti che la compongono sono rigorosamente naturali e raccolti (o estratti) manualmente. E’ il caso della Tuberosa di Mysore, in India, e dei Fiori di Arancio, la cui essenza è stata “catturata” tramite la tecnica dell’ enfleurage. Oppure della Vaniglia del Madagascar, rielaborata grazie al sostegno di programmi ad hoc per le comunità in difficoltà. Le scelte eco-friendly di Armani mirano a ridurre le emissioni di carbonio, uno dei fattori scatenanti dei cambiamenti climatici. Il flacone ricaricabile di My Way è un altro esempio dell’ attenzione di Re Giorgio per l’ ambiente: incentivando il riciclo, si eliminano gli sprechi. Ecco un profumo, quindi, che celebra il mondo sia a livello di incontro di culture che come pianeta da salvaguardare; un concept ad ampio spettro che merita un sincero applauso.

My Way è disponibile in versione Eau de Parfum nei formati da 30, 50 e 90 ml

 

 

 

Capri, la fragranza che 19-69 dedica all’ incantevole “Isola Azzurra”

 

Un mare che più azzurro non si può (come il colore da cui prende il nome l’ onirica Grotta Azzurra, celebratissima dai letterati) e i caratteristici Faraglioni, suo emblema paesaggistico: l’isola di Capri è una delle più rinomate meraviglie italiche. Per non parlare della “dolce vita” che l’ ha animata nel tempo, un susseguirsi di Vip, intellettuali, aristocratici e teste coronate. Capitale del glamour vacanziero, Capri sprigiona un fascino eterno. In molti hanno interpretato la sua essenza olfattiva, ed oggi voglio parlarvi di un’ Eau de Parfum specialissima che concentra le iconiche atmosfere dell’ isola nel proprio jus: si tratta di Capri, una fragranza firmata 19-69. Ma chi si cela dietro queste enigmatiche cifre, e cosa rappresentano? Ve lo rivelo subito. 19-69 è il luxury brand di profumi fondato dall’ artista svedese Johan Bergelin; avvalendosi del savoir faire di artigiani dislocati tra la Scandinavia, la Francia e l’ Italia, la label ha esordito nella storica boutique parigina Colette nel 2017. Bergelin crea le sue alchimie olfattive abbattendo ogni barriera relativa al genere (le fragranze di 19-69 sono rigorosamente unisex) e ricercando una bellezza unconventional, al di là degli stereotipi e dei vincoli. Nell’ immaginario dell’ artista campeggiano gli anni ’80 del Glam Rock, decisivi per l’ abolizione dei confini tra maschile e femminile: rockstar come David Bowie e Marc Bolan si truccavano pesantemente, indossavano tute di lustrini e boa di piume sperimentando sempre nuovi look.

 

 

Oltre a tramutare la propria immagine in un capolavoro artistico, i Glam rockers dichiaravano a gran voce la loro unicità e il loro credo. Su questi stessi valori Bergelin ha fondato la brand identity di 19-69. Lo slogan che ha scelto, “Bottling Countercolture” (“imbottigliare la controcultura”), è indicativo e rafforza ulteriormente la mission del marchio, il cui nome fa riferimento all’ anno – il 1969, appunto – della libertà, dell’ emancipazione giovanile, dell’ affermazione di una cultura alternativa e di inediti modelli di vita. La precedente carriera di fotografo ha consentito a Johan Bergelin di viaggiare in giro per il mondo e di conoscere i popoli più disparati. Ha così scoperto cosa unisce, cosa accomuna le varie culture: “Molte volte è la bellezza”, spiega, ” sia sotto forma di musica che di arte o di profumi. Con 19-69 voglio invitare le persone ad esplorare la bellezza oltre i confini e vedere cosa possiamo scoprire gli uni degli altri”. Il suo intento si traduce in una serie di jus (Purple Haze, Capri, Chinese Tobacco, Kasbah, Rainbow Bar, L’ Air Barbès, Chronic, Villa Nellcôte, Female Christ) che prendono vita da sensazioni, ambientazioni ed epoche associate a continenti quali l’ Asia, l’America, l’ Europa e l’ Africa.

