On the beach with…

 

ERMANNO SCERVINO. Non è mai troppo tardi per una “vetrina”beachwear: nel pieno dell’Estate, VALIUM inaugura una nuova rubrica a tema. Sarà una rubrica “short-term”, perchè durerà lo spazio di una stagione e si interromperà a Settembre. Ma in queste settimane vacanziere, con il sole che picchia forte e l’afa ormai alle stelle, qualche spunto sui look da spiaggia mi sembra d’obbligo. Iniziamo subito con un bikini in total white griffato Ermanno Scervino. Impalpabile, prezioso, replica il mood delle passerelle e si declina in un tripudio di tulle. Il reggiseno a fascia viene  adornato da volants talmente fitti da somigliare al decoro di un abito con seduttivo scollo alla Bardot. La bordatura, in pizzo, è in perfetto pendant con gli inserti dello slip, di cui riprende i motivi. Il risultato è un bikini sartoriale, un capo che brilla di luce propria ed oltrepassa gli standard dello swimwear per agghindarsi di un romantico chic. Il tutto, all’ insegna di un abbagliante candore e di merlettate trasparenze che lo equiparano ad un’ autentica, ricercatissima mise couture.

 

Flashbacks

 

Corre l’ anno 2007 e Jean-Paul Gaultier ci manda in visibilio con una collezione di Haute Couture tra le più iconiche e indimenticabili. “Les vierges”, questo il suo nome, fonde stile e ispirazione sacra in creazioni celestiali, un aggettivo che non potrebbe essere più pertinente: a fare da fulcro è l’ iconografia mariana, per la quale l’ “enfant terrible” della moda prova una profonda fascinazione. In passerella sfilano modelle con l’aureola, i volti levigati come statue, le lacrime della “Mater Dolorosa” a solcare le guance. Nessun intento di dissacrazione in questi look, semmai l’ evocazione di una bellezza pura e luminosa. Ovviamente, riletta à la Gaultier. Basta pensare alle aureole, che si tramutano in eccentrici copricapi a metà tra il barocco e l’ ecclesiale: sono raggiere di piume, stellari simili a quelli dell’Immacolata Concezione, corone di cristalli policromi, nimbi che ricordano le vetrate colorate delle chiese. La mise che ho scelto a rappresentare “Les Vierges” è un sofisticato concentrato del mood che anima la collezione. La vaporosa leggerezza del tulle esalta la soavità di una figura incorporea, valorizzandola grazie a una delicata nuance di rosa polvere. Un grande fiocco, declinato nel color oro delle solennità mariane secentesche, stringe la vita e campeggia sul davanti. Sullo scollo, una sfilza di immaginette sacre adorna un orlo di ruches che impreziosisce anche l’ aureola “fiammeggiante” di lunghe piume dorate, ed è sempre l’ oro a delineare le lacrime che scorrono sul volto cereo della modella. Il risultato è un look sognante, sottilmente ambiguo: la “Vierge” di Jean-Paul Gaultier, con il suo abito voluminoso e il suo incarnato diafano, fa pensare ad un incrocio tra certe bambole decorative d’antan, in porcellana e sontuosamente vestite, e una creatura mistica. Tra sacro e profano, a trionfare è la divina Couture di Jean-Paul Gaultier.

 

Rosa +Tulle = Sogno. I ball gown di Viktor&Rolf

 

Il rosa, dicevamo qualche post addietro. VALIUM non finirà mai di parlarne. Perchè è un colore magico, slegato da qualsiasi vincolo stagionale eppure perfettamente in linea con la Primavera che si avvicina. Come un preludio, ne anticipa il mood e le rarefatte atmosfere: basta pensare al rito giapponese dell’ Hanami, ore trascorse ad ammirare le immense chiome rosa dei ciliegi in fiore. Il fascino di questa nuance non conosce cedimenti, sembra piuttosto aumentare con il passar del tempo. Neppure Viktor&Rolf restano immuni al suo appeal, e puntano sul rosa per dare vita a tre meravigliose creazioni della loro collezione Soir: la sfumatura delicata si declina in una nuvola di tulle che dona agli abiti una allure da fiaba. Le linee sono quelle del ball gown nella sua quintessenza, il busto fasciato da un corpetto che sostiene un’ ampia gonna impalpabile. Il tulle amplifica i volumi e si fa teatrale, prezioso, sontuoso grazie alla raffinatezza dei decori e delle lavorazioni; applicazioni in 3D, cristalli, perle e ruches lo tramutano nel ricercatissimo punto di forza di creazioni che sono un’ ode alla Couture.

