Back to the Past

 

Un’estate completamente all’ insegna degli anni ’70 più cool e glamourous: la proponeva, nel 2011, la collezione spring/summer Marc Jacobs, mandando in visibilio le fan del look à la Studio 54 al cui stile si ispirava, omaggiandolo. Una collezione presentata e diffusa da una campagna pubblicitaria  patinata pervasa di un duo di colori perfettamente armonizzati -il pesca e il rosa, entrambi in ton sur ton – dove le protagoniste Caroline Vrasch Nielsen e Masha Kirsanova venivano immortalate, novelle regine del glam, da un Jurgen Teller all’apogeo del suo potenziale espressivo. Tessuti come il raso, lo chiffon, la pelle, la seta, il lino, la maglia jacquard predominavano e definivano la cifra stilistica di una collezione la cui ispirazione, come Jacobs ha sempre tenuto a dichiarare, nacque da una scatenata festa a Cannes in cui le modelle danzarono fino all’ alba con lunghi abiti che i movimenti avvolgevano, in un ritmo suadente, al loro corpo. Non è un caso che anche gli abiti di questa collezione risultassero flessuosi e fluttuanti, come per accompagnare il ritmo con la danza: tra bluse in stile nude e numerose salopette attillate, un capo basic dei ’70, i dettagli, gli accessori, ma anche il make up e le acconciature costituivano,  in particolar modo, l’identità degli outfit.

 

 

I maxi fiori in stoffa appuntati sui capelli e sugli abiti, ad esempio. E, ancora, i cappelli in midollino dalla testa molto ampia, i capelli enormemente volumizzati in pettinature afro o frisè, le alte cinture/fusciacche legate a fiocco. i vistosi fiori dai fitti petali artificiali che sembravano sostituire i foulard. Una palette cromatica viva e vibrante faceva il resto: il viola, il mauve, il corallo, il fucsia, il corallo, l’oro, il senape, il pesca, il nero e il sabbia, in un gioco di accostamenti sorprendenti e sintonie eccellentemente create, rifletteva ulteriormente quel lato hippy de luxe così marcatamente citato da Jacobs. Una collezione, la sua, che in quanto a stile e a mood si incastrerebbe alla perfezione non solo con i ’70, ma con la nostra stessa contemporaneità: senza stonare affatto.

 

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