P. M. N. 3: MSGM celebra i suoi capi iconici con una capsule in full color

 

Il suo nome è P.M. N. 3 ed è la capsule tramite cui MSGM celebra i capi iconici del suo archivio reinterpretandoli con un twist iper contemporaneo. All’ insegna del puro glam si alternano felpe con stampe-logo, t-shirt, maglie crop in cromie multicolor, pantaloni sia in versione slim che con leggera svasatura, gonne plissettate, abiti patchwork o in floral print, e non mancano camicie con polsini a contrasto o pervase di pattern stripes. Lo chic serale si declina in total pink e prende la forma di un tuxedo con pantalone in coordinato. In questo tripudio in full color sono inclusi anche gli accessori: foulard  che ostentano palette di nuance con i relativi codici si fanno ancor più sorprendenti affiancandosi a variopinti bouquet floreali. E’ il trionfo di uno stile vibrante, che a una allure vagamente sporty coniuga forme movimentate da un mix and match di pattern, shade cangianti e plissé scultorei. Da P.M.N.3 ho selezionato 5 + 1 capi: la mia personale sintesi di una capsule che è già un must per tutti i fan di MSGM, e non solo.

 

 

Alla giacca tuxedo in jersey (vedi foto sotto il titolo) mi piace abbinare – in modo niente affatto scontato – i pantaloni slim nell’ identica nuance di rosa. In doppio crepe cady, sono adornati da tasche frontali all’ americana e da una tasca piatta posizionata sul retro.

 

 

L’ abito nero in viscosa, sleeveless e lungo fino a metà polpaccio, viene ravvivato da una miriade di plissé multicolor.

 

 

Senza maniche, in misto lana, la maglia crop è una vera e propria scacchiera di colori sul davanti, mentre il retro è in plain pink. Le bordadure a costine creano un contrasto giocoso di toni, “sigillato” dalla lettera M in bella vista sul fondo del top.

 

 

E’ impreziosito da una scia di piume, il mini abito patchwork che riassume i punti cardine di P. M. N.3: scolpito da una miriade di pieghe, alterna check in technicolor e pattern floral a un bianco candido prima di declinarsi nel fascinoso rosa confetto del plumage. La linea ad A rievoca decise reminescenze Sixties.

 

 

Ancora rosa, fortissimamente rosa: ma questa volta si tratta di una preziosa nuance di rosa antico. La longuette plissé è in poliestere interamente ricoperto di paillettes, e “danza” intorno al corpo con soavità leggera. Abbinata ad una delle felpe sporty della capsule, acquista subito un’ irresistibile allure fondata sull’ antitesi di stili.

 

 

Tra suggestioni gotiche e “memento mori”: la Gucci Cruise 2019 sfila nella necropoli di Arles

 

Cala il buio e l’ atmosfera si fa sepolcrale, ad Alyscamps: lingue di fuoco baluginano tra i resti della necropoli, fumi di nebbia si diffondono mentre le campane scandiscono cupi rintocchi. In sottofondo, i seicenteschi “Vespri della Beata Vergine” di Claudio Monteverdi impregnano l’aria di pathos e file di ceri ardono accanto ai monumenti funebri. E’ in questo scenario che va in scena la Gucci Cruise 2019. Una cornice suggestiva, carica di una significatività profonda: citata da Dante nel IX Canto dell’ Inferno, Alyscamps rappresenta uno delle più antiche “città dei morti” dell’ era romana e si trova in Provenza, nei pressi di Arles. Alessandro Michele l’ha scelta come location di una collezione gotica, ma non solo, in cui la riflessione sulla morte si interseca a un fil rouge ispirativo che più che mai viaggia attraverso lo spazio e il tempo.

 

 

L’ ululato delle civette e dei rapaci notturni risuona, sinistro, durante tutto lo show, i modelli costeggiano una scia di fuoco che li accompagna lungo questo singolare catwalk: a sfilare sono vedove d’antan, madonne rinascimentali, giovani groupie, aspiranti rockstar con il mito di Billy Idol, e i look che sfoggiano (ben 114) mixano sacro e profano ad una straordinariamente ricca varietà di stili. Lunghe cappe in velluto si alternano a skinny pants in vinile, abiti ricamati con costati votivi, moderni pepli dalle mille plissettature, stampe check e tigrate, un tripudio di piume, ruche e frange, luccichii profusi, dress caftano e suit dotati di pantaloni a zampa. I disegni del trio creativo Antoinette Poisson si avvicendano ad un mix and match di pattern che non tralascia l’ heritage, come l’ iconica Flora print proposta in abbondanza sui foulard.