Foto in alto:  la silhouette grafica, un trademark di Viktor&Rolf, evolve in un’ autentico pezzo di design. Se potessimo definire questo abito con un aggettivo, sarebbe “sculturale”: il bustier viene esaltato dai drappeggi e la gonna, ad A e multistrato, è resa drammatica da due tagli a sbieco che la scolpiscono con sublime savoir faire sartoriale.

 

 

Il corpetto a cuore è tempestato di fiori 3D in cristalli e plexiglass  completamente eseguiti a mano. La cascata floreale si estende sulla gonna quanto basta per sottolinearne, valorizzandolo, il volume spettacolare.

 

 

Il contrasto tra bustino e gonna è l’ atout di questo abito: essenziale e bon ton il primo, opulenta e sognante la seconda, dove un tripudio di volant in tulle disegna ruches grafiche e ben allineate. A impreziosirla ulteriormente, fili di perle dai molteplici bagliori che vanno a orlare anche il colletto.

 

Adriana Degreas: il luxury beachwear ‘made in Brasil’

 

Il beachwear luxury di Adriana Degreas, designer brasiliana che sul mix tra savoir-faire e glamour ha fondato il suo signature style, colpisce ancora. Il costume da bagno diventa un vero e proprio capo couture: conchiglie che prendono il posto del top, due pezzi-scultura, dettagli in lacca cinese, orli di ruches si abbinano a copricostume impalpabili e a gonne kimono. La ricercatezza si fa leitmotiv di creazioni che esaltano un mood chic e cool al tempo stesso. Il bikini e il costume intero si alternano, la palette è intensa e spazia dal marrone all’ oro, dal viola al rosso scuro, dal verde bosco al nero passando per il grigio, il cipria ed il turchese, nuance raffinate ma più che mai lontane dagli standard estivi. E se un tocco rétro pervade di femminilità la collezione, è l’ imprinting avantgarde a rendere culotte, monopezzo e reggiseni a fascia tutto fuorchè scontati: tessuti matelassé, ghirigori esotici e forme Japan si coniugano con un design ad alto tasso di originalità e di stile.

 

 

 

 

 

 

 

Jean-Paul Gaultier e il suo nuovo Scandal

 

What a scandal…Che scandalo! E’ come se la nuovissima fragranza di Jean-Paul Gaultier suscitasse esclamazioni di stupore e di sbigottimento: non è un caso che sia stata battezzata proprio Scandal. L’ irriverente enfant terrible della Couture colpisce ancora e lancia un profumo in cui gli imprinting olfattivi del giorno e della notte vengono fusi in un jus unico.  Creato dal naso Daphne Bugey, Scandal mixa deliziosamente leggerezza e profondità: alle fresche note di gardenia e arancia rossa si associa un cuore di miele gourmand, intensificato ad hoc da un avvolgente fondo di patchouli.

Il flacone in vetro dell’ essenza è iper evocativo. Pensato da Bloom Room Studio,  ha un design arrotondato  e la fragranza che racchiude lo tinge di un malizioso, seduttivo rosa. Sul tappo, una vera e propria scultura argentea, spuntano due gambe femminili capovolte che sembrano agitarsi nell’ aria. Ad accentuare l’ allure sensuale, un sottile strato di velluto in total pink riveste completamente il packaging. La advertising campaign del profumo non poteva che rimanere in linea con la sua iconografia emblematica: a prestare il volto a Scandal è la modella Vanessa Axente, che viene ritratta mentre prorompe da un tabloid. Sfrontata, travolgente ma con classe, Axente è  la perfetta incarnazione del mood di una fragranza che si preannuncia già, a dir poco, irresistibile.

