Valentino TKY e la filosofia giapponese del “ma”

 

Dopo il Sakura di Dior e l’ incanto dell’ Hanami, non potevo trascurare un altro affascinante tema che la moda ha attinto, recentemente, dalla cultura del Sol Levante. Dimenticate per un attimo la Primavera (che VALIUM ha assurto a filo conduttore di questa settimana) per inoltrarvi in una collezione Pre-Fall 2019 molto speciale: quella di Valentino. Il direttore creativo Pierpaolo Piccioli si è ispirato al concetto del “ma” giapponese per proporre dei look a dir poco spettacolari. Che cos’è il “ma”? Una stanza sospesa tra cielo e terra: è così che, in un suo saggio a tema, Sachiyo Goda lo descrive. Il concetto di “intervallo”, di “vuoto tra due elementi”, è un caposaldo del pensiero del Sol Levante. Lo ritroviamo in filosofia, nell’arte e nei più svariati settori. Valentino lo ha rielaborato in una collezione presentata a Tokyo, dove il 27 Novembre scorso look maschili e femminili hanno sfilato per la prima volta insieme. Un evento di grande portata, ma che ha concesso poco spazio ai social network e alle celebrity: a farla da padrona è stato il concetto, il motivo ispirativo che ha dato vita alle creazioni. Il “ma”, per l’ appunto. Concepito come una zona franca dedicata alla meditazione e all’ideazione, l’ intermezzo da cui scaturisce un dialogo tra opposti, un punto di incontro/scontro tra antitesi. A contrapporsi, in questo caso, sono perfezione e imperfezione, permanenza e caducità, tutte invariabilmente associate alla nozione di “bellezza”. Da un lato, dunque, la perfezione con la sua armonia, la sua stabilità, le sue linee simmetriche; dall’ altro, l’ imperfezione con il suo continuo divenire. Il tempo si tramuta in un valore essenziale, delinea gli umori e definisce le forme: è così che l’ estetica della Maison adotta un minimalismo inedito, fondendosi con la visione del “wabi-sabi” che identifica la transitorietà e la bellezza colta nell’ imperfezione. I volumi si semplificano, i volant si appiattiscono, le ruches fluttuano in verticale, ai pizzi degli abiti più scenografici si alternano asimmetrie e linee nette. I colori, anch’essi associati a una precisa simbologia nel Sol Levante,  sanciscono il trionfo del rosso – colore-icona di Valentino ma anche nuance della purificazione, della sacralità, della vita – affiancato al nero e al bianco,   emblemi rispettivamente dell’ oscurità e del divino. La tinta unita prevale, affiancata da pattern floral e da imponenti grafismi, il logo Valentino prolifera soprattutto sui look maschili. Perfezione e imperfezione si intersecano non in un connubio casuale, bensì  incarnando il fine ultimo della ricerca: il risultato sono creazioni che rivelano un Valentino inedito, in continuo transito sulla via dell’ evoluzione. La perfezione imperfetta diviene l’ obiettivo supremo da raggiungere, un obiettivo che dal concetto di “ma” non può prescindere. E Pierpaolo Piccioli, proseguendo il suo viaggio di approfondimento attraverso le più disparate culture, porta avanti il concetto di “inclusività” ormai diventato un trademark della nuova era di Valentino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tendenze PE 2019 – Come una bambola

DICE KAYEK

Look bamboleggianti, deliziosamente frou-frou come quelli delle pupe d’antan: gli abiti della Primavera 2019 indulgono a una leziosità ricercata. Fiocchi, balze e ruche si coniugano con forme over, ma mai massicce, rese leggiadre da tessuti impalpabili e da lavorazioni che rievocano, di volta in volta, la corolla di una rosa o le ali di una farfalla in procinto di librarsi in volo. Denominatore comune, la grazia scaturita da una femminilità che non teme di accentuare i suoi crismi atavici. Perchè dopotutto, citando la doll artist Gayle Wray, “Ci sono due tipi di persone, coloro che amano le bambole e coloro che ancora non sanno che amano le bambole “.

