Glitter People

 

 

 

“E’ bello shockare. Non è sempre bello stare attenti. E’ bello turbare un po’.”

Ellen Von Unwerth

 

Buon mercoledì.

 

 

Il must have di ogni pin up è firmato Dior

 

 

La prossima estate segnerà un assoluto ritorno degli anni ’50 nella moda e nello stile: moltissimi, i designer che hanno concentrato il loro sguardo sugli “happy days” per riproporli alla grande in un tripudio di colori, femminilità e linee rétro. Tra gli aficionados del periodo la nuova ‘anima creativa’ di DiorBill Gaytten, che ha presentato una collezione primavera estate tutta incentrata sulla rielaborazione stilistica del New Look – storico caposaldo della Maison. Valorizzazione della silhouette tramite una costante evidenziazione del punto  vita, linee geometriche che risaltano gonne a ruota, giacche di sartoria dalle maniche a kimono, abiti a trapezio ed una profusione di borse con manico e pochette per meglio definire il richiamo al prezioso vintage della Maison, sono i caratteri distintivi degli oufit diurni, mentre la sera è caratterizzata da abiti rasoterra, fluidi, preferibilmente in chiffon plissettato o in pizzo e organza.  Gaytten ha privilegiato una palette cromatica di colori eleganti e delicati, includendo – tra gli altri – un trionfante rosa cipria. Tra gli accessori legati alla collezione, uno in particolare ha attirato la nostra attenzione: gli occhiali dalla forma ‘a farfalla’, tipicamente anni ’50, declinati in bicolore fucsia e arancio;  puro richiamo al design dell’ottica d’epoca,  dalle tonalità vivaci e perfettamente estive, potrebbe essere stato idealmente indossati da una delle scatenate Pink Ladies di Grease. Questo particolare tipo di occhiale esalta una maliziosa femminilità che lo rende un must have per ogni pin up che si rispetti: oggi, nel contesto modaiolo relativo alla bella stagione, acquista un valore aggiunto nel definire look coloratissimi e sbarazzini  giocando su un modello femminile che torna a proporsi, carico di ironia. Non risulta difficile immaginare l’occhiale Dior all’ interno della cornice perfetta, all’occasione speciale che dona un twist in più alla routine quotidiana: quale scenario migliore del Summer Jamboree 2012, infatti, potrebbe essergli  più appropriato? Tra frangette alla Bettie Page, abitini in stile Sandra Dee e vertiginose zeppe dal sapore post-guerra, si propone come accessorio cult delle pin up di ispirazione 40s e 50s che affollano ogni anno il festival ‘rock and roll’ di Senigallia. Una chicca preziosa e decisamente irrinunciabile, se già vi sentite immerse più che mai  nell’ american graffiti mood!

Buon martedì.

Somewhere over the rainbow

In una primavera estate altamente caratterizzata dal colore in tutte le sue declinazioni – pastello, color blocking, fluo, sorbetto – si inserisce magnificamente un nuovo trend ‘in tema’: l’arcobaleno, in tutte le sue tonalità e sfumature, è il leit motiv predominante della collezione Resort 2012 di Christopher Kane. I colori dell’iride si ‘spalmano’ su miniabiti geometrici di ispirazione ’60, abitini in pizzo attillati al corpo, t-shirt, maglioncini comfort regalando un’ allure da sogno e vagamente fiabesca alla bella stagione. L’ arcobaleno, con la mitica aura che lo circonda, oltre che simbolo della fine della tempesta , è da sempre circondato da magiche leggende. Christopher Kane lo fa risplendere di luce (e colore) propri, affiancandolo altrimenti a tonalità vive o decise: il turchese, il nero, il giallo pastello. E se non è l’iride a illuminare gli outfit di fantasie sognanti, è la luce stessa a fare da padrona, riflettendosi in tessuti cangianti su pantaloni, casacche e in una serie di deliziose gonne, abitini e cocktail dress fittamente plissettati e dai bagliori metallizzati argento e porpora. L’ex pupillo di Donatella Versace crea una collezione in cui minimalismi ed elementi frou frou si amalgamano mirabilmente evidenziando dettagli come gli orli irregolari o arrotondati, le forme nette declinate in colori vitaminici, i pantaloni rigorosamente a sigaretta in uno stile che coniuga la creatività ad uno spiccato spirito commerciale: Kane crea outfit portabilissimi, versatilmente diversificati in abiti da giorno ed evening dress dai connotati intercambiabili, malleabili in modo tale che la donna che li indossa riesca, in un estroso ed abile gioco di mix and match, a creare il suo abito per ogni occasione. Il target della cliente finale è atrettanto diversificato: si rivolge alla ragazzina, alla donna in carriera e, dulcis in fundo, alla signora che, al momento di vestire, non rinuncia a scelte che coinvolgono splendidamente estro e fantasia. Un bel traguardo, per il designer scozzese che dal 2006, anno di fondazione del suo brand, sta entusiasmando il fashion world britannico – e mondiale – in toto e senza eccezioni.

