Haute Couture AI 2021/22: flash dalle sfilate di Parigi

Giambattista Valli

Con il persistere della pandemia di Covid e delle varianti del virus, una boccata di meraviglia non può che far bene. Le sfilate delle collezioni AI 2021/22 di Haute Couture ne hanno elargita ad ampie dosi, in certi casi andando in scena in presenza, in altri attraverso straordinari corti o video. Su VALIUM, a partire da oggi, troverete una selezione in due tranche delle collezioni, presentate a Parigi (tranne alcune eccezioni, vedi Valentino) durante la Haute Couture Week che si è tenuta dal 5 al 10 Luglio. A fare da comune denominatore sono state creazioni decisamente spettacolari: come se la creatività avesse raggiunto l’ apice nel tentativo di sconfiggere, o quantomeno esorcizzare, una realtà tuttora piuttosto drammatica.

 

GIAMBATTISTA VALLI

 

Vere e proprie architetture in tulle, lunghi strascichi, forme vaporose e scolpite da miriadi di plissè e di ruches: Giambattista Valli non cessa di stupirci con la sublimità della sua Couture. Acconciature cotonate in stile anni ’60 e voluminosi copricapi in piume completano i look, immortalati quasi per contrasto negli spazi labirintici, geometrici e massicci dello Spazio Niemeyer (sede del Partito Comunista Francese). La palette cromatica è sognante e fa sognare. Tonalità pastello come il rosa, il verde acqua, il giallo, il pesca e il menta si alternano all’ arancio, al rosso, al panna, al nero e al lime, combinandosi a volte tra loro e accentuando l’ eterea sofisticatezza dei look. Verso la fine del video che svela “Haute Couture 21”, a sorpresa, appaiono alcuni look maschili: lunghe mantelle nere, pizzo e piume a profusione evidenziano una allure da dandy, vagamente decadente.

 

Credits: Giambattista Valli Haute Couture

 

ARMANI PRIVE’

 

La collezione Armani Privè ci lascia senza fiato davanti a strepitosi giochi di colore, stoffe fluttuanti e impalpabili, texture talmente fluide da sembrare liquide. Lo stile signature di Giorgio Armani abbraccia la leggerezza e la luminosità: il tulle, il raso e la seta si combinano tra loro dando vita a un’ eleganza iper femminile, le paillettes tempestano gli abiti di sfavillanti riflessi, le linee sono morbide. La palette evidenzia nuance floreali e cromatismi cangianti: predominano il rosa confetto, il cipria, il magenta, il lilla e l’azzurro polvere affiancati da pennellate di argento e di verde smeraldo.

 

 

SCHIAPARELLI

 

Daniel Roseberry battezza la collezione “Matador” e omaggia l’ heritage surrealista della Maison: ogni creazione è artistica, preziosa ed eccentrica nel tipico Schiaparelli style. Il capo che più la identifica è il giacchino da torero, adornato da un tripudio di ricami che raffigurano occhi (un soggetto ricorrente nel Surrealismo) e dorati arabeschi barocchi, ma risaltano anche omaggi a Jean Cocteau x Schiaparelli (un miniabito con maniche ad anfora tempestate da rose in seta) e a Giacometti (i bijoux a forma di naso, bocca, e occhi in ceramica verniciata in oro). Elementi del corpo umano, basti pensare ai seni conici, diventano accessori, gioielli, ornamenti, fondendosi con texture originate dal contrasto duro/morbido, umano/tecnologico.E poi ci sono i colori: oltre al nero – che fa da leitmotiv – spiccano il bluette, il corallo, il rosa skocking e il salmone, gioiosi e giocosi.

 

 

IRIS VAN HERPEN

 

“Earthrise”, questo il titolo della collezione, esplora e omaggia l’ Anima Mundi: il mondo come un corpo unico con ogni organismo che lo abita. La Terra vive, palpita, respira. Una percezione avvertita da tutti gli astronauti dell’ Apollo 8 mentre, sul suolo lunare, vedevano il nostro pianeta sorgere dall’ orizzonte. Iris Van Herpen celebra una visione cosmica che coniuga la Terra con l’ immensità del cielo e dello spazio: non è un caso che nello splendido corto di presentazione appaia il volo “coreografico” della campionessa mondiale di paracadutismo Domitille Kiger. Gli abiti, simili a ricche ali fluttanti, si declinano in ogni gradazione di blu o in colori più tipicamente “terrestri” come il ruggine, il viola,il panna, il bianco, il verde, il nero. Forme scultoree, tulle danzante, stampe in 3D e lavorazioni futuribili, scaturite dal connubio tra innovazione tecnologica e artigianalità couture, sono l’ affascinante trait d’union che collega il respiro della Terra con il senso di libertà simboleggiato dai volteggi della Kiger nel cielo infinito.

 

 

(TO BE CONTINUED)

 

 

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