Lo sfizio

Pelliccia eco + colore, ormai si sa, è un connubio vincente. E se il colore fosse fluo? La pelliccia si tramuterebbe immediatamente in un must. Alberta Ferretti ha centrato l’ obiettivo in pieno con la faux fur inclusa nella sua “Rainbow Week Fluo” . La nuova capsule che inneggia ai giorni della settimana si compone di pull, t-shirt, shopping bag, costumi e minidress rigorosamente in colori al neon e con il consueto nome di ogni dì impresso, quasi fosse un claim: inutile dire che sta impazzando tra le fashionista e tra le celebs.  Ancora più d’impatto e vibrante della “Rainbow Week” originaria, la “fluo edition” non tralascia un cult dell’ Inverno come la pelliccia. E lo fa con un modello eco appena oltre i fianchi, a pelo lungo e con grandi revers già scenografico di per sè. Ma è il bicolor fluo a  donarle un twist del tutto unico: tinta di un viola intenso e di azzurro fosforescente sulle bordature, la faux fur “Rainbow” sfoggia una allure grintosa. La fodera in pizzo declinata nella stessa nuance di azzurro del pelo è un preziosismo extra, un’ autentico tocco di raffinatezza. Per uno stile al top, le Mia Mule in velluto nero si rivelano l’ abbinamento DOC. Non ci sorprende certo sapere che, nel sito web di Alberta Ferretti, questa eco pelliccia sia già sold out!

 

 

 

Lo sfizio

 

Il cappotto rosa? Ormai un basic del guardaroba. Anche l’ attuale stagione fredda lo vede protagonista, ma con un nuovo twist. Gucci lo inserisce ne “Il Giardino dell’ Alchimista”, la collezione che Alessandro Michele dedica all’ Autunno/Inverno 2017/18, e lo impreziosisce di dettagli ad hoc: il suo cappotto è tinto di quell’ evanescente nuance di rosa che Pantone ha battezzato “Ballet Slipper”, sagomato e sottolineato da rifiniture che ne seguono, esaltandolo, fedelmente il taglio. La allure dreamlike e iperfemminile è il suo segno distintivo, elemento chiave di uno stile intriso di potente magia alchemica. Si traduce nei grandi revers arrotondati, nella vita alta, nell’ orlo che accompagna il doppiopetto evitando di formare angolature nette. Ma soprattutto, risalta in una bordatura nera rivestita di strass che traccia arabeschi sul cappotto e ne definisce le forme:  a mò di scintillante guarnizione rimarca i contorni, evidenzia la vita, scolpisce il giro spalla, profila le due tasche applicate, descrive riccioli sui polsi e sui revers. Completano il look accessori che ne accentuano la preziosità eterea. Accenti di femminilità vengono ribaditi dai guanti in tulle e dalle décolletè con cinturino declinate in satin rosa, mentre il giardino evocato dalla collezione fa capolino nelle calze su cui si inerpica un ricamo di fiori. A far da copricapo, una cloche che richiama la bordatura del cappotto in un dettaglio tempestato di strass. Il mood è onirico, vagamente rétro, lo stile denso di accenni al déco. Si potrebbe concludere scrivendo che, se l’ elisir di lunga vita era al centro delle ricerche degli alchimisti, Alessandro Michele è in grado di attraversare le epoche delineando i caratteri di un’ estetica immortale.

 

Erdem x H&M: il fascino segreto dei fiori

(Photo by Michal Pudelka)

