Milan Fashion Week: riflettori puntati su 10 look (part 3)

La “morena” a tinte folk di San Andrés Milano

Terza (ed ultima) tranche della selezione dei look visti alla Milan Fashion Week. Ulteriori tappe di questa rassegna sarebbero d’obbligo, ma Parigi chiama! Prima di addentrarci insieme nella gallery, un plauso va dunque a tutti – ma proprio a tutti – gli ipertalentuosi protagonisti della kermesse meneghina.

Il gingham campestre di Blumarine

Il connubio strong di fucsia & red di Trussardi

Lo stile zen (con ruche) di Krizia

Il tributo a Lina Bo Bardi della collezione Max Mara

Gli outfit funzionali e multitasking di Marni

La seduttrice romantico-passionale di Alberta Ferretti

Il minidress fluttuante di Ermanno Scervino

Il decostruttivismo handmade di Gabriele Colangelo

Il chiodo iridescente di Lorenzo Serafini

Milan Fashion Week: riflettori puntati su 10 look (part 2)

Il blu Klein minimal-chic di Salvatore Ferragamo

Prosegue la rassegna di VALIUM sulla Milan Fashion Week: 10 scatti per 10 look selezionati dalle collezioni SS 2017 presentate in passerella. Siete pronte per la seconda tranche? Per voi, un invito nel front row di questa modaiola avventura.

Le contaminazioni afro-europee (con tanto di beehive aggiuntivo) di Antonio Marras

 

I sofisticati bagliori di Giorgio Armani

 

La allure hippy di Blugirl

 

La femminilità “en rose” di Piccione.Piccione

 

L’ ode al “Tropico Italiano” di Dolce & Gabbana

 

Le ruches scolpite mixate alle suggestioni sporty di MSGM

 

Il mix and match dal mood esotico di Stella Jean

 

L’ 80 style rivisitato in un tripudio di denim scintillante e maniche balloon di Dsquared2

 

La plain elegance di Bottega Veneta

Milan Fashion Week: tendenze accessori

Ieri abbiamo esaminato alcune tra le tendenze dominanti emerse da Milano Moda Donna. Le passerelle hanno inoltre proposto accessori di volta in volta preziosi, estrosi e ricercati che hanno donato alle collezioni tocchi di straordinaria unicità: di seguito, 15 trend che la Fashion Week milanese ha evidenziato in dettagli di stile contraddistinti dalla più alta genialità creativa. Appuntamento alla prossima settimana per ulteriori approfondimenti.

ROBERTO CAVALLI – Gli ankle boots con tacco in preziose metal-trasparenze.

BYBLOS – La cintura in pelle dal design “grafico”

 

EMPORIO ARMANI – La minibag a tracolla, in cocco verniciato, da portare sul dorso

 

FENDI – I tronchetti con zeppa scultura

 

FENDI – I guanti con alto risvolto in visone e la borsetta con fiore esotico incorporato

 

GUCCI – Il basco “à la française”

 

GUCCI – Gli iconici mocassini con morsetto rivisitati grazie a dettagli fur

 

MSGM – La minibag a intarsi e i lunghi guanti in suede dai colori vibranti

 

MSGM – La maxisciarpa in color block

 

ANTONIO MARRAS – I sandali impreziositi di pelliccia mongolia

 

PRADA – La doppia bag in colori bon bon

 

CRISTIANO BURANI – Gli anfibi in vernice con plateau

 

BLUGIRL – La maxiclutch wallet finemente decorata

 

To be continued…

 


 


 


L’ accessorio che ci piace

 

Altissimi, in pelle, aderenti come maniche che fasciano il braccio e in golose nuance pastello o bon bon: sono i guanti leit-motiv dell’ Autunno/Inverno 2015/16 di Prada, accessorio jolly che permette all’ estro di sbizzarrirsi nell’ abbinamento con gli abitini sleeveless a vita impero dal gusto 60s o ai già iconici tailleur pantalone della collezione. In una linea dedicata alla femminiltà, la “concettuale” Miuccia Prada si avvale dei connotati stilistici e della palette cromatica ad essa abitualmente correlati per sviscerarli, rimodellarli, rimetterli in discussione: il guanto, accessorio classico ed emblema stesso dell’ eleganza femminile, con Prada si allunga a dismisura, amplificando la propria funzionalità ed enfatizzando la propria estetica. Affusolato, colorato, d’effetto, cattura lo sguardo e si tramuta in un basic dell’ intera collezione. Cita il celebre guanto al gomito delle dark ladies d’antan o di icone assolute quali Audrey Hepburn, rendendolo imprescindibile parte integrante del look.