 

 

La collezione di fragranze è magnifica anche rispetto al design e al packaging. I flaconi, verniciati e serigrafati in Italia, sono essenziali bottigliette di vetro con il doppio fondo tinto di una tonalità sempre diversa, mentre il tappo è invariabilmente nero. Tutti i prodotti vengono realizzati a mano e ogni profumo si lega a un mood evocativo ben preciso, nessuno uguale all’ altro. Capri, racchiuso in un flacone nei toni del giallo, richiama la luminosità del sole che splende sull’ isola. Ma non solo: ad ispirare Johan Bergelin è stato “Le Mépris” (“Il disprezzo”), il film che Jean-Luc Godard girò nel 1963 proprio a Capri, a Villa Malaparte, con Brigitte Bardot e Michel Piccoli come protagonisti.

 

BB sul set di “Le Mépris”

Le note olfattive dell’ Eau de Parfum scaturita dalle suggestioni di questa pellicola ne riflettono le atmosfere intense, drammatiche ma costantemente ravvivate – quasi per contrasto – dalla luce solare. Spiccano gli accordi di arancia dolce e amara, di olio essenziale di Ylang Ylang, di muschio bianco, ingredienti base di una fragranza fresca ed avvolgente. Una fragranza che, a partire dallo spunto di “Le Mépris”, ci accompagna in un incantevole viaggio sull’ “Isola Azzurra”.

Capri è disponibile in versione Eau de Parfum da 100 ml

 

 

 

La magica “Grotta Azzurra”

 

 

Foto della Grotta Azzurra via Wikimedia by Colling-architektur / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)

Foto di Brigitte Bardot via Poet Architecture from Flickr, Public Domain

 

 

Marc Jacobs lancia Perfect, la fragranza che ha come motto “I am perfect as I am”

 

“I am perfect as I am”, sono perfetto così come sono: uno slogan che per Marc Jacobs è diventato un vero e proprio mantra. Non stupisce, dunque, che sia proprio Perfect il nome della sua nuovissima fragranza, un’ eau de parfum giocosa e “scoppiettante”. L’originalità, l’unicità, la diversità rappresentano dei valori supremi, legati a doppio filo con l’ accettazione di sè e con l’ autostima. Marc Jacobs ha voluto celebrarli attraverso un’ essenza mozzafiato a partire dal suo pack: il flacone dalle linee arrotondate, tinto di un rosa che si irradia dall’ interno, sfoggia un tappo sormontato un tripudio di charms, selezionati ad uno ad uno dal designer stesso. Multicolor e eterogenei, questi oggetti in miniatura (un fiocco, una stella, una buccia di banana, una tessera del domino, una mini scarpa) danno vita a un pot-pourri pieno di stile. La confezione è altrettanto sorprendente, decorata com’è con il disegno di un flacone di Perfect sul palmo di una mano e con il nome manoscritto del profumo  affiancato da una manciata di stelle: un’ illustrazione dell’ artista Jacky Blue che emana brio, spensieratezza ed eleganza al tempo stesso.

 

 

Dopo aver esaminato l’involucro, eccoci arrivati al jus. Che è luminoso e iper femminile, ma assolutamente sui generis. Perfect esordisce con fresche note floreali di narciso e di rabarbaro, mentre il suo cuore è ricolmo di soffice latte di mandorla. Il fondo, intenso, combina avvolgenti accordi di cashmeran e legno di cedro. L’ imprinting olfattivo della nuova fragranza di Marc Jacobs riflette alla perfezione i valori a cui si associa. La valorizzazione della propria unicità, il distacco da qualsiasi standard estetico o interiore, l’ accettarsi per come si è sono dei temi che evidenzia anche la advertising campaign di Perfect: inneggianti alle nuance pastello, le immagini alternano 42 individui diversissimi tra loro nell’ aspetto, nel genere, nell’ etnia. Li accomunano la forte personalità e una bellezza del tutto unconventional, che non passa inosservata, ma soprattutto la gioiosa consapevolezza dell’ essere “one of a kind”. Il top photographer Juergen Teller immortala i testimonial in un collage vivace dove ognuno di loro si esprime a ruota libera,  senza inibizioni. Il cast annovera modelle del calibro di Alek Wek, Lila Moss (sorella minore di Kate), Mei Kawajiri, Akon Changkou, Margo e Madelyn Whitley, oltre che molti volti nuovi “arruolati” tramite una selezione via Instagram.