La nuova designer collaboration di H & M vede protagonista Erdem Morialoglu ed è un’ esplosione di fiori. Ricordi, suggestioni, preziosismi danno vita a una collezione all’ insegna della bellezza pura: creandola, Erdem ha reinterpretato la sua estetica mixando ispirazioni provenienti dal cinema, dalla musica e dalla campagna inglese a una squisita sartorialità d’antan. Accenti rétro evidenziano silhouette iperfemminili esaltate dai pizzi e dai pattern floral, colori scuri fanno da sfondo alle nuance vivaci di una Primavera che ha nel fiore il suo clou. Non è un caso che sia proprio “The Secret Life of Flowers” l’ evocativo titolo del corto attraverso cui Baz Luhrmann racconta la collezione: ambientato in una villa di campagna dagli interni magicamente in fiore, la trama combina mistero e amore concentrandosi su un etereo “ménage à trois” che nasce e si sviluppa sulle note di “Hypnotized” degli Years & Years. Il regista di film come “Moulin Rouge”, “Romeo + Giulietta” e “Il Grande Gatsby” non smentisce il suo talento visionario e dirige un corto intriso di passione, verve drammatica e vivacità interpretato da un cast di modelli e attori in cui spiccano i protagonisti Tom Rhys Harries, Ruby Dagnall, Hero Fiennes Tiffin e l’ astro British della recitazione Harriet Walter. In pochi minuti, Luhrmann traduce mirabilmente il mood che anima le creazioni di Erdem per H & M. Un’ atmosfera onirica ci introduce in un mondo dell’ eterna Primavera: è proprio lì, nell’ incantata ed incantevole dimora abitata da Harriet Walter e dai suoi giovani ospiti, che l’ amore sboccia nel bel mezzo di un banchettare festoso e si impregna di attrazione. Tra flash di gruppo improvvisati, danze travolgenti e brividi di gelosia repentina prende vita, scena dopo scena, una storia che gli abiti della capsule Erdem x H & M contribuiscono a narrare coniugando romanticismo e contemporaneità. Ma la collaborazione con il colosso svedese del “fast fashion” coincide, per Erdem Morialoglu, con un importante debutto: il designer trapiantato a Londra lancia infatti la sua prima collezione uomo. E ribadisce il mood rétro in una serie di suit e cappotti ispirati alla ricercatezza delle mise che era solito sfoggiare suo padre.

Per vedere il corto “The Secret Life of Flowers” di Baz Luhrmann, cliccca qui

Contagiata dal fascino della capsule di womenswear Erdem x H&M, ho selezionato 5 look ad hoc per la stagione fredda più relativi accessori.

LOOK 1 – La giacca fiorita in jacquard su sfondo black si abbina alla full skirt o, alternativamente, ai pantaloni con pattern identico

 

 

Texture pelle di rettile e punta affilata per le pumps con applicazioni floral argentate

LOOK 2 – Pizzo, bordature plissé e nastri impreziosiscono l’ abito svasato in total black

LOOK 3 – Un romantico fiocco nero accentua la femminilità del cappotto animalier

Il motivo del fiocco ritorna negli orecchini pendenti con perle e strass

LOOK 4 – E’ un tripudio plissettato l’ abitino in floral print

LOOK 5 – Ancora fiori all over per il prezioso cappotto stretto in vita da una cintura nera in gros grain

All’ insegna dello chic la borsa che mixa texture pelle di rettile ed applicazioni gioiello. Si porta sia nella versione a tracolla che con manici

 

L’ eclettismo di Schield: al via una linea di Home Design e le Schield Handbags

 

Il 2017 di Schield è, senza dubbio, un anno all’ insegna dell’ eclettismo e delle novità più esplosive. Il brand di luxury jewellery che vede Roberto Ferlito e Diego Diaz Marin “partner in crime” di una straordinaria avventura creativa, si diversifica debuttando nell’Home Design e inaugurando una linea di handbags a dir poco strepitose. Va da sè che a Parigi, dove il lancio è coinciso con la scorsa Fashion Week, le due “new entry” siano state accolte da una vera e propria ovazione. Presentate in grande stile, la collezione di home décor e le Schield Handbags hanno immediatamente conquistato il pubblico e celeb di prim’ ordine (come la top Alla Kostromicheva, la fashion stylist Tina Leung, il Premio Oscar Marion Cotillard e l’iconica Giovanna Battaglia, solo per citarne alcune), decretando il trionfo di un marchio che a un’ inconfondibile estetica eccentrica coniuga l’eccellenza del savoir faire artigianale toscano. L’ irriverente cifra stilistica è un fil rouge che accomuna anche le due nuove linee griffate Schield e rappresenta un atout dall’ appeal irresistibile.

 

 

 

 

Lo spirito unconventional riaffiora nei complementi d’ arredo ideati da Roberto Ferlito: nasi gocciolanti a mò di lampada, molari enormi che si convertono in vasi e posacenere, scrigni con l’ effigie di un sesso femminile finemente scolpito, un seno che somiglia a una bizzarra cupola sono i componenti di una linea realizzata in marmo e bronzo totalmente lavorati a mano, pezzi d’arte concepiti come gioielli per la loro ricercatezza spiccata.

