Buon compleanno, Janis!

 

“Alcuni artisti hanno un modo di vivere e un modo di fare arte, per me ne esiste uno solo.”

Janis Joplin

 

Janis Joplin nasceva il 19 gennaio del 1943, oggi avrebbe compiuto 70 anni. Ma le strane alchimie della vita, un intreccio di fato, contesto, essenza e vicissitudini, hanno voluto che la ricordassimo per sempre come le foto che la ritraggono ce la tramandano: sfrontata, esuberante, tremendamente hippy e, soprattutto, ‘vera’.  Texana, appassionata di blues, sin da giovanissima i suoi idoli si chiamano Bessie Smith, Odetta e Big Mama Thornton, ma valuta l’idea di mettere alla prova professionalmente la sua voce particolare, roca e profonda, solo all’ epoca dell’ Università, quando con Jorma Kaukonen – futuro chitarrista dei Jefferson Airplane – registra una blues session di sette brani servendosi di un registratore a bobine. Intanto già si esibisce live in California, a tempo perso, nei locali di San Francisco e Venice: quanto basta per farla notare da Chet Helms, impresario dei Big Brother and the Holding Company, gruppo country & western alla ricerca di una vocalist. E’ il 1965 e Janis accetta di unirsi alla band come lead singer: la leggenda ha inizio. Incarnazione per antonomasia della giovane donna dell’ era del Flower Power stabilisce la sua dimora a San Francisco, dove vive il fermento di Haight Ashbury prima di trasferirsi nei pressi del Golden Gate Bridge, in una residenza che intreccia architettura e spirito ecologista. La consacrazione arriva nel 1967, quando i Big Brother and the Holding Company partecipano al Festival di Monterey: la versione di Janis di Ball and Chain rimarrà negli annali della storia della musica per intensità e struggimento, e ne decreterà il trionfo. Appena un anno dopo esce Cheap Thrills, che raggiunge velocemente il primo posto in classifica, ma Janis è ormai pronta per una carriera da solista e nel 1969 lascia i Big Brother & The Holding Company per farsi accompagnare dalla Kozmic Blues Band. con cui incide I got dem ol’ Kozmic Blues Again Mama!. La sua spinta al perfezionismo e – al tempo stesso – la ricerca dell’ improvvisazione, le fanno nuovamente decidere di variare i musicisti di cui si circonda sul palco, facendosi affiancare dalla Full Tilt Boogie band. Sarà proprio la Full Tilt Boogie Band ad accompagnarla nello straordinario viaggio musicale di Pearl, un album che verrà pubblicato nel 1971, postumo, e che contiene brani indimenticabili come Me and Bobby Mac Gee, Cry Baby e Mercedez Benz. Nel frattempo, la vita e i valori di Janis evolvono di pari passo al movimento hippy condividendone il lifestyle e le lotte: nel 1969 la blues/rock singer texana partecipa a un memorabile Festival di Woodstock, e in seguito al suo impegno contro la discriminazione razziale viene invitata al grande concerto commemorativo di Martin Luther King. La sua vita privata è completamente in linea con il mood dell’ epoca, che vedeva nella libertà sotto tutte le sue forme l’unica modalità espressiva possibile, eccessi compresi: è il 4 ottobre 1970 quando Janis viene trovata morta a Hollywood, in una camera di motel. L’autopsia attribuisce la sua morte a un’overdose di eroina. A soli 27 anni, dunque, scompare colei che diventerà uno dei miti del rock e del blues per tutti gli anni a venire, permanentemente impressa nell’ immaginario collettivo come una delle voci più potenti e ricca di infinite modulazioni. Il suo stile ‘easy‘ ed il suo look contribuiscono ad indentificarla ulteriormente: boa di struzzo, piume, lustrini, pesanti broccati mixati a pantaloni a zampa, gilet e completi in raso vengono, immancabilmente, corredati dagli occhiali da sole dalle lenti rotonde entrati a far parte dell’ iconografia più caratteristica della Hippy generation. Janis sul palco è scatenata, irruenta, non si risparmia: a Francoforte viene quasi assalita da una fan ma la invita a ballare insieme a lei sul palco, all’ insegna degli ideali del ‘Peace and love‘. E’ una ‘bianca con la voce da nera’, che ama svisceratamente tutte le più grandi interpreti afroamericane del blues e prova un’ ammirazione sfegatata per Tina Turner; selvaggia, indomabile, incredibilmente naturale ma anche tormentata dai contrasti, la Joplin era solita dire ” Sul palco, faccio l’ amore con 25mila persone. Poi torno a casa da sola.” La sua morte, improvvisa, in solitudine, così simile a quella di altri due miti del rock come Jimi Hendrix e Jim Morrison, scrive tutta una pagina di storia degli anni in cui psichedelia ed arte viaggiavano su un unico binario e si alimentavano l’ una dell’ altra, diramandosi in ognuna delle possibili conseguenze a cui questo connubio conduceva. Janis ci ha lasciato complessivamente quattro album, più una numerosissima serie di compilation e di album live usciti postumi. L’ inserimento nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1995 e il Grammy alla carriera del 2000 ribadiscono che il suo mito è destinato a rimanere più che mai vivo, simbolo di una personalità e di un talento eternamente indelebili. Buon compleanno, Janis!

Felice weekend.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *