Arriva Lancôme Proenza Schouler, la make up collection a tutto colore della nuova stagione

 

Conto alla rovescia per il lancio della nuova, coloratissima make up collection che vede Lancôme e Proenza Schouler uniti in connubio all’ insegna dello stile. La data è fissata al 29 Agosto: sarà allora che la limited edition approderà nelle profumerie europee. Si prevede un vero e proprio boom, ma è scontato. Non è la prima volta, d’altronde, che Jack McCollough e Lazaro Hernandez collaborano con un top brand della cosmesi per iniziative del genere: basti pensare all’ applaudito sodalizio con MAC di quattro anni orsono. Oggi, insieme a Lancôme, hanno pensato ad una collezione dal packaging grafico e cromaticamente scoppiettante in cui il binomio fucsia-arancio si affianca a pennellate di blu Klein. Ispirandosi ad artisti come Ellsworth Kelly e Carmen Herrera, Lancôme Proenza Schouler inneggia a una femminilità decisa, al tempo stesso sofisticata e brillante. A descriverla è una palette declinata nei suggestivi toni del tramonto, che coniuga sapientemente raffinatezza e glam. Il risultato? Un look d’effetto, ricco di venature audaci, che alterna il finish matte al satinato:  scopriamo insieme i prodotti che ci permetteranno di ottenerlo.

 

 

Si comincia con una polvere illuminante per il viso, Cushion Highlighter Chroma, per poi proseguire con una palette occhi – Chroma Eye Palette – che spazia tra tonalità raffinate: il rosa, il burgundy, il beige e tre gradazioni di viola si affiancano al blu, al marrone, al verde bosco e al grigio per un totale di dieci ombretti. Un classico Lancôme, l’iconico lipstick L’ Absolu Rouge, adotta un twist Proenza Schouler declinandosi in quattro vivide nuance: si va dallo scarlatto ad un rosso più aranciato, dal cioccolato al nude. E sono proprio le labbra il focus di questa collezione, che vanta tipologie diversificate di rossetti: i Matte Shaker sono un trio di lipstick liquidi tinti di vibrante corallo, fucsia e viola, mentre i Lip Kajal Duo Chroma erogano colore puro in una shade tra il corallo e il nude.

 

 

 

La lunga tenuta e la texture soffice rappresentano ulteriori atout del make up labbra di Lancôme Proenza Schouler. Allo sguardo, invece, la linea dedica gli Hombre Hypnôse Kajal Chroma, due kajal-ombretti utilizzabili sia all’ interno dell’ occhio che per delinearne il contorno. Il duo è disponibile nelle seduttive nuance del verde smeraldo e del marrone: l’ effetto intenso è assicurato. Completano la collezione un paio di pennelli di grandi dimensioni e dalle setole morbide che garantiscono un’ ottimale stesura del make up. Lo smalto Le Vernis è il raffinatissimo “final touch” della linea che fonde i codici estetici di Proenza Schouler con lo stile inconfondibile di Lancôme. Cromie delicate e ultra femminili come il tortora, il beige, il lilla e il fucsia si declinano in quattro lacche per unghie che creano uno stupefacente contrasto cromatico con il resto dei prodotti: potremmo dire, anzi, che è proprio nella doppia anima sgargiante e sofisticata che risiede il fascino di questa limited edition attesissima.

 

 

 

 

On the beach with…

 

