Icone: Carmen Miranda

 

Il suo nome evoca samba, imponenti cappelli di frutta esotica, tramonti tropicali e il tripudio di colori di Rio filtrati, rimescolati e tradotti in un look inconfondibile che ha fatto dell’ unicità il suo atout fondamentale: Carmen Miranda (all’ anagrafe, Maria do Carmo Miranda da Cuna), nata in Portogallo nel 1909, si trasferisce in Brasile un anno dopo al seguito di sua madre e di sua sorella per raggiungere il padre, già emigrato a Rio de Janeiro dove ha aperto una barbieria.  Quando, ormai una giovane donna, partecipa a un’audizione radio per uno show in programmazione, ha già cantato ai Festival e lavorato come commessa di boutique. Ma dopo essere stata scoperta dal compositore Josué de Barros, si lancia definitivamente in una carriera di cantante di samba arrivando a firmare un importante contratto con la RCA Records. Al top da ormai dieci anni, Broadway la chiama e Carmen Miranda risponde, raggiungendo immediatamente New York City: il suo debutto avviene nel 1939 con Streets of Paris, un successo clamoroso nonostante il suo ruolo non preveda che poche battute. L’ anno dopo, le viene proposto un contratto nientemeno che con la 20th Century Fox. E’ nata una stella tutta made in Brasil che, mentre prosegue negli USA la sua inarrestabile scalata al successo, viene sommersa in Patria da un mare di critiche che la accusano di essersi troppo ‘americanizzata’ e di aver perso l’ originale spirito della sua Terra. Negli USA, intanto, la sua carriera va a gonfie vele, i suoi incassi salgono alle stelle e Carmen si divide tra Hollywood, Broadway e continue apparizioni nei ristoranti e nei nightclub. Nel 1941, sarà una delle prime latine a ‘stampare’ le sue impronte sui marciapiedi del Grauman’s Chinese Theater . La Seconda Guerra Mondiale segna però un punto d’arresto nella sua straripante popolarità: i gusti del pubblico sono ormai cambiati, i musical non hanno più l’appeal di un tempo e la samba lascia spazio ad altri ritmi, più tipicamente nordamericani. Mentre la sua carriera cinematografica è ormai al declino, quella musicale prosegue invece il suo folgorante corso registrando incalcolabili apparizioni live. Carmen si diversifica, unendosi alle Andrews Sisters e producendo con loro tre nuovi singoli, mentre sul fronte del cinema è datato 1953 il suo ultimo film,  Scared stiff, girato con la Paramount. Parte allora per l’ Europa dove la attende un tour di quattro mesi, che affievolisce però la sua salute fisica già minata dal consumo di tabacco ed alcool. Ha soltanto 46 anni quando, durante la registrazione di una puntata del Jimmy Durante Show, viene colpita da un attacco cardiaco a cui ne segue un secondo, qualche ora dopo: stavolta le sarà fatale. In accordo con i suoi voleri il suo corpo viene trasportato e seppellito a Rio de Janeiro, dove riposa tuttora. Icona senza tempo, Carmen Miranda verrà sempre ricordata – oltre che per i suoi meriti artistici – come la sgargiante, esuberante ‘brasileira’ che diffuse nel mondo uno stile marcatamente ‘tropicale’ in cui elementi simbolici, stereotipi e stilizzazioni si univano in un ironico, mirabolante mix: di lei rimangono famosi i sandali con zeppa, i ‘torreggianti’ cappelli fatti di frutta esotica, gli enormi bijoux che richiamavano, anch’essi, alla frutta. Il successo di questo look fu tale che, nel 1939, Saks Fifth Avenue pensò bene di lanciare una linea appositamente ispirata ai turbanti e ai bijoux di Carmen Miranda. Un’ immagine talmente enfatizzata e coloratamente caratterizzata, la sua,  da tramutarla nel tempo in un’ icona gay ed in punto di riferimento continuo per la creazione di vari cartoon: la sua giocosità e il suo gusto per la vita tutto latino hanno indubbiamente aperto una parentesi di esotica solarità nel tormentato periodo di transizione culminato, a livello mondiale, con la Seconda Guerra. Una parentesi destinata a tramutare per sempre Carmen Miranda, nell’ immaginario collettivo, nell’ immortale, appariscente  ‘Chica Boom Chic’ che, al ritmo di samba, diffuse una nuova radiosità.

Buon martedì.

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