Tendenze PE 2020 – Fiori e look fioriti

MARC JACOBS

I fiori, protagonisti assoluti della bella stagione: il loro fascino non li rende mai scontati. Nell’era del Coronavirus, poi, diventano i magnifici emblemi della natura e della necessità della sua tutela, una tematica sempre più pressante. Le collezioni Primavera/Estate 2020 pullulano di stampe, applicazioni, ricami e decori a tema floreale, tutti inneggianti a un connubio di romanticismo e suggestioni idilliache. Vengono citati gli anni ’70 (Marc Jacobs), con lunghi abiti che avrebbe potuto indossare Marisa Berenson, l’era elisabettiana (Comme des Garçons), la pittura dei Fauves (Marni), evidenziando un’ ispirazione senza tempo e mai priva di innovativi spunti: perchè se una rondine non fa Primavera, un look fiorito decisamente sì.

 

PAUL & JOE

GIAMBATTISTA VALLI

FENDI

MARNI

MSGM

CAROLINA HERRERA

COMME DES GARçONS

VALENTINO

PHILOSOPHY DI LORENZO SERAFINI

DOLCE & GABBANA

LUISA BECCARIA

 

 

Tendenze PE 2020 – Il rosa, un fascino senza tempo

BALMAIN

Il rosa si riconferma colore della Primavera per antonomasia e fa la sua rentrée declinandosi in una miriade di nuance: spazia dal rosa confetto al rosa blush, dal rosa caldo alle gradazioni sorbetto con il fascino che da sempre lo contraddistingue. E’ una tonalità senza tempo che, nel tempo, mantiene un appeal irresistibile; grazie al suo tocco magico, qualsiasi look si tinge di incanto. Le collezioni Primavera/Estate 2020, ribadendo questo assioma, interpretano il rosa in chiave cool e sommamente chic.

 

JACQUEMUS

PHILOSOPHY DI LORENZO SERAFINI

ANGEL CHEN

BORA AKSU

ERMANNO SCERVINO

DOLCE & GABBANA

RALPH & RUSSO

BLUMARINE

MAX MARA

 

 

Alta Moda PE 2020: flash dalle sfilate di Parigi (parte 4) – Speciale Jean-Paul Gaultier

 

Dopo 50 anni di carriera, Jean-Paul Gaultier  dice addio alla moda e mette in scena uno show travolgente, scoppiettante ma significativo. Uno “show”, attenzione, non un “défilé”, perchè di autentico spettacolo si tratta. I protagonisti? Una parata di oltre 200 tra capi cult e celebri leitmotiv delle sue collezioni. Ad indossarli non sono solo le maggiori top in circolazione, bensì mannequin che hanno fatto la storia della Maison e – last but not least – la “grande famiglia Gaultier“, composta dagli amici di lunga data dello stilista: in passerella sfilano (tanto per fare qualche nome) Dita Von Teese, Béatrice Dalle, Kiddy Smile, Mylène Farmer, Rossy de Palma e una sfolgorante Amanda Lear con tanto di toy boy al seguito. Dopo un’apertura “cinematografica” riferita al film del ’66 “Qui êtes-vous, Polly Maggoo?di William Klein, lo show ha inizio con un tableau vivant ispirato alla scena del funerale. Da una bara su cui spiccano due grandi coni metallici (un rimando a quelli dei celeberrimi corsetti di Gaultier) fuoriesce una “cara estinta” che estinta non lo è affatto: si catapulta in passerella in un look total white composto da baby doll bamboleggiante e calze in tinta, seguita poi da un vero e proprio circo Couture (e con la C maiuscola). L’ Alta Moda di Gaultier, decifrando la metafora, rinasce a nuova vita ed anzi, è più viva che mai! Non è un caso che nel sito del brand gli innumerevoli look proposti siano suddivisi in tre capitoli esplicativi. Nel primo risaltano giacche e camicie “fluttuanti” nella parte frontale dei top, gonne ricavate affiancando centinaia di opera glove o di collant, cravatte assemblate a forgiare bodysuit maschili (non dimentichiamo che negli anni ’70 Gaultier aveva già abbattuto le frontiere del gender) e una miriade di look costruiti sui basic della lingerie: reggicalze e bustier a profusione, tra i quali non passa inosservato il modello che alterna cinghie e lacci  sfoggiato da Dita Von Teese. La femminilità diventa consapevole, la donna si fa protagonista del gioco seduttivo e dona un twist personale, del tutto inedito e giocoso, anche al classico outfit che abbina top + gonna.

