Aube

Brognano

Un cielo che dal blu sfuma nell’ indaco e si tinge di una gradazione onirica, eterea, quasi irreale. Come disse Douglas Adams, “C’è un momento in ciascuna alba in cui la luce è come sospesa; un istante magico dove tutto può succedere. La creazione trattiene il suo respiro”. Niente di meglio, per raccontare questi attimi, che optare per abiti come impalpabili nuvole di tulle: balze, ruches e mega volumi riflettono un mood evanescente accentuato da nuance che catturano i tenui toni del passaggio tra buio e luce. La suggestività dell’ indaco, la luminosità del bianco, la delicatezza del rosa si affiancano a un giallo che anticipa il sorgere del sole. Quando il giorno ha ormai prevalso sulla notte, è un rosa ammaliante e carico a predominare. L’ alba ha raggiunto il suo culmine, l’ ultima evoluzione cromatica prima dell’ arrivo del mattino, e ci avvolge in un incanto ciclico destinato a durare all’ infinito.

 

Vivetta

Off-White

Carolina Herrera

Nicopanda

 

 

Lo sfizio

 

Suggestioni rétro si fondono a dettagli urban e scintillano di una femminilità squisita: è un vero mix and match di stili questo look tratto dalla collezione Primavera/Estate 2018 di Vera Wang. La silhouette affusolata si coniuga con una raffinatezza densa di incanto, contemporanea malgrado il sapore vagamente vittoriano della mise. Risalta l’ abito longuette dalla linea dritta, un tripudio di paillettes argentate. A impreziosirlo sono giochi di inedite sovrapposizioni: un dress-canotta trasparente e orlato di cristalli, un bustier con scollo a cuore che condivide la fantasia check di una giarrettiera a vista e di spalline movimentate dalle ruches. Il risultato è una miscela eclettica valorizzata da un final touch magistrale, un copricapo tipicamente ottocentesco come il “poke bonnet”. Leitmotiv dell’ intera collezione, questo cappello è un autentico baluardo della pruderie vittoriana: copriva quasi completamente il volto di colei che lo indossava e si allacciava sotto il mento con un nastro. Vera Wang lo  declina in pattern check e lo rende iconico, fortemente sensuale. Perchè quel “vedo non vedo” che cela il viso racchiude l’ identico, intrigante appeal di un abito forgiato su strati ed accessori che, pur senza svelar nulla, solleticano potentemente l’ immaginazione.

 

Rosa +Tulle = Sogno. I ball gown di Viktor&Rolf

 

Il rosa, dicevamo qualche post addietro. VALIUM non finirà mai di parlarne. Perchè è un colore magico, slegato da qualsiasi vincolo stagionale eppure perfettamente in linea con la Primavera che si avvicina. Come un preludio, ne anticipa il mood e le rarefatte atmosfere: basta pensare al rito giapponese dell’ Hanami, ore trascorse ad ammirare le immense chiome rosa dei ciliegi in fiore. Il fascino di questa nuance non conosce cedimenti, sembra piuttosto aumentare con il passar del tempo. Neppure Viktor&Rolf restano immuni al suo appeal, e puntano sul rosa per dare vita a tre meravigliose creazioni della loro collezione Soir: la sfumatura delicata si declina in una nuvola di tulle che dona agli abiti una allure da fiaba. Le linee sono quelle del ball gown nella sua quintessenza, il busto fasciato da un corpetto che sostiene un’ ampia gonna impalpabile. Il tulle amplifica i volumi e si fa teatrale, prezioso, sontuoso grazie alla raffinatezza dei decori e delle lavorazioni; applicazioni in 3D, cristalli, perle e ruches lo tramutano nel ricercatissimo punto di forza di creazioni che sono un’ ode alla Couture.

Foto in alto:  la silhouette grafica, un trademark di Viktor&Rolf, evolve in un’ autentico pezzo di design. Se potessimo definire questo abito con un aggettivo, sarebbe “sculturale”: il bustier viene esaltato dai drappeggi e la gonna, ad A e multistrato, è resa drammatica da due tagli a sbieco che la scolpiscono con sublime savoir faire sartoriale.

 

 

Il corpetto a cuore è tempestato di fiori 3D in cristalli e plexiglass  completamente eseguiti a mano. La cascata floreale si estende sulla gonna quanto basta per sottolinearne, valorizzandolo, il volume spettacolare.

 

 

Il contrasto tra bustino e gonna è l’ atout di questo abito: essenziale e bon ton il primo, opulenta e sognante la seconda, dove un tripudio di volant in tulle disegna ruches grafiche e ben allineate. A impreziosirla ulteriormente, fili di perle dai molteplici bagliori che vanno a orlare anche il colletto.

 

Lo sfizio

 

San Valentino, cuori, singletudine…La “week of love” di VALIUM non poteva che concludersi con un emblema associato all’ amore eterno. O perlomeno alla cerimonia che, ufficializzandola con un “sì”, tramuta una relazione in unione indissolubile. Non è un caso che l’ abito da sposa mantenga intatta la sua allure da sogno nonostante divorzi e convivenze: nell’ immaginario comune è bianco, vaporoso e abbinato a un lungo velo, il look perfetto per una fiaba a lieto fine. Chi segue VALIUM, però, avrà dedotto che agli stilemi romantici preferisco l’appeal travolgente di una sposa “rock”. Questa mia ricerca mi ha portato a scoprire la collezione 2018 di Annagemma dell’ Atelier Lascari, 21 abiti contraddistinti da nomi di donna evocativi, un know-how sartoriale che reinventa i cardini del bridal grazie a lavorazioni inedite, tessuti tecnologici e laser cut. Il risultato sono straordinarie interpretazioni dell’ abito da sposa di volta in volta in chiave glam, street-chic o avantgarde, autentici look da red carpet che combinano dettagli rock con il tulle più fiabesco e sognante. Annagemma Lascari, mente creativa dell’ atelier, dal 1993 veste le spose con creazioni pensate su misura che sono un’ ode all’ alta moda: la qualità scenografica degli abiti si coniuga a una ricercatezza estrema, l’ originalità si fonde con raffinatissimi tessuti e ricami fatti a mano dando vita a una couture “made in Milano” in toto. Non sorprende che sia proprio Annagemma Milano – Unexpected Bride il nome completo di questa collezione.

 

 

Tra 21 meraviglie dello stile sposa ho scelto il look # 1, Grace, un tributo all’ iconica Grace Kelly di “Caccia al ladro”: l’ abito ne riflette il glam inquieto nel design minimal di un underdress che si fa principesco quando si adorna di un tripudio di tulle tempestato da micro borchie bianche applicate a point d’esprit. Queste “capocchie di spillo”, che movimentano la superficie del tulle e accompagnano ogni passo con il loro incantevole frusciare, sono vere e proprie calamite per lo sguardo. Indossabile separatamente o insieme al suo underdress, l’ abito viene personalizzato da sfiziosi accessori: una micro tocque da posare sul capo, una gorgiera in tulle per evidenziare un twist a metà tra il boyish e l’ onirico, una fascetta in sinamay che replica il tema delle micro borchie oppure, ancora, una cintura con borchie argentate che sottolinea l’ anima rock di una sposa dalla personalità sfaccettata, ma rigorosamente unconventional. Come il suo wedding dress .

 

Michelle Hunziker: souvenir di Sanremo in 5 look (+ 1 chicca)

Armani Privé

Il Festival di Sanremo si è appena concluso ed è tempo di bilanci. Che sul versante fashion si concentrano rigorosamente su Michelle Hunziker e sugli splendidi abiti da lei sfoggiati sul palco dell’ Ariston: a vestirla sono stati brand di primo piano del made in Italy, guru dell’ eleganza le cui creazioni si sono meravigliosamente alternate durante le cinque serate della kermesse. Prima di proseguire, un plauso va anzitutto a Michelle. Spigliata ma mai sopra le righe, sofisticata ma mai distante, ha dimostrato una straordinaria padronanza scenica e ci ha deliziati con la sua versatilità. Verve, sorriso e garbo sono stati i suoi punti di forza, amalgamati in un mix perfettamente calibrato. Il look ha svolto un ruolo ad hoc nell’ esaltare il fascino della showgirl svizzera: mai come quest’ anno, credo, si è parlato degli abiti indossati dalla conduttrice di Sanremo. Spiritosa e sciccosissima, Michelle Hunziker ha coniugato couture e simpatia con risultati da 10 e lode. Di seguito, un “souvenir” delle sue mise concentrato in cinque scatti più una sorprendente chicca finale.

