Milano Fashion Week: flash dalle collezioni AI 2018/19 (parte 4)

GIORGIO ARMANI

Quarto ed ultimo appuntamento dedicato alla Milano Fashion Week. A conclusione di questa breve sintesi delle collezioni Autunno/Inverno 2018/19 – lo spazio obbliga a una selezione, e Parigi già chiama! – le proposte di Giorgio Armani, Marni, Dolce & Gabbana e MSGM: visioni eclettiche che esprimono una personale concezione della femminilità e dello stile. Più fedeli al proprio heritage Giorgio Armani e Marni, impegnati in una ricerca che valorizza i codici signature dei rispettivi brand: e se Armani manda in scena un’ eleganza sublimata da colori esotici e blu “notturni” in ton sur ton, Marni opta per nuance shock declinate in forme over ed esaltate dal vinile. Dolce & Gabbana inneggiano alla “Fashion Devotion” rivisitando, con vis giocosa, il loro tipico coté sacrale: tra creazioni di ispirazione ecclesiastica spiccano slogan come “Fashion sinner” o “Santa Moda”, mentre MSGM si affida alle scritte per citare i più leggendari bar di Milano e porge un tributo alla città meneghina.

 

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3 – Lo chic globale di GIORGIO ARMANI

 

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3 – La femminilità a tinte shock di MARNI

 

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3 – La Fashion Devotion di DOLCE & GABBANA

 

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3 – La milanese stilosa e pop di MSGM

 

 

Milano Fashion Week: flash dalle collezioni AI 2018/19 (parte 3)

N. 21

In questo post sulle sfilate milanesi, quattro brand che hanno tracciato un link tra ispirazione e pattern, grafismi, fantasie ornamentali ben precisi: N. 21 adorna gli oufit della sua majorette con scintillanti scritte in stile Las Vegas, mentre motivi check e tartan pervadono le collezioni, rispettivamente, di Marco De Vincenzo e di Versace. Ma se il designer messinese li associa (insieme a miriadi di sfumature rainbow)  a un’ iconografia che mixa reale e virtuale, Donatella Versace restituisce al tartan l’ originaria valenza di appartenenza a un clan, in questo caso il clan Versace. Etro prosegue invece, attraverso le stampe, l’ esplorazione di un iter a metà tra l’ etnico e il folk.

 

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3 – Paillettes anche in versione outerwear: la majorette di N.21, star della vita quotidiana

 

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3 – Audacia, glamour stile 80s e dettami punk con il tartan a fare da leitmotiv: l’ irresistibile clan VERSACE

 

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3 –  “Test pattern” in technicolor, pixel e residui profusi di tecnologia visiva: con MARCO DE VINCENZO il virtuale lascia spazio al reale

 

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3 – Colori autunnali, frange e folk ad alta concentrazione: l’ ethno-chic di ETRO

 

Milano Fashion Week: flash dalle collezioni AI 2018/19 (parte 2)

MAX MARA

Prosegue il “resumé” per immagini della Fashion Week milanese. In questo post, alcuni look tratti dalle collezioni di quattro brand – Max Mara, Prada, Fendi, e Emilio Pucci – che coniugano il proprio heritage agli stilemi di una femminilità declinata in molteplici sfaccettature. Max Mara si appropria degli emblemi dello stile alternativo, Prada pensa a una donna che fa risplendere la notte di un tripudio di colori neon. Fendi manda in passerella una vestale dell’ urban chic, mentre Pucci viaggia a ritroso nel tempo e si lascia ispirare dall’ allure iconica di Marilyn Monroe.

 

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3 – Grinta e seduttività per la musa underground di MAX MARA

 

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3 – Toni fluo più un mix a contrasto di tulle e stile sporty per la notte griffata PRADA

 

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3 – Glamour urban e allure ultra chic ma disinvolta per la donna FENDI

 

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3 – Stampe, colori vividi e silhouette in evidenza per la femminilità dal sapore rétro di EMILIO PUCCI

 

 

 

 

Milano Fashion Week: flash dalle collezioni AI 2018/19 (parte 1)

