New Icons: Binx Walton

Binx Walton per Versace, PE 2019

Al défilé di Versace irradiava glamour: in total look in pelle, top turchese e minigonna rossa, ha stregato il parterre con la sua sensualità irriverente. Binx Walton è ormai una top delle passerelle, ed il suo fascino non conosce cedimenti. Semmai si affina con il tempo, conferendole una allure sempre più magnetica e cool. Non è un caso che Binx sia una presenza pressochè fissa sul catwalk di Saint Laurent: chi la non ricorda durante la sfilata Primavera/Estate 2017 della Maison parigina? Il copricapezzolo in strass che adornava la sua mise ha fatto storia. Lei lo esibiva con innata spigliatezza, esaltandone la valenza seduttiva e al tempo stesso iconica: un momento memorabile che rimane impresso negli archivi della moda.

 

Binx per Saint Laurent, PE 2017

Classe 1996, vissuta tra le Hawaii e il Tennessee, Leona Anastasia Walton – soprannominata Binx come un personaggio di “Star Wars” dai suoi fratelli –  è letteralmente adorata da brand quali Tom Ford, Marc Jacobs, Dolce & Gabbana, Gucci, Chanel e Dior (per citarne solo alcuni).  L’ eleganza naturale è il suo punto di forza, abbinata ad un corpo slanciato e ad un ovale perfetto. Gli occhi sono neri e intensi. I capelli, color castano scuro, sono naturalmente ricci. Ai fashion show della Primavera/Estate 2019 l’ abbiamo vista finora sfilare per Marc Jacobs, Alexander Wang e Ferragamo, oltre che per la Maison della Medusa, ma Binx Walton è anche una vera e propria star delle advertising campaign: provocante e sfrontata, la ritroviamo nella campagna Autunno/Inverno 2017 di Tom Ford, mentre  più eterea – e sempre ritratta da Mario Sorrenti – appare nella adv che Alberta Ferretti dedica alla Primavera Estate 2018, dove posa insieme a Cara Taylor e a Vittoria Ceretti. Protagonista assoluta e “in alta quota”, invece, Walton campeggia negli scatti realizzati da Inez & Vinoodh  per la campagna Autunno/Inverno 2018/19 di Michael Kors: traguardi di prim’ ordine per un’ ex studentessa del Tennessee che non avrebbe mai pensato di fare la modella. Quando un talent scout la scoprì mentre nuotava in piscina, non era neppure una teen ed iniziò la sua carriera come “part-time job”.  Oggi, acclamata in tutto il mondo e richiestissima, Binx rivendica il diritto di ogni ragazza a diventare supermodel: a prescindere dal cognome famoso o dal numero di followers che vanta su Instagram.

 

Binx per Alexander Wang, PE 2019

 

Binx nella adv campaign AI 2018/19 di Michael Kors (scatti by Inez & Vinoodh)

 

Binx per Marc Jacobs, PE 2019

 

Binx con Gigi Hadid durante la sfilata-tributo Versace PE 2018

 

Binx nella adv campaign PE 2018 di Alberta Ferretti (scatti by Mario Sorrenti)

 

Binx per Ferragamo, PE 2019

 

Binx per Dior, AI 2018 /19

 

Binx nella adv campaign AI 2017 di Tom Ford (scatti by Mario Sorrenti)

 

Binx per Versace, AI 2018/19

 

Binx per Gucci, AI 2017/18

 

Binx  per Saint Laurent, PE 2018

 

Binx per Tom Ford, AI 2018/19

 

Binx per Chanel, AI 2018/19

 

 

 

 

Il close-up della settimana

 