ARMANI PRIVE’– L’ abito con cui la Hunziker ha inaugurato il Festival (vedi foto sopra) ha suscitato una vera e propria ovazione: lungo, fasciante, in velluto nero e con uno scollo a V vertiginoso, ha sottolineato strepitosamente la sua classe e la sua sensualità.

 

ALBERTA FERRETTI – Nel corso della seconda serata, Michelle ha stregato il pubblico con uno spettacolare long dress in mikado di seta color magenta che le lasciava le spalle totalmente nude. A completare il look, sandali neri con tacco a spillo e la bionda, lunga chioma sciolta sulla schiena.

 

TRUSSARDI – Per la scelta del brand della terza serata, la showgirl ha “giocato in casa”. Con i capelli raccolti di lato  e a effetto bob, ha esibito una fascinosa allure rétro. Ad esaltarla, lo splendido mermaid dress Trussardi Dafne con corpino in crepe elasticizzata ed ampia gonna movimentata da inserti plissé in chiffon.  L’ abito, in due differenti nuance di rosa, è tempestato da una miriade di cristalli ricamati in degradé.

 

MOSCHINO – E’ o non è, Sanremo, la “Città dei Fiori”? La quarta serata Michelle ha indossato un ball gown composto da un tripudio di petali in una tonalità sfumatissima di viola: metri e metri di tulle distribuiti tra il sottogonna e gli strascichi evidenziano la sua teatralità e il suo sbalorditivo mood da fiaba.

 

ARMANI PRIVE’ – Per la serata conclusiva del Festival, la scelta di Michelle è nuovamente caduta su Re Giorgio: qui la vediamo in un prezioso abito in total black con corpino rigido e vaporosa gonna di tulle a balze. Ricami in cristalli e lamè a profusione ne accentuano l’ allure a dir poco incantevole.

 

LA CHICCA by MOSCHINO – Venerdì sera, sempre in tema floreale, Michelle ha conquistato l’audience sfoggiando uno stupefacente abito-bouquet di Moschino: il collo, vistoso, è un trionfo di rose e fiori di ogni genere. E mentre Claudio Baglioni e Pierfrancesco Favino la circondavano prodigandosi in divertenti gag, la Hunziker omaggiava al tempo stesso la tradizione sanremese e un Festival che ha donato a tutti una ventata di frizzante aria Primaverile.

 

Tra giungla e suggestioni tribal: il debutto di Jean-Paul Goude alla direzione artistica di Desigual

 

Jean-Paul Goude debutta come direttore artistico di Desigual e manda in scena una collezione PE 2018 che è un’ esplosione di gioia e di colori in cui il mood tribale predomina. Ricordate “Jungle Fever”, il libro in cui Goude illustra i i leitmotiv del suo immaginario creativo? Era il 1982 e, tra sketch e splendide foto di stampo surreale, la quintessenza della sua arte si rivelava a partire da una copertina iconica dove una Grace Jones in gabbia, pantera nera selvaggiamente seduttiva, rapisce lo sguardo. La sua passione per l’ etnico, per l’ esotico, per una femminilità che combina l’ ironia a una sensualità “senza filtri”, quasi ancestrale, è ben nota e si incastra alla perfezione con un brand che ha eletto la multiculturalità, l’ unconventional, l’unicità e l’ entusiasmo a valori supremi. Potremo definirla affinità o comunione di intenti, sta di fatto che il ruolo di direttore artistico di Desigual calza a pennello a Jean-Paul Goude: il creativo francese è ora in carico dell’ intera immagine del marchio e ne curerà anche le creazioni,  le strategie di marketing e gli eventi, come i fashion show di cui ha la supervisione. Non è un caso che la sfilata PE 2018 – comprensiva di una capsule, “Desigual Couture”, composta da 10 look creati da Goude in persona – sia evoluta in un’ autentica performance, coniugando la joie de vivre insita nel DNA del brand barcellonese alla verve creativa del suo nuovo art director. Il tema? Un viaggio nella giungla in tutte le sue declinazioni, siano esse esotiche o puramente visionarie. In un patchwork di riferimenti ispirati ad ogni parte del globo si sono susseguite stampe floral, animalier e batik, bomber grafici, abiti in pizzo, knickerboxers a grossi pois, giubbini in pelle in colori strong e gonne dal sapore indiano. A donare forza aggiuntiva al tutto, accessori tribal DOC: ginocchiere in rafia, collane etniche, gioielli da Maharaja e – last but not least – cappelli simili ai tipici copricapo a cono di paglia orientali, una chicca vera e propria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo sfizio

