Paris Fashion Week: flash dalle collezioni AI 2021/22

 

Anche a Parigi, dove la Fashion Week si è tenuta dall’ 1 al 9 Marzo, le collezioni Autunno Inverno 2021/22 sono state presentate via web. La Fédération de la Haute Couture et de la Mode ha dedicato una speciale piattaforma agli show in calendario, sostituiti perlopiù da video, lookbook, sfilate a porte chiuse che le griffe hanno diffuso altresì tramite i loro siti e social. 93 i brand partecipanti alla kermesse, inaugurata con un défilé dei giovani talenti diplomati all’ Institut Français de la Mode; a nuove promesse come il marchio eco-friendly Benjamin Benmoyal (per citarne uno) si sono alternati big quali Marine Serre, Mugler, Chloé, Dior, Yohji Yamamoto, Rick Owens, Isabel Marant, Vivienne Westwood, Hermès, Dries Van Noten, Courrèges, Thom Browne, Stella McCartney, Schiaparelli, Lanvin, Chanel, Miu Miu, Giambattista Valli e molte altre label ancora. La collezione di Givenchy ha segnato il debutto, in modalità co-ed, del nuovo direttore creativo Matthew M. Williams, e bisogna dire che si è trattato di un debutto eccellente: la storica Maison parigina ha “svoltato” con uno stile inedito, potentemente avantgarde e audace. Gli habitués delle passerelle della Ville Lumière sono stati affiancati da new entry prestigiose, tra cui Jil Sander e il giapponese Ujoh, ma non sono mancate le defezioni. Molti brand, come si è già verificato a New York, Londra e Milano, hanno optato per le presentazioni al di fuori dal calendario ufficiale. Balenciaga, ad esempio, ha svelato la sua collezione lo scorso Dicembre; anche Vetements e Y/Project hanno giocato in anticipo, quest’ ultimo sfilando in versione co-ed con la Moda Uomo. Brand quali Kenzo, Maison Margiela, Alexander McQueen e Saint Laurent presenteranno invece a breve le proprie creazioni; ma mentre il marchio fondato dal compianto Kenzo Takada ha fissato per il 26 Marzo il lancio del suo fashion film, nulla si sa ancora rispetto alle date scelte dalle altre griffe. Non ci resta che attendere. Nel frattempo, godetevi le sei collezioni che VALIUM ha selezionato per voi dalla Paris Fashion Week!

 

DIOR 1

Nella splendida galleria degli specchi di Versailles, Dior manda in scena una collezione da mozzare il fiato. L’ estro creativo di Maria Grazia Chiuri attinge dalle fiabe, reinterpretadole in modo assolutamente inedito: non le identifica con una fuga dal reale, piuttosto ne rimette in discussione gli archetipi per proiettarli nel futuro “rivisiati e corretti”. “Il soldatino di stagno”  ispira cappotti e giacche blu con doppia fila di bottoni, “Cappuccetto Rosso” una serie di mantelle, cappottini, trench e giubbini nei toni del rosso (anche in versione tartan), alcuni dotati di cappuccio, una fantasia di rose tratta dagli archivi Dior rimanda a “La Bella e la Bestia”, mentre gli spettacolari abiti da sera in tulle, con lungo strascico e ruches in cromie degradé o con corpetto a forma di cuore,  rievocano quelli delle Principesse più amate dei contes des fées. Emerge una femminilità potente, eterea e sofisticata al tempo stesso: il lurex e il lamè la impregnano di magia, i piccoli colletti bianchi, il pizzo sangallo e le pettorine con volants la dotano di un appeal romantico intriso di venature bon ton. Le gonne si svasano nel fondo, i foulard coprono il capo e vengono annodati al collo accentuando la raffinatezza dei look. Plissè, trasparenze e applicazioni floreali contribuiscono a enfatizzare il fascino di una collezione che svariate nuance di rosso, di blu e di grigio rendono ancora più intensa.