Perfect di Marc Jacobs è disponibile in versione eau de parfum nei formati da 50 e 100 ml.

 

 

Alcuni scatti tratti dalla adv campaign del profumo. Di seguito, i credits.

Foto: Juergen Teller
Direzione Creativa e styling:  Katie Grand
Casting: Anita Bitton at The Establishment
Hair: Gary Gill
Makeup: Diane Kendal
Unghie: Mei Kawajiri

 

 

California Dream di Louis Vuitton: sognando la California e i suoi tramonti

 

Di tramonti, ultimamente, si è già parlato su VALIUM. Bene: provate ora a immaginare un tramonto californiano. Siamo a Los Angeles, la seconda quindicina di Giugno è appena iniziata. Nella metropoli rombano i motori in vista della sera, quando la gente, galvanizzata dalle atmosfere estive, invaderà i boulevard densi di locali e di variopinte insegne al neon. Venice Beach a quest’ ora è tranquilla,  ma non meno vivace del solito: le palme, altissime, sembrano sfiorare la volta celeste, trampolieri, giocolieri e buskers si esibiscono con il sottofondo di una melodia indie che proviene da chissà dove. Mentre le luci della ruota panoramica di Santa Monica si accendono in lontananza, uno stuolo di gabbiani vola in picchiata sulla battigia. Il mood è rilassato, decisamente easy. Potremmo essere in piena era Hippie; non sarebbe strano se all’ improvviso spuntassero Jim Morrison e il resto dei Doors. Libertà, voglia di vivere, fermento si respirano nell’aria, e il tramonto, che stempera i colori del cielo in un mix flou di azzurro e rosa, pervade lo scenario di magia. Jacques Cavallier Belletrud, maestro profumiere di Louis Vuitton, ha catturato l’essenza di questi istanti racchiudendoli in una nuovissima eau de parfum: si chiama California Dream ed appartiene alla Collezione di Colonie della Maison.

 

 

L’ aroma sprigiona l’ aura mistica del sole che cala nell’oceano, si impossessa dei suoi ultimi bagliori. California Dream ci avvolge in una scia olfattiva frizzante, deliziosamente agrumata, sublimata da calde cromie. Note inebrianti di mandarino introducono la fragranza, che subito dopo rivela un cuore di ambretta impalpabile e intriso di mistero. Il benzoino, con i suoi accordi vanigliati, sigilla il profumo impregnandolo di una sensualità vagamente orientale. L’ incanto di un tramonto estivo è tutto qui, concentrato in un jus che sfoggia anche nell’ involucro le magnetiche nuance del cielo prima del crepuscolo. Il rosa e l’ azzurro, sfumati tra loro, campeggiano sia sul flacone che sul pack di California Dream: entrambi portano la firma di Alex Israel, l’artista californiano a cui Louis Vuitton ha affidato l’incarico di rappresentare il mood della Collezione di Colonie. Israel ha immaginato le fragranze come tasselli del suo universo artistico,  delineando visivamente l’ anima di ognuna. Per California Dream, il tema scelto – battezzato “Sky Backdrop” – è stato il tramonto mozzafiato di Los Angeles. La conclusione? Se “California Dreamin'” dei The Mamas & The Papas è ormai una hit memorabile, il California Dream di Louis Vuitton si accinge a diventare altrettanto iconico nel settore della parfumerie deluxe. (qui di seguito, alcuni scatti tratti dalla adv del profumo)

California Dream è disponibile in versione eau de parfum nei formati da 100e 200 ml.