Pelliccia eco + colore, ormai si sa, è un connubio vincente. E se il colore fosse fluo? La pelliccia si tramuterebbe immediatamente in un must. Alberta Ferretti ha centrato l’ obiettivo in pieno con la faux fur inclusa nella sua “Rainbow Week Fluo” . La nuova capsule che inneggia ai giorni della settimana si compone di pull, t-shirt, shopping bag, costumi e minidress rigorosamente in colori al neon e con il consueto nome di ogni dì impresso, quasi fosse un claim: inutile dire che sta impazzando tra le fashionista e tra le celebs.  Ancora più d’impatto e vibrante della “Rainbow Week” originaria, la “fluo edition” non tralascia un cult dell’ Inverno come la pelliccia. E lo fa con un modello eco appena oltre i fianchi, a pelo lungo e con grandi revers già scenografico di per sè. Ma è il bicolor fluo a  donarle un twist del tutto unico: tinta di un viola intenso e di azzurro fosforescente sulle bordature, la faux fur “Rainbow” sfoggia una allure grintosa. La fodera in pizzo declinata nella stessa nuance di azzurro del pelo è un preziosismo extra, un’ autentico tocco di raffinatezza. Per uno stile al top, le Mia Mule in velluto nero si rivelano l’ abbinamento DOC. Non ci sorprende certo sapere che, nel sito web di Alberta Ferretti, questa eco pelliccia sia già sold out!

 

 

 

Lo sfizio

 

Il cappotto rosa? Ormai un basic del guardaroba. Anche l’ attuale stagione fredda lo vede protagonista, ma con un nuovo twist. Gucci lo inserisce ne “Il Giardino dell’ Alchimista”, la collezione che Alessandro Michele dedica all’ Autunno/Inverno 2017/18, e lo impreziosisce di dettagli ad hoc: il suo cappotto è tinto di quell’ evanescente nuance di rosa che Pantone ha battezzato “Ballet Slipper”, sagomato e sottolineato da rifiniture che ne seguono, esaltandolo, fedelmente il taglio. La allure dreamlike e iperfemminile è il suo segno distintivo, elemento chiave di uno stile intriso di potente magia alchemica. Si traduce nei grandi revers arrotondati, nella vita alta, nell’ orlo che accompagna il doppiopetto evitando di formare angolature nette. Ma soprattutto, risalta in una bordatura nera rivestita di strass che traccia arabeschi sul cappotto e ne definisce le forme:  a mò di scintillante guarnizione rimarca i contorni, evidenzia la vita, scolpisce il giro spalla, profila le due tasche applicate, descrive riccioli sui polsi e sui revers. Completano il look accessori che ne accentuano la preziosità eterea. Accenti di femminilità vengono ribaditi dai guanti in tulle e dalle décolletè con cinturino declinate in satin rosa, mentre il giardino evocato dalla collezione fa capolino nelle calze su cui si inerpica un ricamo di fiori. A far da copricapo, una cloche che richiama la bordatura del cappotto in un dettaglio tempestato di strass. Il mood è onirico, vagamente rétro, lo stile denso di accenni al déco. Si potrebbe concludere scrivendo che, se l’ elisir di lunga vita era al centro delle ricerche degli alchimisti, Alessandro Michele è in grado di attraversare le epoche delineando i caratteri di un’ estetica immortale.