Buon lunedì.

 

 

Madonna lancia Truth or Dare

 

Madonna, inesauribile fonte di energia e di camaleontica versatilità, colpisce ancora: questa volta, i riflettori sono puntati su di lei per il lancio del suo profumo Thruth or dare by Madonna, ennesima sorpresa elargita da una rockstar che, in quasi trent’anni di carriera, si è diversificata nel cinema (di fronte e dietro la macchina da presa), come modella e musa ispiratrice (vedi le sue campagne pubblicitarie per Dolce & Gabbana e Louis Vuitton)e poi, a seguire, come produttrice musicale, attrice teatrale, autrice di favole per bambini e designer di una linea di teenage wearMaterial Girl – insieme alla figlia Lourdes. . Truth or dare è un tributo, un omaggio simbolico ad un passato che Madonna non ha mai dimenticato: un omaggio alla figura di sua madre, scomparsa troppo presto lasciandole, ancora bambina, una scia di dolore e di ricordi che l’ha accompagnata per tutta la vita. “Usava sempre il profumo Fracas di Robert Piguet“, racconta ‘The Queen of Pop’ a Vanity Fair Italia, “E’ un odore impresso nella mia memoria : lo associo al ricordo d’infanzia delle mattine quando mi svegliavo presto e andavo a infilarmi nel letto dei miei genitori per farmi coccolare.” Quel profumo intenso di tuberosa e di gardenia è ciò che Madonna ha tentato di replicare in una fragranza racchiusa nella confezione bianco e oro creata per lei da Fabien Baron: un eau de parfum composta da un sapiente mélange di gelsomino, gardenia, tuberosa amalgamate alla vaniglia ed a legni inebrianti. Il profumo, opera del ‘naso’ Stephen Nielsen, è stato ‘inaugurato’ da Macy’s, a New York, in un bagno di folla di 300 fan adoranti – i primi a cui è toccata l’esperienza inebriante di possedere la creazione della loro beniamina – con successiva conferenza stampa. 53 anni, ma tonica e levigata più di una ventenne, arguta come chi ha costruito il suo successo a forza di sudore e determinazione, una rinnovata saggezza sopraggiunta dopo la nascita dei figli, Madonna, arrivata poco più che adolescente a New York con il denaro appena sufficiente per pagarsi un taxi, non ha mai smesso di credere in sè stessa e non  ha alcuna intenzione di farlo ora: il motto “express yourself” come direttiva di vita, ha attraversato come un ciclone il puritanesimo americano stravolgendo con assoluta nonchalance i suoi rigidi dettami , ha rinnovato il suo personaggio costantemente, rimodellato il suo corpo a suo piacimento, si è dedicata ad amori assoluti alternati a boy toy, da ‘bad girl’ di Brooklyn è diventata lady con tanto di magione in the UK ma non ha mai perso la grinta, la schiettezza e nemmeno le ataviche paure che si porta dentro da sempre: la prima in assoluto, “quella di non avere il controllo su quello che mi succede intorno, non poter prevedere quello che succederà”. E poi, quella dei pregiudizi, che la “spaventa più di tutto.” Ma accanto alle paure, le gioie, la maturazione raggiunta nel contatto con i figli, da cui ha imparato ad essere più tollerante, più elastica, più ‘easy’. Un rapporto con la bellezza giunto a un nuovo punto cardine, quello dell’ accettazione di sè: non per nulla, dichiara sicura che il suo modello è Frida Kahlo, artista e donna straordinaria che nei suoi autoritratti riportava con disinvoltura baffetti e sopracciglia esagerate, rivelando la grande dote della fierezza di sè stessa senza curarsi dei comuni canoni estetici solo ai fini di compiacere il prossimo. Madonna potrebbe essere definita una donna ‘senza età’ ma ricca del carico di esperienze accumulate nel suo percorso di vita.  Per questo, non teme alcun confronto con le  colleghe più giovani e che a lei – tra l’altro – si sono ispirate: Lady Gaga, ma anche tutte coloro che potrebbero potenzialmente rubarle lo scettro di regina del pop: Rhianna, Gwen Stefani, Britney Spears, solo per citarne alcune. Lei è unica e sa di esserlo: material girl, donna in carriera, ex moglie e mamma.  E, lungi dal deporre le armi, si prepara ad un mastodontico tour mondiale che la vedrà in Italia a metà giugno nelle tappe di Milano, Firenze e Roma: a tutt’oggi, circa 40.000 biglietti venduti in ogni città. Un successo annunciato che la vedrà tornare ‘into the groove’ più smagliante ed energica che mai.