 

 

Le Schield Handbags prendono vita da un design più grafico, da un’ eleganza fatta di stilizzata linearità. Sono borse a tracolla che alternano curve e forme nette, zainetti, pochette essenziali, tutte proposte in una palette di nuance “autunnali” come l’ ocra, il burgundy, il nero e il cioccolato.

 

 

 

A fare da leitmotiv, il logo composto da un cerchio oro su cui campeggia una molletta da bucato che d’ora in poi sarà la “firma” del brand. La perizia artigianale rappresenta un valore irrinunciabile per la filosofia di Schield: ogni borsa si avvale di una minuziosa lavorazione che coinvolge il più prestigioso polo dell’ handmade fiorentino, è un’ode al Made in Italy di cui il marchio si fa da sempre promotore.

 

 

 

Ma Schield non scorda il suo primo amore, e per la PE 2018 presenta una collezione di gioielli all’ insegna della verve artistica più pura. Roberto Ferlito tramuta il classico cerotto in un jewel d’eccezione: nasce così la Plaster Line, una serie di anelli, bracciali, orecchini in ottone placcato oro che dei cerotti mantiene in tutto e per tutto la forma e i connotati. Ironia e preziosità si intrecciano in mix sbalorditivo, un connubio che fonde la dissacrante signature Schield con lo chic dando vita a creazioni già candidate a must have.

 

 

 

E non è finita qui: in un crescendo creativo, le maxi rose che adornano i collier si “sciolgono” per la gioia delle fan della linea Fluid,  le mollette da bucato diventano orecchini e persino le decorazioni per cocktail, come gli stuzzicadenti e le olive, si fanno jewel grazie al tocco incantato di Ferlito. Il suo inesauribile estro, d’altronde, è tale da permettergli di creare una parure stilosissima ispirandosi a uno stelo cosparso di spine.

 

 

 

 

Chi potrebbe mai dimenticare, inoltre, l’ originalità dei molari bagnati in oro e cosparsi di Swarowski della collezione Teeth Braces? Non stupisce che Schield sia un brand gettonatissimo dalle celeb: tra le sue fan annovera nomi del calibro di Cara DelevingnePaz Vega, Emily Ratajkowski, Olivia Palermo, Joan Smalls, Pink, Rita Ora, Rihanna, Kate Moss, Nati Abascal e teste coronate come la Regina di Spagna Letizia Ortiz. Le campagne relative ai gioielli ed alle nuove linee Schield sono come sempre opera di Diego Diaz Marin, superlativo nel veicolare in scatti surreali ed altamente iconici il mood di un brand che ha saputo imporsi grazie a un signature style dai connotati davvero unici.

 

 

 

 

 

 

All photos by Diego Diaz Marin

Lo sfizio

 

526 Cioccolato: un colore associato ad un preciso codice, una nuance che rievoca alla perfezione il colore intenso, e persino il sapore, della delizia da cui prende il nome. Il colpo d’occhio è incisivo e carico di una suggestività che cattura potentemente il coté immaginativo. Questa gradazione gourmand di marrone, d’altronde, è in buona compagnia e si inserisce in una palette in cui trionfano tonalità  d’ impatto come il 254 Verde Mela, il 326 Arancio, il 399 Rosa Bon Bon e il 179 Pervinca, tutte accuratamente classificate come a definire il nuovo corso di Emilio Pucci, un universo “dazzling” e intriso di colore. Massimo Giorgetti alterna le stampe signature della Maison ad una serie di look in tinte sature e in un monocolor differenziato appena da un ton sur ton acceso da tessuti lucenti, a effetto laccato e completamente rivestiti di paillettes: la nuance 526 Cioccolato è “spalmata” su un top che, declinato in un materiale fluido, riflette un tripudio di bagliori per poi movimentarsi ulteriormente grazie a una cascata di frange che, lunghissime e fitte, adornano le maniche fin quasi a sfiorare terra. Il taglio è minimal, dritto e essenziale; una linearità che si “spezza” solo nelle svasature che fanno da denominatore comune sia al top, che ai pantaloni extralong nell’ identica sfumatura di cioccolato fondente delle frange. Il connubio di sparkling e mat dà vita a un concentrato di glam che Giorgetti ama definire “bling” per accentuarne il twist sgargiante, ad alto tasso di preziosità. Il risultato è una mise dal mood anni ’70 che rivisita in puro stile Pucci, e declinandola “al cioccolato”,  la scintillante allure di una Queen of Disco.