 

 

 

 

La Belle di Jean-Paul Gaultier, una fragranza tentatrice

 

Jean-Paul Gaultier ci invita nel suo giardino dell’Eden. Rettifico, nel giardino di Gaultier. Ma il mio è stato un lapsus freudiano: i due giardini si equivalgono, in quanto a scenari paradisiaci e mood “peccaminoso” che fluttua nell’ aria. L’ eden dell’ enfant terrible, tuttavia, possiede un valore aggiunto. I suoi spazi sono intrisi di un’incredibile alchimia olfattiva, un effluvio di fiori che seduce e inebria. Specie floreali a miriadi travolgono i sensi, incantano con i loro colori. Nel mezzo di questa meraviglia, la prima donna risalta in tutta la sua statuaria bellezza: è biondissima, sensuale e vestita di fiori nei punti strategici. Incarna una figura femminile archetipa, grondante di fascino. Vive in simbiosi con la natura, cammina a piedi nudi sull’ erba, si lascia accarezzare dall’ acqua gorgogliante dei fiumi. Una creatura così ammaliante (interpretata dalla modella Daphne Groeneveld nella adv campaign) non poteva che essere denominata “La Belle”, la “bella” per antonomasia. E a lei Gaultier dedica un profumo voluttuoso che battezza con quello stesso appellativo. La fragranza è provocante, luminosa, trascina in un vortice di deliziosa ebbrezza: si apre con vivaci accordi di pera verde per poi esaltare un cuore che sprigiona tutta la freschezza del bergamotto, mentre il fondo, intenso e avvolgente, è composto da note di bacca di vaniglia.

 

 

La nuova Eau de Parfum di Jean-Paul Gaultier è inebriante, “golosa”. Il jus di La Belle riflette alla perfezione l’essenza della prima donna, rievoca un eden olfattivamente rigoglioso e irresistibile. Il suo flacone rivisita il caratteristico busto femminile di Classique arricchendolo di una collana dorata di rose sul collo, mentre il pack declina in verde menta il cilindro in metallo cromato che racchiude le fragranze nate sulla falsariga del primo (e iconico) profumo da donna lanciato da Gaultier.

 

 

Insieme a questa fragranza tentatrice il designer lancia il suo corrispettivo per uomo, Le Beau, che dedica all’ archetipo maschile. Le Beau sfoggia un flacone azzurro, mentre quello di La Belle è di un rosso passionale e vibrante; Le Beau è un’ Eau de Toilette, La Belle un’ Eau de Parfum. Ma nonostante le differenze, i due nuovi profumi di Jean-Paul Gaultier formano una coppia perfetta e complementare. Per meglio dire, una coppia paradisiaca: tanto per rimanere in tema con la fonte ispirativa.

 

 

La Belle è disponibile nei formati da 30, 50 e 100 ml.

 

 

Gucci Flora Gorgeous Gardenia, un magnetico tributo olfattivo alla Primavera

 

La “scia fiorita” inaugurata su VALIUM l’ 8 Maggio scorso ci accompagna verso una nuova tappa, quella olfattiva. Perchè se parliamo di fiori, questo è poco ma sicuro,  non possiamo prescindere dal loro profumo. L’ occasione ce la offre un’ iconica fragranza Gucci, Flora, che per l’estate 2020 si veste di un ammaliante aroma di gardenia: Gucci Flora Gorgeous Gardenia è la nuovissima rivisitazione dell’ eau de toilette che – lanciata nel 2009 – si ispirava alla stampa omonima creata per un foulard di seta destinato a Grace di Monaco. Ad accomunare stampa e fragranza era, ed è tuttora, un’ autentica esplosione primaverile, un mix di sentori che rievoca la natura al suo risveglio. Le “due Flora” si completano a vicenda, intrecciano ed esaltano reciprocamente i propri motivi: farfalle, libellule e il profumo di un incantevole giardino fiorito deliziano la vista e l’ olfatto. Oggi, la celebre eau de toilette della Maison fiorentina dedica la sua ode floreale alla gardenia e si scinde in una doppia confezione, una delle quali è in limited edition. Gucci Flora Gorgeous Gardenia in edizione limitata si distingue per il flacone esagonale color lavanda, ornato da un tappo e da un fiocco nero. Potremmo definirlo un flacone da collezione: è completamente opaco e  bandisce la trasparenza del vetro.

 

 

Dire che la fragranza sia vibrante è dir poco. Esordisce con travolgenti note di bacche rosse e pera prima di calarsi in un cuore costituito da un bouquet di petali di Gardenia Bianca e fiore di Frangipani; il mix, rigoglioso e soave al tempo stesso, viene arricchito da un fondo che combina accordi di Patchouli e aromi di Zucchero di Canna accentuando l’ intensità del jus.