 

 

 

 

Il secondo capitolo punta sulla “francesità” e la rllegge secondo l’ iconografia Gaultier: lo inaugura un abito danzante nei colori della bandiera d’oltralpe, prima di lasciar spazio all’ iconico stile marinaio dove cappelli a tema e strisce bianche e blu la fanno da padroni – ovviamente in versione rivista e corretta. Un esempio? Il tipico top rigato viene ripensato in un’ organza plissé che delinea miriadi di ruche circolari, oppure a ventaglio. E poi, ci sono jeans (rigorosamente riciclati, altra intuizione anticipatrice del designer) in svariate fogge, dalle crinoline al modello cropped passando per quello a vita altissima, con semi-pattina e le bretelle di una salopette. Gli abbinamenti optano per un oro molto Barocco, coinvolgono il pizzo nero, un bolero in denim in stile torero viene esibito da un modello che sfila sulle punte.

 

 

 

Il terzo capitolo inneggia al Gaultier più iconoclasta, rielaborando il classico suit nero (unisex, of course) con camicia bianca. Gonne maschili indossate sui pantaloni, squarci improvvisi sulle maniche delle giacche e asimmetrie spiazzanti stravolgono l’ allure rendendola irriverente. Poco a poco, il nero dei completi si accosta all’oro e diventa sexy, evidenziando outfit da odalisca che alternano bustier “metallici” con coppe a cono, trasparenze inaspettate e veli a profusione. Per concludere, una serie di look dalla vaga ispirazione ethno-folk: l’ispirazione attinge ai Celti e punta sulla loro venerazione per la natura. Predominano enormi mantelle con strascico, coat oversize riccamente decorati, frange e piume, pattern in simil-tartan. La palette si fa mimetica e abbraccia le più svariate tonalità di verde, che combina soprattutto con il marrone: i colori della terra.

 

 

 

 

 

Se questo show fantasmagorico mette la parola fine sulla carriera di Jean-Paul Gaultier, al tempo stesso celebra una Couture sempiterna. Il potente estro del designer francese, il suo genio precursore, l’ irriverenza che gli ha fatto guadagnare il soprannome di “enfant terrible”, impregnano creazioni del tutto senza tempo. Destinate a rimanere negli annali della storia della moda, certo, ma soprattutto a vivere tra la gente, tra le celeb,  in una realtà privilegiata forse, ma concreta. Quella di Gaultier si potrebbe definire una Couture “in movimento”, ironica, che inneggia a un luxury mai fané o fine a se stesso. E’ innovativa, vibrante, esuberante, oggi come ieri: dunque, immortale. Sia per la sua iconicità sia perchè fa ormai parte, a pieno titolo (basti pensare al bustier con coppe a cono che Madonna rese un cult durante il suo “Blonde ambition tour”), dell’ immaginario collettivo.

 

 