 

Plastique c’est chic

Arthur Arbesser

Corsi e ricorsi della moda, trend che tornano rinvigoriti da un nuovo twist: le collezioni dell’ AI 2017/18 inneggiano alle trasparenze in plastica declinate in più versioni, che siano capispalla, abiti o, ancora, dettagli del look. Il pvc perde la sua tipica allure minimal e luccica di strass, si impreziosisce di intarsi, viene adornato di cuciture trompe-l’oeil. L’ effetto see-through è il punto di partenza per divagazioni a tema, diversissime tra loro ma accomunate dal quid high tech e futuribile di un materiale che non smette di stupire. Arthur Arbesser lo traduce in midi skirt all’ insegna delle sovrapposizioni, accentuando il coté synthetic chic di un suit in vernice rosa. Miu Miu lo orna di un collo di pelliccia e lo tramuta in coat, sottolineando in nero cuciture, tasche e bottoni. Emporio Armani lo converte audacemente in una giacca da smoking,  mentre per Calvin Klein diventa un cocktail dress che nella texture vedo non vedo e nei decori di intarsi e piume ha i suoi sofisticati atout. Sia Calvin Klein che Emilio Pucci, infine, ne esaltano le virtù di capospalla, ma in modo diverso: mentre Klein lo utilizza per doppiare un cappotto tinto di giallo oro all over, Pucci lo declina in coat su cui trionfano pattern geometrici e ad alto tasso di bagliori.

 

Miu Miu

Emporio Armani

Calvin Klein

Calvin Klein

Emilio Pucci

A.W.A.K.E. AI 2017/18: tutto l’ appeal del design-scultura

 

Ricordate le maniche-scultura che tanto hanno spopolato la scorsa Estate? Non sono solo un ricordo, anzi: il trend procede, inarrestabile, addentrandosi nei meandri più profondi dell’ Autunno/Inverno. A.W.A.K.E. lo rende una sorta di punto cardine, il fil rouge di una collezione in cui predominano le forme scolpite e un accuratissimo gioco di volumi. Il brand fondato nel 2012 da Natalia Alaverdian, battezzato con un acronimo che sta per All Wonderful Adventures Kindle Enthusiasm, prosegue nella sua ricerca di codici struttural-concettuali che coniughino un’ alta vestibilità alla sperimentazione: un obiettivo centrato grazie alla expertise di Natalia, da sempre in bilico tra fotografia, direzione artistica e styling. Forte degli skills spesi nel ruolo di Fashion Director di Harper’s Bazaar Russia e di un ingegno creativo DOC,  la designer moscovita attinge i suoi motivi ispirativi a suggestioni mutuate dall’ arte, dai film e dalla storia. E se leitmotiv di ogni sua collezione sono i riferimenti Japan, A.W.A.K.E. accentua il focus sulle geometrie utilizzando una palette che è come un sunto delle nuance più cool di stagione: il rosso, il marrone, il nero, il grigio, l’ acquamarina si affiancano al giallo, al blu navy e al turchese, tutti rigorosamente stesi in full color. Niente di meglio per esaltare il design impattante di abiti che alternano fluidità e forme architetturali.