Ormai è’ ufficiale: sarà New York ad ospitare Métiers d’Art, la sfilata tramite cui Chanel celebra ogni anno il savoir-faire artigianale. E nella Grande Mela, la Maison non poteva che scegliere una location d’eccezione come il Metropolitan Museum of Art, prezioso scenario – grazie alle mostre organizzate dal Costume Institute – di iniziative inneggianti alla moda nelle sue più disparate espressioni. Chanel era già approdato a New York: nel 2005, il brand aveva ambientato il défilé Métiers d’Art nella sua Boutique della Fifth Avenue, mentre risalgono rispettivamente al 2007 e al 2015 le sfilate della collezione Resort alla Grand Central Station e di una replica della Métiers d’Art Paris-Salisburgo al Park Avenue Armory. In un iter che ha spaziato tra l’ America del Nord, l’ Europa e l’Asia, l’ esclusivo show della Maison della doppia C ha toccato tappe come Edimburgo, Shangai, Roma e Amburgo – solo per citarne alcune. L’ edizione 2018/19 di Métiers d’Art, in programma per il 4 Dicembre, avrà invece lo sfondo di una metropoli (New York, appunto) associata ad un’ importante svolta nella carriera di Coco Chanel. Era il 1931, infatti, quando Mademoiselle si recò negli USA sollecitata da Samuel Goldwyn, che la volle ad Hollywood per vestire le dive dei suoi film. Il progetto prevedeva una collaborazione biennale ed in anticipo di sei mesi sulle tendenze fashion parigine, affinchè non risultassero anacronistiche nel lasso di tempo che intercorreva tra le riprese e la proiezione delle pellicole. M.lle Chanel soggiornò a New York prima di proseguire per Los Angeles, alloggiando all’ Hotel Pierre dove si tennero un’ affollatissima conferenza stampa ed un party di benvenuto in suo onore. La tappa newyorchese fu mantenuta anche al ritorno, sigillando un rapporto con la Grande Mela che vide Chanel campeggiare, negli anni a venire, nei department store di lusso oltre che nelle sue leggendarie boutique. In attesa della sfilata a stelle e strisce, intanto, a Parigi fervono i preparativi per la location che ospiterà Métiers d’Art a partire dal 2020: il megaspazio (ben 25.500 metri quadri!) di Porte d’ Aubervilliers, nel XIX arrondissement, progettato dall’ archistar Rudy Ricciotti.

 

Un look della sfilata Métiers d’Art Paris-Hamburg 2017/18

 

 

Foto del MET by (la prima dall’ alto e l’ultima) byTomàs Fano via Flickr, CC BY-SA 2.0

 

Jeunes filles en fleurs: il backstage beauty & hair PE 2018 di Rodarte

 

Nuvole di infiorescenze adornano i capelli, si inerpicano sulle braccia, cingono dita e polsi spuntando dai bijoux: candide o appena tinte di rosa risaltano, eteree, donando una magica ricercatezza alla mise. Il fiore di cui si parla è la gypsophila (detta anche “velo di sposa”), che il défilé Primavera/Estate di Rodarte ha incoronato fulcro del suo beauty look. Niente di meglio, per esaltare gli iper femminili abiti in pizzo della collezione. Balze, trasparenze e ricami accentuano un’ allure romantica che, agghindata di fiori, si tramuta in un autentico tableau vivant botticelliano. Ideatrice dello spunto è l’hairstylist Odile Gilbert: sulle chiome, intreccia rami di gypsophila alternandola a fiocchi nei toni del bianco, del nero e dell’ oro, oppure crea spettacolari bouquet  che incorniciano il viso. Le modelle avanzano nel chiostro dell’ antica abbazia parigina di Port-Royal come creature idilliache, visioni  raffinatamente oniriche. E se il make up artist James Kaliardos dipinge una goccia di pioggia argentata sulle loro palpebre, la manicure di Tracy Lee si avvale di una miriade di petali che potenzia deliziosamente l’ appeal floreale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Azzurrità infinita

Ralph & Russo

Un azzurro chiaro, impalpabile, terso come un mare incontaminato e come il cielo d’estate: Little Boy Blue è la più rasserenante tra le nuance che Pantone dedica alla stagione calda. Il suo nome richiama la tonalità delle tradizionali coccarde in tulle che si appendono alla porta per annunciare l’ arrivo di un maschietto, ma rifugge da ogni barriera di genere. Ci piace però associare il Little Boy Blue alla soavità dei fiocchi nascita, alla loro consistenza eterea, con lo scopo di rievocare gli spazi illimitati a cui si lega. E’ così che mare e cielo, replicandone la gradazione di azzurro, si fondono in un’unica distesa indistinta: quella dell’ infinito.