ANJUNA. Già dal nome evoca suggestioni esotiche: Anjuna è un villaggio situato sulla costa Nord di Goa, noto paradiso Hippie dell’ India occidentale. Non sorprende, quindi, che il mood che anima il brand disegnato da Emanuela Corvo sia potentemente bohémien, intriso di accenti ispirati a un’ epoca in cui “libertà” era una sorta di parola d’ordine. Ma Anjuna non è solo beachwear. Potremmo definirlo “summerwear”: ai bikini ed ai costumi si affiancano caftani, lunghi abiti gipsy, chemisier, gonne e top che delineano a 360° il look della stagione calda. Il connubio tra un savoir-faire tutto italiano e sofisticati tessuti è un cardine del brand,  che esalta il coté bohémien tramite ricami finissimi, pizzi, stampe, decori, lussuose lavorazioni crochet. La collezione 2018 non viene meno a questo spirito; anzi, semmai lo accentua. Ad ispirare le creazioni è infatti il Coachella Festival, appuntamento musicale ma anche trionfo dello stile Hippie-chic per eccellenza e delle sue tendenze più cool. Questo bikini, battezzato Doris,  concentra alcuni motivi dell’ estate Anjuna: fonde fascinosamente pattern paisley e pattern floral, evidenzia una vena etno, gioca con il colore ma non troppo, quasi ad evocare l’ effetto délavé. Il reggiseno è a triangolo, un puro richiamo ai Seventies, e una bordatura in pizzo lo dota di raffinatezza aggiuntiva. Lo slip a vita alta amplifica l’ allure rétro, viaggiando ancor più indietro nel tempo ed accrescendo l’ originalità del bikini. Collane di perline colorate fanno il resto, perfetto complemento all’ Hippie mood. Coachella o la Goa dei tempi d’oro? A voi la scelta, con il prezioso ausilio di un caftano.

 

 

 

Ode all’ acqua e all’ immensa vastità del mare: la campagna pubblicitaria PE 2018 di Stella McCartney

 

Azzurro come il mare, come iconici abiti che inneggiano al Little Boy Blue Pantone: con i piedi immersi nell’ acqua, sfoggiando pose plastiche, due modelle delineano figure asimmetriche su un’ immaginaria linea obliqua. Queste sagome ben definite, quasi scultoree, si contrappongono alla fluida vastità del mare creando un contrasto affascinante. E’ anche qui che risiede l’appeal di uno scatto tra i più belli della campagna pubblicitaria PE 2018 di Stella McCartney: lo firma il fotografo Johnny Dufort, che a uno splendido scenario marino coniuga un senso di evasione tipicamente estivo. La location è quella del mar Mediterraneo, delle spiagge più incontaminate della Sardegna, e nei loro spazi si muovono le top Sophie Hemmet, Karly Loyce e Sophie Rask. Mood spensierato e giocosità trionfano in immagini ad alto tasso di stile. Denim dai colori vivaci, evening dress sgargianti si affiancano ad accessori must have quali la Stella Star bag, la nuova Flo bag ed ai modelli più cool dell’ eyewear. In uno scatto, vediamo Sophie Rask galleggiare a pelo d’acqua come una novella Ofelia: è una foto d’ impatto, emblematica. Torna il leitmotiv del mare, un trait d’union tra l’ ispirazione della campagna e l’ impegno speso da Stella McCartney nella salvaguardia degli oceani. Non è un caso che sia proprio l’acqua, e la relazione che ci lega ad essa, il perno dell’ intera adv. Risorsa basilare per il pianeta, l’ acqua associa alle sue qualità più note un naturale senso di benessere e di quiete; preservare questo bene insostituibile rientra nel progetto di sostenibilità che la designer ha sposato da tempo. Sin dagli albori, infatti, il suo brand abbraccia valori eco-friendly e svolge un ruolo attivo nella tutela dell’ ambiente e degli animali.  Un esempio? Ha bandito pellicce, piume e pellami per sostituirli con materiali alternativi. L’ ode all’ acqua di questa campagna viene potenziata da uno short film che ne riprende i temi: potete visionarlo sul sito ufficiale di Stella McCartney e su tutte le sue piattaforme social.