Lo sfizio

 

I “cropped pants” – o “pants culotte” – fanno il loro ingresso trionfale nelle collezioni Pre-Fall e si tramutano in un basic dello chic. Delpozo li tinge di rosa shocking e li dota di un design geometrico e lineare, aggiungendo maxi risvolti che esaltano le forme squadrate. La silhouette ben strutturata si riconferma uno dei trademark di Josep Font, sempre più ispirato dal suo background architetturale: non è un caso che sia l’ opera dell’ architetto brasiliano Oscar Niemeyer il riferimento dell’ intera collezione. Il promotore della “curva” contrapposta alla linea retta  e la sua estetica rappresentano la matrice a cui Font attinge per i suoi giochi di volume, per uno stile che di continuo evoca i concetti di “spazio” e “movimento”, per l’ uso del colore. Dai toni saturi che Niemeyer era solito accostare al bianco prende vita una palette in cui risaltano il turchese, l’ arancio, il rosso, l’off-white e il fucsia, declinato sia in abbinamenti strong che in total look. I cropped pants Delpozo seguono entrambe le opzioni, accostandosi in questo caso a un top in full red dal quale sgorga una cascata di fiori ricamati in lana che strizza l’occhio ai “paper mosaics” di Mary Delany. Seconda figura chiave della collezione, l’ artista che diventò famosa per il suo “découpage floreale” ha ispirato i ricercati decori profusi nei capi e negli accessori: applicazioni, intarsi e sagome di fiori nei più svariati materiali impreziosiscono i look avvalendosi di una minuziosa lavorazione artigianale. E’ invece un fiocco vistoso e “grafico” a campeggiare sulla mule rasoterra che, insieme alla Gret Tote in vernice nera intramezzata dal fucsia e dall’ arancio di due grandi petali, completa la mise.

Nell’ identica nuance di rosa shocking a far pendant con il pantalone, la Bow Mule Delpozo è completamente realizzata in feltro ed ha la punta affilata: la nuovissima flat del brand, senza dubbio, è candidata già ad accessorio must have di stagione.

Lo sfizio

 

Con il Summer Jamboree appena iniziato a Senigallia, si torna a respirare aria anni ’50.  Un mood che è come se questo look tratto dalla collezione PE 2017 Dior reinterpretasse ed arricchisse di una contemporaneità del tutto inedita: il long dress in tulle, tessuto clou della Maison che il New Look adottò in metrature extra, si fa emblema di un heritage rivisitato genialmente da Maria Grazia Chiuri. La gonna è ampia, ma quanto basta. Niente linee a ruota nè amplificazioni rétro, solo una decisa svasatura. La vita stretta si accompagna ad un bustier con reggiseno a balconcino e cuciture a vista: BB docet, seppur “riletta” quasi in chiave punk grazie allo slogan “J’adore Christian Dior” riprodotto sulle bretelline . Punto di forza dell’ abito è quello di essere completamente declinato in trasparenze color carne, ricercatezza pura che stempera l’ allure ladylike in una mirade di pois neri e nella lingerie in maglia (s)velata dal tulle. Giocosa ma chic, la culotte diviene parte integrante del look e si lascia intravedere senza remore, tingendosi di un nude raffinato in ton sur ton, mentre fanno pendant con i pois i calzettoni in lana e le ballerine in total black che completano la mise. Alla superstizione di Monsieur Dior è riservata una citazione arguta: sul corpetto, un quadrifoglio ricamato – e nero anch’esso – ricorda i suoi simboli portafortuna (che includevano inoltre l’ ape, la stella, la rosa, il giglio, il mughetto, le iniziali CD e l’ ovale). L’ effetto d’ insieme è prezioso, etereo, connotato da un savoir faire straordinario. Ma atout irresistibile di questo look è l’ aver combinato un alto tasso di grinta alla femminilità più squisita: ancora una volta, Maria Grazia Chiuri traduce il suo “femminismo” eclettico in Stile con la S maiuscola.

Full color da spiaggia. Lo swimwear di Agatha Ruiz de la Prada

 

Colori scoppiettanti, linee giocose, un tripudio di texture metal alternato a nuance arcobaleno: lo swimwear PE 2017 griffato Agatha Ruiz de la Prada è questo e molto, moltissimo altro ancora. Il cuore “signature” della stilista spagnola predomina, ma viene affiancato a innumerevoli applicazioni floral. Frange geometriche e palloncini a grappoli plasmano sia i costumi interi che i bikini. Il look da spiaggia si diverte a stupire con “effetti speciali” a base di glitter e dettagli inediti, come il salvagente incorporato al monopezzo in raso. Per Agatha Ruiz de la Prada, la vacanza coincide con una pausa da vivere all’ insegna del brio più irresistibile e totale: è così che il suo swimwear coloratissimo si tramuta in un vero e proprio antidoto al grigiore.