Pantone Color of the Year 2020: and the winner is…Classic Blue

BALENCIAGA

Pantone ha fatto la sua scelta: il colore dell’ anno 2020 sarà 19-4052 Classic Blue. Chi scommetteva sul trionfo del Neo Mint è rimasto deluso, ma non troppo: il brand statunitense ha puntato su una nuance raffinatissima, intensa e al tempo stesso eterea, trascendentale, quasi mistica. Classic Blue cattura il momento magico dell’ imbrunire, l’azzurro del cielo poco prima che diventi buio, e lo traduce in una gradazione di turchese talmente profonda da virare al cobalto. Rassicurante, rilassante, riflessivo, il colore del 2020 infonde tranquillità e stimola l’ auto-consapevolezza, la meditazione. Come dichiara Leatrice Eiseman (Executive Director del Pantone Color Institute) nel sito web di Pantone, Classic Blue è un ” blu sconfinato che rievoca il vasto e infinito cielo serale, ci incoraggia a guardare al di là dell’ ovvio per pensare più in profondità e fuori dagli schemi, ampliare i nostri orizzonti e favorire il flusso della comunicazione.” Niente di più vero, se pensiamo che è anche la gradazione degli spazi illimitati: il cielo, così come il mare e i panorami montani che, in lontananza, assumono proprio l’ identica sfumatura di blu; collegarla con la libertà viene quasi naturale. In un mondo ogni giorno più frenetico, che va sempre più veloce, Classic Blue ci offre la sua protezione. E’ un’oasi di pace, un rifugio, ci invita in un iter introspettivo che incrementa la resilienza e la capacità di dirigere la nostra vita. La moda ha già dimostrato di adorare il Color of the Year di Pantone, proponendolo ampiamente nelle collezioni Primavera Estate 2020. Look, accessori, capi iconici e senza tempo (vedi il Teddy Bear di Max Mara), persino il make up hanno abbracciato questa nuance metafisica ed oltremodo magica: perchè se cromaticamente si associa all’ imbrunire, anche il passaggio dalla notte all’ alba si tinge di Classic Blue. E designa il nuovo inizio che porta con sè ogni aurora.

 

SIES MARJAN

VALENTINO

MARCO DE VINCENZO

CASADEI

GIORGIO ARMANI

MARNI

ALBERTA FERRETTI

CHANEL, smalto 725 RADIANT BLUE

MAX MARA

MARC JACOBS

POLLINI

GUCCI

CHIE MIHARA

DOLCE & GABBANA

 

 

 

 

Tendenze AI 2019/20 – La mantella, un cult intramontabile

DOLCE & GABBANA

Dire “mantella” equivale a ripercorrere una storia lontana nei secoli: da prototipi come la toga romana e l’ himation greco, è evoluta fino a diventare uno dei capi più iconici del terzo millennio. Questo Autunno coincide con la sua trionfale rentrée. Le collezioni AI 2019/20 la decretano un cult, declinandola in versioni svariate: mai come oggi, infatti, la mantella ha raggiunto un eclettismo tale da rivelarsi perfetta per ogni stile, per il giorno come per la sera.  Si preannuncia quindi un nuovo boom del capospalla senza tempo per eccellenza. I suoi punti di forza? L’ allure fascinosa, la sofisticatezza, il trasformismo che l’ha visto attraversare le epoche rispecchiandone il mood e gli scenari.

 

MARC JACOBS

MIU MIU

CHLOE’

JW ANDERSON

MAX MARA

VIVIENNE WESTWOOD

VALENTINO

CELINE

ERMANNO SCERVINO

 

 

 

 

L’ accessorio che ci piace

 

Nasce all’ insegna di un mood quasi “mistico”, dove la sacralità barocca di Dolce & Gabbana viene meravigliosamente tradotta in stile. La Devotion Bag venne lanciata, infatti, durante la sfilata della collezione Autunno Inverno 2018/19: “Santa Moda”, “Fashion Devotion” e “Fashion Sinner” erano solo alcuni degli slogan che campeggiavano sugli oufit. I codici del brand si aggiornavano alla contemporaneità avvalendosi della consueta ironia e sottolineando una squisità sartorialità. Volando sulle ali di un drone, la Devotion fece la sua prima comparsa in passerella lasciando stupefatto il pubblico, che da allora non ha mai smesso – tanto per usare un verbo pertinente – di adorarla. Oggi, la celebre borsa di Dolce & Gabbana si declina in una miriade di materiali, stili e dimensioni; non c’è bisogno di dire che il suo fascino, se mai ve ne fosse stato bisogno, sia aumentato in modo esponenziale. A VALIUM piace particolarmente in versione mini (misura 19 x 13 cm) e tinta di una splendente nuance di fucsia.

