Feria de Abril

DOLCE & GABBANA

Quest’ anno, nonostante il nome, cadrà di Maggio: ma la sua suggestività non verrà certo meno. La Feria de Abril di Siviglia, che ha inizio la seconda domenica successiva a Pasqua, è una scoppiettante festa in cui la cultura flamenca regna sovrana. Per una settimana (nel 2019, dal 4 all’ 11 Maggio), nella città dell’ Alcazar sarà un tripudio di “jinetes” (cavalieri) che indossano il tipico cappello “cordobés”, “tablao” animati da “bailaoras” in lunghi abiti a balze tempestati di pois, luci disseminate in tutto il recinto – il “Real” – che delimita la Feria. Il ritmo delle nacchere cadenzerà la melodia delle “sevillanas”, colonna sonora non stop di celebrazioni all’ insegna delle più antiche tradizioni andaluse: la prima notte di festa verrete travolti dal delizioso odore del “pescaito” (pesce fritto), che nelle “casetas” si è soliti offrire insieme alle prelibatezze gastronomiche locali. Ai pregiati vini di Jerez de la Frontera e di Sanlùcar de Barrameda si alternerà il frizzante aroma del “rebujito”, cocktail per eccellenza della Feria de Abril, e tutto intorno saranno suoni, balli e canti che intrecciano la loro storia con il “duende” gitano, la quintessenza del flamenco. In omaggio alla Feria de Abril, VALIUM seleziona cinque outfit che sembrano inneggiare al suo mood: alternano un’ impronta gipsy alla spettacolarità del caratteristico “traje”, e vibrano di suggestioni ataviche, viscerali, dal fascino potente. Sprigionando una passionalità che racchiude lo spirito stesso del “duende”.

 

CAROLINA HERRERA

CARMEN MARCH

PACO RABANNE

RODARTE

 

 

 

Valentino TKY e la filosofia giapponese del “ma”

 

Dopo il Sakura di Dior e l’ incanto dell’ Hanami, non potevo trascurare un altro affascinante tema che la moda ha attinto, recentemente, dalla cultura del Sol Levante. Dimenticate per un attimo la Primavera (che VALIUM ha assurto a filo conduttore di questa settimana) per inoltrarvi in una collezione Pre-Fall 2019 molto speciale: quella di Valentino. Il direttore creativo Pierpaolo Piccioli si è ispirato al concetto del “ma” giapponese per proporre dei look a dir poco spettacolari. Che cos’è il “ma”? Una stanza sospesa tra cielo e terra: è così che, in un suo saggio a tema, Sachiyo Goda lo descrive. Il concetto di “intervallo”, di “vuoto tra due elementi”, è un caposaldo del pensiero del Sol Levante. Lo ritroviamo in filosofia, nell’arte e nei più svariati settori. Valentino lo ha rielaborato in una collezione presentata a Tokyo, dove il 27 Novembre scorso look maschili e femminili hanno sfilato per la prima volta insieme. Un evento di grande portata, ma che ha concesso poco spazio ai social network e alle celebrity: a farla da padrona è stato il concetto, il motivo ispirativo che ha dato vita alle creazioni. Il “ma”, per l’ appunto. Concepito come una zona franca dedicata alla meditazione e all’ideazione, l’ intermezzo da cui scaturisce un dialogo tra opposti, un punto di incontro/scontro tra antitesi. A contrapporsi, in questo caso, sono perfezione e imperfezione, permanenza e caducità, tutte invariabilmente associate alla nozione di “bellezza”. Da un lato, dunque, la perfezione con la sua armonia, la sua stabilità, le sue linee simmetriche; dall’ altro, l’ imperfezione con il suo continuo divenire. Il tempo si tramuta in un valore essenziale, delinea gli umori e definisce le forme: è così che l’ estetica della Maison adotta un minimalismo inedito, fondendosi con la visione del “wabi-sabi” che identifica la transitorietà e la bellezza colta nell’ imperfezione. I volumi si semplificano, i volant si appiattiscono, le ruches fluttuano in verticale, ai pizzi degli abiti più scenografici si alternano asimmetrie e linee nette. I colori, anch’essi associati a una precisa simbologia nel Sol Levante,  sanciscono il trionfo del rosso – colore-icona di Valentino ma anche nuance della purificazione, della sacralità, della vita – affiancato al nero e al bianco,   emblemi rispettivamente dell’ oscurità e del divino. La tinta unita prevale, affiancata da pattern floral e da imponenti grafismi, il logo Valentino prolifera soprattutto sui look maschili. Perfezione e imperfezione si intersecano non in un connubio casuale, bensì  incarnando il fine ultimo della ricerca: il risultato sono creazioni che rivelano un Valentino inedito, in continuo transito sulla via dell’ evoluzione. La perfezione imperfetta diviene l’ obiettivo supremo da raggiungere, un obiettivo che dal concetto di “ma” non può prescindere. E Pierpaolo Piccioli, proseguendo il suo viaggio di approfondimento attraverso le più disparate culture, porta avanti il concetto di “inclusività” ormai diventato un trademark della nuova era di Valentino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Agatha Ruiz de la Prada e Cosima Ramirez, lo stile come un surreale sogno in technicolor