 

Dsquared2

Blumarine

Ermanno Scervino

Ralph & Russo

 

 

 

Les Eaux de Chanel, tributi olfattivi ai luoghi di Mademoiselle

 

Deauville, Venezia, Biarritz: tre tappe fondamentali nella vita di Gabrielle Bonheur, meglio nota come Coco, Chanel. Les Eaux de Chanel nascono con l’ intento di celebrare quelle destinazioni iconiche attraverso un trio di fragranze all’ insegna della freschezza più assoluta. Paris-Deauville, Paris-Venise e Paris-Biarritz invitano a una fuga che si può compiere rimanendo immobili: il potere evocativo che sprigionano è talmente intenso da trascinare in un viaggio sulle ali della loro scia olfattiva. Les Eaux sono racchiuse in un flacone lineare, ricercatamente arrotondato, che a un’ ideale maneggevolezza coniuga una texture modellata sull’ andirivieni delle onde del mare.   Suggestioni, reminescenze, sensazioni si amalgamano in un effervescente mix sensoriale: andiamo subito a scoprire le nuove, inebrianti Eau de Toilette dell’ estate Chanel.

 

 

PARIS-DEAUVILLE

Deauville, 1913: è qui che Coco Chanel inaugura la sua prima boutique. La sofisticata città balneare della Côte Fleurie la accoglie, da subito, con tutti gli onori. Le signore eleganti adorano i grandi cappelli, lo stile mannish  e quello di ispirazione marinara proposti dalla couturier che al look “artificioso” della Belle Epoque sostituisce una semplicità tutta nuova. Deauville, inoltre, abbina al fascino del mare le suggestioni tipicamente campestri della Normandia collinare: un connubio all’ insegna di spazi sconfinati, profumi vibranti e di una spiccata radiosità naturale. Paris-Deauville li declina in un’ Eau de Toilette luminosa che fonde gli accenti aromatici del basilico con la  vivace intensità dell’ arancia di Sicilia.

 

 

PARIS-VENISE

Venezia, 1920: la città lagunare segna un nuovo inizio nella vita di Mademoiselle Coco. Ricca di contrasti, cosmopolita, crocevia tra Occidente e Oriente, è la splendida location in cui Gabrielle Chanel cerca conforto dopo la morte del suo amatissimo Boy Capel. Inutile dire che ne rimane ammaliata. Il fascino di Venezia la cattura in modo tale da divenire, con i preziosismi artistici barocchi e bizantini che la Basilica di San Marco custodisce come uno scrigno, uno dei leitmotiv delle sue prime creazioni di gioielleria. L’ Eau de Toilette Paris-Venise concentra gli esotismi lagunari in un jus sensuale ma fresco, di forte impronta orientale, in cui predominano note di neroli e un mix ambrato di vaniglia e fava tonka.

 

 

PARIS-BIARRITZ

Biarritz, 1915: Gabrielle Chanel sceglie la sciccosa località affacciata sull’ Atlantico come sede della sua prima Maison de Couture. Sport e mondanità si intrecciano, a Biarritz, e questo elemento intriga moltissimo Mademoiselle: dopotutto, anche il suo stile coniuga sofisticatamente comfort e puro chic. La Maison è collocata nella villa che fronteggia il Casinò, e attrae immediatamente una clientela proveniente da ogni parte del globo. Esclusività, libertà ed energia prorompente rappresentano gli atout di una città, ribattezzata “perla” della costa basca francese, che emana uno charme irresistibile. La brezza sferzante, il vigoroso flusso dell’ oceano si traducono in un’ Eau de Toilette rigenerante che combina il fruttato aroma del mandarino di Sicilia con sfavillanti accordi di mughetto.

Les Eaux de Chanel sono disponibili in versione vaporizzatore nell’ unico formato da 125 ml.

 

 

 

Gli smalti dell’ Estate: a tutto colore

 

Se esistesse uno slogan per descrivere gli smalti dell’ Estate 2018, sarebbe “A tutto colore”. Deliziose nuance pastello, golose gradazioni bon bon, tonalità al tempo stesso giocose, vibranti e intense: la palette è un vero e proprio tripudio cromatico che mette le unghie in primo piano. Con l’abbronzatura o senza, le mani risaltano grazie a shade rubate ai più suggestivi  scenari della bella stagione. E conquistano grazie a un appeal variopinto che non passa certo inosservato.

