
Se lo chiamano “il borgo dei fiori” un motivo c’è, e non è difficile scoprirlo: la caratteristica di Spello, comune umbro di 8.200 abitanti adagiato ai piedi del Monte Subasio, è il tripudio di fiori che riempiono i vicoletti del centro storico, decorando le finestre, le porte e i balconi. Situato a circa 12 km da Assisi, Spello è un piccolo gioiello dell’Appennino Umbro-Marchigiano. Sorse per merito degli Umbri prima di passare sotto il dominio dei romani; non è un caso che, tuttora, venga definito “Splendidissima Colonia Julia” in omaggio al nome che gli assegnò Giulio Cesare. Dopo un periodo glorioso, Spello fu devastato dai barbari e si riprese solo in età comunale, quando divenne libero Comune. Dal 1516 al 1648 appartenne alla nobile casata perugina dei Baglioni, alla quale Papa Leone X la concesse in feudo. Oggi, Hispellum (questo il suo nome latino) è un antico borgo dagli scorci incantevoli frequentatissimo da turisti di tutto il mondo.

Finestre, Balconi e Vicoli Fioriti
Conosciuta per la lavorazione del lino e per la suggestività, Spello è una delle punte di diamante dell’Associazione I Borghi Più Belli d’Italia e dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, che riunisce i luoghi eccellenti della produzione dell’olio extravergine d’oliva. Tuttavia, la fama di questo pittoresco borgo umbro deriva soprattutto dai suoi fiori: passeggiando per le viuzze del centro storico, completamente edificato in pietra del Monte Subasio, è possibile ammirarli ovunque, e a profusione. Strabordano dai vasi in terracotta, si inerpicano sulle scalinate e le facciate delle case, attirando l’occhio in un vortice di colori e profumi inebrianti. Ma perchè questa esplosione floreale? Tutto è dovuto a una competizione locale, “Finestre, Balconi e Vicoli Fioriti”, arrivata alla sua XXII edizione. L’iniziativa, promossa dalla Pro Loco Spello in sinergia con il Comune di Spello, i dipartimenti di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia e le associazioni I Borghi Più Belli d’Italia, Infiorate di Spello e Cine Foto Amatori Hispellum, viene lanciata a Maggio per poi concludersi ad Agosto con la premiazione dei residenti che hanno realizzato gli allestimenti floreali più belli. L’obiettivo, come recita il sito della Pro Loco, è quello di incentivare e valorizzare gli aspetti estetici, ambientali e turistici della città, uno scopo a cui tutti gli spellani concorrono con un prorompente entusiasmo.

Foto: Jocelyn Erskine-Kellie, CC BY-SA 2.0 da Wikimedia Commons
Grazie a questo progetto, Spello si tramuta ogni anno in un borgo dalla scenografia incantata: fiori e verde in ogni angolo delle sue viuzze medievali lastricate in ciottoli e pietra locale. E’ una sorta di perenne Primavera che cattura lo sguardo con il suo splendore.
Le infiorate del Corpus Domini
Ma un simile spettacolo a cielo aperto lo si ritrova anche in un’altra iniziativa, quella delle infiorate artistiche del Corpus Domini. Si tratta di una tradizione antica, risalente ai primi anni del 1900. Inizialmente consisteva nella creazione di un tappeto di fiori ininterrotto che coincideva con il percorso del Corpo di Cristo portato in processione, ma in anni più recenti si è imposta l’usanza di realizzare grandi “tappeti” singoli sparsi in diverse aree della città. Le infiorate sono dei veri e propri capolavori artistici composti da petali di fiori; vengono eseguite con una tecnica impeccabile che coniuga lo spunto religioso-filosofico alla grande perizia artigianale. A Spello, l’Associazione Infiorate di Spello se ne occupa dal 2002, organizzando parallelamente un concorso che premia i lavori più spettacolari.

Foto: Leinfioratedispello, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons
Le infiorate sono allestite annualmente in concomitanza con la solennità del Corpus Domini. Quest’anno la manifestazione, denominata Notte dei Fiori, si svolgerà tra il 6 e il 7 Giugno. Realizzare l’opera sul suolo di ciottoli richiede un’abilità particolarmente spiccata; il lavoro, inoltre, dev’essere terminato entro l’inizio della processione del Corpus Domini. Lo scenario è quello del centro storico, dove gli infioratori gareggiano rappresentando due diverse categorie: tappeti figurativi e tappeti geometrici. Esiste anche una sezione dedicata agli under anni 14, un’iniziativa che premia i giovanissimi intenzionati a perpetuare la tradizione. Le opere vengono valutate da una giuria composta da esperti nel campo dell’arte, della storia e della teologia. Sul podio salgono i tre gruppi che hanno allestito le infiorate migliori. Nel 2025, ad aggiudicarsi il trofeo Properzio è stato il gruppo Aisa, autore dell’infiorata dal titolo “Disarmare le parole”.