 

MARC JACOBS

GUCCI

MOLLY GODDARD

VALENTINO

LUISA BECCARIA

BROGNANO

VIVETTA

BORA AKSU

RODARTE

 

Paris Fashion Week: 10 flash dalle collezioni AI 2019/20

ALEXANDER MCQUEEN Sarah Burton ci porta a Macclesfield, nel nord dell’ Inghilterra, dove è nata e cresciuta. Ispirandosi ai mulini in cui è si concentra la produzione tessile, alle tradizioni, ai festival, alle brumose lande locali, manda in scena una collezione contraddistinta da una straordinaria ricercatezza sartoriale: risaltano stupefacenti “English rose” plasmate su un voluminoso, scultoreo tripudio di taffetà tinto di fucsia, rosso e nero.

Ultimo appuntamento con il focus che VALIUM dedica alle Fashion Week delle collezioni Autunno/Inverno 2019/20. Il finale, in grande stile, è ambientato nella Ville Lumière: dal 25 Febbraio al 5 Marzo scorso, la settimana della moda parigina è stata un susseguirsi di creazioni, trend e motivi ispiratori di sorprendente suggestività. I riflettori si accendono sulle maxi spalline che rievocano gli anni ’80, ma esibiscono forme “scolpite” del tutto contemporanee; intriganti reminiscenze coinvolgono anche le decadi dei ’70 e dei ’50, di cui viene rielaborato il coté ribelle così come quello di matrice glam-chic. E se un tripudio floreale si affianca ad accenti “amorosi” e romantici, non mancano input prettamente attuali quali il mondo digital o i conflitti planetari: la moda, avvalendosi di una sartorialità squisita, fa uno statement ed espone il suo punto di vista su questi temi.

 

DIOR Lo chic si coniuga con la ribellione, la classe con la sovversività: Maria Grazia Chiuri guarda alla foto in cui la Principessa Margaret, per il suo ventunesimo compleanno, fu immortalata in un meraviglioso evening dress di Christian Dior da Cecil Beaton. Si rifà quindi ai Fifties delle Teddy Girl, rivoluzionarie figure femminili, reinterpretando pezzi iconici dell’ heritage della Maison come il tailleur Bar, il blouson nero in pelle, l’ abito Miss Dior, alla luce di una controcultura che all’ epoca dilagò letteralmente.

 

SAINT LAURENT – Focus sulle spalle, squadrate e super importanti. E poi, un omaggio agli anni ’70 tanto amati da Monsieur Yves: a prevalere sono giacche da smoking in varie declinazioni indossate con i soli collant, ma anche minidress monospalla, short abbinati ad alte cinture e a cappelli a falda larga. Il tutto, aggiornato ad un mood potentemente contemporaneo. Il total black predomina, acceso dal luccichio delle perline, mentre il finale è un susseguirsi di look surreali che, tra stampe zebrate e piume, stupisce tingendosi di cromatismi fluo.

 

CHANEL – Lunghi cappotti di tweed, pantaloni ampi e morbidi, fedora che replica sofisticatamente il pattern degli outfit: è un’ eleganza molto bon chic quella pensata da Karl Lagerfeld – insieme a Virginie Viard- per il suo “gran finale” chez Chanel. Questa volta la Maison ci trasporta in uno scenario alpino,  tra le montagne innevate, con lo “Chalet Gardenia” sullo sfondo. Pied-de-poule e stampe check la fanno da padrone, alternandosi alle fantasie nordiche riprodotte sulle gonne e sugli abiti in lana che, strizzati in vita, si svasano a campana con estrema grazia.

 

BALMAIN – Una femminilità fatta di contrasti che convivono in libertà e senza etichettature: la donna pensata da Olivier Rousteing alterna coprispalle impreziositi da un tripudio di rose a borchie e spuntoni disseminati sui biker jacket, sugli stivaletti, sui minidress dalla linea scultorea, non lesinando audaci outfit in piume o lunghi abiti con trama a rete declinati nel mohair più soffice. Berretti in pelle con visiera donano grinta a look che spaziano dal denim al cuoio, dalla vernice al PVC trasparente, delineando una seduttività potentemente unconventional.

 

VALENTINO – Romanticismo e poesia, in senso sia figurato che letterale: Pierpaolo Piccioli – in collaborazione con Jun Takahashi di Undercover –  li profonde a man bassa in una collezione il cui leitmotiv, una stampa neoclassica raffigurante due amanti che si baciano, viene intervallato da motivi di farfalle e rose. Affascinato dal “Movimento per l’ Emancipazione della Poesia”, che è solito disseminare liriche sui muri di tutto il mondo, il designer si avvale dell’ apporto di giovani poeti quali Robert Montgomery, Greta Bellamacina, Mustafa The Poet e Yrsa Daley-Ward per riprodurre versi in ogni più recondito angolo degli abiti e degli accessori.