 

Un’ esplosione rutilante di cuori, stelle, fiori, bonbon e bocche “daliniane” si tinge di cromie vibranti e di nuance pastello più soavi, ma altrettanto magiche: predominano il fucsia, il rosso, il turchese, il giallo, l’ arancio, alternati a squarci di verde mela, rosa e lilla non di rado metallizzati. L’ universo di Agatha Ruiz de la Prada è inconfondibile, ma ci stupisce puntualmente con la sua eccentrica giocosità. La collezione Primavera/Estate 2019 della stilista madrilena non sfugge alla regola, trascinandoci in un tornado di gioia di vivere: look che si declinano nelle incredibili forme citate a inizio articolo – non ultima, la sfera che ricorda quella tenuta in equilibrio dalle foche, nei circhi – anzichè mettere il corpo in secondo piano, lo esaltano tramite volumi inediti e sbalorditivi. Top convertiti in enormi caramelle, abiti come birilli, stelle al posto della gonna sembrano usciti da un surreale sogno in technicolor, dove persino i fuseax sfoggiano una palette vivida ed i cuori, che celano le labbra a mò di maschera, vanno a sostituirsi al lipstick in total red.

 

Cosima Ramirez e Agatha Ruiz de la Prada

Di questo pianeta onirico non poteva non far parte Cosima, la ventinovenne secondogenita di Agatha Ruiz de la Prada, che per il fashion show ha proposto le sue Zapatillas Cosmicas (VALIUM ne aveva già parlato qui) in un tripudio di policrome versioni: le chunky sneakers dalla vertiginosa zeppa sono ora in vendita nella boutique on line di ES Fascinante, il sito che vanta i brand più esclusivi e autentici del “Made in Spain”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Photo courtesy of Dream of Beach Night Madrid

 

 

Equinozio di Primavera

DOLCE & GABBANA

Arriva ufficialmente la Primavera. L’Equinozio sancisce la sua entrée con un ugual numero di ore di buio e luce, ma anche con riti atavici la cui magia si perde nella notte dei tempi. Il tramonto avvolge il paesaggio in una luce rosata, l’ aria si fa frizzante e la luna splende ogni notte più luminosa. Ci piace celebrare la nuova stagione ricordando la dea Flora, divinità romana della fioritura, e salutare il risveglio della natura con un tripudio di fiori che sbocciano sugli abiti, sulle chiome, sugli accessori: perchè anche la moda inneggia alla rinascita attraverso un’ inebriante esplosione floreale.

 

RODARTE

MATTY BOVAN

RAPHAELLA BOOZ

MARY KATRANTZOU

ROD ALMAYATE

VALENTINO

GIRL OF NOW FOREVER di ELIE SAAB

 

FENDI PEEKABOO

GUCCI

LUISA BECCARIA

DOLCE & GABBANA

RODARTE

POLLINI

PETER PILOTTO

SIMONE ROCHA

GUCCI

STUART WEITZMAN

DELPOZO

MIU MIU

MSGM

ERDEM

OSCAR DE LA RENTA

BLUMARINE

DAISY  SUNSHINE collection – MARC JACOBS

MARC JACOBS

BADGLEY MISCHKA

 

 

 

 

I “Fashion Statements” di Viktor & Rolf

 

