London Fashion Week: 10 flash dalle sfilate

 

Prosegue il resoconto sulle Fashion Week delle collezioni Autunno Inverno 2022/23. Oggi siamo a Londra,  dove dal 18 al 22 Febbraio si sono alternate sfilate dal vivo, presentazioni e lookbook in versione digital. La piattaforma web per ammirare gli show era, come di consueto, quella della London Fashion Week (oltre ai social e ai siti dei vari brand); il calendario ha evidenziato una massiccia presenza di new talents e un minor numero di big. Questi ultimi hanno privilegiato la formula della sfilata live: in passerella sono andate in scena le creazioni di Erdem, Richard Quinn, Roksanda, Matty Bovan, David Koma, Simone Rocha, Richard Malone, Halpern, Rejina Piyo, Molly Goddard (per citare solo alcuni brand), mentre Dame Vivienne Westwood, ad esempio, ha preferito il digitale. Scuole di moda quali il London College of Fashion e la Central Saint Martins non sono mancate all’ appuntamento, mentre le assenze di marchi del calibro di Burberry, Victoria Beckham, Christopher Kane, Emilia Wickstead e Alexander McQueen (la cui sfilata è prevista a New York per il 15 Marzo) hanno suscitato un certo clamore. Partiamo ora con la selezione dei 10 look estrapolati da altrettante collezioni e ai relativi commenti.

 

RICHARD QUINN

Risalta la passione di Richard Quinn per la storica Haute Couture parigina: sfilano ampi cappotti a trapezio corredati da cappelli a tesa larga, entrambi declinati in stampe che esibiscono enormi rose. Accenti fetish si evidenziano nella tuta nera in lattice da dominatrice e nei leggings-guaina color fucsia abbinati al corsetto e agli opera gloves. La seconda parte della collezione punta invece su una serie di look sviluppati “in verticale”, con lo scollo che si innalza fino a coprire il capo a mò di cappuccio. Le proporzioni si stravolgono e ridefiniscono, così come i volumi. 

DAVID KOMA

Un roboante connubio di glamour, sport ed emblemi britannici omaggia il paese (il Regno Unito, appunto) dal quale David Koma sta per ottenere la cittadinanza. Il designer si ispira alla calciatrice Lily Parr, vissuta nella prima metà del ‘900, e reinterpreta le tipiche divise da football, rugby e cricket tramutandole in look seduttivi ed opulenti. Ad adornarli sono bordature di cristalli che sottolineano un mood regale. I colori? Il rosso, il blu Klein, il nero e l’ argento per enfatizzare il cotè glam.

TEMPERLEY LONDON

L’ ispirazione è il selvaggio West: prevalgono ampi poncho, frange, pattern che rievocano i grafismi dei nativi americani, tailleur pantalone con cravattino old style western, cappelli da cowboy, abiti che ricordano quelli della serie cult “La casa nella prateria”. Tra i materiali spiccano la pelle, tempestata di borchie, la lana e il velluto dei tailleur pantalone monocromi. I numerosi bijoux – orecchini e, soprattutto, anelli con turchese – ribadiscono i riferimenti della collezione. Una serie di long dress scintillanti, sensuali e iper femminili intervalla il mood Western con uno chic “serale” sopraffino.

VIVIENNE WESTWOOD

Uno stile, quello di Vivienne Westwood, che ha fatto storia al punto tale da ispirare di continuo la designer stessa. Le stampe prevalgono: il tartan, le righe, le grandi lettere dell’ alfabeto, il pattern con l’occhio che si rifà a Matisse si alternano a dettagli dei dipinti di Breughel e Jean-Baptiste Oudry. In questa collezione, inoltre, l’ anno cinese della Tigre viene omaggiato con una serie di fantasie tigrate e dettagli che rimandano ai grandi felini realizzati tramite tecniche innovative. I look sono un’ esplosione inconfondibile di sovrapposizioni, asimmetrie e assemblaggi stilistici all’ insegna della pura iconoclastia.

