Flash su una collezione: i futuribili anni ’60 di Fay

 

Alla loro terza collezione Fay, Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi hanno raggiunto la piena maturazione di un percorso sperimentale e creativo che definisce nettamente i connotati identificativi delle proprie creazioni. L’ ispirazione è decisamente anni ’60, minimalista ma iperaccurata nei dettagli, nella scelta e negli accostamenti dei materiali. Su tutti, il must del ‘mini’ dalle forme dritte e affusolate regna sovrano: sono rigorosamente mini le lunghezze di gonne, tailleur, abitini, ma anche i giacchini che li accompagnano, che non arrivano mai a sfiorare i fianchi. Il colore gioca un ruolo fondamentale nella definizione di tagli e volumi, evidenziando in cromatici contrasti bordi, polsini, tasche, colletti e le numerose impunture a vista. Il mix di materiali contribuisce, allo stesso modo, a contrapporre particolari e superfici conferendo una allure vagamente futuribile: a tessuti più classicamente primaverili come il panno, il tweed e il cotone, infatti, si affiancano la vernice, la pelle, la pelle metallizzata che evocano un fascinoso connubio tra lo stile Twiggy e reminescenze di space age fashion tipicamente fine anni ’60. Ciascun outfit è stilisticamente accuratissimo, corredato di immancabili taschini cuciti in rilievo e con la vita rigorosamente segnata da una cintura sottile; i colletti, versatili, spaziano dal modello alla coreana al più classico, a due punte. La palette cromatica acquisisce un’ importanza fondamentale per il gioco dei contrasti: la collezione è un tripudio di giallo, bianco, rosa confetto, pesca, verde e verde acqua, nero e silver a denotare, quest’ ultimo, superfici e dettagli ‘metallizzati’, mentre gli accessori caratterizzano e definiscono ulteriormente il mood dell’ intera collezione: in passerella le modelle sfilano con occhiali a specchio, borsette bicolor in vernice così come gli ankle boots, nelle stesse tonalità degli outfit, cinture sempre in vernice o in pelle, sandali infradito e ultrapiatti. Il flash che scatta su questa collezione evidenzia un minitailleur che mette a contrasto il panno color rosa confetto con la pelle metallizzata e argentata, creando una sorta di bicolore che esalta dettagli, profilature e zone dell’ outfit e sottolinea più che mai un’ispirazione 60s. Accompagnato da ankle boot rosa, potrebbe essere benissimo il tailleurino bon ton indossato da Barbarella al ritorno dalle avventure nello spazio: al tempo stesso femminile, sexy e grintoso, riassume un mood che alla rivoluzionaria  inventiva di ieri combina l’ eclettica sperimentazione odierna.

Felice weekend.

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