 

 

 

Accanto è un pullulare di citazioni di Dante Alighieri, lettering SEGA, scritte “Memento Mori” e “Chambres des Squelettes” ostentate – rispettivamente – sui pants affusolati e sui sandali,  che coniugano l’ universo Gucci ai motivi ispirativi della collezione. Non mancano, però, ulteriori grafismi iconici: un esempio? Il Pan stilizzato che fa da logo al leggendario Chateau Marmont, l’ Hotel forse più indiscindibile dalla storia del rock. E non è certo un caso. Alla ricerca di nuovi tipi di bellezza, di un’estetica che sfrondando ogni stereotipo sperimenta identità inedite (“Mi piacciono le cose che sembrano qualcosa ma non lo sono”, ha dichiarato Alessandro Michele), i cenni al rock world e ai suoi idoli si affiancano come una costante che ricorre tra i temi della Gucci Cruise 2019.

 

 

 

Perchè in quest’ ode spassionata alla libertà di stile e ad un nuovo senso dell’ “essere” e dell’ “apparire” non poteva venir meno il potente appeal esercitato da chi “gioca” con il suo personaggio per eccellenza, come appunto fanno i divi del rock. In linea con tale mood, anche gli accessori si tramutano in veri e propri statement: megaocchiali declinati nei più fantasiosi modi, turbanti, pillbox hat e copricapi vintage che Frankie Olive adorna di lunghe piume si abbinano a sandali di stampo “francescano” e a sneakers con maxizeppa in puro stile Spike Girls, mentre handbag con la doppia GG in multiple declinazioni vengono frequentemente sostituite da bouquet di fiori  “in memoriam”.

 

 

 

Tra i monili, accanto a sontuosi pendenti d’oro che riproducono conchiglie, la croce si tramuta in un leitmotiv e appare in bella vista in ogni variante jewel. Nel pot-pourri di epoche che la Cruise assembla risalta, inoltre, un doveroso omaggio al periodo romano: acconciature a ondine che sembrano scolpite in un busto di fine Impero evidenziano una sofisticatezza minuziosa e irresistibile.

 

 

 

Tutto intorno, il fuoco continua a sfavillare nella notte. A metà tra Inferno dantesco e simbolo sacrale, non va trascurata la sua valenza di forza che favorisce l’unione degli opposti oltre che la rigenerazione ciclica della natura: due elementi con cui l’ estetica “gender fluid” di Gucci e l’ emblema ricorrente dell’ ouroboros hanno molto in comune. Ma a concludere lo show non è una vestale, bensì una donzella biancovestita che rievoca l’ etereità spettrale di – a scelta – una creatura dell’ oltretomba o de “La sposa cadavere”. Cala il sipario su uno show che sarà ricordato a lungo, oltre che per lo splendore dei suoi abiti, per la scenografia impattante e la strepitosa potenza evocativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sere d’ estate, riflessi cangianti

Kaimin

Temperature già torride hanno surclassato clamorosamente la Primavera. Al Solstizio manca poco meno di un mese, ma la calura regna ovunque. Ispirato dalla capsule Beach, please di Fentybeauty by Rihanna, questo post esplora le nuance cangianti che pervadono, stavolta, la moda di stagione: look che brillano di iridescenti riflessi, catturano la luce e la declinano nelle affascinanti sfumature di una serata intrisa d’afa. Paillettes, tessuti metal e lamé sono i protagonisti principali, impreziositi da cromie che della mutevolezza fanno una costante. Insegne multicolor, residui di tramonto e riverberi marini si fondono in un mix irresistibile, deliziosamente iridato, per trascinarci in un’ atmosfera impregnata della più travolgente magia estiva. Una dritta: tenete d’occhio questo trend, perchè raggiungerà il suo apice con le prossime collezioni Autunno/Inverno.