 

MAISON MARGIELA – Sulla linea delle tematiche sviluppate nella collezione Artisanal Primavera/Estate 2019, John Galliano porta avanti il concetto di “degenerazione” degli abiti e di “decadenza digitale”. Entrambi conducono a una purificazione estrema degli outfit, che vengono ridotti al nucleo attraverso sartoriali rielaborazioni della loro struttura portante. Leitmotiv sono le spalle enfatizzate, le maniche allungate, l’ essenzialità delle linee. Tra cuciture a vista, graffiti multicolor e inaspettati sbuffi di piume, il brand ridefinisce i crismi della sua nuova estetica senza tralasciare le ormai iconiche Mary Jane ultrapiatte, stavolta rigorosamente in total black.

 

CELINE – Hedi Slimane abbandona il glam-rock del suo esordio con Celine a favore del mood “bourgeois” insito nel DNA del brand. L’ ispirazione spazia a cavallo tra gli anni ’70 e gli ’80, ripristinando gonne-pantalone, jeans skinny, bluse con jabot, mantelle anche in pelliccia e una grande quantità di blazer. Torna il giaccone in shearling, il golfino scintilla d’oro in stile disco e i look sono completati da cuissardes oltre il ginocchio. Predominano colori sobri come il beige, il blu, il grigio, il nero, affiancati a pennellate di bordeaux. L’allure anni ’70 è accentuata dagli occhiali da sole “aviator” che all’epoca facevano furore.

 

GIVENCHY – “The Winter of Eden”, “l’ Inverno dell’ Eden”, è il titolo della collezione. E come in uno stato di grazia cristallizzato ed idilliaco al tempo stesso, Clare Waight Keller sposa armonicamente forme geometriche, ben scolpite,  con il fascino soave delle fantasie floreali e del plissé. Il focus è sulle spalle e sulle maniche, esaltate rispettivamente da maxi volumi arrotondati e grandi strutture a campana, ma risaltano anche le inedite puffer jacket che vanno a sovrapporsi a spolverini lineari. Ricordano un vero e proprio giardino dell’ Eden, invece, gli abiti “fioriti”, plissettati e con colletto a ruche: declinati in colori vivaci, ma non squillanti, rievocano la preziosità degli antichi vasi giapponesi.

 

COMME DES GARçONS – Il nero trionfa, in questa collezione ispirata al “buio” del mondo contemporaneo. Rei Kawawubo mette la sua proverbiale ricerca sulle forme, sui volumi e sui materiali al servizio di creazioni a dir poco spettacolari: “armature” in pelle e gomma, crinoline futuribili, vistosi cappucci, linee a palloncino quando non a vera e propria sfera si accompagnano a fitte ruche, intarsi in rete ed abiti che sembrano ridotti a brandelli a causa di un’ esplosione. Sono look che hanno un so che di apocalittico, rievocano le bombe e le macchine da guerra, ma più che al “militaresco” rimandano a una sorta di gotico avantgarde. A un “Raduno delle Ombre” (così Kawawubo battezza la sua collezione) che, riunendosi, riescono a esorcizzare ogni male.

 

 

 

 

 

 

Magie floreali dal potente fascino: il backstage beauty & hair PE 2019 della Haute Couture di Valentino

 

Poesia profusa e primaverile incanto: la collezione Haute Couture Primavera Estate 2019 di Valentino, in passerella, ne ha sprigionati ad ampie dosi. Abiti impalpabili, sognanti, spettacolari come enormi corolle di fiori hanno letteralmente ammaliato il parterre, conquistandolo con la loro teatralità mozzafiato. Il backstage beauty & hair della sfilata non poteva non essere altrettanto scenografico: tutto merito della guru make up artist Pat McGrath, che ha mandato in scena un’ esplosione floreale strabordante di inventiva e fascino. Tre differenti look si sono alternati con un unico risultato, quello di stupire il pubblico, accentuando ulteriormente la suggestività delle creazioni di Pierpaolo Piccioli. Un make up a base di eyeliner, mascara e lipgloss in abbondanza – sfoggiato anche da Naomi Campbell a chiusura dello show – è stato affiancato da due varianti che definire “da fiaba” è dir poco: dopo aver sottolineato l’occhio con quantità massicce di kohl, Pat McGrath ha incollato alle ciglia delle extension di piume extralong in pendant con l’ abito indossato dalle modelle. L’ effetto è stato strabiliante, uno “sguardo piumato” incredibile per giochi cromatici e per raffinatezza. Sulle labbra, solo un sottile velo di gloss allo scopo di evidenziare al massimo i decori che circondavano l’occhio come fluttuanti petali.