 

Erdem x H&M: il fascino segreto dei fiori

(Photo by Michal Pudelka)

La nuova designer collaboration di H & M vede protagonista Erdem Morialoglu ed è un’ esplosione di fiori. Ricordi, suggestioni, preziosismi danno vita a una collezione all’ insegna della bellezza pura: creandola, Erdem ha reinterpretato la sua estetica mixando ispirazioni provenienti dal cinema, dalla musica e dalla campagna inglese a una squisita sartorialità d’antan. Accenti rétro evidenziano silhouette iperfemminili esaltate dai pizzi e dai pattern floral, colori scuri fanno da sfondo alle nuance vivaci di una Primavera che ha nel fiore il suo clou. Non è un caso che sia proprio “The Secret Life of Flowers” l’ evocativo titolo del corto attraverso cui Baz Luhrmann racconta la collezione: ambientato in una villa di campagna dagli interni magicamente in fiore, la trama combina mistero e amore concentrandosi su un etereo “ménage à trois” che nasce e si sviluppa sulle note di “Hypnotized” degli Years & Years. Il regista di film come “Moulin Rouge”, “Romeo + Giulietta” e “Il Grande Gatsby” non smentisce il suo talento visionario e dirige un corto intriso di passione, verve drammatica e vivacità interpretato da un cast di modelli e attori in cui spiccano i protagonisti Tom Rhys Harries, Ruby Dagnall, Hero Fiennes Tiffin e l’ astro British della recitazione Harriet Walter. In pochi minuti, Luhrmann traduce mirabilmente il mood che anima le creazioni di Erdem per H & M. Un’ atmosfera onirica ci introduce in un mondo dell’ eterna Primavera: è proprio lì, nell’ incantata ed incantevole dimora abitata da Harriet Walter e dai suoi giovani ospiti, che l’ amore sboccia nel bel mezzo di un banchettare festoso e si impregna di attrazione. Tra flash di gruppo improvvisati, danze travolgenti e brividi di gelosia repentina prende vita, scena dopo scena, una storia che gli abiti della capsule Erdem x H & M contribuiscono a narrare coniugando romanticismo e contemporaneità. Ma la collaborazione con il colosso svedese del “fast fashion” coincide, per Erdem Morialoglu, con un importante debutto: il designer trapiantato a Londra lancia infatti la sua prima collezione uomo. E ribadisce il mood rétro in una serie di suit e cappotti ispirati alla ricercatezza delle mise che era solito sfoggiare suo padre.

Per vedere il corto “The Secret Life of Flowers” di Baz Luhrmann, cliccca qui

Contagiata dal fascino della capsule di womenswear Erdem x H&M, ho selezionato 5 look ad hoc per la stagione fredda più relativi accessori.

LOOK 1 – La giacca fiorita in jacquard su sfondo black si abbina alla full skirt o, alternativamente, ai pantaloni con pattern identico

 

 

Texture pelle di rettile e punta affilata per le pumps con applicazioni floral argentate

LOOK 2 – Pizzo, bordature plissé e nastri impreziosiscono l’ abito svasato in total black

LOOK 3 – Un romantico fiocco nero accentua la femminilità del cappotto animalier

Il motivo del fiocco ritorna negli orecchini pendenti con perle e strass

LOOK 4 – E’ un tripudio plissettato l’ abitino in floral print

LOOK 5 – Ancora fiori all over per il prezioso cappotto stretto in vita da una cintura nera in gros grain

All’ insegna dello chic la borsa che mixa texture pelle di rettile ed applicazioni gioiello. Si porta sia nella versione a tracolla che con manici

 

L’ eclettismo di Schield: al via una linea di Home Design e le Schield Handbags

 

