Sulle tracce del Principe Maurice: un Natale all’insegna della libertà

Il Principe al Villaggio di Natale di Monte Carlo

Un incontro pre-natalizio dopo tanto tempo, quello tra me e il Principe Maurice. In occasione degli auguri che il Principe dedica ogni anno a voi lettori, un aggiornamento sulle ultime tappe della sua carriera era senz’altro d’obbligo. In questa intervista non mancano le riflessioni sul mondo della notte, sullo stato di salute dei club, ma anche sulle nuove vie dell’entertainment, come le sagre popolari: feste tutte da riscoprire, che invitano alla socialità e non operano distinzioni rispetto all’età dei partecipanti. Tra gli argomenti, poi, spiccano le celebrazioni di Halloween e del compleanno del Principe, quest’anno trascorso in terra straniera. E a proposito di paesi esteri, scommetto che sarete curiosi di scoprire la nuova meta del Grand Tour del nostro eroe, un luogo affascinante e maestoso che ha ospitato uno degli lussuosissimi eventi del Grand Ball de Monte Carlo, di cui Maurice è il Maestro di Cerimonie. Per concludere, il messaggio di auguri natalizi che il Principe rivolge ai lettori di MyVALIUM; ho già anticipato nel titolo di questo articolo quale sarà il soggetto, ma vi esorto a leggere l’intervista fino in fondo e ad assaporare le parole che il Principe Maurice ha in serbo per voi.

Raccontaci, in sintesi, quali sono stati gli eventi-cardine della tua estate.

Tra gli eventi in cui mi sono esibito nei club, posso citare il Memorabilia del Cocoricò del Luglio scorso: molto bello, con l’alba sorta sulla Piramide come da tradizione. E’ stato un Memorabilia sicuramente suggestivo e molto interessante. La mia estate, in realtà, è stata più open air: ci sono stati festival, soprattutto in collaborazione con l’Insomnia e il gruppo di Metempsicosi, poi lo straordinario evento outside al Rimini Beach Arena, sempre un Memorabilia, con un afflusso di pubblico pazzesco…è stata una grande festa techno sulla spiaggia. In più era gratis, qualcosa di necessario in questo momento. I giovani hanno voglia di uscire ma hanno pochi mezzi, quindi poter ogni tanto riuscire ad offrire loro questo servizio è molto importante. Ormai i festival outside sono spesso patrocinati anche dalle amministrazioni pubbliche, che hanno individuato in questo genere di divertimento il modo di concludere in bellezza svariate kermesse.

 

Natale a Monte Carlo

Il mondo della notte si sta allontanando progressivamente dai club sostituendoli con altre forme di intrattenimento: i festival, ma anche le sagre popolari: dimensioni meno “dispersive” che favoriscono maggiormente il contatto umano. Che pensi di questa svolta?

Rispetto alle sagre, devo dire che non ho mai storto il naso: per me è molto importante andare dove c’è gente che ha voglia di stare insieme, di ascoltare della buona musica…dove la buona musica c’è, garantita dai dj che conosco e che accompagno in questo viaggio estemporaneo all’aperto; un concetto essenziale, dato che dobbiamo tutti ancora superare vecchi traumi del passato (Ndr.: il Principe si riferisce al lockdown). Uno degli eventi a cui ho partecipato, per esempio, è stata la Fiera del Folpo, che in veneto significa polipo e si svolge in una cittadina chiamata Noventa Padovana. La Fiera, nell’arco di una settimana, porta a Noventa circa 120-130.000 persone. Mi sono esibito lì e devo dirti che ne è valsa la pena, perché ho trovato una qualità tecnica incredibile e una massiccia partecipazione di pubblico, tra l’altro sempre più composto da diverse generazioni. Io che sono ormai un highlander – ho più di 100 anni anche se non li dimostro – ho trovato i nonni, i padri, i figli e i figli dei figli! E’ molto divertente questa cosa.