Buona domenica.

 

 

 

MANAS: appeal ‘made in Marche’

 

Questa volta voglio parlare di un’ azienda, la MANAS, che, appartenente al distretto della calzatura della mia regione, ha saputo conquistarsi un mercato di tutto rispetto a livello nazionale ed internazionale. Nata nel 1956 a Montecosaro (nel maceratese), inizialmente era un piccolo laboratorio artigianale dove il titolare, Giuseppe Sagripanti, creava pantofole ottimizzandone il comfort grazie al processo della vulcanizzazione, che rielabora la gomma elastica e resistente. Già un decennio dopo, le Conchita -questo il nome delle pantofole – vengono perfezionate talmente, grazie a varie innovazioni tecnologiche introdotte, che cominciano ad essere richieste persino dalla Svezia, dove la MANAS evade una cospicua quantità di ordini. L’azienda, tramutatasi in un’impresa a conduzione familiare, conta ormai sulla gestione dei fratelli Nazzareno e Marino Sagripanti, figli di Giuseppe: l’espansione dell’attività fa sì che si ampli e si consolidi in un’unica grande struttura: ha così inizio l’avventura della MANAS, che lancia nel frattempo una nuova linea di calzature per donna. Una felice intuizione, che permette al brand di espandersi ulteriormente e di diventare una società per azioni che le consente una veloce e proficua crescita. Negli anni ’90, infatti, grazie alla diversificazione di linee e marchi che corrispondono a stili differenti (MANAS, MANAS Lea Foscati e MANAS Uomo), l’azienda si afferma come una delle più interessanti dell’area calzaturiera – che comprende, oltre all’area montana, una vasta zona della costa nei dintorni di Civitanova Marche . Oggi, MANAS possiede showroom in tutta Europa, a Mosca e New York, e distribuisce le sue calzature in monomarca e corner disseminati in tutto il mondo. Un vero successo, per un’azienda avviata da una piccola attività artigianale: creatività, operosità, attenzione alla qualità e all’ etica i suoi ingredienti vincenti. A Riccione, trovo il monomarca MANAS all’ inizio di viale Ceccarini: quest’ anno, ho già deciso che punterò le splendide zeppe  in pelle di camoscio della foto sovrastante. Morbidissime, dal vertiginoso tacco in corda e ricoperto in pelle rinforzato a plateau, vengono declinate in più colori, tra cui questa favolosa sfumatura ottanio. Un pezzo perfetto da ‘incastrare’ in outfit in color blocking, per donare tocchi di colore al nero o per ravvivare un insieme pastello con giochi cromatici a contrasto: senza dimenticare il valore aggiunto che si lega allo shopping finalizzato al regalo. O meglio, a un “autoregalo”: le mie zeppe MANAS color ottanio sono già diventate un irrinunciabile, potente oggetto del desiderio.

Felice weekend.