RAF SIMONS

Fa da leitmotiv una silhouette slanciata e sottile, che sembra tendere verso l’ alto. Il velluto, la lana e la vernice si alternano in look composti per la maggior parte da cappotti squadrati, mantelle con cappuccio, giubbotti di nylon (anche rasoterra), trench in vinile. L’ attenzione si concentra sui capispalla e su copricapo che occultano buona parte del volto alimentando un senso di mistero. Le calotte, lasciando scoperto solo il mento, esibiscono un’ apposita fessura per gli occhi.  Il nero impera, accanto al rosso e al viola. Accenti fetish ed enigmaticità la fanno da padrona: una mantella scarlatta fascia completamente il corpo, mostrando le braccia solo in un trompe-l’oeil frontale.

SIMONE ROCHA

Simone Rocha si ispira alla fiaba dei Figli di Lir, i figli di un re irlandese che vennero trasformati in cigni da una matrigna malvagia. Rimasero cigni per 900 anni e morirono dopo aver riassunto la forma umana. La collezione celebra uno stile signature romantico, ma intriso di venature oscure; ampi volumi, balze, maniche a sbuffo, tulle, trasparenze, sovrapposizioni, grandi fiocchi, pizzo, ricami e lingerie si affiancano ed alternano, tempestati di perle e di cristalli. Tra i tessuti, il velluto e la maglia fanno la loro comparsa, quest’ ultima plasmata anche in passamontagna riccamente decorati. I colori sono il bianco, il nero, il panna, il blu cobalto. Un arabesco rosso rubino spunta sugli abiti più candidi, delineando forse un richiamo al sangue.

ROKSANDA

Due anni di pandemia hanno addentrato Roksanda Ilincic nei sentieri dello sportswear, ma senza rinunciare ai colori esplosivi e ai maxi volumi che contraddistinguono la sua estetica. Nella collezione, sporty, comfort e forme scultoree si mixano in un connubio perfetto. Trionfano abiti simili a vere e proprie costruzioni architettoniche, look inneggianti a un pot-pourri cromatico che non disdegna le tinte al neon. Le mise che concludono la sfilata, realizzate in collaborazione con Fila, sono strabilianti: piumini enormi e bouffant, parka dilatati e sovrapposti, avveniristici “bozzoli” ricoperti di piume rappresentano un antidoto al freddo stilisticamente mozzafiato.

PAUL & JOE

Quando lo stile preppy e quello anni ’60 si fondono, il risultato è all’ insegna della freschezza. Paul & Joe presentano una collezione giovane e disinvolta: abitini con colletto arrotondato e doppia fila di bottoni, tartan declinato in pantaloni, microgonne e long dress, tailleur pantalone floreali, fluttuanti abiti in stile impero, pull tirolesi, cappottini stretti in vita da una cintura si alternano spensieratamente in passerella. Ad accompagnare i vari look, un paio di spessi collant bianchi e scarpe o stivali issati su un vertiginoso plateau.

ERDEM

Una collezione preziosa e decadente, chic e vagamente oscura. Una collezione notturna: Erdem si ispira alla Berlino della Repubblica di Weimar e a un gruppo di donne innovative, progressiste, libere nonostante l’ imcombenza della guerra e del conservatorismo. Sono Madame D’Ora, fotografa, Anita Berber e Valeska Gert, ballerine, Jeanne Mammen e Elfriede Lohse-Wachtler, pittrici. Artiste geniali, ognuna diede il suo contributo al fermento culturale dell’ epoca. Erano i tempi del Cabaret di Weimar, nei locali predominavano la stravaganza e l’ ambiguità sessuale. Tra look gender fluid, frange, pizzi, perline e trasparenze in bilico tra il nero e le paillettes scintillanti, Erdem riflette le crepuscolari ma vibranti atmosfere di tutta un’ era. (Foto di Jason Lloyd Evans)

PREEN BY THORNTON BREGAZZI

Justin Thornton e Thea Bregazzi compiono un excursus sulle sottoculture giovanili del XX secolo e lo traducono in un patchwork di stili. Un’ importanza cruciale acquistano gli anni ’80: l’era Post-Punk, l’ era dei New Romantic. Ecco perchè risaltano le gonne di tulle a balze, i body in pizzo, i decori di piume. Ad essi si aggiunge un tripudio di bomber, minigonne plissè, giacche squadrate, cardigan a rombi e un mix travolgente di stampe, dal pattern a righe al floral, dal tartan all’ animalier, combinati tra loro per esprimere gioia ed esuberanza. Un unico denominatore comune: le scarpe in finta pelliccia che completano ogni look.

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