La sua rinnovata veste permette di indossare outfit che scoprono le braccia avvalendosi della metamorfosi che lo ha reso un vero e proprio dettaglio dell’ abito, tassello del puzzle della vestibilità nel quale si incastra alla perfezione. E il mood da femme fatale a cui è storicamente associato sfuma  subito nel girly grazie alle cromie che lo contraddistinguono: giallo pastello, celeste polvere, verde acqua, rosa confetto e bon bon si alternano ed affiancano in un continuo gioco di contrasti, di ton sur ton con le nuance della collezione perdendo qualsiasi sentore di leziosità. Ci piace perchè rilegge in chiave “Prada” uno storico accessorio della femminilità, risulta pratico e sciccoso al tempo stesso e per le deliziose sfumature cromatiche di cui è tinto: tre atout decisivi che senza dubbio garantiscono, al lungo guanto ideato da Miuccia Prada,  un futuro di accessorio cult.

 

 

 

Lo sfizio

 

Alessandro Michele l’ aveva già dimostrato lo scorso gennaio con la collezione Uomo: la blusa  (o, più in generale, l’ abito), adornandosi di jabot, fiocchi, sciarpine, ruches o volants acquista un inconfondibile tocco di stile. Un dettaglio che, a una manciata di giorni dal défilè Gucci di Milano Moda Donna, è già divenuto iconico ed emblematico del nuovo corso estetico del marchio. Non sbagliava, Michele: rinnovare il volto a capi base del guardaroba, ricondurli all’ evoluzione della cifra stilistica “gucciana” è parte integrante del giro di boa creativo che ha egregiamente compiuto con le sue prime collezioni. E nell’ abbattimento dei confini “di genere” operato dall’ attuale Creative Director, pizzi e jabot rientrano a pieno titolo tra i motivi ornamentali di capi chiave quali la blusa declinati in versione assolutamente unisex . Una rivoluzione stilistica direttamente collegata ad un’ innovazione concettuale che abbatte non solo i limiti legati al genere, ma sfuma con estrema eleganza ogni rigida concezione temporale:  citando filosofi come Giorgio Agamben e Roland Barthes, Michele fa propria una “poetica” dell’ abito che riflette la contemporaneità quanto più è “atemporale”. “Il passato è uno strascico, il futuro per me non esiste e mi arrendo all’ idea molto romantica di un presente meraviglioso”, afferma, e traduce il proprio credo in una collezione che reinterpreta i codici del DNA della Maison con estro e uno spirito tra l’ intellettuale e un inedito boho chic già recensito come “elogio dell’ imperfezione”. Lamè plissettato, dettagli in pelliccia, sofisticate trasparenze, abiti in floral pattern di stampo rétro, tailleur pantalone e pantaloni dal taglio maschile (o “no gender”) esaltano una femminilità più “di testa” che carnale, trasognata, sempre filtrata da una raffinata “autorevolezza”, a volte volutamente fané. A definirla, i dettagli: il baschetto alla francese, le ballerine stringate adornate di pon pon, l’elegante nastrino di raso applicato sul collo di una blusa nude look, mocassini e pantofole ricchi di pelo come a sancire un nuovo confort che si fa un tutt’ uno con un vestire “rilassato”, con uno chic informale che al luxury dà un volto innovativo, ma non certo meno prezioso. All’ interno del quale volant, pizzi e jabot si configurano come elementi imprescindibili e sfiziosi di un gusto sopraffino oltre che iconici dettami di uno stile del tutto personale e senza tempo.