 

DIOR 2

DIOR 3

 

BALMAIN 1

In una realtà sempre più incerta e drammatica, Olivier Rousteing opta per la fuga. Il video che Balmain propone è stato girato, non a caso, in un hangar dell’ aereoporto Charles de Gaulle, dove i modelli e le modelle sfilano sull’ ala di un Air France 777 e nei suoi dintorni: tutti i look inneggiano alla partenza, al volo, ad una via d’uscita dalla catastrofe, sia nel design che nei tessuti. Gli abiti si drappeggiano su seta da paracadute, le giacche rimandano allo stile aviatore, il PVC protettivo delle tute hazmat caratterizza coat con spalle ampie, pantaloni bouffant sui fianchi e affusolatissimi dal ginocchio in giù, giubbini dagli orli minimi. L’ effetto che un simile materiale sortisce è paragonabile alla vernice o a un tessuto metal che, di volta in volta, forgia miniabiti avveniristici, pantaloni con l’elastico in vita ed ensemble di gonna e top dalle caratteristiche maniche extralong che ricorrono nella collezione. Una serie di mise più prettamente da combattimento ostenta spalline rinforzate e si tinge di verde militare in dosi massicce. Tra gli accessori, risaltano borse indossate dietro il collo a mò di cuscino, enormi bussole utilizzate come ciondoli per collana e valigie di ogni forma e dimensione. Quando il viaggio approda a destinazione (una piattaforma nei pressi della luna), gli oufit si fanno ancora più futuribili. Predominano colori fluo e argentei, giacche con mono-rever e spalle squadratissime: grintose, ma non prive dell’ appeal “sexy and bold” tipico dello stile Balmain.

 

BALMAIN 2

BALMAIN 3

 

SCHIAPARELLI 1

L’ ispirazione surrealista, cardine dell’ heritage di Elsa Schiaparelli, è un elemento che Daniel Roseberry padroneggia egregiamente. Il designer lo evidenzia soprattutto nei dettagli, nei decori e nei gioielli che adornano look altamente sartoriali: tailleur con pantalone palazzo, giacche squadrate in tweed, cappotti dall’ apparenza “innocua”, bianchi e lineari, vengono impreziositi da sbalorditivi inserti raffiguranti seni o alcune parti del viso. Il seno e il suo capezzolo sono ricorrenti, declinati sia in morbida pelle dorata che in crêpe di lana. Si piazzano proprio sulle mammelle, come stravaganti “toppe”, mentre orecchi, nasi e bocche, rigorosamente in oro, pendono da catene dorate a più giri portate intorno al collo. Oppure impreziosiscono i bottoni, ornamento principale di ogni look, senza disdegnare la punta delle scarpe (dove si alternano a enigmatiche serrature) e le cinture, fasce metalliche con tanto di ombelico scolpito. La colomba, dopo il successo riscosso dall’ abito indossato da Lady Gaga all’ Election Day, entra a far parte di questa surreale girandola: di forte impatto una versione che la riproduce in cima al pistillo lunghissimo di un vistoso fiore-spilla. La palette cromatica punta prevalentemente sul bianco e sul nero, ma il rosa carico di un abito che ricorda quelli sfoggiati da Grace Jones negli anni ’70 non passa inosservato.

 

SCHIAPARELLI 2

SCHIAPARELLI 3

 