 

Maison Margiela Artisanal

Ingie Paris

Libertine

Alberta Ferretti

 

 

 

Nero Notte

 

Prosegue l’ excursus di VALIUM all’ insegna di un’ evocatività che coniuga spettacolo naturale e stile. A fare da protagonista è, oggi, il nero della notte più fonda e cupa: nessuna luna a rischiararla, un buio che inghiotte le stelle una ad una. Mentre il silenzio regna, l’ aria si impregna di magia pura. Mezzanotte è scoccata da un pezzo, le ore avanzano nell’ oscurità totale. Sono attimi intrisi di fascino che lasciano correre a briglia sciolta l’ immaginazione: “Se guardi nel buio a lungo, c’è sempre qualcosa”, come disse William Butler Yeats. Mistero, paura, ebbrezza dei sensi e quiete convivono nel nero delle tenebre, emblema di un’ iconografia orrorifica ma anche di riposo. E se gli antichi Greci incarnano la notte in una dea primordiale, Nyx, che vive nell’ Ade ed è temuta da Zeus in persona, nei Roaring Twenties Francis Scott Fitzgerald esalta il suo coté mondano in un romanzo – “Tenera è la notte” – che prende il titolo dai versi di John Keats. Per celebrare il nero notte, niente di meglio che la teatralità grintosa della collezione Primavera Estate di Saint Laurent: su 91 look, oltre 20 ostentano un total black che fonde piume, paillettes, tuxedo e minidress a palloncino in un mix dai toni chic, ma molto rock.

 

 

 

 

 

Sunshine

Trussardi

Giallo: intenso, caldo, avvolgente come i raggi di sole di una mattina di Maggio. E’ Primavera inoltrata, è ormai svanito ogni grigiore. Il cielo terso prevale, il giorno risplende di una luce abbagliante. Pantone ha catturato la sua nuance e l’ ha chiamata “Meadowlark” (13-0646), allodola, associandola all’ uccello che canta per annunciare una nuova alba. E’ una gradazione “strong”, dinamica, piena di energia. Pop e brillante,  priva di qualsiasi traccia fluo, combina il giallo limone con lo zafferano e ne ricava un mix che non passa certo inosservato. Anche per questo è stato incoronato colore per antonomasia della Generation Z: colpisce l’occhio, predispone alla propositività e al buonumore. Stimola accostamenti bizzarri, esalta l’ originalità, spezza le regole. Chi osa il giallo emana un’ allure di vitalità briosa, “good vibrations” allo stato puro. Non è un caso che i look di stagione inneggino, dunque,  a un Meadowlark Yellow che riflette tutte le inebrianti gradazioni dei bagliori solari.

 

Balenciaga

Carolina Herrera

Christopher Kane

Mansur Gavriel

 

Tra suggestioni acquatiche e Xavier Cugat: Musicalia, la collezione PE 2018 di Delpozo

 

Immaginate di immergervi nell’ azzurrità di una piscina immortalata dalla fotografa slovacca Maria Svarbova mentre un cha cha cha di Xavier Cugat impazza in sottofondo: affiora subito un mood giocoso, un pot-pourri di nuance pastello e forme morbidamente scolpite che sembrano seguire il flusso delle note. E’ questo mix di suggestioni a dare vita a Musicalia, la collezione che Josep Font, Direttore Creativo di Delpozo, dedica alla Primavera/Estate. Predominano atmosfere rétro, riemerge quel Waldorf Astoria che fu leggendaria cornice di soirée a ritmo di mambo e pomeriggi trascorsi a bordo piscina. Sensazioni di gioiosa leggerezza si diffondono con la brezza estiva, traducendosi in abiti dai volumi impalpalbili che coniugano geometrie minimal, asimmetrie, balze, increspature e ruches con incredibile armonia. Piume e ricami si posano con la stessa soavità sulle creazioni, accentuandone la vis poetica. Nel più puro stile Delpozo,  spetta poi ai colori delineare il mood della collezione: una palette che vibra di rosso, turchese, giallo, rosa e giada si affianca ai toni del bianco e raggiunge il top della briosità in una serie di stampe policrome. L’ acquamarina, il cipria e il giallo fluo catturano i riflessi dell’ acqua alternandoli a una luminosità profusa,  ed è sempre un tripudio di nuance a regnare su un Paisley rivisitato in chiave deliziosamente floral. I fiori esotici riappaiono nei ricami: a fare da leimotiv è la Diphylleia Grayi, i cui petali diventano del tutto trasparenti ogni volta che piove. Non poteva mancare il fiocco-signature del brand, che si declina in copricapo in paglia e tramuta l’ allure playful in potente iconicità.