Da un “No photos, please” che evoca il conflittuale rapporto tra paparazzi e star allo spiazzante “Trust me I’m a liar”. E poi, via via sempre più corrosivamente: “Sorry if I’m late, I didn’t want to come”, “Leave me alone”, “Go f…k yourself” e una miriade di ulteriori slogan a metà tra ironia e sarcasmo. Sono i “Fashion Statement” di Viktor & Rolf, il leitmotiv della loro collezione di Haute Couture Primavera/Estate 2019. Pensavate di essere abituate ai “claim” che invadono le creazioni di moda? Questa è tutta un’ altra storia. Viktor & Rolf li tramutano in spettacolari ossimori, dicotomie che fanno del contrasto il loro principale atout: i loro slogan campeggiano su long dress vaporosi come nuvole di tulle, eterei e rarefatti al punto tale da rievocare gli abiti delle Principesse delle fiabe. Pensate solo che, per realizzare questa collezione, il duo olandese ha impiegato ben otto chilometri di tulle! Forme scultoree, capolavori impreziositi da volant, fiocchi, balze e fitte ruche si svasano ad A o assumono una linea a clessidra accentuando una allure fortemente onirica, dove l’ elemento surreale si concentra nella contrapposizione tra le frasi “caustiche” e la leggiadria del tulle. La palette cromatica è deliziosa, un arcobaleno di colori pastello che non di rado virano al degradé e al fluo. Sul catwalk, le creazioni sono state accompagnate a un hairstyle “preraffaellita”, chiome lunghissime e ondulate come in un dipinto di Dante Gabriel Rossetti. Look imponenti, maestosi ma soavi al tempo stesso hanno stupito il pubblico grazie alla loro magnificenza scenografica: non è un caso che questi abiti abbiano già ammaliato celebrity del calibro di Julia Roberts, Poppy e Caroline Vreeland (la nipote della leggendaria Diana). Le foto di backstage del défilé risaltano la minuziosissima cura riposta da Viktor & Rolf nel definire ogni minima gradazione, ogni minima ruche. E’ il trionfo di una Couture avantgarde, contemporanea, che fonde sapientemente il sogno con la dimensione street. A suggellare il tutto, un regale long dress in balze di tulle rosa sul quale spicca la scritta “Less is more”: l’ ironia si converte nel cardine attorno a cui ruota una bellezza inedita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un fatato Martedì Grasso

PAM HOGG

Abiti incredibili, a metà tra la realtà e il sogno. Vaporosi virtuosismi in tulle, copricapo simili a parrucche del ‘700, Pierrot del Terzo Millennio, mise che sembrano uscite da un cartoon, divagazioni in stile fiabesco oppure circense: a Carnevale, è risaputo, ogni look fatato vale.

 

MOSCHINO

 

ANDREAS KRONTHALER FOR VIVIENNE WESTWOOD

 

MARC JACOBS

 

VIVETTA

 

 

 

San Valentino: intrecci amorosi di rosa, fucsia e rosso

 

A San Valentino, il rosso abbandona il ruolo di protagonista per accompagnarsi alle più svariate sfumature di rosa. Il colore della passione per antonomasia stempera i suoi toni incendiari affiancandosi alla tonalità associata all’ empatia, al romanticismo, al femminile: il mix che ne risulta è già un must del guardaroba. Ma l’accostamento più cool è, senz’altro, quello che combina il rosso con il fucsia. La sensuale grazia che emana questa nuance dona al rosso una seduttività inedita,  esaltandone l’ ardore con accenti di puro fascino. E non finisce qui. L’ ammaliante, vibrante, enigmatico fucsia proclama la sua audacia anche giocando in solitaria. Non di rado lo ritroviamo in total look, pronto ad incarnare un’ eleganza che non dimentica il glamour: il successo che riscuote è tale da valergli l’ appellativo di “nuovo rosso”.

 

CHRISTIAN SIRIANO

KATE SPADE – Nicola Twistlock medium shoulder bag

 

DELPOZO

YVES SAINT LAURENT – Rouge Volupté Shine oil-in-stick

VALENTINO

CAROLINA HERRERA

KATE SPADE – Orologio Heart Holland

ANDREAS KRONTHALER FOR VIVIENNE WESTWOOD

TEATUM JONES

FENTY BEAUTY – Fenty Beauty Stunna Lip Paint Unlocked

 

 

THE ROSE TEDDY BEAR

 

GIVENCHY – Live Irrésistible Rosy Crush coffret

 

BRANDON MAXWELL

TIBI

 

DR.MARTENS

MARC JACOBS – Snapshot Small Camera Bag

 

PRABAL GURUNG

GUCCI

MARNI

DIOR – Rouge Dior

CASADEI

CUSHNIE ET OCHS

MSGM

 

 

 

 

 

 

 