Alcuni must-see di Spello
E per il resto, cosa vedere a Spello? Ecco qualche spunto.
La cinta muraria romana
Le antiche mura di Spello sono le vestigia della dominazione romana. Costruite nel I secolo d.C., durante l’età augustea, circondano il borgo e si snodano all’incirca per 2 km. Bisogna sottolineare che, a quell’epoca, Hispellum si trovava in una posizione cruciale di passaggio e rivestiva un ruolo molto importante dal punto di vista commerciale. Le porte della città sono superbe: Porta Consolare vanta le origini più remote e si apre direttamente sulla via Flaminia, l’arteria strategica dell’Impero Romano che collegava Roma a Rimini. Porta Venere sorprende per le imponenti torri che si innalzano ai suoi lati. Porta Urbica, invece, era una via d’accesso alternativa. Ma il dettaglio più interessante è rappresentato dalle mura stesse: curiosamente, le case del centro storico ne incorporano diverse parti.

La Cappella Baglioni
Si trova nella collegiata di Santa Maria Maggiore, in pieno centro storico, ed è famosa perchè contiene una grande quantità di affreschi di Bernardino di Betto Betti detto Pinturicchio. Colpiscono l’uso del colore e la preziosità delle opere, dove è possibile ammirare la prospettiva lineare geometrica tipicamente rinascimentale.
La Pinacoteca Civica
E’ adiacente alla Chiesa di Santa Maria Maggiore. Qui vengono esposti numerosi dipinti, ma soprattutto affreschi risalenti al Medioevo che provengono da svariate chiese del territorio. Tra i loro autori risaltano nomi del calibro del Perugino, del Pinturicchio e di Andrea d’Assisi, che il Vasari considera uno degli allievi più validi del Perugino.

Il Belvedere della Posterula
Un punto panoramico imperdibile. Collocato nella parte superiore di Spello, è una sorta di terrazza affacciata sul “cuore verde d’Italia”. Da qui si possono ammirare la rigogliosità della natura circostante, gli sconfinati terreni coltivati a olivi, le immense vigne, e scorgere Montefalco e Assisi in lontananza.
La Villa dei Mosaici
E’ un suggestivo museo situato in zona Sant’Anna, all’esterno delle antiche mura. La sua storia è singolare: questa Villa strabiliante, risalente all’età augustea, venne scoperta casualmente mentre era in corso una serie di lavori pubblici. La Villa sfoggia pavimenti interamente realizzati in mosaico, visitabili percorrendo speciali passerelle sopraelevate, e pareti cosparse di resti di affreschi e antichi stucchi. Ognuna delle dieci stanze presenta diversi motivi di pavimentazione: le composizioni in mosaico raffigurano figure geometriche, scene di flora e fauna (anche fantastica), dei cicli delle stagioni, del vino alla mescita. Proprio quest’ultima rappresentazione ha fatto presupporre che il proprietario della Villa dei Mosaici si dedicasse alla viticoltura e alla produzione del vino. Eh già, perchè a chi appartenesse la Villa è tuttora un mistero. Quel che è certo è che, considerando la sua maestosità, vi risiedesse la famiglia di un uomo potente e facoltoso.

Una parentesi dedicata al gusto
Il labirinto di vicoletti offre anche la possibilità di scoprire le tipicità culinarie del borgo dei fiori. Nelle viuzze e sulle piazzette si apre un gran numero di botteghe, locali e ristoranti che propongono varie delizie gastronomiche locali: in primis la bruschetta, preparata con l’aglio e con il pregiato olio extravergine di oliva di Spello. Il tartufo nero è un’altra specialità umbra: decretato Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) è stato definito, non a caso, il “diamante nero della cucina”. Per chi preferisce i cibi dolci, ecco il miele millefiori. I vini, invece, includono il tradizionale Grechetto, un vitigno autoctono umbro, alternato al Merlot e al Sangiovese.



Foto: User: (WT-shared) Davidx di wts wikivoyage, CC BY-SA 4.0 , da Wikimedia Commons


Foto: Jocelyn Erskine-Kellie, CC BY-SA 2.0 , da Wikimedia Commons

Foto: Jocelyn Erskine-Kellie from London, UK, CC BY-SA 2.0 , da Wikimedia Commons

Foto via Pexels, Pixabay e Unsplash

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