
È mite il ghirigoro
d’aria e luce
che accompagna
al suolo
la resa delle foglie
sui viali lungo il fiume.
perché rompo, persona,
il muto canto?
Sarebbe
senza me uniforme,
pieno, invasato della propria inopia,
festoso.
Così scende
la vita, scende incontrastato,
pare, il suo sfacelo
a rigenerarsi nella morte
per il dopo, per il principio.
(da “Sotto specie umana”, Garzanti, 1999)

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