 

 

Una versione parimenti sontuosa di questo look valorizzava, invece, le stampe degli evening dress replicando sulle palpebre, sulle tempie e sulla fronte delle modelle i virtuosismi floral delle stoffe. Alternando pigmenti puri e diluiti, quasi “acquarellati”, Pat McGrath ha tratteggiato delicatissime e rarefatte fantasie fiorite rivestite da uno scintillio argenteo. Per renderle ancora più preziose, le ha cosparse poi di cristalli minuscoli: dei piccoli bijoux, gli stupefacenti “puntini sulle i” di un make up arricchito di magia diafana e potente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

San Valentino: intrecci amorosi di rosa, fucsia e rosso

 

A San Valentino, il rosso abbandona il ruolo di protagonista per accompagnarsi alle più svariate sfumature di rosa. Il colore della passione per antonomasia stempera i suoi toni incendiari affiancandosi alla tonalità associata all’ empatia, al romanticismo, al femminile: il mix che ne risulta è già un must del guardaroba. Ma l’accostamento più cool è, senz’altro, quello che combina il rosso con il fucsia. La sensuale grazia che emana questa nuance dona al rosso una seduttività inedita,  esaltandone l’ ardore con accenti di puro fascino. E non finisce qui. L’ ammaliante, vibrante, enigmatico fucsia proclama la sua audacia anche giocando in solitaria. Non di rado lo ritroviamo in total look, pronto ad incarnare un’ eleganza che non dimentica il glamour: il successo che riscuote è tale da valergli l’ appellativo di “nuovo rosso”.

 

CHRISTIAN SIRIANO

KATE SPADE – Nicola Twistlock medium shoulder bag

 

DELPOZO

YVES SAINT LAURENT – Rouge Volupté Shine oil-in-stick

VALENTINO

CAROLINA HERRERA

KATE SPADE – Orologio Heart Holland

ANDREAS KRONTHALER FOR VIVIENNE WESTWOOD

TEATUM JONES

FENTY BEAUTY – Fenty Beauty Stunna Lip Paint Unlocked

 

 

THE ROSE TEDDY BEAR

 

GIVENCHY – Live Irrésistible Rosy Crush coffret

 

BRANDON MAXWELL

TIBI

 

DR.MARTENS

MARC JACOBS – Snapshot Small Camera Bag

 

PRABAL GURUNG

GUCCI

MARNI

DIOR – Rouge Dior

CASADEI

CUSHNIE ET OCHS

MSGM

 

 

 

 

 

 

 

Alta Moda PE 2019: flash dalle sfilate di Parigi (parte 3)

1. JEAN-PAUL GAULTIER I fondali marini incontrano il Giappone: la fauna e la flora subacquea sono il fil rouge di una collezione che li tramuta in sartorialità pregiata “navigando” verso il Sol Levante. Abiti con plissettature che ricordano le increspature delle onde e reggiseni impreziositi da coppe che riproducono le fattezze delle spugne di mare si alternano all’ iconica “marinière” (notevole la sua versione in tulle) e ad accenti di giapponesità nelle linee. Risaltano le spalline vistose, over, a punta di squalo, che  delineano un tributo agli anni ’80 in puro stile Gaultier.

 

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1. VIKTOR & ROLFOtto chilometri di tulle per dar vita ad abiti fiabescamente spettacolari. Linee ampie e maxi svasature vengono arricchite da un tripudio di balze, volants e ruches: l’ allure è principesca, onirica. E si fa decisamente surreale grazie ad una serie di slogan che campeggia, a contrasto, sulle creazioni impalpabili. Scritte sarcastiche si contrappongono all’ eterea palette di nuance pastello creando una sorta di ossimoro: il risultato è scioccante, ma conquista. Non è un caso che uno degli abiti sia già diventato un pezzo da museo (lo troverete infatti, prossimamente, al Boijmans van Beuningen di Rotterdam).