In Italia Scandal sarà disponibile in versione Eau de Parfum nei formati da 30, 50 e 80 ml a partire da Settembre.

Moschino FW 2016/17: quando il luxury va in fiamme

Splendidi abiti fatti a brandelli, laceri, anneriti dal fumo. Sopravvissuti, con enormi squarci, ad un incendio devastante. E’ una collezione scampata alle fiamme quella pensata da Jeremy Scott per l’ Autunno/Inverno di Moschino, con tanto di contorno apocalittico in passerella: la scenografia evidenzia opulenti cornici d’oro accatastate, pianoforti a coda smembrati, lampadari di cristallo frantumati in ordine sparso, un cumulo di rovine che giace su ampi tappeti antichi. Un’ allusione al fashion system con l’ alternarsi delle mode sempre più rapido, un falò delle vanità contemporaneo o, più in generale, la metafora di un modus vivendi odierno che tramite il virtuale tutto “brucia” e fagocita? Nessuna opzione potrebbe rivelarsi incorretta, debitamente condita con la tipica ironia di Scott. Quel che è certo è che le fiamme hanno consunto, con velocità istantanea, preziose stoffe e miriadi di ruches, mermaid dress teatrali che si svasano in un tripudio di tulle. L’ associazione con un ammonitorio memento mori e con il falò vanitatum di un Girolamo Savonarola del 2000 è quella che, in realtà, affiora più spontanea: implicazioni sociologiche legate alla crisi a parte, un luxury devastato da fiamme “catartiche” è un ipotetico concept che si fa strada con goliardia giocosa.

In questo contesto, anche la veletta – uno dei simboli supremi della sofisticatezza – ribadisce la sua presenza: ma è una veletta “in fumo”, che avvolge il viso e punta in alto come una scia gassosa post-combustione, oppure si tinge di un rosso sgargiante e si adorna, vezzosa, di un fiocco. Con i lembi dei nastri completamente bruciacchiati, è ovvio.

Gli abiti a cui si abbina non perdono però la loro allure flamboyante (è il caso di dirlo) neppure di un millimetro: perchè se fuoco dev’ essere, che almeno quello dell’ araba fenice sia. Un fuoco che distrugge, che dissolve nel fumo, ma solo per creare ex novo. Un fuoco che permette, immancabilmente, di rinascere dalle proprie ceneri con rinnovato vigore.

McQueen Parfum: quando “notte” fa rima con “seduttività”

Una seduttività che si fa intensa al calar del sole, mentre la notte avvolge tutto nelle tenebre e risplende, fioca, la luce lunare. Sentori olfattivi che con il buio sbocciano, si espandono in una persistente scia di mistero. E’ a queste potenti suggestioni che si ispira McQueen Parfum, nuova fragranza del brand capitanato da Sarah Burton;  e alle creazioni di Alexander McQueen è accomunata da un’ aura preziosa che traduce la couture in Haute Parfumerie. L’ essenza creata dalla Burton è unica e si avvale di tre sole note, tre fiori “notturni” che stemperano nell’ alba i loro seducenti aromi: il Gelsomino di Sambac dal romanticismo vigoroso e dolcemente intenso, la provocante Tuberosa, lo Ylang Ylang che al sorgere del sole raggiunge un rarefatto apogeo olfattivo. I suoi petali gialli infatti accompagnano, con accentuato effluvio, la “rinascita” dell’ aurora sottolineando gli istanti trascendentali e magici della metamorfosi quotidiana. A questa scia si aggiungono accordi speziati e legnosi di pepe rosa e nero, vetiver e chiodi di garofano che intensificano l’ alchimia olfattiva del jus: è l’ apoteosi di una fragranza conturbante, impreziosita da un flacone-capolavoro disegnato da Sarah Burton in persona.