 

 

 

 

CREDITS

Modelle: Karly Loyce, Sophie Hemmet, Sophie Rask

Foto e Film: Johnny Dufort

Music Track: “Sparkling World” by Roberto Cacciapaglia

Hair: Gary Gill

Make-up: Nami Yoshida

 

Kaimin, audacia e avveniristica sperimentazione

 

Quando Bjork ha indossato uno dei suoi abiti durante il Dj set che ha tenuto ad Art Basel Miami Beach 2017, ha fatto furore: color fucsia cangiante, silhouette come un’ avveniristica farfalla, la mise sfoggiata dalla popstar islandese è già iconica. A firmarla è Kaimin, giovane designer sudcoreana che fa dell’ eclettismo la sua bandiera. Artista concettuale, stilista, regista e attrice, Kaimin incarna una creatività sfaccettata e senza limiti. Passioni, ispirazioni, stimoli, tutto converge in lei e forgia il suo stupefacente immaginario. Dichiara di non avere messaggi da veicolare, ma la ricerca di un’ armonia tra gli opposti, tra lo Yin e lo Yang, è il leitmotiv di creazioni che concepisce con lo scopo di suscitare reazioni “ad ampio spettro”, che tocchino le corde delle emozioni: ci riesce alternando le tecnologie più innovative a lavorazioni ben rodate e testando sempre nuove prospettive. “Sperimentazione” è una parola d’ordine che anni orsono, quando si è trasferita a New York, Kaimin ha tramutato nel fulcro della sua estetica. Quel periodo ha rappresentato una tappa fondamentale nell’ iter della designer. Lo styling per riviste del calibro di Vogue, W, Arena Homme Plus e il lavoro a stretto contatto con guru come Ellen Von Unwerth, Steven Klein, Inez & Vinoodh e Terry Richardson sono state esperienze che, mixate allo spirito avantgarde della Grande Mela, hanno contribuito a definire i codici del brand che Kaimin ha battezzato con il suo stesso nome.  Nella sua ricerca, l’ audacia e un’ anima potentemente unconventional si fondono a una femminilità primordiale che abbraccia la sensualità in tutte le declinazioni: l’ erotismo raggiunge accenti fetish ma, paradossalmente, il corpo non viene mai esaltato. Almeno, non nel senso standard del termine. Gli abiti lo analizzano, lo alterano attraverso materiali hi-tech che accentuano un mood surreale, un’ alchimia di elementi Punk proiettati in futuribili scenari. Il risultato sono look esplosivi, ma mai privi di una sofisticatezza intrinseca, e un tripudio di colori al neon non fa che aggiungere giocosità a creazioni squisitamente, ricercatamente spettacolari. In questo post, una selezione di mise a tema “fluo con ruches” dalla collezione PE 2018 di Kaimin.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Haute Couture AI 2018/19: flash dalle sfilate di Parigi (parte 1)

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Sontuose, sbalorditive, très chic, le sfilate parigine AI 2018/19 di Haute Couture si sono appena concluse. La quintessenza della moda, intesa come alta sartorialità declinata in creazioni uniche, è stata ancora una volta celebrata da collezioni che lasciano senza fiato in quanto a magnificenza degli abiti e a savoir faire artigianale: ispirazione e visionarietà si fondono in un connubio perfetto, perdendo momentaneamente di vista il tangibile per esplorare tutte le infinite diramazioni del sogno. In questi post, la sintesi visiva di alcuni défilé. Con un’ annotazione: il color fucsia, pressochè onnipresente, si accinge a diventare un leitmotiv “couture” della prossima stagione.

 

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3. GIVENCHY:  l’ omaggio di Clare Waight Keller allo stile “puro”, sofisticato e scultoreo di Hubert de Givenchy.

 

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3. SCHIAPARELLI: lo spirito Surrealista sublimato da un ballo in maschera d’antan che rivisita le passioni-emblema (come le farfalle) della “Schiap”.

 

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3. DIOR: le riflessioni di Maria Grazia Chiuri sull’ Haute Couture sono esaltate da una palette “polverosa” che include tutte le nuance del nude.

 

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3. RALPH & RUSSO: ispirazione Eighties per una Couture sgargiante e inneggiante alla contessa Jacqueline de Ribes, icona di stile che il duo creativo incorona a sua musa.

