London Fashion Week: flash dalle collezioni PE 2022

 

Per assistere alle Fashion Week delle collezioni Primavera Estate 2022, oggi voliamo a Londra. Anche nella città di “The Shard”, il grattacielo emblema della capitale inglese nel terzo millennio, dal 16 al 21 Settembre molti brand hanno puntato sulla formula della sfilata live. Il ritorno in passerella, tra gli altri, ha visto protagonisti marchi quali Preen by Thornton Bregazzi, Bora Aksu, Roksanda, Richard Quinn, Toga, Mark Fast, Paul & Joe, Richard Malone, Rejina Pyo, David Koma, Roland Mouret e Tiger of Sweden. In presenza hanno sfilato inoltre Erdem, Halpern e Simone Rocha, questi ultimi “raddoppiando” la propria presenza in versione digitale tramite, rispettivamente, uno short movie e un livestream. Rocha, che festeggia il decimo anniversario dalla sua fondazione, per l’occasione ha lanciato una linea di casalinghi inaugurata nello store di Dover Street Market con una spettacolare installazione. Non sono mancati, comunque, i marchi “aficionados” alla presentazione via web. Qualche nome? Molly Goddard, Vivienne Westwood, Matty Bowan, Emilia Wickstead, JW Anderson, Marques’ Almeida, Victoria Beckham: in molti hanno optato per un lookbook digitale. Tra gli assenti, invece, va segnalato Burberry, che probabilmente svelerà la propria collezione al di fuori del calendario ufficiale. Il brand low cost Cos ha debuttato in passerella, così come la vincitrice del LVMH Prize 2021 Nensi Dojaka. Dalla partnership del British Fashion Council con la BBC è scaturito il 50.50: The Equality Project, un progetto all’ insegna dell’ inclusività che ha registrato la partecipazione di svariati designer: hanno aderito, solo per citarne alcuni, label del calibro di Tiger of Sweden, Roksanda, Matty Bovan e Saul Nash. L’ iniziativa The Clearpay Collective si prefigge, dal canto suo, di divulgare il talento degli stilisti emergenti avvalendosi soprattutto della piattaforma di TikTok e contemplando la creazione di capsule dedicate ai giovanissimi. Passiamo ora alle quattro collezioni che VALIUM ha selezionato dalla Fashion Week londinese: sono firmate da Simone Rocha, Vivienne Westwood, Halpern e Molly Goddard. Vi dò appuntamento a Milano a breve: seguitemi, perchè ho in serbo per voi delle straordinarie, sbalorditive sorprese!

 

SIMONE ROCHA

 

 

La nascita e il battesimo sono i cardini attorno a cui ruota l’ intera collezione: un po’ perchè Simone Rocha – che celebra il decimo compleanno del suo brand – è diventata mamma di recente, un po’ per simboleggiare la rinascita post-pandemica, della quale le sfilate in presenza sono un pregnante esempio. I look, di conseguenza, sono un tripudio di pizzi (anche Sangallo), tulle, ricami, volants e fiocchi profusi su creazioni bamboleggianti che rievocano gli abitini da battesimo per bimbi. Non è un caso che la palette cromatica privilegi il bianco, alternandolo solo al nero, al lilla e a “pennellate” di rosso (un emblema del sangue versato dalle puerpere). Stilisticamente predominano lavorazioni pointelle, nastrini che fanno capolino da un occhiello all’ altro, abiti simili a camicie da notte, reggiseni da allattamento impreziositi da gioielli e ricami, enormi colletti triangolari merlettati come antiche lenzuola, voluminosi cappottini in broccato, maniche a sbuffo…Le forme sono vaporose, molto ampie; le coroncine indossate dalle modelle donano un tocco regale a riti ancestrali già di per sè solenni, ricchi di significato.