GUCCI

Ultimo giorno di sfilate. A Milano si conclude una Fashion Week che sta facendo molto parlare di sè. Al centro delle discussioni è soprattutto il défilé di Gucci, amato e criticato in parti uguali per la potenza della sua messa in scena: Alessandro Michele, ispirandosi alle teorie cyborg di Donna Haraway, ha ideato una collezione che frantuma tutti i cardini dell’ identità di genere. In passerella hanno sfilano creature ibride e al di là di ogni schema categoriale, androidi che sembravano usciti dalla penna di Mary Shelley. A far da sfondo, una sala operatoria con lettini che evocavano l’ attento lavoro di “taglia e cuci” da cui avevano preso vita. I modelli avanzavano con cuccioli di drago in braccio o reggendo il calco della loro testa mozzata, indizi di un test cibernetico inneggiante al concetto del “multiplo” e dell’ “eterogeneo”: il risultato è un mix and match di pattern, copricapo etnici, abiti arricchiti da filamenti di cristalli ed “esplosioni di piume”, look protetti da un candido strato di tulle che ricordano i mobili coperti dal cellophane tipici degli anni ’60. Ma se sul versante stilistico la svolta di Gucci riscuote consensi unanimi, la visione di Alessandro Michele suscita, a volte, reazioni contrastanti. In questo caso, il dibattito si è innestato sulla scelta della sala operatoria della scenografia e sulle teste mozzate in passerella, ma anche i turbanti indossati dai modelli – come riporta il Corriere della Sera – sono stati oggetto di critiche: la comunità Sikh ha contestato l’ utilizzo “modaiolo” del suo tradizionale copricapo. Sia le lodi che i biasimi, comunque, non fanno altro che consolidare la carica rivoluzionaria del progetto di Michele. Visionarietà, audacia e sperimentazione si riconfermano i punti di forza di un designer che ha saputo imporre un’ estetica del tutto inedita, inconfondibile e già iconica. Oltre a Gucci, questa Fashion Week ha visto sfilare autentici guru della moda: Versace, Giorgio Armani, Alberta Ferretti, N.21, Dolce & Gabbana, Fendi, Moschino, Antonio Marras, Ferragamo, Pucci, Blumarine, Ermanno Scervino e moltissimi altri ancora, hanno portato in passerella un concentrato straordinario e eclettico di creatività Made in Italy. A partire da oggi, su VALIUM troverete una sintesi di Milano Moda Donna condensata in una serie di look tratti dai défilé. Non mi resta, quindi, che augurarvi una buona visione e salutarvi con uno “Stay tuned!”

 

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3 – Le cyborg-creature di GUCCI

 

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3 – La empowered woman di ALBERTA FERRETTI

 

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3 – Il pop-chic di ispirazione Jackie O’ di MOSCHINO

 

 

 

Milan Fashion Week: riflettori puntati su 10 look (part 3)

La “morena” a tinte folk di San Andrés Milano

Terza (ed ultima) tranche della selezione dei look visti alla Milan Fashion Week. Ulteriori tappe di questa rassegna sarebbero d’obbligo, ma Parigi chiama! Prima di addentrarci insieme nella gallery, un plauso va dunque a tutti – ma proprio a tutti – gli ipertalentuosi protagonisti della kermesse meneghina.

Il gingham campestre di Blumarine

Il connubio strong di fucsia & red di Trussardi

Lo stile zen (con ruche) di Krizia

Il tributo a Lina Bo Bardi della collezione Max Mara

Gli outfit funzionali e multitasking di Marni

La seduttrice romantico-passionale di Alberta Ferretti

Il minidress fluttuante di Ermanno Scervino

Il decostruttivismo handmade di Gabriele Colangelo

Il chiodo iridescente di Lorenzo Serafini

Milan Fashion Week: riflettori puntati su 10 look (part 2)

Il blu Klein minimal-chic di Salvatore Ferragamo

Prosegue la rassegna di VALIUM sulla Milan Fashion Week: 10 scatti per 10 look selezionati dalle collezioni SS 2017 presentate in passerella. Siete pronte per la seconda tranche? Per voi, un invito nel front row di questa modaiola avventura.

Le contaminazioni afro-europee (con tanto di beehive aggiuntivo) di Antonio Marras

 

I sofisticati bagliori di Giorgio Armani

 

La allure hippy di Blugirl

 

La femminilità “en rose” di Piccione.Piccione

 

L’ ode al “Tropico Italiano” di Dolce & Gabbana

 

Le ruches scolpite mixate alle suggestioni sporty di MSGM

 

Il mix and match dal mood esotico di Stella Jean

 

L’ 80 style rivisitato in un tripudio di denim scintillante e maniche balloon di Dsquared2

 

La plain elegance di Bottega Veneta

Milan Fashion Week: tendenze accessori

Ieri abbiamo esaminato alcune tra le tendenze dominanti emerse da Milano Moda Donna. Le passerelle hanno inoltre proposto accessori di volta in volta preziosi, estrosi e ricercati che hanno donato alle collezioni tocchi di straordinaria unicità: di seguito, 15 trend che la Fashion Week milanese ha evidenziato in dettagli di stile contraddistinti dalla più alta genialità creativa. Appuntamento alla prossima settimana per ulteriori approfondimenti.

ROBERTO CAVALLI – Gli ankle boots con tacco in preziose metal-trasparenze.

