Marc Jacobs: chapeau!

 

Un inverno dedicato alle eroine di un romanzo d’antan quello di Marc Jacobs, ancor meglio alle eroine di una fiaba. Tessuti spessi, sovrapposizioni, cappotti, giacchine bouclè e pesanti sciarpe annodate attorno al collo, gonne rigorosamente oltre il ginocchio e calzettoni di lana delineano gli outfit della sua stagione fredda caratterizzandoli con manciate di estro. Su tutti, un accessorio clou risalta per eccentricità e dimensioni: l’ enorme cappello in pelliccia, già ribattezzato ‘cappello a fungo’, che si amplia in orizzontale allargandosi in falde interminabili o che svetta sul capo, massiccio, come appena uscito da una fiaba dei Fratelli Grimm. E se le scarpe con la fibbia, portate su calzerotti spessi, ispirano reminescenze di un’epoca lontana ormai da secoli rimandando all’ ultima golden age di Versailles, i cappelli – importanti, stravaganti, scenografici – non stonerebbero affatto nell’ immaginifico Paese delle Meraviglie o in qualsiasi altro conte de fées ambientato tra boschi incantati e case di marzapane nelle lande del Nord. Variegati i colori, che vanno dal nero al magenta passando per il viola, il grigio e il giallo striandosi di venature black, tingendosi di spot a contrasto o evocando, in alcuni casi, un effetto animalier. Un cappello elegante nella sua stravaganza, fuori dai canoni comuni ma perfettemente aderenti a quelli fiabeschi: e se la moda è sogno, dopotutto, non è forse lecito che ci tramuti in contemporanee Alice di carrolliana memoria?

Buon mercoledì.

 

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