 

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1. VALENTINOLa bellezza suprema: 65 abiti che hanno lasciato a bocca aperta il parterre. Pierpaolo Piccioli si ispira alla meraviglia della natura, allo splendore dei fiori, e crea dei look spettacolari per forme e colori. Volumi importanti, balze e ruches a miriadi, pizzi minuziosi, tessuti di volta in volta soavi o ricchi, ma sempre fluttuanti, si coniugano con un’ assoluta ricercatezza nelle lavorazioni. Le nuance, di forte impatto, spaziano dal living coral all’ indaco passando per stupefacenti accostamenti di rosso e lilla. Sfilano numerose modelle di colore e, a sorpresa, Naomi Campbell chiude uno show concepito come tributo alla rivista afroamericana “Ebony” ed al concetto di moda inclusiva.

 

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1. BALMAIN – Olivier Rousteing debutta con la sua prima collezione di Haute Couture: per Balmain è un ritorno all’ Alta Moda dopo un’ assenza durata 16 anni. Nella boutique di rue Saint-Honoré sfilano look che inneggiano alla perla ed al suo fascino puro, candido, splendidamente siderale. Perle oversize plasmano miniabiti, diventano gonne a palloncino, si declinano in minaudière ed in bracciali; le ritroviamo, in dimensioni ridotte, addensate in preziosi motivi ornamentali. Nuance glaciali nei toni del bianco, dell’ azzurro e del rosa predominano, avvolgendo di luminosità perlacea mise costruite su maxi fiocchi e virtuosismi scultorei. Perlati anche il beauty look e l’hairstyle, che emanano una allure galattica iper scenografica.  

 

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Haute Couture. E la notte si fa fiaba

VALENTINO

Come ogni fine anno, VALIUM rinnova il suo appuntamento con l’ Haute Couture. Le feste natalizie accendono la voglia di sogno, la voglia di fiaba…In TV, RAIUno manda in onda per tre sere di seguito i “Classici Disney” dedicati a Biancaneve, Cenerentola e La Bella Addormentata: le più celebri Principesse dei Fratelli Grimm riportano in auge una allure incantata, indissolubilmente associata alla grazia e ad una femminilità regale. La selezione di VALIUM, non a caso, stavolta include abiti contraddistinti da gonne scenografiche, iper voluminose, ampie a dismisura. Sembrano evocare l’ evening dress indossato da Cenerentola durante il ballo dove incontrò il Principe, e proprio per questo rimandano alla fiaba. A fare da leitmotiv sono impalpabili nuvole di tulle, miriadi di piume, tessuti adornati di cristalli e di arabeschi oro:  preziosità in dosi massicce che ammanta la notte di magia pura.

 

DOLCE & GABBANA ALTA MODA E ALTA SARTORIA

ELIE SAAB

ARMANI PRIVE’

VIKTOR & ROLF

ASHI STUDIO

DIOR

GIAMBATTISTA VALLI

GUO PEI

 

 

Il close-up della settimana

Photo by © User:Colin / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0 )

Vittoria tricolore ai British Fashion Awards 2018. Gli Oscar britannici della Moda, svoltisi il 10 dicembre scorso, hanno sancito il trionfo dell’ Italia: durante la cerimonia all’ iconica Royal Albert Hall di Londra, i top name della moda nostrana si sono aggiudicati ben quattro premi. Ad ottenere il prestigioso riconoscimento di Designer of the Year è stato Pierpaolo Piccioli di Valentino, che ha ricevuto la statuetta dalle mani di Brooke Shields. Gucci ha portato a casa il titolo di Brand of the Year, mentre Marco Bizzarri, presidente e CEO del marchio, è stato nominato – per il terzo anno di seguito – Business Leader. A Miuccia Prada è andato, invece, l’ Oustanding Achievement Award alla carriera, tributo a un’ inventiva poliedrica che coniuga da sempre moda ed arte. Standing ovation, dunque, per i quattro premiati eccellenti, che hanno saputo affermare e soprattutto ribadire il valore dello stile Made in Italy nel mondo. Tra gli altri insigniti degli ambitissimi Awards, omaggi ad una creatività e ad un’ innovazione che incidono significativamente sul fashion business mondiale, troviamo Clare Waight Keller di Givenchy (Designer of the Year per l’ abbigliamento donna), attesa sul palco da una Meghan Markle radiosa, Demna Gvisalia di Balenciaga (Accessories Designer of the Year), Virgil Abloh (premio Urban Luxe per la sua label Off-White), Kaia Gerber (Model of the Year), Kim Jones (che per il menswear Dior di cui è direttore creativo ha ricevuto il Trailblazer Award), e i fotografi di moda Mert & Marcus, che hanno ottenuto l’ Isabella Blow Award for Fashion. L’ impegno eco-friendly è valso a Vivienne Westwood lo Swarovski Award for Positive Change, il riconoscimento che la “Maison del cristallo” assegna a coloro che promuovono un cambiamento rilevante, ed orientato alla sostenibilità, per la società e per l’habitat. Vincitori britannici degli Awards sono stati invece, oltre che la stilista Clare Waight Keller, Craig Green (British Designer of the Year per l’ abbigliamento uomo) e – last but not least – Samuel Ross e Richard Quinn (rispettivamente insigniti del premio British Emerging Talent per il menswear e per il womenswear).