Faux fur, full color

MARC JACOBS

Il freddo? Lo si combatte con pellicce in full color e rigorosamente eco. Tonalità vibranti come il rosso, il blu elettrico, l’ arancio, il cobalto e il rosa confetto risaltano come un tripudio di coriandoli che si posa, volteggiando, sulla neve fresca. Sarà che il Carnevale si avvicina, attirandoci nelle sue atmosfere multicolor. Oppure, che le giornate sempre più lunghe di Febbraio già ci regalano tramonti dalle cromie inebrianti per  lo sguardo e per il cuore. Non è un caso, quindi, se optiamo per faux fur che squarciano il grigiore con le loro nuance sgargianti, tonificanti, vivaci: combinano il colore con un’ estrema morbidezza e vantano un design ad alto tasso di stile. Provare per credere.

 

MILLY

DELPOZO

CHRISTIAN SIRIANO

TIBI

 

 

Bianca Neve

VALENTIN YUDASHKIN

Un total white sognante, rarefatto, etereo. Soave come la neve che scende, candida, nel cuore dell’ Inverno. Il bianco si declina in preziosi look dove la minuziosa ricercatezza del pizzo e l’impalpabile tulle la fanno da padrone e donano l’ allure di una Regina delle Nevi. Nessuna nuance vibrante, dunque, nessun cromatismo: perchè  “Il colore della Primavera è nei fiori; il colore dell’ Inverno nella fantasia”, citando Terri Guillemets.

 

SIMONE ROCHA

JONATHAN SIMKHAI

PREEN BY THORNTON BREGAZZI

VIVETTA

 

 

Moschino Pre-Fall 2019: un omaggio a Federico Fellini

 

La location è lo Studio 10 di Cinecittà. Al suo interno, una scenografia che replica fedelmente quella della festa più memorabile de “La Dolce Vita”: i fotogrammi in cui, tanto per capirci, Celentano intona “Ready Teddy” e Anita Ekberg/Sylvia si scatena al ritmo del rock’n roll. La ricostruzione delle millenarie Terme di Caracalla fa ora da sfondo a una sfilata d’eccezione. E’ la sfilata della collezione Pre-Fall 2019 di Moschino, in scena per la prima volta a Roma, che rende omaggio a Federico Fellini ed alle sue leggendarie pellicole. L’ immaginario onirico, surreale, poetico del grande regista rivive in un fashion show spettacolare, dove la contemporaneità più sciccosa e sporty si fonde esplosivamente con l’ iconografia (e con l’iconoclastia) felliniana: armature da centurione rivisitate e scritte latine ornamentali rievocano l’ antica Roma di “Satyricon”, l’ abito con cui la Ekberg fa il bagno nella Fontana di Trevi si tinge di rosso ciliegia, le dame di “Casanova” ispirano sontuose creazioni settecentesche con tanto di corpetto e crinoline. Opulenza e cura per il dettaglio fanno da leimotiv ad ogni look. La magia di “Otto e mezzo” riaffiora negli scenografici boa di struzzo simili a quello indossato da Claudia Cardinale, un tripudio di lustrini celebra il glamour de “La Dolce Vita”. Non mancano parka, bomber iper decorati, cappotti stretti in vita da ampie fasce in raso rosso, viola e oro che rimandano alla sontuosità del défilé clericale immortalato in “Roma”. A quello stesso film fanno pensare i preziosi scheletri ricamati sugli outfit, ma anche i pantaloni multicolor da centauro che sembrano citarne il gran finale. E poi, ancora, un impalpabile abito nero adornato da due battenti a testa di leone posati sul seno. Mi piace immaginarli associati al portone che Anna Magnani si chiude alle spalle in una delle ultime scene della pellicola: lo splendore di un palazzo patrizio e la travolgente veracità di “Nannarella”. Ovvero, due emblemi supremi di Roma che neppure Fellini avrebbe potuto ignorare.

 

 

Non si possono tralasciare le acconciature mozzafiato che l’hairstylist Jimmy Paul ha ideato per l’occasione: troneggianti parrucche rococò, chiome ramate alla “Gradisca” si alternano a updo anni ’60 in stile “Otto e mezzo” e vengono impreziositi da corone, elmi romani, maxifiocchi, copricapo in piume da autentica diva. Il risultato? Un’ ode alla visionarietà felliniana che esalta ed avvalora il tributo di Jeremy Scott all’ immaginifico regista di Rimini. (Guarda qui la sfilata completa)