1966: Warhol presenta Nico

 

Non è il biglietto di un concerto qualsiasi: si tratta di un evento storico. Nel 1966 Andy Warhol pensa, seguendo una precisa strategia d’immagine, di aggiungere Nico Christa Paffgen, bionda e algida cantante tedesca – al gruppo dei Velvet Underground in via di costituzione. Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison e ‘Moe’ Tucker vengono, così, affiancati da questa vocalist dalla straordinaria bellezza, già modella e con un ‘cameo’ ne La Dolce Vita di Fellini all’attivo: Warhol, suo intimo amico, la sceglie allo scopo di creare un’aura di forte carisma intorno alla band, rendendola il focus delle sue apparizioni pubbliche. Intensa, struggente, Nico interpreterà alcune ballate ( Femme Fatale, All tomorrow parties, I’ll be your mirror) sottolineate dalla sua voce bassa e profonda e dal suo forte accento teutonico. Il primo disco, The Velvet Underground & Nico, viene registrato nel 1966 tra Los Angeles e New York e prodotto da Andy Warhol. La copertina merita un’attenzione speciale: l’ artwork, ideato da Warhol stesso – intenzionato a espandere il suo talento di pigmalione artistico anche nel music business – raffigura una banana gialla su sfondo completamente bianco. Nessun nome della band nè traccia del titolo: la firma dell’artista basta e avanza ad identificare il suo progetto. Accanto alla banana, un intrigante suggerimento: ‘Peel up and see’, recita una scritta. E chiunque abbia seguito il consiglio ha ottenuto il privilegio di ammirare, scollando la prima, la seconda banana rosa shocking – metafora non troppo velata di un membro maschile – che tante controversie ha suscitato. Nonostante lo scandalo, la copertina rimane a tutt’oggi una delle più quotate e ricercate dai collezionisti. Warhol non avrebbe mai immaginato che proprio il suo progetto grafico ritardasse l’ uscita e facesse ritirare più volte dal mercato il primo disco dei Velvet: dapprima a causa dell’alto costo di stampa, successivamente per problemi legali legati ai diritti di immagine di una foto posta sul retro. Ma, traversie a parte, la copertina diviene un cult che unisce mirabilmente la trasgressione dei testi a quella più propriamente visiva, rafforzando l’ impatto che i Velvet Underground e Nico hanno sul pubblico. Una nuova pupilla warholiana, Nico, viene lanciata e su di lei puntano tutti i riflettori. Magnetica, enigmatica, sicura di sè, Nico eleva il suo status a nuova superstar, e il concerto a cui fa riferimento il biglietto ne sancisce il trionfo. Il lato oscuro della medaglia? Pare che, proprio da questo concerto in poi, Edie Sedgwick cominciò ad allontanarsi, risentita, da Warhol: la presenza di Nico la feriva, facendola sentire ‘sostituita’ e riposta nel dimenticatoio. Un altro esempio di pop art applicata alla vita, in cui ‘oggetti di consumo’ e ‘persone di consumo’ si identificano ed equivalgono. Dice un detto: “E’ lo show-business, baby!” E va accettato, forse nostro malgrado, anche nella sua insita crudeltà.

Buon martedì.

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