Richard Bernstein: arte e glamour

 

Era davvero un’altra epoca quando i 33 giri – dischi in vinile talmente grandi da essere portati volentieri sottobraccio – si contraddistinguevano per delle splendide copertine spesso arricchite da booklet interni, da una grafica accurata e originalmente concepita. Non per niente, non erano infrequenti i casi in cui un disco si sceglieva anche in virtù della propria copertina: un po’ come quando oggi di un profumo, di un qualsiasi oggetto, ci attira immediatamente il packaging. Richard Bernstein, artista newyorchese classe 1939, creò per Grace Jones delle memorabili copertine. Come quella di Fame, del 1978,  dove la immortalò tramite tecniche che divennero un po’ il suo trademark: un ritratto forografico rielaborato con matite, aerografo e pastelli  per ottenere un effetto estremamente glam, patinato, seducente.  Laureato al Pratt Institute, Bernstein legò la sua fama alla rivista Interview, diretta da Andy Warhol, per la quale realizzò le caratteristiche e indimenticabili cover divenute materiale da collezione. La sua collaborazione con Interview durò quindici anni, durante i quali creò ben oltre 120 ritratti dei VIP intervistati da Warhol: “I volti di Richard Bernstein sono meravigliosi- dichiarò l’ideatore della Pop Art– sono così colorati, e fa apparire ognuno così famoso!” Il ritrattista warholiano frequentava la Factory da tempo, e negli anni ’60 elesse il Chelsea Hotel di New York a sua dimora così come avevano fatto Edie e molte altre superstar del giro. Negli anni ’70, insieme a tutta la ‘banda’ guidata da Warhol, divenne un assiduo dello Studio 54 e le celebrities dell’era della disco music furono, da quel momento in poi, i suoi soggetti principali: Cher, Ali Mac Graw, Sylvester Stallone sono solo alcuni tra i nomi che ritrasse. Bernstein amava Hollywood, il suo glittering world, l’ universo di magica fantasia che ricreava, e affermò più volte di essere un grande fan dei musical di Esther Williams per l’evocazione di una realtà incantata forgiata dagli  arabeschi e dai giochi acquatici di cui la diva, già campionessa di nuoto, si rese protagonista.  Tutte caratteristiche che l’artista newyorchese traspose costantemente nel suo lavoro, traducendo la quotidianità in un trionfo del glam e rendendo anche il volto più comune intrigante come quello di una star: Bernstein “aggiunge spirito alla bellezza, fantasia alla ricchezza, profondità al glamour ed un so che di patinato agli esordienti”, scriveva Paloma Picasso nell’ introduzione a Megastar, una raccolta di copertine di Interview pubblicata nel 1984. Ma l’estroso collaboratore di Warhol non limitò la sua opera ad Interview: realizzò copertine per Time Magazine, il design di francobolli per le Nazioni Unite, un ritratto di Robert F. Kennedy destinato alla Kennedy Library. Era in procinto di organizzare una mostra a Zurigo, quando fu trovato morto nel suo appartamento dalla porta rossa al Chelsea Hotel. Una delle tante vittime dell’ Aids, all’ epoca ancora inclemente. Aveva solo 62 anni.

 

 

Buon martedì.

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