Il close-up della settimana

 

Un trio che è scontato definire ‘d’eccezione’: Mario Testino, Sasha Pivovarova, Vivienne Westwood sono i prestigiosi nomi legati al ritratto fotografico di questa settimana. Tratto da un Christmas Tale per immagini realizzato da Testino nel 2007 per il numero di Dicembre di VOGUE UK,  vede la top russa Sasha Pivovarova protagonista di questo e dei rimanenti scatti. Una location suggestiva, onirica, che rimanda a un bosco autunnale nei suoi colori più caratteristici tracciandone simbolicamente i tratti salienti – come il ramo di foglie secche, che diviene un tutt’uno con il maxicappello della modella – è lo scenario in cui viene immortalata una donna in abito da sposa. Lo sfondo è un sipario di fortuna in tela grezza, a terra pelliccie e pellame fittizio evocano la tipica fauna dei boschi. L’abito è indossato con il corpetto slacciato sulla schiena in modo disinvolto, casuale, apparentemente trasandato. E suscita clamore venire a sapere che il wedding dress ritratto è uno dei più celebrati, ammirati, quotati della nostra contemporaneità: il concupitissimo abito da sposa di Carrie in Sex and the City, creato da Vivienne Westwood e replicato, in seguito a richieste provenienti da ogni parte del mondo, in numerosi esemplari. Inserito nella collezione Westwood Cave girl Autunno/Inverno 2007/2008,  l’abito è uno splendido modello in duchesse di seta avorio che si avvale di un attillatissimo corpetto asimmetrico, senza spalline, doppiato in oro, e  una voluminosa gonna resa ancora più ampia dal tulle sottostante presente in abbondanza. Dopo essere stato scelto dalla Produzione di Sex & The City come wedding dress della Carrie Bradshaw interpretata da Sarah Jessica Parker, il modello della Westwood si è tramutato in un cult sperimentando altissimi livelli di popolarità e gradimento. Testino lo ritrae smorzandone tutto il glamour, eliminando l’oro, vagamente sgualcito e in un contesto essenziale, ma proprio in virtù di ciò donandogli un ancor maggiore appeal. Abbinato al cappello ad ampia falda di Ca4la diventa bohemien, hippy, spontaneamente in sintonia con la natura che lo circonda e quindi ‘vero’, quasi primordiale. La pompa magna e gli orpelli azzerati, rimane il valore simbolico, atavico, naturale di un abito che dai secoli più remoti incarna una promessa d’amore eterno. Un significato espresso nella sua quintessenza, che non necessita di lussi e opulenza e che, per contrasto, appare persino più splendido e ‘ricco’: proprio perchè, stravolgendone le sovrastrutture, ne ridefinisce il valore più autentico e puro.

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