BYBLOS – La cintura in pelle dal design “grafico”

 

EMPORIO ARMANI – La minibag a tracolla, in cocco verniciato, da portare sul dorso

 

FENDI – I tronchetti con zeppa scultura

 

FENDI – I guanti con alto risvolto in visone e la borsetta con fiore esotico incorporato

 

GUCCI – Il basco “à la française”

 

GUCCI – Gli iconici mocassini con morsetto rivisitati grazie a dettagli fur

 

MSGM – La minibag a intarsi e i lunghi guanti in suede dai colori vibranti

 

MSGM – La maxisciarpa in color block

 

ANTONIO MARRAS – I sandali impreziositi di pelliccia mongolia

 

PRADA – La doppia bag in colori bon bon

 

CRISTIANO BURANI – Gli anfibi in vernice con plateau

 

BLUGIRL – La maxiclutch wallet finemente decorata

 

To be continued…

 


 


 


L’ accessorio che ci piace

 

Altissimi, in pelle, aderenti come maniche che fasciano il braccio e in golose nuance pastello o bon bon: sono i guanti leit-motiv dell’ Autunno/Inverno 2015/16 di Prada, accessorio jolly che permette all’ estro di sbizzarrirsi nell’ abbinamento con gli abitini sleeveless a vita impero dal gusto 60s o ai già iconici tailleur pantalone della collezione. In una linea dedicata alla femminiltà, la “concettuale” Miuccia Prada si avvale dei connotati stilistici e della palette cromatica ad essa abitualmente correlati per sviscerarli, rimodellarli, rimetterli in discussione: il guanto, accessorio classico ed emblema stesso dell’ eleganza femminile, con Prada si allunga a dismisura, amplificando la propria funzionalità ed enfatizzando la propria estetica. Affusolato, colorato, d’effetto, cattura lo sguardo e si tramuta in un basic dell’ intera collezione. Cita il celebre guanto al gomito delle dark ladies d’antan o di icone assolute quali Audrey Hepburn, rendendolo imprescindibile parte integrante del look.

La sua rinnovata veste permette di indossare outfit che scoprono le braccia avvalendosi della metamorfosi che lo ha reso un vero e proprio dettaglio dell’ abito, tassello del puzzle della vestibilità nel quale si incastra alla perfezione. E il mood da femme fatale a cui è storicamente associato sfuma  subito nel girly grazie alle cromie che lo contraddistinguono: giallo pastello, celeste polvere, verde acqua, rosa confetto e bon bon si alternano ed affiancano in un continuo gioco di contrasti, di ton sur ton con le nuance della collezione perdendo qualsiasi sentore di leziosità. Ci piace perchè rilegge in chiave “Prada” uno storico accessorio della femminilità, risulta pratico e sciccoso al tempo stesso e per le deliziose sfumature cromatiche di cui è tinto: tre atout decisivi che senza dubbio garantiscono, al lungo guanto ideato da Miuccia Prada,  un futuro di accessorio cult.

 

 

 

Lo sfizio

 

Alessandro Michele l’ aveva già dimostrato lo scorso gennaio con la collezione Uomo: la blusa  (o, più in generale, l’ abito), adornandosi di jabot, fiocchi, sciarpine, ruches o volants acquista un inconfondibile tocco di stile. Un dettaglio che, a una manciata di giorni dal défilè Gucci di Milano Moda Donna, è già divenuto iconico ed emblematico del nuovo corso estetico del marchio. Non sbagliava, Michele: rinnovare il volto a capi base del guardaroba, ricondurli all’ evoluzione della cifra stilistica “gucciana” è parte integrante del giro di boa creativo che ha egregiamente compiuto con le sue prime collezioni. E nell’ abbattimento dei confini “di genere” operato dall’ attuale Creative Director, pizzi e jabot rientrano a pieno titolo tra i motivi ornamentali di capi chiave quali la blusa declinati in versione assolutamente unisex . Una rivoluzione stilistica direttamente collegata ad un’ innovazione concettuale che abbatte non solo i limiti legati al genere, ma sfuma con estrema eleganza ogni rigida concezione temporale:  citando filosofi come Giorgio Agamben e Roland Barthes, Michele fa propria una “poetica” dell’ abito che riflette la contemporaneità quanto più è “atemporale”. “Il passato è uno strascico, il futuro per me non esiste e mi arrendo all’ idea molto romantica di un presente meraviglioso”, afferma, e traduce il proprio credo in una collezione che reinterpreta i codici del DNA della Maison con estro e uno spirito tra l’ intellettuale e un inedito boho chic già recensito come “elogio dell’ imperfezione”. Lamè plissettato, dettagli in pelliccia, sofisticate trasparenze, abiti in floral pattern di stampo rétro, tailleur pantalone e pantaloni dal taglio maschile (o “no gender”) esaltano una femminilità più “di testa” che carnale, trasognata, sempre filtrata da una raffinata “autorevolezza”, a volte volutamente fané. A definirla, i dettagli: il baschetto alla francese, le ballerine stringate adornate di pon pon, l’elegante nastrino di raso applicato sul collo di una blusa nude look, mocassini e pantofole ricchi di pelo come a sancire un nuovo confort che si fa un tutt’ uno con un vestire “rilassato”, con uno chic informale che al luxury dà un volto innovativo, ma non certo meno prezioso. All’ interno del quale volant, pizzi e jabot si configurano come elementi imprescindibili e sfiziosi di un gusto sopraffino oltre che iconici dettami di uno stile del tutto personale e senza tempo.