Alla fine dell’ arcobaleno

 

Ogni anno, quando la pioggia si protrae troppo a lungo nelle grigie e monocordi giornate autunnal/invernali, ci chiediamo quando arriverà l’arcobaleno. Ed anche stavolta, puntuale, si è manifestato sotto forma di colori iperbolici, cangianti, squillanti come colui che li ha ideati e proposti: l’ americano Jeremy Scott, il designer preferito dalle star del music business made in USA, ha lanciato una collezione autunno/inverno dalla palette cromatica a dir poco esplosiva. Tra gli outfit, ho volutamente evidenziato le creazioni in tema: perchè, nonostante le passerelle dedicate alla stagione fredda siano state caratterizzate da un ritorno allo chic e al glamour più classici e votate a un mood che evade dalla stravaganza tout court, è anche vero che un tocco di eccentricità ci galvanizza, ci fa sentire speciali, ci rende ancora più uniche. Incoronato, a furor di popolo, ‘capo clou‘ della collezione il giacchino in pelliccia multicolor, con maniche rigate in colour blocking ed ampi revers nei toni del giallo e del rosa.

 

 

 

 

Ma l’arcobaleno di Scott si scompone rendendosi iridescente, cangiante, si illumina di infiniti scintillii ed ecco, allora, un minidress e un maxidress in enormi paillettes a glorificarlo. Indossarli e sentirsi una star, è un tutt’uno. Anche se, personalmente, opterei per l’ abitino.

 

 

Nella sua versione cangiante, l’arcobaleno firmato Scott si scompone in una miriade di bagliori e viene rigorosamente coniugato con tessuti artificiali, non lesinando  l’effetto ‘carta stagnola’  e giocando sfrontatamente con le leggi del colore nell’abbinamento con una soffice stola in tangerine.

 

 

Mood molto anni ’70 per il capospalla in lunghissime piume iridescenti, che ricorda vagamente – pur con le dovute differenze – la ‘boa ossession’ degli ultimi Swingin’ Sixties ed i gettonatissimi must have dell’ epoca indossati dalle ‘it girl’: gli scenografici boa di struzzo.

 

 

Non mancano le stampe, declinate in technicolor in motivi come le righe o una particolare sequenza di rettangoli che richiama una palette cromatica catalogata e numerata : Scott le applica a un lungo abito attillato ed evidenziaforme. Non c’è alcun dubbio: l’ arcobaleno di Jeremy Scott è riuscito a frammentare – con i suoi colori –  il quotidiano cielo plumbeo di inizio novembre, apportando scintillio al nostro tran tran autunnale. Un arcobaleno che, chissà, magari fungerà anche da buon auspicio (programmo questi post la notte, e non conosco ancora i risultati delle elezioni) al nuovo corso della politica governativa americana.

Buon mercoledì.

 

 

 

 

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