Celeste, il colore di Marzo

 

Il celeste è il colore della semplicità, che illumina ciò che più s’avvicina all’essenziale.
(Fabrizio Caramagna)

Il colore di Marzo è il celeste, una tonalità primaverile che rispecchia quella del cielo terso nelle prime giornate assolate. I pittori lo ottengono mescolando il bianco a una minima quantità di blu, intensificando quest’ultimo fino a raggiungere la sfumatura desiderata. Ma il celeste di cui sto parlando, che vira all’azzurro polvere ed è una cromia fredda e intrisa di fascino, viene creato aggiungendo una punta di lavanda, o violetto di cobalto, al bianco e al blu oltremare: la sua preparazione già ne anticipa l’incanto. Che cosa simboleggia il celeste? E’ un colore che si associa alla serenità, alla calma, alla purezza, ma anche alla spiritualità: non è un caso che la religione cattolica l’abbia scelto come tonalità emblematica della Vergine Maria; il celeste rappresenta la trascendenza, l’infinito, la divinità. Anche gli angeli sono simbolicamente legati al celeste, e così il Paradiso, definito infatti “la Casa Celeste”. Questo colore esprime un senso di pace e favorisce la meditazione. Per la cromoterapia è in grado di ridurre lo stress, contrastando l’ansia e l’insonnia. Nel mondo, non sono poche le culture che collegano il celeste alla fortuna e alla purificazione. Potremmo considerarlo una tonalità “interiore”, associata all’intuito, all’empatia e all’armonia che viene da dentro. A Marzo, inoltre, sbocciano molti fiori di un celeste più o meno intenso: basti pensare al myosotis, conosciuto come “nontiscordardime”, al giacinto (la variante celeste è quella che fiorisce per prima), all’iris, alla bellevalia dubia, all’anemone blanda blue. Dulcis in fundo, anche la moda elegge il celeste, o meglio l’azzurro polvere, a colore di tendenza in assoluto della Primavera 2026.

 

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