 

 

Questa top handle è stata appositamente pensata per le occasioni speciali: creata in nappa mordoré, è un piccolo gioiello di preziosità. Dotata di manico e di tracolla removibile, colpisce soprattutto per la sofisticata chiusura gioiello che, ispirandosi ad una delle iconiche rivisitazioni di Dolce & Gabbana del Sacro Cuore di Gesù, riproduce un cuore dorato intarsiato di perle. Persino la tracolla rimanda al savoir faire dell’ Alta Gioielleria. L’ interno della borsa, dunque, non poteva che essere pregiatissimo, completamente realizzato in vitello ed arricchito da una tasca piatta. La Devotion Bag ci piace perchè è un perfetto connubio di “cool” e “chic”, è un cult senza tempo e la gradazione di fucsia sfoggiata da questo modello è una delle nostre preferite (ma la palette include anche l’oro, l’argento e il rosa cipria). Possiamo star certi, in sintesi e rifacendoci un po’ alla giocosità tipica di Dolce & Gabbana, che è una borsa a cui…saremo sempre devoti!

 

 

 

 

Tendenze AI 2018/19 – L’ animalier: chic & wild

GARETH PUGH

Leopardi, ghepardi, tigri e zebre abbandonano la Savana per approdare nei trafficati viali delle nostre metropoli. Non stiamo parlando di quadrupedi, ma di stampe. Nello specifico, di stampe animalier: per loro, quello urbano è ormai un habitat naturale.  Chic e grintoso,  senza tempo, l’animalier dona un tocco “wild” a qualsiasi look. Le collezioni Autunno/Inverno 2018/19 lo declinano in ogni componente dell’ outfit e si sbizzarriscono con rivisitazioni inedite dei suoi pattern: Tom Ford “smorza” l’allure ferina adottandolo su tonalità fluo e sgargianti, mentre Max Mara punta sul maculato in total look. VALIUM lo sceglie in versione capospalla, ad hoc per i rigori invernali. Una versione di sicuro impatto, che coniuga l’ audacia con un alto tasso di stile.

 

TOM FORD

PROENZA SCHOULER

MICHAEL KORS

N.21

CALVIN KLEIN

DOLCE & GABBANA

ROBERTO CAVALLI

MAX MARA

BOTTEGA VENETA

 

 

 

Black Halloween Night

MOSCHINO

Nero, gotico nero, profondo nero…Fortissimamente nero! Checchè se ne dica, per celebrare Halloween il nero rimane il colore top. In questa gallery lo ammiriamo declinato in stili letteralmente da brivido: sexy, misterioso, piumato, sulfureo, romantico, vedovile, punk, esoterico, vagamente fetish, il nero è il colore del buio e ben si adatta alla notte più stregata dell’ anno. Lo scelgo in versione plain black, che non lascia spazio (o quasi) ad altri colori. E’ così che si fa oscuro, che esprime in pieno la sua spettacolarità potente. Un nero totale e magnetico, intriso di un fascino irresistibilmente senza tempo.  Perchè “black is black”…E non c’è paragone che tenga.

 

AGANOVICH

ALBERTA FERRETTI

ERDEM

SAINT LAURENT

VALENTINO

SIMONE ROCHA

MAX.TAN

FRANKIE MORELLO

DOLCE & GABBANA

ANN DEMEULEMEESTER

ELIE SAAB

CHANEL

 

 

Tendenze AI 2017/18 – Maculato forever

Blugirl

Animalier? Sì, grazie, soprattutto se in versione capospalla. Cappotti e bomber, trequarti e trench, pellicce e short jacket ribadiscono lo status evergreen del maculato. Le collezioni dell’ Autunno/Inverno 2017/18 lo riconfermano tra i top trend, declinandolo in stili che spaziano dallo chic al punk. Ed aggiungendo dosi massicce di glam a una “jungle fever” che non avrà mai fine, nel fashion ma non solo: occhio al post di VALIUM di domani! Stay tuned…

 

Wanda Nylon

Marco de Vincenzo

Junya Watanabe

Au Jour Le Jour

Roberto Cavalli

Philosophy by Lorenzo Serafini

Michael Kors

Blumarine

Dolce & Gabbana

Balenciaga

Attico

Naeem Khan