 

 

 

 

 

 

 

 

Photo: Delpozo

 

Sunset

Ermanno Scervino

Rosa e rosso che si affiancano, si intrecciano, si amalgamano in una sinfonia suggestiva: i tramonti, a Maggio, abbracciano tutte le gradazioni di questo sorprendente duo cromatico. La moda lo riproduce come un leitmotiv in innumerevoli collezioni, dando vita a un trend che ha sdoganato un connubio impensabile fino all’ altro ieri. Il rosa e il rosso, due evergreen del guardaroba, hanno iniziato una liason ormai interminabile: richiamano un cielo infuocato al calar del sole, cirri irradiati delle loro sfumature che tramutano il tramonto in uno scenario mozzafiato. Non è un caso che questo binomio di nuance si declini in look di forte impatto visivo, che seducono all’ istante e non si fanno dimenticare. Rosa e rosso rappresentano un’alleanza vincente, al di là di ogni tendenza perchè attinge il suo fascino da uno spettacolo intriso di una meraviglia immutabile e perenne.

 

Brandon Maxwell

Oscar de la Renta

Sies Marjan

Isabel Marant

 

Chiar di Luna

Alberta Ferretti

Bagliori argentei, silhouette fluide e la luminosità “liquida” di uno stuolo di paillettes spalmate sul tessuto: quando la luna di Primavera regna, il buio risplende di un magico, rarefatto alone che alcuni look della Primavera/Estate 2018 catturano e fanno proprio. Lo scintillio discreto di questi outfit sembra emanare riverberi di raggi lunari, traducendone la poetica suggestività con fascino in dosi massicce. E’ una allure magnetica a predominare, la sensualità impalpabile che si associa al principio femminile per eccellenza: quello che la luna, da sempre, rappresenta. Non è un caso che i sogni, le emozioni, la versatilità rientrino tra le sue più caratteristiche più spiccate. Suit eterei, long dress rasoterra, abiti, jumpsuit e top le incorporano in uno stile che fa di una lucentezza soffusa, sottilmente misteriosa, il suo prezioso e irresistibile atout.

 

Valentino

Tom Ford

 

Ingie Paris

Dior

 

Aube

Brognano

Un cielo che dal blu sfuma nell’ indaco e si tinge di una gradazione onirica, eterea, quasi irreale. Come disse Douglas Adams, “C’è un momento in ciascuna alba in cui la luce è come sospesa; un istante magico dove tutto può succedere. La creazione trattiene il suo respiro”. Niente di meglio, per raccontare questi attimi, che optare per abiti come impalpabili nuvole di tulle: balze, ruches e mega volumi riflettono un mood evanescente accentuato da nuance che catturano i tenui toni del passaggio tra buio e luce. La suggestività dell’ indaco, la luminosità del bianco, la delicatezza del rosa si affiancano a un giallo che anticipa il sorgere del sole. Quando il giorno ha ormai prevalso sulla notte, è un rosa ammaliante e carico a predominare. L’ alba ha raggiunto il suo culmine, l’ ultima evoluzione cromatica prima dell’ arrivo del mattino, e ci avvolge in un incanto ciclico destinato a durare all’ infinito.

 

Vivetta

Off-White

Carolina Herrera

Nicopanda

 

 

Lo sfizio

 

Suggestioni rétro si fondono a dettagli urban e scintillano di una femminilità squisita: è un vero mix and match di stili questo look tratto dalla collezione Primavera/Estate 2018 di Vera Wang. La silhouette affusolata si coniuga con una raffinatezza densa di incanto, contemporanea malgrado il sapore vagamente vittoriano della mise. Risalta l’ abito longuette dalla linea dritta, un tripudio di paillettes argentate. A impreziosirlo sono giochi di inedite sovrapposizioni: un dress-canotta trasparente e orlato di cristalli, un bustier con scollo a cuore che condivide la fantasia check di una giarrettiera a vista e di spalline movimentate dalle ruches. Il risultato è una miscela eclettica valorizzata da un final touch magistrale, un copricapo tipicamente ottocentesco come il “poke bonnet”. Leitmotiv dell’ intera collezione, questo cappello è un autentico baluardo della pruderie vittoriana: copriva quasi completamente il volto di colei che lo indossava e si allacciava sotto il mento con un nastro. Vera Wang lo  declina in pattern check e lo rende iconico, fortemente sensuale. Perchè quel “vedo non vedo” che cela il viso racchiude l’ identico, intrigante appeal di un abito forgiato su strati ed accessori che, pur senza svelar nulla, solleticano potentemente l’ immaginazione.