Estate 2012: l’ hairstyle più nuovo è rétro

Abbiamo parlato di colori, di tendenze, di mood…Ma con che ‘testa’ affronteremo l’ estate ormai  in dirittura d’arrivo?  L’ atmosfera, in misura direttamente proporzionale all’aumento delle temperature, si fa sempre più anni ’50 e spira aria di grandi ritorni, che prendono spunto dalle icone dell’epoca per riproporsi con un nuovo twist. Uno di questi flashback riguarda il cotonato: non è la prima stagione, a dire il vero, in cui la moda lo rilancia, ma ogni volta che ricompare sulla scena – non c’è che dire – sembra puntualmente un’assoluta novità e piace a tutte. Forse, perchè la donna è portata atavicamente ad identificare il suo potere seduttivo con una massa abbondante, appariscente di capelli che, nei secoli, le ha sempre conferito maggior femminilità. La primavera estate 2012 vede il ritorno del cotonato in stile BB, che Mulberry ha riproposto in passerella abbinandolo a favolosi outfit color sorbetto. I capelli, lunghi, lasciati sciolti sulle spalle, sono fittamente cotonati nella parte alta della testa e in certi casi ‘volumizzati’ tramite un toupet:

Ma si ispirano alla diva e icona francese anche le trecce (ugualmente cotonate) ad effetto ‘scompigliato’, incolto ma in realtà accuratamente ‘costruite’. Chi non ricorda, infatti, quelle che la Bardot esibiva in Vita privata di Louis Malle, dove interpretava il ruolo di un’ alter ego di sè stessa? Le ha originalmente rivisitate Alena Akmadullina).

E mentre Anna Sui fa sfilare modelle acconciate con onde morbide, i capelli lunghi fino alle spalle, riprendendo la pettinatura caratteristica di una diva anni ’50Rita Hayworth, Lana Turner, e chi più ne ha più ne metta,

Aigner propone invece un raccolto ordinato, con la riga laterale, e adorna di boccoli la ciocca di capelli che ricade asimmetrica sul viso, delineando i tratti di una novella Veronica Lake.

 

Nessuna incertezza, dunque: l’ hairstyle della bella stagione si modella su precisi connotati rétro, ritrovando una propria originalità interpretativa semplicemente nel link ai nuovi dettami con cui vengono riproposti.

Buon giovedì.

Glitter People

 

” Che liberazione, da quella fatica. (di sedurre, n.d.r.) Diventi più ironica e distaccata, provi finalmente un po’ di compassione per te stessa, sai quante cazzate hai fatto, quante volte ti sei vista piccola, ridicola, fragile, stupida. E smetti di prendere tutto di petto, di stare sempre in prima linea, di diventare una furia se dicono una cosa sgradevole su di te, Ti sciogli dall’ obbligo di piacere a tutti i costi, puoi anche lasciare quel ruolo da protagonista a un’ altra. E tu prendertene serenamente uno più piccolo, ma che magari ti arricchisce di più. “

Monica Bellucci

 

Buon mercoledì.

Valentina: suggestioni oniriche nella città eterna

 

“Via, via, vieni via di qui, niente più ti lega a questi luoghi, neanche questi fiori azzurri…” il tono scanzonato di un Paolo Conte versione swing funge da colonna sonora all’ intera storia: per raccontare Valentina, la nuova fragranza della Maison Valentino, Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli hanno affidato all’inventiva di Johan Renck la regia di uno spot che evoca magicamente la personalità della protagonista e tutto il suo mondo. La vicenda prende il via a Roma: festa di compleanno di Valentina (una Freja Beha Erichsen al suo massimo splendore), jeune fille dorée di un’élite che dimora in antichi, nobiliari palazzi in cui mondanità e galateo convivono quotidianamente. Nelle immense stanze, il beau monde ha già dato inizio alle danze. Tra bollicine di champagne e abiti couture ride e cicaleccia aspettando la festeggiata, mentre in un angolo, pacchi regalo di ogni dimensione si sovrappongono arrivando ormai fin quasi al soffitto. L’orchestra chiamata a suonare live è in fibrillante attesa. ‘Valentinaaa….Valentinaaa’…risuona la voce della governante nelle sue stanze: tutti la cercano, tutti la vogliono, ma lei, già mentalmente in un altro pianeta, si nasconde, sorride e ignora. Ancora nuda, la pelle levigata, decide di indossare qualcosa oltre al suo ammaliante profumo ed opta per  uno splendido miniabito in total black: un  sofisticatissimo mix di rouches, pizzo e tulle nel più puro stile del ‘nuovo corso’ Valentino . Flessuosa, maliziosa, euforica, svicola in cerca della sua via di fuga: scavalca un massiccio balcone in pietra e via, si perde nell’ aria frizzante della notte romana. I paparazzi  la ‘intercettano’ in un tripudio di ‘Valentina!’ e di flash, lei lancia loro la sua sciarpa di chiffon con assoluta nonchalance, gli occhi che brillano di una nuova luce. Suo padre, allarmatissimo, mobilita intanto una specie di esercito, che tra spedizioni di SUV ed elicotteri si catapulta in una calda, notturna Roma estiva, poco popolata ma oniricamente pervasa da uno spirito da dolce vita che si percepisce quasi a pelle…Valentina, che come Roma è sensuale e insolente, cerca emozioni nel cuore pulsante della città inoltrandosi in vicoli che esprimono – nei locali fumosi, nei party in maschera profusi da nuvole di coriandoli –  un’ anima spontanea e una joie de vivre senza sovrastrutture, agli antipodi assoluti dell’ ‘etichetta’: ed è li, in uno di quei locali che si aprono improvvisi sulle stradine lastricate a ciotoli, che conoscerà un supercharmant uomo in maschera con cui parte in macchina per flirtare tutta notte. E’ l’ alba e la ritroviamo, radiosa, scendere una solenne scalinata mentre recita il suo nome facendo il verso alla cadenza con cui, ‘a palazzo’ era stata ossessivamente chiamata. In quel momento, mentre il sole sorge su una Roma maestosa e pervasa di storia, Valentina – le gambe nude ed i piedi infilati nei sandali dal tacco vertiginoso – è semplicemente, definitivamente, totalmente felice.

