Color block

 

Un tripudio di colori vibranti per celebrare la Primavera della moda: tonalità come il giallo, il blu elettrico, il fucsia, l’arancio e il rosso lava si mescolano dando vita a un caleidoscopio in technicolor. Il color block fa il suo grande ritorno, travolgendoci con una sferzata di potente energia. E’ il trionfo della policromia, e la palette vivace è il suo punto di forza. Per coniugare moda e stile con il mood esuberante della bella stagione.

 

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Giornata Internazionale della Danza 2026

 

“Cos’è la danza? Se riesci a dare una risposta, non sei attendibile. Ma fammi provare, in ogni caso: la danza è pensare con il corpo. E’ necessario pensare con il tuo corpo? Non per la sopravvivenza, ma per vivere. Ci sono così tanti pensieri che solo il corpo è in grado di pensare. Altre cose, come la pace, potrebbero essere più importanti della danza. Ma allora noi avremo bisogno di danzare per celebrare la pace. E per esorcizzare i demoni della guerra, come fece Nijinsky. L’anarchica Emma Goldman è stata probabilmente colei che l’ha espresso meglio di qualsiasi altra persona: una rivoluzione che non mi consente di danzare, è una rivoluzione per la quale non vale la pena di lottare. Il dio Shiva creò l’universo con la sua danza. Ma la danza è l’opposto di tutte le pretese divine. La danza è un tentativo eterno, come scrivere sull’acqua. La danza non è vita, ma mantiene in vita tutte le piccole cose di cui la grande cosa è composta.”

(Mats Ek, danzatore e coreografo svedese)

 

L’orto: quando il green fa tendenza

 

Perchè avere un orto è la mania del momento? Per una serie di buone ragioni: per allentare i ritmi frenetici della vita quotidiana, per riconnettersi con la natura, per condurre una vita più sana e all’insegna della sostenibilità. Coltivare frutta e verdura è rilassante e dona molte soddisfazioni; coniuga il benessere con il risparmio e offre la certezza di nutrirsi in modo corretto, tenendo alla larga i pesticidi e i fertilizzanti artificiali. Approfondiamo l’argomento punto per punto.

 

 

1. L’importanza del km zero

Dal punto di vista della sostenibilità, avere un orto è l’optimum. Riduce la necessità dei trasporti, che causano inquinamento atmosferico, e rende superfluo l’utilizzo degli imballaggi, soprattutto di quelli in plastica così dannosi per l’ambiente.

 

 

2. Il valore del relax

Il contatto diretto con la terra e i suoi frutti è un potente antistress naturale. Coltivare l’orto è un’attività rigenerante, un elogio alla lentezza e al lavoro manuale.

 

 

3. La possibilità di risparmiare

Avere un’oasi green in cui coltivare frutta e verdura permette di azzerare le spese a loro dedicate e  in particolar modo i rincari a cui sono soggetti i prodotti ortofrutticoli.

 

 

4. Il ripristino di una connessione con la natura

Piantare, seminare, raccogliere, potare…sono tutte attività che riconnettono con la natura e con i suoi cicli. Educano alla stagionalità, ci raccontano da dove provengono i cibi che troviamo sulla nostra tavola, insegnano il valore della pazienza e donano la gioia di veder crescere, fiorire o maturare ciò che abbiamo curato con tanto amore.

 

 

5. Un incentivo alla socialità

Chi possiede un orto è generalmente portato a socializzare con i vicini che, a loro volta, ne possiedono uno. Ci si scambia informazioni, ci si dà consigli, ci si presta utensili o fertilizzanti…E’ un modo per fare amicizia, soprattutto nei vasti spazi urbani.

 

 

6. Il fattore estetico

Gli orti stanno diventando sempre più belli anche da vedere: sono curatissimi, all’avanguardia dal punto di vista estetico e di distribuzione degli spazi. Potremmo definirli delle oasi di verde in cui, oltre ai prodotti, riveste una grande importanza anche il design.

 

 

7. L’esempio di Re Carlo III

Dal 1986, Re Carlo III d’Inghilterra è diventato un punto di riferimento per gli amanti del green grazie ai giardini di Highgrove House: una tenuta di settecento ettari che il sovrano ha tramutato in un vero e proprio laboratorio biologico. L’intera area viene gestita secondo i principi dell’agricoltura sostenibile e della permacultura, valorizzando enormemente la biodiversità. E in alcuni orti botanici è possibile ammirare l’opera di Re Carlo, che adora occuparsi dei suoi spazi verdi in prima persona.