 

(To be continued)

 

Il focus

 

Un solo aggettivo, per descrivere questo look: iconico. Iconico nello stile, nei dettagli e persino nell’ ispirazione, dato che nasce come tributo ad una musa 80s del calibro di Tina Chow. La collezione Primavera/Estate di Philosophy ruota interamente attorno alla sua figura e ne celebra il look inconfondibile, un concentrato di suggestioni “tomboy” e puro chic. Modella, designer di gioielli e fashion icon, Tina Chow nacque in Ohio da padre americano di origini tedesche e madre giapponese. Cominciò a posare come volto di Shiseido e, da allora, venne immortalata da top names della fotografia mondiale quali Helmut Newton, Arthur Elgort e Cecil Beaton: in lei, una femminilità squisitamente orientale si contrapponeva, per contrasto, a un pixie cut androgino che esaltava i suoi lineamenti perfetti. L’ unicità è sempre stato l’ atout di questa regina di stile – ben presto divenuta musa di Yves Saint Laurent e Issey Miyake – che collezionava abiti di Mariano Fortuny e adorava mixare capi couture ai suoi acquisti nei mercatini. Anche quando iniziò a trascurare i folli party newyorchesi per dedicarsi al design del gioiello, le sue creazioni in oro, argento, bambù, cristallo di rocca, seta e legno rivelarono un’ estrosità e doti da trendsetter indiscussa: era la fine degli anni ’80 e poco tempo dopo, nel 1992, Tina Chow sarebbe morta a causa di complicanze associate all’ Aids. Questo look, ideato da Lorenzo Serafini per Philosophy, evoca mirabilmente il fascino di un’ icona che, a tutt’ oggi, rimane un punto di riferimento supremo. Un lungo abito di pizzo in total black alterna trasparenze e bande di geometrici ricami. Il top, fasciante, si adorna di dettagli a contrasto come i polsini e un foularino dal gusto sporty, mentre una vistosa cintura obi interrompe la sofisticatezza del nero con un tocco di rosso passione. Ai piedi, sandali alla schiava infradito accentuano la sensualità della mise ricordando i tradizionali okobo, le calzature indossate dalle maiko (apprendiste geisha) giapponesi.

 

L’ accessorio che ci piace

 

Coup de foudre! E’ amore a prima vista tra VALIUM e i nuovissimi Joplin booties griffati Saint Laurent. Almeno per oggi, accantoniamo le collezioni estive e andiamo alla scoperta di uno degli accessori più “rock & glam” della prossima stagione fredda: vi garantisco che ne vale la pena. Nel pieno dei festeggiamenti per il 50mo del ’68, lo stile dell’epoca incarna un punto di riferimento fisso per l’ universo fashion. E Saint Laurent, che con il periodo a cavallo tra i Sixties e i Seventies possiede un feeling innato, non poteva che rivisitarlo rasentando l’eccellenza: lo stivaletto Joplin ne evoca le atmosfere sin dal nome, un omaggio a una leggenda del rock – Janis Joplin, appunto – che in una voce uscita dalle viscere  racchiudeva il grido di una generazione intera. Alto a metà polpaccio, slanciato, Joplin sfoggia un tacco 10 a parallelepipedo e si allaccia alla caviglia con una vistosa fibbia. L’ anima rock di Saint Laurent riaffiora, si traduce in un design che viaggia a ritroso nel tempo pur esprimendo una contemporaneità squisita. Non è un caso che a far da testimonial al bootie sia una Kaia Gerber più che mai calata in un mood hippie dalle molteplici venature glam: i pantaloni di velluto, l’ ampia blusa leopard e il cappello-turbante la fanno somigliare a una rockstar o a una delle affascinanti muse di Monsieur Yves. Ai piedi di Kaia, un paio di Joplin in versione bohémienne,  scamosciati e in nuance cammello.

 

 

Di questi stilosissimi stivaletti esistono infatti altre due declinazioni, interamente in pelle di vitello come la prima: i Joplin si tingono di nero e ostentano un esotico pattern leopardato, ma non variano dettagli come la suola in cuoio, la zip laterale e la preziosa fibbia in bronzo anticato che porta inciso il logo Saint Laurent Paris. Io non nascondo di avere un debole per il modello color mou, che trovo di un’ iconicità assoluta. E voi, in quale variante li preferite?