Una Roma egregiamente caratterizzata, richiami continui al nostro cinema più glorioso, immagini superbamente evocative rendono questo spot un piccolo gioiello, il concentrato di un ‘italianità dei ‘tempi che furono’ che celebra in modo assolutamente suggestivo atmosfere  e temi identificativi della città eterna, e delle sue preziose eccellenze, ormai indissolubilmente impressi nell’ immaginario colletivo internazionale.

Buon 1° maggio a tutti.

 

 

 

Inizio settimana ‘au chocolat’

 

Ogni volta dico a me stesso che è l’ultima volta, ma poi sento il profumo della sua cioccolata  calda…Le conchiglie di cioccolato! Così piccole, così semplici, così innocenti. Pensai: oh, solo un piccolo assaggio non può far niente di male! Ma poi scoprii che erano ripiene di ricco, peccaminoso…” “… E si scioglie… Dio mi perdoni, si scioglie così lentamente sulla lingua e ti riempie di piacere!…” (dal film “Chocolat”)

 

Ricordate Chocolat, il film di Lasse Hallstrom con Juliette Binoche e Johnny Depp in cui il cioccolato, in un paesino francese di fine anni ’50, diventava – per tutta una serie di bigotti locali – la metafora del peccato perchè legato alle gratificazioni del corpo e dello spirito? Durante il weekend ho ripensato spesso a quel film, in cui, nel finale, vivere assaporando le delizie della vita trionfa su ogni demonizzazione, e voglio iniziare questa nuova settimana dedicandomi a una ‘chocolat’ full immersion: morbidi bignè caldi di pasticceria ricoperti di un’ abbondante glassa e ripieni di crema al cacao. Per gratificare corpo, spirito e palato…alla faccia delle calorie! E la dieta, si rimanda a domani...

Buon lunedì.

Il ‘fluo pastello’ di MSGM

 

Massimo Giorgetti, ‘guru‘ creativo di MSGM – uno dei brand emergenti degli ultimi anni che sta attualmente conoscendo, grazie all’estro del suo artefice, un vero e proprio boom – nella sua collezione primavera estate non poteva tralasciare una propria personalissima interpretazione del fluo: sceglie il giallo neon e lo declina in miniabiti dall’ orlo merlettato, bluse di pizzo, abitini caratterizzati da un ‘importante rouche alle spalle e maxidress che riprendono fantasie optical, motivo ricorrente nelle collezioni di Giorgetti. L’effetto è sofisticato, delicato: complice una sfumatura di fluo virata dal giallo pastello che lo rende quasi ‘lunare’, una tinta presa in prestito dallo spazio e coniugata in forme e stili prettamente contemporanei. E se, tra gli accessori, viene messa in evidenza su tutti una tracolla nella medesima tonalità yellow, i sandali neri, con spesso tacco a plateaux, vengono abbinati rigorosamente ai calzini, corti e in bianco filo di cotone. Uno dei leit motiv decisamente più frequenti della primavera estate che ha sfilato in passerella. Romantico, raffinato, insolito, il giallo fluo di MSGM non può che essere promosso a pieni voti.

Buona domenica.