Il 2017 di Schield è, senza dubbio, un anno all’ insegna dell’ eclettismo e delle novità più esplosive. Il brand di luxury jewellery che vede Roberto Ferlito e Diego Diaz Marin “partner in crime” di una straordinaria avventura creativa, si diversifica debuttando nell’Home Design e inaugurando una linea di handbags a dir poco strepitose. Va da sè che a Parigi, dove il lancio è coinciso con la scorsa Fashion Week, le due “new entry” siano state accolte da una vera e propria ovazione. Presentate in grande stile, la collezione di home décor e le Schield Handbags hanno immediatamente conquistato il pubblico e celeb di prim’ ordine (come la top Alla Kostromicheva, la fashion stylist Tina Leung, il Premio Oscar Marion Cotillard e l’iconica Giovanna Battaglia, solo per citarne alcune), decretando il trionfo di un marchio che a un’ inconfondibile estetica eccentrica coniuga l’eccellenza del savoir faire artigianale toscano. L’ irriverente cifra stilistica è un fil rouge che accomuna anche le due nuove linee griffate Schield e rappresenta un atout dall’ appeal irresistibile.

 

 

 

 

Lo spirito unconventional riaffiora nei complementi d’ arredo ideati da Roberto Ferlito: nasi gocciolanti a mò di lampada, molari enormi che si convertono in vasi e posacenere, scrigni con l’ effigie di un sesso femminile finemente scolpito, un seno che somiglia a una bizzarra cupola sono i componenti di una linea realizzata in marmo e bronzo totalmente lavorati a mano, pezzi d’arte concepiti come gioielli per la loro ricercatezza spiccata.

 

 

Le Schield Handbags prendono vita da un design più grafico, da un’ eleganza fatta di stilizzata linearità. Sono borse a tracolla che alternano curve e forme nette, zainetti, pochette essenziali, tutte proposte in una palette di nuance “autunnali” come l’ ocra, il burgundy, il nero e il cioccolato.

 

 

 

A fare da leitmotiv, il logo composto da un cerchio oro su cui campeggia una molletta da bucato che d’ora in poi sarà la “firma” del brand. La perizia artigianale rappresenta un valore irrinunciabile per la filosofia di Schield: ogni borsa si avvale di una minuziosa lavorazione che coinvolge il più prestigioso polo dell’ handmade fiorentino, è un’ode al Made in Italy di cui il marchio si fa da sempre promotore.

 

 

 

Ma Schield non scorda il suo primo amore, e per la PE 2018 presenta una collezione di gioielli all’ insegna della verve artistica più pura. Roberto Ferlito tramuta il classico cerotto in un jewel d’eccezione: nasce così la Plaster Line, una serie di anelli, bracciali, orecchini in ottone placcato oro che dei cerotti mantiene in tutto e per tutto la forma e i connotati. Ironia e preziosità si intrecciano in mix sbalorditivo, un connubio che fonde la dissacrante signature Schield con lo chic dando vita a creazioni già candidate a must have.

 

 

 

E non è finita qui: in un crescendo creativo, le maxi rose che adornano i collier si “sciolgono” per la gioia delle fan della linea Fluid,  le mollette da bucato diventano orecchini e persino le decorazioni per cocktail, come gli stuzzicadenti e le olive, si fanno jewel grazie al tocco incantato di Ferlito. Il suo inesauribile estro, d’altronde, è tale da permettergli di creare una parure stilosissima ispirandosi a uno stelo cosparso di spine.

 

 

 

 

Chi potrebbe mai dimenticare, inoltre, l’ originalità dei molari bagnati in oro e cosparsi di Swarowski della collezione Teeth Braces? Non stupisce che Schield sia un brand gettonatissimo dalle celeb: tra le sue fan annovera nomi del calibro di Cara DelevingnePaz Vega, Emily Ratajkowski, Olivia Palermo, Joan Smalls, Pink, Rita Ora, Rihanna, Kate Moss, Nati Abascal e teste coronate come la Regina di Spagna Letizia Ortiz. Le campagne relative ai gioielli ed alle nuove linee Schield sono come sempre opera di Diego Diaz Marin, superlativo nel veicolare in scatti surreali ed altamente iconici il mood di un brand che ha saputo imporsi grazie a un signature style dai connotati davvero unici.

 

 

 

 

 

 

All photos by Diego Diaz Marin