 

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Il tiramisu alle fragole, la variante di tendenza di una delizia tutta italiana

 

Il tiramisu alle fragole è il dolce con la D maiuscola della Primavera 2026: tutti ne vanno pazzi. Non è un caso che sia già stato eletto dessert ideale della Festa della Mamma. Il motivo è molto semplice: è fresco, golosissimo e veloce da preparare. Questo classico della tradizione italiana cambia veste e si propone in una versione squisitamente (è il caso di dirlo) primaverile, sostituendo il caffè e e il cacao in polvere con il sapore delizioso del frutto di stagione più richiesto. Gli ingredienti rimangono gli stessi: savoiardi, mascarpone, uova (meglio se pastorizzate), zucchero. Le fragole, tagliate a fette, vengono lasciate macerare con lo zucchero e il succo di limone, poi si montano i tuorli delle uova e si mescolano al mascarpone, lasciando raffreddare successivamente la miscela in frigo.

 

 

La salsa di fragole va preparata utilizzando il succo di una manciata di fragole scolate, frullandolo subito dopo con un miniper per renderlo più denso. Dopo averla versata in una pirofila, nella salsa si intingono i savoiardi uno ad uno: andranno a comporre il primo strato del dolce. Gli strati di biscotti saranno molteplici e sempre intervallati dalla crema al mascarpone che è stata conservata in frigo. La parte superiore consisterà in una dose abbondante di crema al mascarpone guarnita di fragole, intere o a pezzetti. Il tiramisu dovrà rimanere un paio d’ore in frigo prima di essere gustato, così da preservare tutta la sua freschezza.

 

 

Sal De Riso, Presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, ha proposto un tiramisu alle fragole ancora più leggero, eliminando le uova crude dalla ricetta. E voi, siete già pronti ad assaggiare il tiramisu in questa inedita variante fruttata?

Foto: Patrycja Jadach via Unsplash

 

“25 Aprile”, una poesia di Giuseppe “Pino” Bartoli

 

L’importante è non rompere lo stelo 
della ginestra che protende 
oltre la siepe dei giorni il suo fiore. 
C’é un fremito antico in noi 
che credemmo nella voce del cuore 
piantando alberi della libertà 
sulle pietre arse e sulle croci. 
Oggi non osiamo alzare bandiere 
alziamo solo stinti medaglieri 
ricamati di timide stelle dorate 
come il pudore delle primule: 
noi che viviamo ancora di leggende 
incise sulla pelle umiliata 
dalla vigliaccheria degli immemori 
Quando fummo nel sole 
e la giovinezza fioriva 
come il seme nella zolla 
sfidammo cantando l’infinito 
con un senso dell’Eterno 
e con mani colme di storia 
consapevoli del prezzo pagato 
Sentivamo il domani sulle ferite 
e un sogno impalpabile di pace 
immenso come il profumo del pane 
E sui monti che videro il nostro passo 
colmo di lacrime e fatica 
non resti dissecato 
quel fiore che si nutrì di sangue 
e di rugiada in un aprile stupendo 
quando il mondo trattenne il respiro 
davanti al vento della libertà 
portato dai figli della Resistenza.

(dalla raccolta “Il fiore della libertà. Poesia e Resistenza”)

 

Fragole e vino

 

Aprile è il tempo delle fragole. Perchè non ritagliarsi, quindi, una pausa golosa a base di fragole e di buon vino? Per godere di una delizia assoluta, provate ad abbinare dei pancake alle fragole con un vino rosso che ne esalti il sapore: l’ideale sarebbe scegliere un vino giovane, non eccessivamente alcolico e dal gusto fruttato. Un esempio? Puntate sul Pinot nero, che si ottiene dall’uva nera ma ha un inconfondibile profumo di frutti di bosco, chiamati non  a caso anche “frutti rossi”; tra essi rientrano le fragole, il ribes, il lampone, i mirtilli, le more, le amarene e le ciliegie (non sono esattamente frutti di bosco ma il lessico ci consente qualche libertà), tutti potenti antiossidanti naturali che vantano virtù antinfiammatorie e svolgono un’azione protettiva per il sistema cardiovascolare. Oppure optate per un passito, la cui dolcezza si sposa alla perfezione con quella delle fragole: un concentrato di zuccheri e aromi dalla consistenza vellutata.