 

La Fiera del Folpo di Noventa Padovana

Tra gli eventi open air a cui ho partecipato in Veneto,  vorrei citare  un Charity Music Festival molto bello. Sono stato chiamato da uno degli organizzatori, il produttore di fama internazionale Walterino dj. L’evento si chiama Anguana e mi sono trovato a lavorare fianco a fianco nientepopodimeno che a Iva Zanicchi! Simpatica e giovanissima di spirito. Gli organizzatori mi hanno ospitato in una tenuta nelle campagne  venete adibita a Resort…tutto mi sarei aspettato fuorchè di cenare a tu per tu con Iva che arrivata da Milano presentava un suo nuovo brano in stile afro-house, “Dolce far niente”, realizzato con un duo siciliano di producer e dj straordinari , A-Clark & Vinny, Un successone! La Zanicchi è una grande artista e una grande donna. Incontro indimenticabile. Cambiando discorso, devo dire che attualmente non esistono più produzioni musicali suggestive come quelle che avevamo negli anni ‘90, quindi quando i giovani le ascoltano rimangono sbalorditi…e vogliono ripetere l’esperienza. È una formula che funziona tuttora! Il Memorabilia quest’anno ha compiuto 30 anni, ma ancora piace e ancora funziona.

 

Maurice con Iva Zanicchi

A quali cause principali attribuisci quello che sembra essere una sorta di lento declino dei club?

Sarebbe senz’altro necessario un rinascimento organizzativo dei locali, che stanno continuando a chiudere. A Milano ha chiuso anche il Plastic, dandomi un grande dolore: per me era il club per eccellenza. Quello che sta succedendo ai club dà l’idea della crisi che stanno avendo, vuoi per ragioni economiche, vuoi per ragioni sociali…Bisogna che si capisca che i locali notturni non sono luoghi di vizio o trasgressione, ma anche luoghi di cultura e aggregazione. In questi luoghi si possono trasmettere degli importanti messaggi di costume e società, messaggi positivi sul contenimento di problemi sociali vari. Al mondo della notte andrebbe riconosciuta questa funzione, perché se poi la gente non esce o fa festa in casa, o per strada, potrebbe essere ancora più pericoloso se vogliamo. La formula vincente del Cocoricò, ad esempio, includeva la residenza di dj che potevi trovare solo in quel locale, l’esibizione di personaggi (me compreso) o gruppi che potevi vedere solo lì: tutto questo attirava, c’erano pellegrinaggi che partivano dalla Sicilia o dal Piemonte per arrivare a Riccione. Il declino è dovuto al fatto che, pensando di risparmiare, sono stati adottati dei format triti e ritriti, pronti all’uso, dove ti portano – chiavi in mano – dj, scenografie e animazione. Però questi “pacchetti” sono quasi tutti uguali e la settimana dopo li ritrovi in un altro locale a pochi chilometri di distanza. In generale si è venuto a perdere quell’afflato. Secondo me manca un direttore artistico che abbia potere propulsivo e decisionale, manca la figura del resident che fidelizza il pubblico. I locali, magari, sono belli e aggiornati tecnologicamente, ma ciò che manca è l’anima. Nel mondo dell’entertainment, più investi e più hai. Altrimenti non riesci più ad attirare le persone…Il clubbing dovrebbe recuperare la sua essenza vera, dandosi un carattere con originalità e continuità.

Passiamo ad Halloween. So che per te è stato un 31 Ottobre diverso, circondato non tanto dalle consuete atmosfere oscure, quanto da una luce rigenerante e radiosa. Potresti parlarcene?

Della festa di Halloween si è sempre data un’immagine associata alla paura, all’orrore, quasi come ad esaltarne un aspetto diabolico. Per me, invece, questa festa dalle antichissime radici celtiche simboleggia il contatto con la spiritualità del dopo vita. Penso all’aldilà come a una luce e ho voluto interpretarlo in questo senso: per me è tutta luce, tutta energia. Perciò ho indossato un outfit composto da frammenti di specchi (come sempre realizzato da Flavia) che era un’esplosione di luce, molto vitale. L’esplosione può essere mortale o vitale: io l’ho voluta vitale. Credo che la morte sia semplicemente una prova per l’evoluzione dell’anima. L’immagine che ho dato è piaciuta e ha emozionato. Ad Halloween mi sono esibito al Memorabilia del Cocoricò, e stavolta ho voluto festeggiarlo così. Questo momento storico ha più bisogno di luce che di oscurità. Non se ne può più delle guerre, della cronaca nera, della violenza, dell’indifferenza. della povertà…Bisogna dare dei messaggi positivi. Pubblicizzando la negatività, le tristezze, le miserie – che ci sono sempre state e sempre ci saranno – creiamo un clima di depressione e di sfiducia nei confronti della vita. Quindi, rievocando la morte in maniera luminosa ho voluto dare speranza; anche la vita dev’essere altrettanto luminosa. A livello generale la situazione è quella che è, ma accadono anche cose belle, sebbene non facciano notizia. A livello filosofico e di comunicazione bisogna ricominciare a dare speranzaluce, appunto.