 

Zoya – Kisses Collection

Chanel – Neapolis: New City collection

Dior – Cool Wave collection

Dolce & Gabbana – Italian Zest collection

OPI – Lisbon Collection

Butter London

Essie – Summer Collection

 

Pupa – Summer in L.A. collection

 

Yves Saint Laurent – Urban Escape Collection

L’ Oréal Paris – Colore a Olio by Color Riche

 

NARS – Schiap Nail Polish

 

 

Lancome – French Temptation

 

 

Haute Couture AI 2018/19: flash dalle sfilate di Parigi (parte 2)

1.

Prosegue l’ excursus di VALIUM su una selezione dei défilé di Alta Moda parigini. Oggi, qualche flash sulle proposte mandate in passerella da Giambattista Valli, Chanel, Ulyana Sergeenko e Armani Privé.

 

2.

3. GIAMBATTISTA VALLI: piume, fiocchi e cristalli adornano abiti di una femminilità squisita che raggiunge l’ apice nelle enormi nuvole di tulle a balze declinate in nuance come il verde menta e il rosa fluo.

 

1.

2.

3. CHANEL: fascino d’ altri tempi, allure rétro per una collezione che sfila sullo sfondo di un Lungosenna perfettamente riprodotto nel Grand Palais, tra la memorabilia e i libri usati venduti al mercatino dei “bouquinistes”.

 

1.

2.

3. ULYANA SERGEENKO: un’ eleganza bon chic, ricca di dettagli in stile 40s e 50s. Alle linee pencil si alternano silhouette svasate e fluttuanti long dress a balze.

 

1.

2.

3. ARMANI PRIVE’: un tripudio di nero, champagne ma anche tanto colore per creazioni che indagano l’ Alta Moda nella sua accezione più profonda e inneggiano ad un luxury che permea in toto la collezione.

 

(To be continued)

 

Haute Couture AI 2018/19: flash dalle sfilate di Parigi (parte 1)

1.

Sontuose, sbalorditive, très chic, le sfilate parigine AI 2018/19 di Haute Couture si sono appena concluse. La quintessenza della moda, intesa come alta sartorialità declinata in creazioni uniche, è stata ancora una volta celebrata da collezioni che lasciano senza fiato in quanto a magnificenza degli abiti e a savoir faire artigianale: ispirazione e visionarietà si fondono in un connubio perfetto, perdendo momentaneamente di vista il tangibile per esplorare tutte le infinite diramazioni del sogno. In questi post, la sintesi visiva di alcuni défilé. Con un’ annotazione: il color fucsia, pressochè onnipresente, si accinge a diventare un leitmotiv “couture” della prossima stagione.

 

2.

3. GIVENCHY:  l’ omaggio di Clare Waight Keller allo stile “puro”, sofisticato e scultoreo di Hubert de Givenchy.

 

1.

2.

3. SCHIAPARELLI: lo spirito Surrealista sublimato da un ballo in maschera d’antan che rivisita le passioni-emblema (come le farfalle) della “Schiap”.

 

1.

2.

3. DIOR: le riflessioni di Maria Grazia Chiuri sull’ Haute Couture sono esaltate da una palette “polverosa” che include tutte le nuance del nude.

 

1.

2.

3. RALPH & RUSSO: ispirazione Eighties per una Couture sgargiante e inneggiante alla contessa Jacqueline de Ribes, icona di stile che il duo creativo incorona a sua musa.

