Prada e il wet look che rompe gli schemi

 

Sono state appellate enfants terribles, le ragazze che Prada ha fatto sfilare in occasione della presentazione della collezione Autunno/Inverno 2013/14.  Sia in passerella che negli scatti dell’ advertising campaign firmati Steven Meisel, infatti, l’ hairstyle delle modelle salta all’ occhio per la sua particolarità: un wet look dall’ effetto ‘appena uscito dalla doccia’, quando i capelli sono intrisi d’acqua e non ancora pettinati.  L’ acconciatura, realizzata dall’ hairstylist Guido Palau per Redken, è stata ottenuta con l’ ausilio dello spray volumizzante Guts 10 e del nuovo prodotto Diamond Oil, inaugurato durante la Fashion Week newyorchese. Un wet look, quello di Prada, la cui apparente trasandatezza si pone in contrasto con la ricercatezza degli abiti, ma che ha un suo perchè. Lo rinviene nel concetto di ‘cambiamento’ recentemente abbracciato da Miuccia Prada: inserendosi in un intento di ‘evoluzione’ della moda, raggiunge nella sperimentazione il suo obiettivo di rompere gli schemi, di determinare un mutamento di rotta. Ed proprio in virtù di questo input che la ‘stonatura’ tra l’ hairstyle ed i look della collezione si rivela solo di facciata, coinvolti come sono entrambi nell’ obiettivo di osare: non a caso, dettagli come i maglioni di lana sotto i tailleur, le stampe a quadretti bianchi e rossi che spuntano da ampi cappotti in pelle con le maniche bordate di pelliccia incarnano, nella loro irriverenza, la medesima funzione. Potenziata ed esaltata dal non trascurabile valore aggiunto della provocante sensualità donata dal wet look.

 

 

 

 

 

 

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