 

Halloween Memorabilia style per i 30 anni dell’amatissimo format del Cocoricò

L’evento a Il Cairo, in Egitto, in cui ti sei esibito con il Gran Ball des Princes et des Princesses di Monte Carlo, si è trasformato in una nuova tappa del tuo Grand Tour: spiegaci come e perché.

Da bambino, quando studiavo la storia degli antichi egizi, mi sono innamorato della cultura faraonica e di questi monumenti incredibili e magici che sono le piramidi. In seguito, la piramide è tornata nella mia vita attraverso il Cocoricò, e poi con il Louvre. Quindi ero già destinato a visitare le piramidi. Avevo già viaggiato in Egitto, ma non mi ero spinto fino a Il Cairo. Quando ho saputo che la produzione del Grand Ball de Monte Carlo avrebbe organizzato un ballo dei Principi e delle Principesse lì,  sono stato entusiasta! Ne ho approfittato e mi sono preso un paio di giorni off per visitare la necropoli di Giza. Ti giuro: ho avuto la pelle d’oca dall’inizio alla fine, la consapevolezza di trovarmi di fronte a una cultura superiore. Si dice addirittura che la necropoli sia opera degli alieni, perché sembra impossibile che gli esseri umani abbiano potuto inventare ed edificare quelle piramidi straordinarie e perfette…sono stupende! Nel mio Grand Tour, quindi, c’è l’antica Grecia, c’è l’Italia e c’è senz’altro l’Egitto, una tappa che sono riuscito a fare nel meraviglioso contesto del Abdeen Palace: un palazzo reale risalente alla metà dell’‘800, quando, dopo la distruzione dell’impero ottomano, è salita al trono la dinastia da cui discendeva re Faruq. Per ospitare la Famiglia Reale con sfarzo fu costruito questo palazzo pazzesco, meraviglioso, una sorta di Versailles nordafricana che oggi è la residenza presidenziale. Pazzesco il Palazzo, quindi, ma pazzesche soprattutto le piramidi, che ho trovato enormi e impressionanti così come la Sfinge. Sono riuscito a toccare le loro pietre, ad abbracciarle, soprattutto quelle della piramide di Cheope che è la più energetica e la più importante. Sarei potuto entrare al suo interno, ma non ho voluto. L’istinto mi ha detto di non farlo perché temevo che non ne sarei più uscito! È stata una forma di rispetto, anche perché le piramidi non sono state fatte per entrarci. In realtà mi sono sentito circondato da tanta energia, forse troppa, e temevo di andare in overdose! Un unico fastidio: gli operatori turistici, a volte un po’ invadenti. Le piramidi sono senz’altro una delle più grandi meraviglie del mondo. A Giza ho percepito una concentrazione di energia attirata dalla forma della piramide stessa. D’altronde, l’avevo già constatato sotto la piramide del Cocoricò e quella del Louvre.

 

La storia di vita del Principe Maurice è costellata di piramidi: qui si trova davanti a quelle, maestose, della Necropoli di Giza

La magnificenza delle Grandi Piramidi di Giza…

…e quella dell’Abdeen Palace, una sorta di Versailles egiziana.

Il 15 Novembre è stato il tuo compleanno. Il ricordo dei festeggiamenti mirabolanti degli anni precedenti è ancora vivo in tutti i lettori di MyVALIUM: ti chiedo quindi di raccontarci dove e in che modo l’hai celebrato.