 

(To be continued)

 

“Sulle tracce del Principe Maurice”: la nuova rubrica che VALIUM dedica all’ icona della notte

 

Il Principe Maurice, all’ anagrafe Maurizio Agosti Montenaro Durazzo: un sublime performer, un’ icona della notte e del Teatro Notturno, un Casanova del 2000 che celebra le gesta del seduttore veneziano in Italia e oltreconfine. Ma non solo. L’ eclettismo si addice al Principe, che possiede l’ innata dote – per dirla con Pirandello – di essere “uno, nessuno e centomila” e passa con disinvoltura dal ruolo di Gran Cerimoniere del Carnevale di Venezia ai Memorabilia del Cocoricò di Riccione. Stavolta lo conosceremo, però, in una veste inedita:  quella di amico di VALIUM. Chi mi legge, infatti, sa bene che il Principe è stato ospite del mio blog svariate volte, l’ ultima in occasione di un’ affollatissima serata all’ AERA Club and Place di Fabriano (leggi qui la sua intervista). Strada facendo, quindi, l’ idea di sviluppare un progetto insieme ha preso a poco a poco forma fino a diventare una realtà concreta: “Sulle tracce del Principe Maurice” è una rubrica che seguirà il nostro eroe nei rutilanti eventi che lo vedono protagonista, e accenderà i riflettori su di lui nel ruolo di narratore. Racconti, emozioni, aneddoti: tutto verrà accuratamente mixato in un “botta e risposta” di approfondimento sulla glamourous life del Principe, che ce ne riferirà i dettagli in prima persona. Per iniziare, però, dobbiamo fare un salto retrospettivo. E ritornare con la mente proprio al 20 Gennaio scorso, quando la leggenda vivente della Club Culture approdò nella “città della carta”.

L’ ultima volta che VALIUM ha parlato di te risale alla tua soirée esplosiva all’ Aera Club & Place, in quel di Fabriano. Cos’è successo, da allora?

Ne conservo ancora un piacevole ricordo. A me succedono in continuazione piccole e grandi cose sempre straordinarie… Impossibile descriverle tutte, ma alcune sono anche importanti per il mio vissuto come il trasferimento quasi definitivo nelle Baleari, precisamente a Mallorca e nella sua bellissima capitale Palma (sulle tracce di Chopin, dell’imperatrice Sissi d’Austria, di George Sand…), mantenendo pur sempre il potente legame con Venezia  (le mie radici, la mia storia, la tradizione) e l’intrigante vicinanza con la Isla Blanca (indiscusso centro mondiale di tendenze musicali e d’immagine legate al mio vissuto professionale). Un’altra novità è data dal mio progetto di vita e performativo sui SENSI che sto sviluppando a livello filologico e filosofico casanoviano (“coltivare il piacere dei sensi fu per me, per tutta la vita, la principale occupazione”, esordisce Giacomo nella sua “Histoire de ma Vie”), ma anche sperimentale: per esempio, abbinandolo al celeberrimo format “Cocoon” del mitico Sven Vãth recentemente spostatosi al Pacha di Ibiza e sempre in tournée mondiale (nel 2019 sarà celebrato il ventennale dall’esordio all’Amnesia).

Cosa pensi di questa nuova rubrica a te dedicata?

Beh, sono evidentemente lusingato! Purtroppo per voi sarò piuttosto sfuggente per via dei miei molteplici impegni, ma prometto che ogni tanto apparirò… VALIUM mi è sempre piaciuto e ormai abbiamo un rapporto privilegiato.

 

 

Sarai “pedinato” costantemente…Come ti fa sentire l’idea di essere sotto i riflettori di VALIUM a oltranza?

Ahahahah! E’ divertente questa immagine di me che fuggo da VALIUM come una star rincorsa dai paparazzi! in realtà essere sotto i riflettori di una redazione così intelligente e preparata mi piace moltissimo perché sicuramente aiuta a capire chi sono e cosa faccio ad un pubblico curioso, disponibile e intelligente. Mi sento privilegiato e ringrazio per la scelta!

Tra le numerose tappe del tuo percorso di Master of Ceremonies risalta un evento oltreconfine e più precisamente a Baku, nell’ Azerbaijan: che ci racconti, al riguardo?

