
Questo weekend sancisce la fine di Agosto, il mese vacanziero per eccellenza. Lunedì arriva Settembre, e porterà con sè nuove atmosfere, nuovi stati d’animo e nuovi aromi. Sì, aromi: perchè a cavallo tra l’Estate e l’Autunno la natura ci regala, ogni volta, delle straordinarie esperienze olfattive. Basta una semplice passeggiata in campagna per rendersi conto dei profumi sedimentati dall’Estate appena conclusa e degli indizi dell’Autunno in arrivo, con i suoi inconfondibili sentori. I vigneti, tanto per cominciare, a Settembre strabordano di grappoli d’uva: rimandano all’odore del mosto, un aroma intenso e “carico” dovuto al processo della fermentazione alcolica. Un profumo che sa di vino, e a seconda di svariati fattori può rievocare accenti di volta in volta erbacei, fruttati o floreali. Ma anche terrosi, scaturiti soprattutto dalla pigiatura, ed ecco che entra in scena la profonda connessione tra gli aromi di Settembre e la natura. La terra, in particolar modo quella bagnata, è altresì l’odore indissolubilmente associato alle prime foglie cadute.

Non è ancora tempo di foglie che scricchiolano sotto i piedi, però i fichi (quelli derivanti dalla seconda fioritura) e i fichi d’india, tra Agosto e Settembre, raggiungono la piena maturazione. E sembra quasi di cogliere nell’aria il sentore dei fichi lasciati essiccare al sole: dolce e intriso di note caramellate, ricorda la terra e il calore dei raggi solari. Questo particolarissimo aroma, non a caso, è stato paragonato a quello del cognac o dello whisky, mentre i “nasi” più celebri lo associano olfattivamente al davana, l’erba aromatica indiana i cui fiori venivano donati a Shiva, una delle più venerate divinità indù.

Le piogge, se saranno abbondanti come quelle che ha portato con sè l’Estate, tra poche settimane permetteranno ai muschi di fare la loro comparsa sulle rocce, sui tronchi degli alberi e sui muri, elargendo copiosamente un altro dei caratteristici odori che anticipa le brume autunnali.





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