GIVENCHY 1

Due colori base: il bianco e il nero. E poi pennellate di panna, grigio e rosso. La palette della collezione-debutto di Matthew M. Williams nel ready to wear di Givenchy esalta alla perfezione i look grafici, ma superbamente audaci, svelati in un video dal sapore avveniristico.  Il womenswear della sfilata co-ed privilegia silhouette fascianti che le sovrapposizioni e i volumi degli abiti, spaziando continuamente dal maxi al mini, non scalfiscono. L’ allure è sporty, iper sensuale e grintosa al tempo stesso, ogni outfit potrebbe essere indossato da una rockstar; forme scultoree e proporzioni strategiche combinate tra loro fanno da fil rouge. Un ruolo preponderante è ricoperto dai capispalla: piumini e pellicce che sfiorano la vita a malapena si alternano a giacche in pelle sagomate, bomber borchiati, gilet in shearling, biker jacket e lunghi parka, spesso abbinati a gonne asimmetriche indossate su pesanti calze nere. Un mood provocante aleggia sulla tuta con bordure che incorniciano il seno lasciandolo scoperto, sui lunghi abiti che fasciano il corpo come una seconda pelle. Parlando di long dress, conquistano i modelli in chiffon trasparente tempestati di paillettes e con orli di piume fluttuanti. L’hardware è un leitmotiv ornamentale, mentre gli accessori definiscono ulteriormente i look: risaltano collane girocollo con grandi “S” concatenate ed ankle boot con zeppe altissime e dalle forme massicce.

 

GIVENCHY 2

GIVENCHY 3

 

MIU MIU 1

Un incontro tra la lingerie – preziose sottovesti, canottiere con dettagli crochet, gonnelline in raso – e il tipico abbigliamento da montagna come i piumini, le pellicce ecologiche e le tute da sci: Miuccia Prada simbolizza così il desiderio di liberarsi dal peso del lockdown e al tempo stesso di proteggersi dai potenziali pericoli che il mondo esterno cela. Il risultato è una collezione molto glamour e ricca di dettagli iconici. In un video girato tra le nevi delle Dolomiti, le modelle sfoggiano sciarpe e passamontagna in knitwear (muniti di copribocca a mò di mascherina) e coprono/scoprono il corpo in un’ alternanza giocosa e molto girly. Giacche e pantaloni trapuntati in colori pastello, abitini tempestati di cristalli, maglioni Fair Isle, giacconi in simil shearling, vestiti sottoveste e cappotti borchiati sono corredati da pesanti calze in lana, doposci in pelliccia ecologica alti come cuissardes e guanti al gomito nello stesso materiale. Quando al calar della notte le modelle si riuniscono attorno a un falò, è tutto uno scintillio: le borchie, i cristalli, i lustrini sfavillano nel buio e ingentiliscono l’ abbigliamento tecnico outdoor. Il falò rappresenta un inno alla natura, fonte di vita e quindi degna del massimo rispetto. Per quanto riguarda la palette, nuance pastello come il lilla, il rosa e il celeste si affiancano al rosso, al blu e al verde mela o a colori neutri quali il grigio e il beige.

 

MIU MIU 2

MIU MIU 3

 

CHANEL 1

Il contrasto originato dall’ accostamento di texture massicce ed impalpabili è il fulcro della collezione di Chanel. Virginie Viard, che ha scelto Chez Castel (lo storico ed iconico nightclub sulla Rive Gauche) come location del video di presentazione, combina lunghi piumini e ampi cappotti in tweed con miniabiti in ruches danzanti, trasparenti gonne di chiffon e abitini costellati di paillettes iridescenti. Quella tra pesantezza e leggerezza dei tessuti è una dicotomia, anche simbolica, che fa da leitmotiv all’ intera collezione. Viard pensa a una donna che scende le scale del nightclub liberandosi del suo cappotto caldo per svelare la seducente lievità dell’ abito che indossa: un gesto indicativo, al tempo stesso, della volontà di immergersi nella rilassante atmosfera del locale. La femminilità fa comunque da trait d’union: i revers del cappotto sono in velluto trapuntato, la pelliccia ostenta bordure  rosa e persino il beanie in lana si adorna di una romantica rosa rossa in stoffa. Sotto il capospalla la donna Chanel sfoggia, inoltre, pull norvegesi corti in vita, gonne matelassè e preziosi top in pizzo, che di sovente abbina alle lunghe collane di perle adorate da Mademoiselle Gabrielle. Il look che conclude la sfilata, un trench dorato accompagnato ad un fedora nero in feltro, sembra concentrare in un sol colpo l’ irrinunciabile comfort dell’ outerwear e lo chic sfolgorante di un abito da sera.

 

CHANEL 2

CHANEL 3

 

 

 

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