Bianca Balti, la top dai mille volti

Photo Ellen Von Unwerth

 

Proprio questo mese appare sulla copertina di AMICA, che l’ha scelta come interprete principale del numero dedicato al cinquantesimo anniversario della rivista: a 28 anni, Bianca Balti è una delle modelle più quotate e richieste dai fotografi e dai brand di maggior prestigio di tutto il pianeta. Tutti la vogliono, tutti se la contendono. E si è conclusa appena il mese scorso una mostra, “Bianca Balti: immagini di una favola di moda.” curata da Stefano Dominella e promossa dall’ Assessorato ai Grandi Eventi di Roma Capitale, che, tramite una serie di scatti firmati dalla crème dei fashion photographer, evidenziava e sanciva il suo ruolo di simbolo della bellezza italiana nel mondo. La mostra, inaugurata in occasione degli eventi di AltaRoma lo scorso 7 luglio e allestita presso i Mercati Traianei, è durata lo spazio di un’intera estate: una metaforica incoronazione a Regina delle top nostrane. Indossatrice, testimonial eccellente, modella, attrice, identificata con i luxury brand più prestigiosi, Bianca ci intriga perchè ha un background del tutto particolare: nata e cresciuta in provincia – a Lodi -, mamma casalinga e papà distributore di giornali, fugge a Milano appena adolescente per assecondare un animo ribelle e anticonformista. Avreste mai pensato che la sofisticata top, oggi  testimonial L’Orèal affiancata da star dal calibro di Jane Fonda, Jennifer Lopez e Beyoncè, avesse un passato da punkabbestia? Esatto: Bianca ha confessato in più occasioni di essere stata una giovanissima piercing addicted e di aver occupato, da squatter, un edificio milanese dove era stabilita la comunità di punkabbestia – 15 amici più 20 cani – a cui apparteneva insieme al suo ragazzo. Un periodo che, grazie ad alcune turbolenze, ha segnato il corso del suo luminoso destino quando decide di lavorare come hostess nei supermercati per poter guadagnare qualcosa; ed è proprio in un supermercato che una signora, notandola, la indirizza a un’agenzia di modelle e la incita a tentare la carriera di mannequin. Il resto, è storia: Bianca entra nel fashionbiz dalla porta principale, scelta da Dolce & Gabbana in persona che la vogliono testimonial di una campagna pubblicitaria del 2005. Nessuna trafila dunque, nessun casting, ma un ingresso trionfale che le vale da subito nuovi booking e riconoscimenti: una carriera stellare per cui non rinnega il proprio bagaglio di esperienze anteriori ma che anzi, lo potenzia e diluisce nel nuovo glamourous world di una Bianca che – committed a titolo innato – abbandona le provocazioni non presentandosi più dai couturier con Il Manifesto sottobraccio ma decide di dar voce, ad esempio, ai militanti di un’associazione ambientalista cogliendo l’ enorme opportunità di risonanza che il suo ruolo le concede. Come si vede a 50 anni? Ad Amica, risponde che sarà una Bianca Balti fricchettona, fan dello yoga e con i capelli bianchi. Intanto, mentre a poco più di 20 anni è già stata volto e immagine di brand altisonanti quali Missoni, Paul Smith, Rolex, Guess, Roberto Cavalli, Donna Karan, Armani Jeans, Guerlain e Christian Dior make up – solo per citarne alcuni – nel 2007 intraprende la via del cinema con Go go Tales di Abel Ferrara e mette al mondo una bambina, Matilde. La ‘modella per caso’ , che continua ad apparire in servizi e copertine dei fashion magazine più quotati legando il suo nome e la sua splendida figura -mediterranea a metà: un paio di intensi occhi azzurri incorniciati da una fluente chioma castana – a marchi internazionalmente riveriti come Paco Rabanne, Cesare Paciotti, Victoria’s Secret e Ferragamo, decide allora di fare il grande salto e si stabilisce a New York. La sua vita attuale è in perfetto equilibrio tra famiglia e carriera: ora vive con un rocker, Francesco, e racconta di viziare alla grande la sua Matilde, che alla tenera età di cinque anni è già arrivata a quota 50 Barbie. Ecologista, amante di Henry Miller e Paulo Coelho, dal reggae del periodo punkabbestia è passata ai ‘giganti’ del rock anni ’70 ispirata dal suo boyfriend. E nonostante la sua italica bellezza sia celebrata e riconosciuta in ogni angolo del mondo, ponendola tra le prime tre top nazionali più idolatrate (insieme a Eva Riccobono e Maria Carla Boscono), lei commenta con un guizzo d’ ironia: “Quando ero ragazzina nessuno mi considerava. Io sapevo di essere bella, però nessuno lo capiva. Ora è diverso.” E su questo non possiamo avere dubbi, ipotizzando inoltre che, se nella stragrande maggioranza dei casi, la bellezza comprende un riflesso che viene ‘da dentro’, Bianca di questa teoria costituisce un esempio calzante.

Buon lunedì.

 

 

 

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