 

 

E i pancake alle fragole? Sono soffici, squisiti e leggerissimi poichè non contengono grassi. Il burro fuso e l’olio, infatti, vengono egregiamente sostituiti dallo yogurt, dalle fragole e da un filo di miele.

 

Foto: Faruk Tokluoğlu via Unsplash

 

“Aprile, dolce dormire”: i perchè del noto proverbio

 

Aprile, dolce dormire.

Questo proverbio lo conosciamo tutti molto bene. In realtà, come ci comunica anche Wikipedia, il detto si declina in tre modi diversi: “Aprile, dolce dormire e forte sospirare; i granai suono vuoti e le botti cominciano a suonare”; oppure, “Nel mese d’Aprile, aspro ragliare (degli asini che vanno in amore, ndr.) e dolce dormire”. O, ancora, “Aprile, dolce dormire, gli uccelli a cantare e gli alberi a fiorire”.

 

 

Il filo conduttore è chiaro, Aprile è il mese in cui dormire è “dolce”, riposante, qualcosa che dona serenità. Ma perchè accade tutto questo? Il proverbio sta dicendo la verità? Oggi lo scopriremo insieme.

 

 

“Aprile, dolce dormire”: vero o falso?

Non so voi, ma io ricordo che, quando ero bimba, con l’arrivo della Primavera venivo rimpinzata di vitamine e ricostituenti per affrontare il cambio di stagione. Il nostro organismo risente in modo particolare del passaggio tra la stagione fredda e la stagione calda. La debolezza, la mancanza di energia, sono elementi comuni nel mese di Aprile. Tutto ciò è normale, perchè il corpo si risveglia così come si risveglia la natura: con l’ora legale muta il ritmo cicardiano (legato al ciclo di sonno-veglia, alla regolazione della temperatura corporea e alla produzione ormonale),  il metabolismo si riattiva e cominciamo a “rivitalizzarci”, abbandonando il torpore invernale. Ma si tratta di un processo che non avviene velocemente. Convivere con la nuova condizione richiede qualche giorno di tempo.

 

 

La spossatezza, almeno inizialmente, è comune. E poi, appunto, c’è il ritmo cicardiano che varia significativamente: il nostro orologio biologico interno viene altamente influenzato dall’aumento delle ore di luce e dall’innalzamento delle temperature. Le giornate si spostano “in avanti”, perchè quando si allungano tendiamo a posticipare l’orario della cena e a svolgere attività fisica (passeggiate, corsa nel parco e così via) anche in tarda serata. Di conseguenza, andiamo a dormire a un’ora più avanzata rispetto a quella abituale. E notiamo che il maggior movimento favorisce l’addormentamento e un sonno più pesante.

 

 

L’influenza della luce

Ad Aprile, come abbiamo già detto, le ore di luce aumentano. I primi caldi, inoltre, rendono il sonno più frammentato. La melanina, un ormone prodotto dall’ipifisi che contribuisce a regolare il ritmo di sonno-veglia, comincia a calare, poichè la sua produzione viene incrementata con il buio e diminuisce con la luce. Il risultato? Ci sentiamo più stanchi, sentiamo il bisogno di recuperare il sonno in orari diversi. Magari di pomeriggio, con il rilassante canto degli uccelli in sottofondo. L’organismo, provato dai lunghi mesi di inattività invernale, al principio reagisce con pigrizia al risveglio primaverile. Poi però si adatta, soprattutto se stimolato da uno stile di vita sano e dal piacere di tornare a muoversi.

 

 

Cosa fare

“Sintonizzarsi” con la Primavera è fondamentale. Cerchiamo di non esagerare con le ore di sonno, di ripristinare un buon ciclo di sonno-veglia evitando di andare a letto troppo tardi. Mangiamo tanta frutta e verdura di stagione, cibi salutari, beviamo acqua in abbondanza per reintegrare i sali minerali. Fare attività fisica, poi, è un toccasana: passeggiate, jogging, running, nuoto, sono sport non eccessivamente impegnativi a cui possiamo tutti dedicare qualche ora di tempo. Perchè in Aprile dormire è dolce…a patto di non esagerare.

 

Foto e dipinto via Unsplash