 

 

Black Halloween Night

MOSCHINO

Nero, gotico nero, profondo nero…Fortissimamente nero! Checchè se ne dica, per celebrare Halloween il nero rimane il colore top. In questa gallery lo ammiriamo declinato in stili letteralmente da brivido: sexy, misterioso, piumato, sulfureo, romantico, vedovile, punk, esoterico, vagamente fetish, il nero è il colore del buio e ben si adatta alla notte più stregata dell’ anno. Lo scelgo in versione plain black, che non lascia spazio (o quasi) ad altri colori. E’ così che si fa oscuro, che esprime in pieno la sua spettacolarità potente. Un nero totale e magnetico, intriso di un fascino irresistibilmente senza tempo.  Perchè “black is black”…E non c’è paragone che tenga.

 

AGANOVICH

ALBERTA FERRETTI

ERDEM

SAINT LAURENT

VALENTINO

SIMONE ROCHA

MAX.TAN

FRANKIE MORELLO

DOLCE & GABBANA

ANN DEMEULEMEESTER

ELIE SAAB

CHANEL

 

 

Il focus

 

VALIUM loves pink: e chi mi segue lo sa bene. Ma quando il rosa si abbina a una stupefacente creazione di Haute Couture, è allora che prende vita il sogno. Lo dimostra questo look di Valentino, un’ autentica nuvola di piume rosa che Kaia Gerber ha indossato al défilé della collezione di alta moda Autunno/Inverno 2018/19. Un défilé ambientato nel “secret garden” dell’ Hotel parigino Salomon de Rothschild ed esaltato dal suo incanto, dalla sua magica atmosfera; non poteva esistere location migliore per le mise mozzafiato ideate da Pierpaolo Piccioli. Un unico leitmotiv ad ispirarle, il “tempo”. Il tempo inteso nella duplice accezione della Grecia antica, laddove il “Kairòs” si identifica con l’ immaginazione e il “Kronòs” con il suo divenire tangibile e concreta. Nel processo creativo, allo stesso modo, fantasia e ispirazione prendono forma attraverso la realizzazione. E’ la loro messa in atto nel reale a plasmarle, la traduzione delle idee in materia. Il dualismo mitico del tempo confluisce quindi in una dimensione intima, atemporale, che sancisce il predominio dei sogni e delle emozioni: lo spazio della creazione. Da questi presupposti scaturisce una collezione a dir poco sbalorditiva. Piccioli segue l’ istinto senza riserve, orientato a una bellezza che è espressione delle sue personali suggestioni oniriche. Ecco allora il lungo abito rosa confetto, vaporoso, completamente cosparso di piume. Scopre le spalle e si svasa nel fondo amplificando armonicamente il suo volume. Regale e ricco, l’ abito viene sdrammatizzato e movimentato, al tempo stesso, dall’ impalpabile leggerezza delle piume: il look è ammaliante, di straordinario impatto visivo. Sembra uscito da una fiaba o – a scelta – da uno scatto che immortala un party del jet set anni ’60 in tutto il suo glamour. Ad avvalorare quest’ opzione contribuisce anche lo scenografico hairstyle “firmato” da Guido Palau insieme a Josh Wood: in passerella, le modelle hanno sfilato con parrucche di lunghi capelli lisci, ma cotonatissimi alla radice. Un omaggio ai Sixties che il cat-eye iper grafico pensato dalla make-up artist Pat McGrath ha ulteriormente enfatizzato. Il risultato? Una mise che si addentra a nei meandri del sogno a trecentosessanta gradi.