 L’ho celebrato in modo molto intimo in una cittadina, Saragozza, che da tempo avevo voglia di visitare, perché a Bologna ho abitato in una via che si chiama via Saragozza. Siccome il mio carissimo amico Sascha si è trasferito lì per lavoro durante i mesi invernali, ho pensato di andarlo a trovare. Eravamo solo io, sua moglie e lui, siamo andati a cena in un ristorante stupendo all’interno di un grande centro commerciale e il giorno dopo me lo sono preso tutto per visitare questa bellissima cittadina. Anzi, due giorni dopo, perché l’indomani siamo andati a vedere un luogo pazzesco,il deserto di Tabernas, dove sono stati girati moltissimi film western; poi abbiamo fatto una gita sul lago, circondato da pueblos (paesini), castelli e conventi stupendi. La città di Saragozza mi ha conquistato: è bella, dinamica, vivace, con l’incredibile Basilica di Nostra Signora del Pilar, che è meta di pellegrinaggi internazionali, e monumenti tipo il Castello dell’Aljaferìa, di impianto musulmano, con i suoi giardini, le sue fontane, i suoi archi orientaleggianti…Vi racconto un aneddoto che in pochi conoscono: il fiume che attraversa la città e segna il confine con la Francia si chiama Ebro, in latino Iberus. Pare che Giulio Cesare, dopo aver conquistato la Francia, iniziò ad occupare la penisola iberica, che prese questo nome proprio perché il grande condottiero attraversò quel fiume, l’Iberus. Riguardo a Saragozza, voglio segnalare anche la presenza artistica di uno dei pittori da me più amati in assoluto, Francisco Goya. Non c’è bisogno di dire che aggiungerò questa tappa al mio Grand Tour.

 

Il compleanno di Maurice, che ha festeggiato in quel di Saragozza

Arriviamo al 7 Dicembre, una data cruciale per il grandioso evento di chiusura  del trentennale del Memorabilia del Cocoricò.  Cosa avete escogitato  per questa importante celebrazione?

 Beh, è stato davvero grandioso, oltre ogni aspettativa! I festeggiamenti sono andati avanti tutto l’anno e non poteva esserci finale più straordinario. C’era molta aspettativa intorno a questo evento. Io, suggestionato ancora dalle piramidi, mi sono esibito in una performance che definirei “faraonica”! Hanno partecipato dj storici del genere techno; uno in particolare, Jeff Mills, da moltissimo tempo non si esibiva in Italia. A partire da Cirillo (ideatore del format), coadiuvato dai fedeli Saccoman e Ricci jr, non sono mancati i testimoni della parte House: Claudio di Rocco, Federica BabyDoll e i PastaBoys e quali ospiti internazionali: Marc Acerdipane PCP e Westbam oltre al già citato Mills, tutti iconici artisti che ci siamo regalati per festeggiare alla grande. Abbiamo voluto estendere gli orari, perciò il Memorabilia, cominciato alle 18.30, è andato avanti fino alle 3 di notte. Abbiamo segnato una pietra miliare del genere techno.

 

La performance faraonica del Principe all’Unipol Arena di Bologna, che ha concluso le celebrazioni per i 30 anni del Memorabilia

Il Natale si avvicina a grandi passi.. ti chiedo di anticiparci qualcosa sulle tue feste natalizie… e ti porgere, come sempre, i tuoi auguri ai nostri lettori.

Credo che trascorrerò la vigilia e il pranzo di Natale in famiglia; la sera di Natale mi esibirò in un elegantissimo locale del vicentino, la Ca’ dei Gelsi, dove verranno organizzati un apericena show e poi una parte più danzata con des del calibro di Joe T. Vannelli, Walterino e Max Morgani. Mi hanno chiamato, mi hanno voluto, e mi sono detto “Perché no”? Penso che passerò il Capodanno sempre in Veneto tra Venezia e Treviso, ma mi sento abbastanza libero di prendere magari un aereo all’ultimo momento e raggiungere amici a Parigi… chissà? Oppure a casa a Palma di Maiorca… La mia sarà una “New Year’s Eve” all’insegna della libertà. Ecco, il mio augurio per queste festività è di viverle all’insegna della Libertà! Libertà dai luoghi comuni, dal consumismo sfrenato, dalle convenzioni. Libertà di viverle in maniera spontanea e intima senza dover stare a regole se non quelle imposte dalla nostra voglia di star bene in compagnia con gli affetti più veri e sinceri. Aggiungerei anche con uno spirito un po’ più avventuroso e curioso di nuovi luoghi ed emozioni.

 

 Buon Natale a tutti dal Principe Maurice e da MyVALIUM!

 

Photo courtesy of Maurizio Agosti