Flashback Floreali

 

L’ intermezzo floreale di VALIUM non poteva non guardare al passato e tralasciare un look che ha fatto storia. Siamo nel 2007, Alexander McQueen presenta la sua collezione Primavera/Estate “Sarabande”. A concluderla è un gran finale: la modella Tanya Dziahileva incede in passerella indossando un abito composto da miriadi di rose vere. Passo dopo passo alcune rose si staccano, volteggiando e poi posandosi sul catwalk rivestito di parquet. E’ una circostanza emblematica, la perfetta rappresentazione della bellezza in tutta la sua caducità. Perchè neppure la più eclatante fioritura può esimersi dall’ assoggettarsi all’ eterno ciclo di vita e morte, ed è la morte stessa la sua conseguenza naturale. Bellezza e morte, quindi, si contrappongono e si intersecano in una tensione continua, in un percorso inesorabile. McQueen non ha mai fatto mistero di adorare la natura, rendendola uno dei motivi ispiratori ai quali ha maggiormente attinto. I fiori, in particolare la rosa, incarnano il fulcro di una passione che  è anche un concetto: sono splendidi, scenografici, ricchi di incanto, ma al tempo stesso fragili e decadenti. Attraverso di essi il designer “racconta” una natura esplosiva, al suo apice, che irrompe con violenza travolgendo gli abiti e i copricapi. Le collezioni diventano un giardino in stile inglese che alle rigogliose porzioni di verde alterna gli arbusti più selvaggi. Cascate di fiori, come avviene nel look di chiusura della collezione “Sarabande”, si riversano sull’ abito quasi a sottolineare la loro clamorosa bellezza. E anche se tanto splendore si rivela effimero, di breve durata, la morte non ne sancisce mai la fine: accentua, al contrario, un fascino poetico e decadente che fa della fragilità il suo punto di forza.

 

 

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