Il vetro scuro, spesso e opaco rievoca un enigmatico e sensuale mood notturno, adornandosi di una corona di piume dorate che – appena sotto il tappo – avvolgono il flacone. Opera d’arte di maestria artigianale, la “veste” di McQueen Parfum racchiude la quintessenza dell’ alta sartorialità del brand.

Altrettanto evocativa è la campagna pubblicitaria scattata da Paolo Roversi per il profumo: con Fontainebleau come location, le immagini vedono protagonista una Maartje Verhoef nel cuore della foresta. E’ notte, e l’ abito che indossa riflette la malia floreale della fragranza in un fitto arabesco di fiori neri ricamati.

Flamenco couture

 

Blugirl

Suggestioni “flamencas” giocate nel bicolor a cui la tipica danza andalusa è più caratteristicamente associata: il rosso e il nero della passione, della corrida e del pathos drammatico. I designer le rievocano in un tripudio di balze e arricciature, inediti pattern floral alternati ai pois della tradizione, rivisitando l’ abito della bailaora con scenografico stile. Il risultato è un esplosivo omaggio, in chiave couture,  a una danza che nel battito sfrenato dei tacchi e nei gesti armonici ristabilisce un contatto tra terra ed aria.

Michael Kors

Proenza Schouler

Oscar De La Renta

Balmain

Proenza Schouler

Il close-up della settimana

 

Per Valentino Garavani si prospetta una nuova, entusiasmante avventura: sarà il leggendario couturier italiano a firmare i costumi de La Traviata diretta da Sofia Coppola, che debutterà il 24 Maggio al Teatro dell’ Opera di Roma. Da sempre appassionato di lirica, Valentino ha ideato un vero e proprio progetto avvalendosi di Giancarlo Giammetti e di un team che – oltre a quello di Sofia Coppola –  include i prestigiosi nomi dello scenografo Nathan Crowley, di Maria Grazia Piccioli e di Pier Paolo Chiuri. Saranno i direttori creativi della Maison di piazza Mignanelli, coadiuvati dalla sartoria del Teatro dell’ Opera, ad affiancare il couturier nella progettazione dei costumi di scena: al celebrato duo sono affidati gli abiti di Flora e del Coro, mentre Violetta – la protagonista che Verdi concepì ispirandosi alla Signora delle Camelie di Dumas figlio – indosserà creazioni appositamente pensate per lei dal Maestro Garavani  e realizzate presso gli atelier couture della casa di moda romana. Per Valentino non si tratta di un “esordio”, avendo già firmato i costumi di un’ opera lirica inscenata a Washington, per il gala che porta il suo nome al New York City Ballet e per il concerto di Capodanno a Vienna. Fortemente attratto dalla maestosità del melodramma, lo stilista ne ha sempre ammirato la capacità evocativa scaturita da un mix di fantasiosi universi e musica sublime. ” Ho voluto una Traviata classica e splendida”, ha dichiarato alla stampa, ma per aggiungere un inedito tocco di modernità si è affidato a Sofia Coppola, della quale aveva già ampiamente apprezzato l’ estetica nel film Marie Antoinette. La giovane regista,  al suo debutto nella lirica, si avvarrà delle scene di “stampo cinematografico” di Nathan Crowley, autore delle scenografie di Batman Begins e del Cavaliere Oscuro. Altre figure di spicco di questo straordinario team sono il direttore d’orchestra Jader Bignamini, le soprano Francesca Dotto e Maria Grazia Schiavo (che si alterneranno nell’ interpretazione di Violetta) e i tenori Antonio Poli e Arturo Chacòn-Cruz (entrambi nel ruolo di Alfredo). Questa speciale edizione de La Traviata si configura, per Valentino Garavani,  come un sogno fattosi realtà. E’ l’ ennesimo tributo del couturier a Roma, Città Eterna che incarna, nei suoi luoghi e nel suoi edifici sontuosi, lo spirito di un heritage all’ insegna dei Mirabiliae Romae più preziosi ed ancestrali. L ‘ opera sarà in scena dal 24 Maggio al 30 Giugno in 15 rappresentazioni.

 

Photo by Szilas (Opera propria) [CC0], attraverso Wikimedia Commons