 

 

Ad esaltare ulteriormente questa alchimia olfattiva, è un packaging che riproduce i motivi botanici della stampa Flora: stavolta, la flora e la fauna primaverili create nel 1966 dall’ artista Vittorio Accornero de Testa vengono impreziosite da un magnetico sfondo color lavanda. Proprio come quello del flacone.

 

 

Gucci Flora Gorgeous Gardenia viene lanciata anche in una sognante versione pink che si avvale degli identici ingredienti della Limited Edition. E rosa, naturalmente, è anche il colore del packaging sul quale è impressa la stampa Flora: una nuance che simbolizza alla perfezione le tre parole chiave associate alla fragranza, “natura, primavera e sensualità”.

Una menzione a parte merita la advertising campaign di Gucci Flora Gorgeous Gardenia, che vede Alessandro Michele alla direzione creativa e il duo francese Pierre et Gilles dietro l’obiettivo. La modella russa Unia Pakhomova, protagonista degli scatti, è calata in un’ atmosfera idilliaca ricca di tracce di un’ architettura classica (vedi foto di copertina del post), dove ai tempietti sullo sfondo e alle colonne si affianca un tripudio di fiori. Le immagini sono iper suggestive, degli incredibili tableaux vivants. Fotografia e dipinto si fondono magicamente dando vita a un ritratto d’altri tempi: ma sempre a metà tra la realtà e l’onirico, nel più puro stile Gucci.

 

 

L’ eau de toilette Gucci Flora Gorgeous Gardenia è disponibile nel formato da 50 ml per la versione in Limited Edition e da 100 ml per la versione “standard”.

 

 

 

Heures d’Absence di Louis Vuitton, la fragranza dell’ eterno rinnovamento

 

Le fragranze e la loro grande potenza evocativa: un’associazione che conoscevamo già, ma che la quarantena ci fa rivalutare in pieno. Oggi realizziamo più che mai come un aroma lasci riaffiorare luoghi, ricordi, suggestioni…grazie alla sua scia olfattiva. E se parliamo della collezione di profumi di Louis Vuitton, tutto questo diventa un assioma. Heures d’Absence è l’ ultima arrivata delle dieci fragranze femminili che catturano momenti ed emozioni, ma il suo non è un nuovo nome: Jacques Cavailler Belletrud, il Maître Parfumeur della Maison, l’ha preso in prestito da una storica eau de parfum di Louis Vuitton del 1927. All’ epoca, Heures d’Absence celebrava l’ amore per le grandi fughe e la nascita dei mezzi di trasporto, novelli alleati delle esplorazioni dell’ uomo. Ma anche la casa di campagna che la famiglia Vuitton aveva acquistato nell’ Île-de-France portava il nome di quel profumo. Essendo irrintracciabile la formula dell’ antica fragranza, Cavallier Belletrud ha pensato di ricrearla ex novo. Quasi un secolo dopo, quindi, Heures d’Absence è stata concepita come un omaggio ai campi di fiori di Grasse, spettacolari emblemi di joie de vivre, di amore e di fughe verso l’orizzonte.

 

 

Il nome, fortemente onirico, è rimasto invariato, mentre a contraddistinguerla è un delizioso bouquet floreale: il gelsomino di Sambac e il gelsomino di Grasse si fondono in un possente connubio con la rosa di Maggio; la mimosa del Tanneron aggiunge note di soavità all’insieme, mentre accordi di sandalo e muschio esaltano un mood sensuale. La fragranza che ne risulta è impalpabile come una brezza, vibrante di luminosità, altamente suggestiva. Soprattutto a partire dal nome, che rievoca un infinito roteare di lancette su un tempo ormai privo di unità di misura: sono le “ore dell’assenza”, quelle che scandiscono il rinnovamento eterno.