A Baku ho avuto l’onore di rappresentare, in una rievocazione ispirata al Carnevale di Venezia, alcune eccellenze legate al mio concept sui sensi in due eventi diversi, ma collegati: uno privatissimo per il Jet Set locale e l’altro ufficiale, legato al Grand Prix di Formula 1, presso uno dei locali più eleganti della città con una vista mozzafiato: l’Eleven  dell’Hotel Radisson proprio a ridosso del Circuito. Titolo: “SENSO a Venetian Dream”. Determinante per il mio successo è stato  avere al mio fianco realtà prestigiose quali l’Atelier Pietro Longhi per i costumi settecenteschi, “The Merchant of Venice” per le fragranze preziose e seducenti legate ad una storia molto antica di arte profumiera risalente al legame della Serenissima con Costantinopoli e la presenza di uno dei più grandi Maestri Vetrai di Murano, Fabio Fornasier, che ha appositamente realizzato una scultura che fa ora parte della collezione privata della famiglia del Presidente dell’Azerbaijan, una terra che ho scoperto essere semplicemente magica. Grazie al prezioso lavoro di relazioni pubbliche dell’amica Oksana Kuzmenko siamo riusciti a coinvolgere anche alcune importanti aziende locali come sponsor, e con il dj set di Luciano Gaggia abbiamo fatto l’”en plein”.

 

 

Il Principe Maurice a Baku in “SENSO a Venetian Dream”

Nelle vesti di Casanova ti abbiamo invece visto, di recente, inaugurare un itinerario che l’Accademia Casanova di Venezia dedica al grande seduttore…

Questo è un altro formidabile progetto che sta proseguendo benissimo ospitato nel delizioso Casino Venier, l’ultimo “Casin de’ Nobili”  (praticamente delle dependance dei palazzi sul Canal Grande dove i Signori ricevevano in privato) rimasto a Venezia. Un luogo che chiaramente  fu frequentato, a suo tempo, dal caro Giacomo. L’ Accademia Casanova parte dall’idea di un gruppo di studiosi e artisti, presieduto dal Maestro Luigi Pistore, di divulgare – anche con l’esposizione di memorabilia autentiche – la storia a modo suo del noto seduttore… Sono davvero onorato di farne parte e di esserne, sostanzialmente, il testimonial.

 

 

Sempre dalle parti di Venezia, a Mirano, hai preso parte a uno speciale dinner show. Di che cosa si è trattato e qual è stato il bilancio della serata?

Un amico ha aperto il locale Crudo e Amarone nell’elegante centro storico di questa cittadina legata alle aristocratiche villeggiature testimoniate dalle Ville Palladiane (e non). Su sua richiesta mi sono esibito in qualità di Emotional Dj e performer sempre per risaltare come tutti i sensi, partendo in quel caso dal Gusto, debbano essere collegati per essere goduti appieno. È stato un successo annunciato, perché le iniziative di qualità attirano sempre le persone giuste. Penso che ripeteremo l’esperimento tra spettacolo e degustazione enogastronomica del ricco territorio veneto.

 

 

La figura di Casanova è un leitmotiv degli eventi che ti vedono protagonista. Come si è cementata, nel tempo, questa identificazione?

Interpreto con perizia e passione, dopo essere stato folgorato dalle sue poderose memorie, questo protagonista del ‘700 da quando avevo 25 anni. Mi immedesimo in lui perché nelle sue gesta, spesso folli e bizzarre ma anche coraggiose e appassionate, risaltano tre valori fondamentali: la libertà, la dignità e l’amore, ovviamente. Non trascuro nemmeno il lato “libertino” che, in quanto attualmente single, mi diverte assai…

 

 

Potresti anticiparci in qualche intrigante “parola chiave” – ma senza rivelarli ancora – qualche indizio sui tuoi appuntamenti futuri e più recenti?

Eh, no! Starà a VALIUM inseguirmi e scoprire vieppiù cosa bolle in pentola! Ahahahah! E poi si sa, gli artisti sono scaramantici… Comunque, dopo il successo e la soddisfazione di essere stato tra i protagonisti del Life Ball di Vienna al fianco di Star mondiali, può essere che mi sia venuta voglia di passare anche per Hollywood… Vi basta?

No, non ci basta: naturalmente, vogliamo saperne di più…Intanto, il ruolo da guest star del Principe al Life Ball di Vienna, la sbalorditiva festa evento-charity a sostegno della lotta contro l’ Aids, ci fornisce una ghiotta anticipazione relativa alla prossima puntata di questa rubrica: stay tuned!

 

Il Principe al Life Ball di Vienna

 

All photos courtesy of Maurizio Agosti