Federico Fellini, i 100 anni di un genio visionario

 

Il 20 Gennaio del 1920, a Rimini, nasceva Federico Fellini: in occasione del centenario del Maestro, uno dei registi emblema del cinema italiano, VALIUM lo ricorda con alcune delle sue frasi più celebri. A breve dedicherà, poi, un più corposo approfondimento al cineasta visionario, poetico e geniale che ha lasciato un segno indelebile nella storia della Settima Arte.

 

Fellini con Richard Basehart (nel ruolo de “Il Matto”) sul set de “La strada” (1954)

 

” Il cinema mi piace perché col cinema ti esprimi mentre vivi, racconti il viaggio mentre lo fai. Sono fortunatissimo, anche in questo: sono stato portato per mano a scegliere un mestiere che è l’unico mestiere per me, l’unico che mi permetta di realizzarmi nella forma più gioiosa, più immediata…”

(Dal libro “Gli antipatici” di Oriana Fallaci, Rizzoli, 1963)

 

 

Fellini insieme a Ennio Flaiano e a Anita Ekberg

 

 

” Non faccio un film per dibattere tesi o sostenere teorie. Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno. Che è affascinante finché rimane misterioso e allusivo ma che rischia di diventare insipido quando viene spiegato.”

(Da un’ intervista con Renato Barneschi, “Oggi”, 1983)

 

 

 

 

” Il cinema è come una vecchia puttana, come il circo e il varietà, e sa come dare molte forme di piacere. “

(Dal libro “Portala al cinema” di Rhiannon Guy, Einaudi, 2006)

 

 

Fellini insieme a Giulietta Masina

 

 

” È uno strano film, il più difficile che ho immaginato finora. “La dolce vita” andrebbe proiettato tutto insieme, in una sola enorme inquadratura. Non pretende di denunciare, né di tirare le somme, né di perorare l’una o l’altra causa. Mette il termometro a un mondo malato, che evidentemente ha la febbre. Ma se il mercurio segna quaranta gradi all’inizio del film, ne segna quaranta anche alla fine. Tutto è immutato. “La dolce vita” continua. I personaggi dell’affresco continuano a muoversi, a spogliarsi, ad azzannarsi, a ballare, a bere, come se aspettassero qualcosa. Che cosa aspettano? E chi lo sa? Un miracolo, forse. Oppure la guerra, i dischi volanti, i marziani. “

(Citato nel libro “Noi che abbiamo fatto La dolce vita” di Tullio Kezich, Sellerio Editore Palermo, 2009)

 

 

Foto di copertina via RV1864 from Flickr, CC BY-NC-ND 2.0

 

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