 

 

Heures d’Absence è disponibile in formato flacone ricaricabile da 100 ml

 

 

Libre di Yves Saint Laurent, la libertà come modo di essere

 

Libre, ovvero “libero/a”. Quale nome migliore, per un profumo di cui parlare in questo periodo? Libero come la libertà che ognuno di noi, dopo la “reclusione” casalinga dovuta all’ espandersi del Coronavirus, vorrebbe ritrovare al più presto. In realtà, l’ ultima fragranza di Yves Saint Laurent è un’ ode allo spirito del brand: un manifesto, il proclama di un modo di essere e di affrontare la vita. La musa di Libre è una donna indipendente, audace, che segue i propri ritmi e le proprie regole. Vive ogni giorno con la massima intensità possibile, assecondando l’istinto. Non teme di svelarsi, il suo mistero fa parte dell’anima incandescente che le vive dentro; sa rischiare e dire di no all’occorrenza. Yves Saint Laurent ha dato a questa donna il volto di Dua Lipa, la popstar di origini kosovare che ha brillato tra i super ospiti del 70esimo Festival di Sanremo: una scelta decisamente azzeccatissima. Forte e iper femminile al tempo stesso, Dua è la donna Libre per eccellenza. Avanza sicura, determinata, guidata dal fuoco che alimenta la sua energia interiore, proprio come nello spot di cui è protagonista. L’indole ribelle la spinge ad essere sempre se stessa, e il total black dei look che indossa si tramuta in luminosità pura.

 

 

La scia olfattiva sprigionata dalla donna Libre appartiene ad un aroma inedito, il floral lavander: i fiori d’arancio del Marocco si sposano con la lavanda francese dando vita ad un mix rovente, sensuale e audace, ma non privo di femminilità. Nasce così una eau de parfum “indomita”, talmente travolgente da non avere uguali. Il flacone ne rispecchia il mood fondendo, con raffinatezza essenziale, dettagli preziosi e asimmetrie couture. Le linee geometriche sono arricchite da un’ enorme Cassandra applicata in orizzontale sul vetro. L’effetto è sbalorditivo: il logo di Yves Saint Laurent, “rovesciandosi”, sembra sottolineare l’allure ribelle del profumo. Il collo della bottiglia, dal canto suo, è avvolto da una catena dorata a più giri che dona massimo risalto al tappo obliquo. Con Libre, la sensualità abbandona gli accenti voluttuosi per abbracciare un ardore al di là di ogni schema. “Don’t be afraid of your freedom”, come dice Dua Lipa nello spot della fragranza: non bisogna mai aver paura della propria libertà.

Libre è disponibile in versione Eau de Parfum nei formati da 30, 50 e 90 ml

 

 

 

 

 

 

 

MIU MIU Twist Eau de Toilette: dal red carpet alla luna e viceversa

 

“No one can resist my twist”, dice  Elle Fanning nello spot di MIU MIU Twist. Ed ha ragione: magnetica come la luna, scintillante di riflessi argentei, briosa nella ricerca di ogni possibile assonanza del nome MIU MIU, il volto della fragranza nata da una sinergia tra Miuccia Prada e il naso Daniela Andrier incanta letteralmente l’audience. Oggi, l’iconico profumo viene lanciato in versione eau de toilette e torniamo a entusiasmarci per il mini-film che vede la Fanning protagonista sul set di una pellicola, travolgente e fantasiosa, ambientata sul suolo lunare. MIU MIU Twist Eau de Toilette rispecchia la personalità della sua testimonial: emana seduttività, vivacità, freschezza. Contemporaneo e vibrante, traduce l’essenza della MIU MIU Girl. Ama lasciare il segno e “sfilare” sul red carpet  sprigionando una potente scia olfattiva.

 

 

Tutto merito di un aroma che esordisce con frizzanti note di mandarino e fiori di melo, si addentra in un avvolgente cuore di ambra rosa e sigilla il suo jus tramite un fondo di legno di cedro dagli accenti intensi e sensuali. Elle Fanning, che nello spot della fragranza interpreta se stessa, è affiancata da uno stuolo di mutanti e da una splendida gatta persiana dal pelo candido. La luna piena troneggia sullo sfondo, l’atmosfera è magicamente cosmica. Dal red carpet alla luna, insomma, e viceversa: siete pronte a replicare il percorso della biondissima co-star di “Maleficent”?

MIU MIU Twist Eau de Toilette è disponibile nei formati da 30, 50 e 100 ml.

 

MIU MIU Twist in versione Eau de Parfum e Eau de Toilette

Elle Fanning nella campagna del profumo