 

 

 

 

Flashbacks

 

Corre l’ anno 2007 e Jean-Paul Gaultier ci manda in visibilio con una collezione di Haute Couture tra le più iconiche e indimenticabili. “Les vierges”, questo il suo nome, fonde stile e ispirazione sacra in creazioni celestiali, un aggettivo che non potrebbe essere più pertinente: a fare da fulcro è l’ iconografia mariana, per la quale l’ “enfant terrible” della moda prova una profonda fascinazione. In passerella sfilano modelle con l’aureola, i volti levigati come statue, le lacrime della “Mater Dolorosa” a solcare le guance. Nessun intento di dissacrazione in questi look, semmai l’ evocazione di una bellezza pura e luminosa. Ovviamente, riletta à la Gaultier. Basta pensare alle aureole, che si tramutano in eccentrici copricapi a metà tra il barocco e l’ ecclesiale: sono raggiere di piume, stellari simili a quelli dell’Immacolata Concezione, corone di cristalli policromi, nimbi che ricordano le vetrate colorate delle chiese. La mise che ho scelto a rappresentare “Les Vierges” è un sofisticato concentrato del mood che anima la collezione. La vaporosa leggerezza del tulle esalta la soavità di una figura incorporea, valorizzandola grazie a una delicata nuance di rosa polvere. Un grande fiocco, declinato nel color oro delle solennità mariane secentesche, stringe la vita e campeggia sul davanti. Sullo scollo, una sfilza di immaginette sacre adorna un orlo di ruches che impreziosisce anche l’ aureola “fiammeggiante” di lunghe piume dorate, ed è sempre l’ oro a delineare le lacrime che scorrono sul volto cereo della modella. Il risultato è un look sognante, sottilmente ambiguo: la “Vierge” di Jean-Paul Gaultier, con il suo abito voluminoso e il suo incarnato diafano, fa pensare ad un incrocio tra certe bambole decorative d’antan, in porcellana e sontuosamente vestite, e una creatura mistica. Tra sacro e profano, a trionfare è la divina Couture di Jean-Paul Gaultier.

 

Tra suggestioni acquatiche e Xavier Cugat: Musicalia, la collezione PE 2018 di Delpozo

 

Immaginate di immergervi nell’ azzurrità di una piscina immortalata dalla fotografa slovacca Maria Svarbova mentre un cha cha cha di Xavier Cugat impazza in sottofondo: affiora subito un mood giocoso, un pot-pourri di nuance pastello e forme morbidamente scolpite che sembrano seguire il flusso delle note. E’ questo mix di suggestioni a dare vita a Musicalia, la collezione che Josep Font, Direttore Creativo di Delpozo, dedica alla Primavera/Estate. Predominano atmosfere rétro, riemerge quel Waldorf Astoria che fu leggendaria cornice di soirée a ritmo di mambo e pomeriggi trascorsi a bordo piscina. Sensazioni di gioiosa leggerezza si diffondono con la brezza estiva, traducendosi in abiti dai volumi impalpalbili che coniugano geometrie minimal, asimmetrie, balze, increspature e ruches con incredibile armonia. Piume e ricami si posano con la stessa soavità sulle creazioni, accentuandone la vis poetica. Nel più puro stile Delpozo,  spetta poi ai colori delineare il mood della collezione: una palette che vibra di rosso, turchese, giallo, rosa e giada si affianca ai toni del bianco e raggiunge il top della briosità in una serie di stampe policrome. L’ acquamarina, il cipria e il giallo fluo catturano i riflessi dell’ acqua alternandoli a una luminosità profusa,  ed è sempre un tripudio di nuance a regnare su un Paisley rivisitato in chiave deliziosamente floral. I fiori esotici riappaiono nei ricami: a fare da leimotiv è la Diphylleia Grayi, i cui petali diventano del tutto trasparenti ogni volta che piove. Non poteva mancare il fiocco-signature del brand, che si declina in copricapo in paglia e tramuta l’ allure playful in potente iconicità.

 

 

 

 

 

 

 

 

Photo: Delpozo