 

 

VIVIENNE WESTWOOD

 

 

Vivienne Westwood rinnova il suo impegno a favore della sostenibilità: i materiali che utilizza sono a bassissimo impatto ambientale, riciclati, eco-compatibili e rigorosamente cruelty-free. L’ ispirazione attinge  a una collezione del 1998 della “Mother of Punk”, “Tied to the Mast”, inneggiante a storie di marinai e di pirati. Quel nucleo tematico resta, ma aggiornandosi al 2021 e convertendosi, dunque, in un’ ode al benessere dei mari. Lo sporty strizza l’ occhio al tipico stile Westwood intriso di volumi oversize e di asimmetrie intriganti. Le fantasie rigate si alternano al tartan declinato in innumerevoli versioni; i look sono eccentricamente sartoriali, le gambe inguainate nelle parigine, gli abiti drappeggiatissimi e sensuali, i pantaloni a vita alta e con cavallo ultra basso. Il tailleur ricorre, con gonna o pantalone, privilegiando i modelli in tartan. Abbondano giacche allacciate a sghimbescio, felpe da lupo di mare, pencil skirt attillatissime, camicie con jabot e lunghi lacci, corsetti sovrapposti agli outfit o che ne diventano parte integrante. I colori spaziano dal blu al grigio, dall’arancio al rosso, passando per il bianco e il carta da zucchero.

 

 

HALPERN

 

 

Halpern presenta la propria collezione con un corto intitolato significativamente “A return to movement”. E fa danzare, piroettare, volteggiare i ballerini del Royal Ballet di Londra con indosso le sue creazioni: il risultato è straordinariamente d’impatto su più fronti. La collezione, insieme al corto, è innanzitutto un omaggio ad una delle categorie dello showbusiness che ha maggiormente risentito delle restrizioni imposte dalla pandemia di Covid. Ma è anche un inno al movimento nella sua espressione più artistica e armonica, quella del balletto. Non va tralasciato, poi, che tramite la danza il “movimento” insito negli abiti si svela appieno allo spettatore. I look, realizzati con minuziosa cura artigianale, spaziano dal tipico stile “disco” di Halpern (tailleur con pantaloni a zampa e miniabiti interamente ricoperti di glitter) a svolazzanti long dress in raso, stratificati e bicolor, dalle sontuose creazioni in balze di tulle ai vestiti-“sfera”, ornati da reticolati argentei o ammantati di lunghe piume. Un abito che è un tripudio di frange in color block sembra l’ emblema stesso della collezione: fluttua, vibra e danza insieme alla ballerina che lo indossa. La palette cromatica include nuance strong quali il viola, il giallo oro, il rosso, l’arancio e il fucsia oltre che le tonalità caleidoscopiche dell’ abito con frange.

 

 

MOLLY GODDARD

 

 

Lo stile signature di Molly Goddard si è evoluto ulteriormente. In virtù della sua recente gravidanza, la designer ha dichiarato di aver creato una collezione ispirata all’ abbigliamento per l’ infanzia. Il focus è incentrato sul punto Smock, un trademark del brand, che viene sviluppato in una serie di nuove lavorazioni. Gli inconfondibili abiti in tulle griffati Goddard mutano pelle a loro volta, tramutandosi in vaporosi babydoll che sfiorano appena i fianchi; sono impalpabili, femminilissimi, declinati in colori pop come il pesca, il rosa e il giallo sorbetto, ma vengono abbinati a dei jeans ampi e comodi. Il contrasto, evidente, fa da denominatore comune alla quasi totalità dei look. Basti pensare che le gonne più elaborate, increspate da grandi ruches, si accompagnano a maglioni di lana in tinte fluo o a semplicissimi twin set a righe. Di eterei e sognanti abiti se ne vedono pochi, tutti rivisitati in chiave inedita: un modello color lilla ha il corpetto completamente see-through, un altro si declina in minidress e un altro ancora, candido, viene indossato con pantaloni della tuta, calze a righe e ballerine. L’ estetica stilistica di Molly Goddard, insomma, mantiene le sue coordinate base seppur rivisitate e corrette. Più che al fiabesco fa riferimento alla quotidianità, a cui si incorpora sapientemente.

 

 

 

 

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